Il lupo e l'agnello
Un agnello stava bevendo tranquillamente alle acque di un ruscello, quando, dall'alto di un masso roccioso, vide il lupo.Un po' spaventato cercò di non farci caso e continuò a bere, ma il lupo attaccò subito bottone.
Si trattava di un lupo magro come un chiodo, che non mangiava da tre giorni minimo. Il digiuno lo rendeva ancora più feroce e già si pregustava quel tenero agnello.
“Ehi tu!”, gli urlò dall’alto della rupe. “Tu mi inquini l’acqua! PUAH!” E così dicendo, sputò via un getto d’acqua, come fosse amaro veleno.
Il mite agnellino rispose educatamente: “Signor Lupo, questo non è possibile. L’acqua che beviamo arriva prima a te, che a me”.
Questo in effetti era vero: l’acqua sgorgava dalla sorgente sulle montagne, scendeva fino alla rupe, dov’era il lupo, e solo dopo arrivava fino all’agnello.
Ma il lupo non voleva sentire ragioni, e continuò: “Io dico che me la inquini! E anche l’anno scorso venivi a darmi fastidio e a parlare male di me!”
“Questo non è possibile”, protestò l’agnello spaventato. “Sono nato da pochi giorni. L’anno scorso ero ancora nei sogni di mia mamma!”“Grrrr”, ringhiò il lupo, sempre più spazientito. “Se non sei stato tu, era uno dei tuoi fratelli!”
“Ma se sono figlio unico”, ribatté l’altro. “Non ho fratelli, né sorelle
“Sai che ti dico? Che non ci vedo più dalla fame!”, disse il lupo rabbioso. “Se non era un tuo fratello a inquinarmi l’acqua, sarà stato tuo padre, tuo cugino, uno zio, forse, tuo nonno o un parente alla lontana. E per punizione, ora ti mangio in un sol boccone!”
Pronunciate queste parole, fece un potente balzo dalla rupe per acciuffarlo. L’agnellino iniziò a correre a perdifiato e per un soffio ce la fece a scampare dalle grinfie del lupo!
Tornato al sicuro a casa, dalla sua mamma, disse di aver imparato la lezione: “Mamma, ho capito che è inutile discutere con i prepotenti. Quel lupo voleva avere ragione tutti i costi, perché cercava una scusa per mangiarmi!”
La prossima volta, sarà meglio che l’agnello corra subito a casa, senza sperare di convincere chi è già certo delle sue intenzioni.
FINE
IL LUPO E L'AGNELLO
GIUSY RUNZA
Created on March 9, 2021
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Il lupo e l'agnello
Un agnello stava bevendo tranquillamente alle acque di un ruscello, quando, dall'alto di un masso roccioso, vide il lupo.Un po' spaventato cercò di non farci caso e continuò a bere, ma il lupo attaccò subito bottone.
Si trattava di un lupo magro come un chiodo, che non mangiava da tre giorni minimo. Il digiuno lo rendeva ancora più feroce e già si pregustava quel tenero agnello.
“Ehi tu!”, gli urlò dall’alto della rupe. “Tu mi inquini l’acqua! PUAH!” E così dicendo, sputò via un getto d’acqua, come fosse amaro veleno.
Il mite agnellino rispose educatamente: “Signor Lupo, questo non è possibile. L’acqua che beviamo arriva prima a te, che a me”.
Questo in effetti era vero: l’acqua sgorgava dalla sorgente sulle montagne, scendeva fino alla rupe, dov’era il lupo, e solo dopo arrivava fino all’agnello. Ma il lupo non voleva sentire ragioni, e continuò: “Io dico che me la inquini! E anche l’anno scorso venivi a darmi fastidio e a parlare male di me!”
“Questo non è possibile”, protestò l’agnello spaventato. “Sono nato da pochi giorni. L’anno scorso ero ancora nei sogni di mia mamma!”“Grrrr”, ringhiò il lupo, sempre più spazientito. “Se non sei stato tu, era uno dei tuoi fratelli!” “Ma se sono figlio unico”, ribatté l’altro. “Non ho fratelli, né sorelle
“Sai che ti dico? Che non ci vedo più dalla fame!”, disse il lupo rabbioso. “Se non era un tuo fratello a inquinarmi l’acqua, sarà stato tuo padre, tuo cugino, uno zio, forse, tuo nonno o un parente alla lontana. E per punizione, ora ti mangio in un sol boccone!”
Pronunciate queste parole, fece un potente balzo dalla rupe per acciuffarlo. L’agnellino iniziò a correre a perdifiato e per un soffio ce la fece a scampare dalle grinfie del lupo! Tornato al sicuro a casa, dalla sua mamma, disse di aver imparato la lezione: “Mamma, ho capito che è inutile discutere con i prepotenti. Quel lupo voleva avere ragione tutti i costi, perché cercava una scusa per mangiarmi!”
La prossima volta, sarà meglio che l’agnello corra subito a casa, senza sperare di convincere chi è già certo delle sue intenzioni.
FINE