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Grosz, L'eclissi di sole (1926)

francesca.rocci

Created on March 9, 2021

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Transcript

L'eclisse di sole (1926)

George Grosz

L'arte come critica del potere nella repubblica di Weimar

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Lo storico dell'arte Tomaso Montanari descrive in questo modo il dipinto: "È una allegoria politica: la rappresentazione dello stato della democrazia tedesca alla vigilia dell’ascesa del nazismo. Tutto si svolge al tavolo del potere: è un ritratto collettivo del governo. Ma i politici, i ministri, sono tutti dipinti senza testa: senza pensiero politico, senza autonomia, senza intelligenza. Senza occhi per vedere lo stato del Paese, senza un cervello per leggerlo e per provare a cambiarlo. Sono letteralmente ‘senza capo’: qualcun altro comanda al posto loro. Chi? Un generale, che ha deposto la sciabola sul tavolo. È un cristiano, ci dice la croce posta sul tavolo: dunque non sarà poi così cattivo! I tratti del volto e la corona d’alloro ci dicono che non è un generale qualsiasi, è Paul von Hindenburg: il presidente della Repubblica tedesca, la Repubblica di Weimar. Sarà lui, nel 1933, a nominare cancelliere Adolf Hitler. Ma il presidente non decide da solo: ha un suggeritore, che gli sta accanto in piedi e gli sussurra all’orecchio. È un banchiere, col cappello a cilindro, che porta sottobraccio i frutti dell’industria che finanzia: Grandi Opere, e armi. È lui che comanda sul presidente, che a sua volta comanda su una schiera di politici senza testa. Sul tavolo del potere c’è anche il popolo: è un asino, accecato dai paraocchi, che si nutre dei giornali asserviti al presidente e al banchiere. Un popolo prigioniero della sua stessa credulità, della sua ignoranza. Sulle poche voci libere, sui pochi dissidenti che da sotto il tavolo provano a rivolgersi all’asino, a svegliarlo, incombono le sbarre del carcere, e una scheletrica morte. Nulla sembra poter salvare il popolo dai suoi stessi capi: dai suoi padroni. Su tutto incombe l’eclissi di sole, che dà il titolo al quadro. Il sole non dà luce perché è oscurato da un grande oggetto rotondo. Cos’è? Un’enorme moneta, con sopra il segno del dollaro: la «buona moneta», l’unico vero dio a cui il banchiere ha consacrato la propria vita. Il potere del capitale ha sostituito ogni altro potere, l’avidità e il profitto governano il mondo. Pochi anni dopo, nel 1933, un grande economista, John Keynes, scriverà: «Questa regola autodistruttiva di calcolo finanziario governa ogni aspetto della vita. Distruggiamo le campagne perché le bellezze naturali non hanno valore economico. Saremmo capaci di fermare il sole e le stelle, perché non ci danno alcun dividendo»".