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Ascesa di Ottaviano al potere

isabella.mauri

Created on March 10, 2021

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Transcript

Ascesa di Ottaviano al potere

Cassio Dione, Historiae Romanae, 53, 16, 4-8 Ottaviano, Res Gestae Divi Augusti, 1, 34

Isabella Mauri Sara Pellicanò

Pre-testo

Cesare aveva ricevuto molti privilegi e onori anche in precedenza, quando erano ancora in discussione le questioni della sua rinuncia alla monarchia e della ripartizione delle province.

Infatti si era deliberato che si sarebbe dovuto porre l'alloro davanti alla sua residenza reale e, sopra di essa, si sarebbe dovuta appendere la corona civica, in quanto lui era sempre vincitore sui nemici e salvatore dei cittadini.

Και γάρ τό τε τάς δάφνας προ των βασιλείων αυτού προτίθεσθαι, και το τον στέφανον τον δρύινον αυτών άρτάσθαι, τότε οι ώς και αεί τούς τε πολεμίους νικώντι και τους πολίτας σώζοντι εψηφίσθη.

La residenza imperiale si chiama Palatium, non perché ad un certo punto si stabilì che essa si dovesse chiamare tale, ma perché Cesare visse sul colle Palatino e lì si trovava il suo esercito, e perché la sua residenza era considerata presso tutto il colle il luogo in cui per primo abitò Romolo. Perciò, anche quando l’imperatore avesse abitato altrove, la sua dimosra sarebbe stata soprannominata ugualmente “Palatium”.

Καλείται δε τα βασίλεια παλάτιον, ούχ ότι και έδοξε ποτε ούτως αυτά όνομάζεσθαι , άλλ ότι έν τε τω Παλατίω ο Καίσαρ ώκει και εκεί το στρατηγιον είχε, καί τινα και πρός την του Ρωμύλου προενοίκησιν φήμην ή οικία αυτού από του παντος δρους έλαβε και διά τούτο κάν άλλοθι που ο αυτοκράτωρ καταλύη, την του παλατιου επίκλησιν ή καταγωγή αυτού ίσχει.

E quando, di fatto, portò a termine queste proposte, così il nome di Augusto gli venne conferito sia dall'senato che dal popolo.

Επει δε και τω έργω αυτά έπετέλεσεν, ούτω δή και το του Αυγούστου όνομα και παρά της βουλής και παρά του δήμου επέθετο.

Dal momento che loro meditavano su quale nome eccezionale affibbiargli e dal momento che furono avanzate e accolte proposte a riguardo, Cesare desiderava ardentemente essere chiamato “Romolo”. Quando, però, realizzò che per questo si sarebbe sospettato che lui aspirasse al governo regio, non pretese più quel titolo, ma si fece chiamare “Augusto”, come ciò che di più prezioso esiste rispetto alle cose umane.

Βουληθέντων γάρ σφων ιδίως πως αυτόν προσειπείν, και τν μέν το τν δε το και έσηγουμένων και αιρουμένων, ο Καίσαρ επεθύμει μεν ισχυρώς Ρωμύλος ονομασθήναι, αισθόμενος δε ότι υποπτεύεται εκ τούτου της βασιλείας επιθυμείν, ουκέτ' αυτού αντεποιήσατο, αλλά Αύγουστος ως και πλειόν τι ή κατά ανθρώπους ών επεκλήθη.

Post-testo

Infatti tutti gli oggetti più preziosi e sacri sono chiamati augusti. Perciò gli rivolsero l'appellativo che in greco corrisponde a sebastòs, che equivale a "persona da venerare", dal passivo del verbo sebàzo, "essere venerato".

Ottaviano, Res Gestae Divi Augusti, 1, 34

Dopo che avevo messo fine alle guerre civili, impadronitimi di tutto il potere con il consenso generale, ho trasferito la guida dello stato dal mio controllo alla sovranità del senato e del popolo romano.

Postquam bella civilia exstinxeram, per consensum universorum potitus rerum omnium, rem publicam ex mea potestate in senatus populique Romani arbitrium transtuli.

In cambio di questo mio gesto meritorio, sono stato chiamato Augusto in base a un senatoconsulto, gli stipiti del mio palazzo sono stati rivestiti di alloro per volontà pubblica, sopra la mia porta è stata affissa la corona civica ed è stato posto nella curia Giulia uno scudo d'oro, la cui iscrizione testimonia che il senato e il popolo romano me lo diedero come riconoscimento del mio valore, della mia clemenza, della mia giustizia e della mia devozione.

Quo pro merito meo senatus consulto Augustus appellatus sum et laureis postes aedium mearum vestiti publice coronaque civica super ianuam meam fixa est et clupeus aureus in curia Iulia positus, quem mihi senatum populumque Romanum dare virtutis clementiaeque iustitiae et pietatis causa testatum est per eius clupei inscriptionem.

Post id tempus auctoritate omnibus praestiti, potestatis autem nihilo amplius habui quam ceteri qui mihi quoque in magistratu conlegae fuerunt.

In seguito sono stato avanti a tutti per autorevolezza, anche se non ho avuto assolutamente più potere degli altri che sono stati miei colleghi nell'esercizio delle magistrature.