Uno stormo di gabbiani è di ritorno dalla migrazione e una di loro, Kengah, è pronta per deporre il suo primo uovo.
Lo stormo si tuffa in acqua per mangiare delle aringhe, ma a un certo punto Kengah finisce bloccata in una pozza di petrolio, chiamato "peste nera" dai gabbiani.
Kengah riesce a liberarsi e a raggiungere la città di Amburgo, dove finisce sul balcone di una casa. Lì abita Zorba, un grosso gatto nero con una piccola macchia bianca sulla gola.
Kengah, stremata, usa le sue ultime forze per deporre l'uovo e chiede a Zorba di farle tre promesse: non mangiare l'uovo, prendersi cura del piccolo che nascerà e insegnargli a volare.
Zorba accetta e si reca dai suoi amici gatti, Segretario e Colonnello. Spiega a loro quello che gli è successo,
e si recano dal gatto più intelligente, Diderot, per chiedergli come ripulire Kengah dal petrolio.
Una volta aver recuperato della benzina conuno stratagemma, i tre amici si recano dalla gabbiana, ma purtroppo la trovano già morta.
Zorba decide di mantenere le promesse fatte a Kengah e, quando gli amici gli dicono che l'uovo deve essere covato per venti giorni, inizia a rimanere sempre a casa per occuparsi di esso.
Una volta nato il piccolo, che è una gabbianella, viene battezzato dai gatti Fortunata, ed è convinto che Zorba sia sua madre
Superando molte difficoltà, Zorba e i suoi amici riescono a far crescere dentro Fortunata il desiderio di poter volare.
Provano ogni tipo di metodo purtroppo senza risultati, in quanto la gabbiana continua a schiantarsi al suolo.
I gatti si rendono conto che, per imparare a volare, c'è bisogno dell'aiuto di un umano, il che significa dover infrangere il tabù che impone ai gatti di non parlare la lingua umana.
Si recano da una bambina, Nina, la padroncina di una meravigliosa gatta della quale tutti i gatti della città sono innamorati.
La bambina dice loro che, per volare, la gabbiana dovrà saltare dal campanile di San Michele.
Fortunata, così, si getta dal campanile e impara a volare come una vera e propria gabbiana.
La piccola Fortunata vola verso il suo futuro.
fine
LA GABBIANELLA E IL GATTO
ANNACHIARA CAFISI
Created on March 9, 2021
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Fill in Blanks
View
Countdown
View
Stopwatch
View
Unpixelator
View
Break the Piñata
View
Bingo
View
Create a Secret Code
Explore all templates
Transcript
Uno stormo di gabbiani è di ritorno dalla migrazione e una di loro, Kengah, è pronta per deporre il suo primo uovo.
Lo stormo si tuffa in acqua per mangiare delle aringhe, ma a un certo punto Kengah finisce bloccata in una pozza di petrolio, chiamato "peste nera" dai gabbiani.
Kengah riesce a liberarsi e a raggiungere la città di Amburgo, dove finisce sul balcone di una casa. Lì abita Zorba, un grosso gatto nero con una piccola macchia bianca sulla gola.
Kengah, stremata, usa le sue ultime forze per deporre l'uovo e chiede a Zorba di farle tre promesse: non mangiare l'uovo, prendersi cura del piccolo che nascerà e insegnargli a volare.
Zorba accetta e si reca dai suoi amici gatti, Segretario e Colonnello. Spiega a loro quello che gli è successo,
e si recano dal gatto più intelligente, Diderot, per chiedergli come ripulire Kengah dal petrolio.
Una volta aver recuperato della benzina conuno stratagemma, i tre amici si recano dalla gabbiana, ma purtroppo la trovano già morta.
Zorba decide di mantenere le promesse fatte a Kengah e, quando gli amici gli dicono che l'uovo deve essere covato per venti giorni, inizia a rimanere sempre a casa per occuparsi di esso.
Una volta nato il piccolo, che è una gabbianella, viene battezzato dai gatti Fortunata, ed è convinto che Zorba sia sua madre
Superando molte difficoltà, Zorba e i suoi amici riescono a far crescere dentro Fortunata il desiderio di poter volare.
Provano ogni tipo di metodo purtroppo senza risultati, in quanto la gabbiana continua a schiantarsi al suolo.
I gatti si rendono conto che, per imparare a volare, c'è bisogno dell'aiuto di un umano, il che significa dover infrangere il tabù che impone ai gatti di non parlare la lingua umana.
Si recano da una bambina, Nina, la padroncina di una meravigliosa gatta della quale tutti i gatti della città sono innamorati.
La bambina dice loro che, per volare, la gabbiana dovrà saltare dal campanile di San Michele.
Fortunata, così, si getta dal campanile e impara a volare come una vera e propria gabbiana.
La piccola Fortunata vola verso il suo futuro.
fine