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l'apparato cardiocircolatorio

aliceboccu

Created on March 9, 2021

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L'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

circolazione e sport

che impotanza assume il cuore, motore dell'apparato cardiocircolatorio, negli atleti?

Esercitare un'attività fisica è davvero molto importante. L'organismo necessita infatti di lavorare, potendo essere, uno stato prolungato di inattività, causa di malattia.

L'esercizio fisico migliora la salute, aumentando la funzione dei vari processi fisiologici, addirittura allungando la vita, diventando decisamente un vantaggio per la salute. Il movimento determina un senso di benessere fisico, permette di scaricare la tensione nervosa, combatte l'insonnia, mantiene un peso ideale, aiuta a sviluppare senza squilibri le masse muscolari, a togliere o a ridurre le disarmonie strutturali e ad allontanare alcune malattie. Ma soprattutto, l'attività fisica che esercitiamo dipende dall'azione dell'apparato cardiovascolare, di cui il cuore è il principale elemento.

  • Il cuore svolge il compito fondamentale nell'organismo di rifornire tutte le cellule di sangue ossigenato, fondamentale affinché possano adempiere alle loro funzioni metaboliche.
  • Il cuore fornisce la forza necessaria alla progressione del sangue, che a sua volta trasporta il nutrimento in tutte le parti del corpo portando via i prodotti di rifiuto derivanti dal metabolismo.
  • Il cuore si adatta al lavoro fisico con modificazioni funzionali, che si traducono in un aumento della frequenza cardiaca e della gittata sistolica.

il cuore d'atleta

Un intenso allenamento obbliga tutto l'organismo ad "adattarsi" a questa nuova condizione di sforzo attraverso lo sviluppo di modifiche morfologiche e funzionali, definite adattamenti, che consentono al cuore d'atleta di fornire prestazioni superiori al normale durante lo sforzo. La loro entità varia in funzione del tipo, intensità e durata delle competizioni e degli allenamenti, e delle caratteristiche fisiologiche del soggetto. Possiamo poi distinguerli in adattamenti centrali e periferici.

ADATTAMENTI CENTRALI Il cuore d'atleta può accogliere e pompare fuori dai ventricoli una quantità di sangue nettamente superiore a quella di un soggetto non allenato; il cuore riesce così ad aumentare notevolmente la gittata cardiaca sotto sforzo soddisfando le maggiori richieste di ossigeno da parte dei muscoli. Le principali modificazioni sono:

ADATTAMENTI PERIFERICI Anche il sistema circolatorio, costituito da vasi arteriosi e venosi, deve adattarsi a questa condizione, potenziando la circolazione, consentendo lo scorrimento dei flussi sanguigni così elevati senza ostacoli. Gli adattamenti più importanti sono realtivi ai muscoli. Qui, I capillari, attraverso i quali avvengono gli scambi tra sangue e muscolo, sono distribuiti maggiormente attorno alle fibre muscolari rosse, lente e a metabolismo aerobico che necessitano di un maggiore apporto di ossigeno.

  • l'aumento di volume del cuore
  • la riduzione della frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo.

come le patologie cardiache possono compromettere le attività sportive?

Lo sport è un divertimento, ma non bisgona trascurare la prevenzione prima di iniziare l'attività

Fare sport non è un bene solo per il benessere del corpo ma porta anche molti benefici alla salute e al cuore: una regolare attività fisica, infatti, migliora l’efficienza del cuore ed è associata a una significativa riduzione dello sviluppo di malattie cardiache.D'altra parte però l'attività sportiva mette anche a dura prova le capacità dell'apparato cardiocircolatorio, che deve essere sempre in piena efficenza e in grado di sopportare un tale sforzo. A tutte le età l'avvio di un'attività sportiva regolare, salvo che non si tratti di sport a impatto cardiovascolare vicino a zero, richiede, giustamente, una valutazione di idoneità medica e un elettrocardiogramma, il che dovrebbe consentire di intercettare le condizioni potenzialmente a rischio, che quindi controindicano ovviamente la pratica sportiva.

Tale procedura comporta responsabilità medico-legali specifiche da parte del medico certificatore e, ovviamente, si traduce nella necessità di espletare tutte le indagini cliniche e strumentali indispensabili a stabilire la gravità della malattia e la capacità funzionale del soggetto, ma anche a definire la compatibilità della cardiopatia con quella determinata attività sportiva. In ambito sportivo si possono configurare due diverse circostanze in cui occorre un'attenta e precisa valutazione cardiovascolare: In alcuni casi posso verificarsi analogie tra il cuore d'atleta e determinati quadri patologici, come l'ingrandimento cardiaco, le alterazioni elettrocardiografiche aspecifiche dello sportivo, la patologia ischemica, i soffi cardiaci di natura benigna e la patologia valvolare.

  • il caso in cui il soggetto affetto da cardiopatia intenda intraprendere o proseguire un' attività sportiva
  • il caso in cui si scoprano dati clinici o sintomatologici tali da far presuppore una cardiopatia in un soggetto che già pratica un'attività sportiva.

patologie cardiache

  • la trasposizione delle grandi arterie
  • la tasposizione corretta delle grandi arterie
  • l'atresia della tricuspide
  • l'atresia della polmonare
  • il ventricolo destro a doppia uscita
  • il ventricolo unico
  • il canale atrio-ventricolare
  • la malformazione di Ebstein
  • l'origine anomala delle coronarie
  • la sindrome di Marfan
  • la sindrome di Ehlers-Danlos

E' importante quindi non solo procedere con controlli prima di eseguire un'attività fisica, ma anche durante la pratica, nel corso del tempo, per evitare ripercussioni negative sulla salute degli atleti, portando, in certi casi, addirittura alla morte.

come l'apparato circolatorio può essere utilizzato come mezzo nel doping?

Il doping a livello della circolazione è una pratica ottenuta mediante l'aumento di globuli rossi nel sangue con lo scopo di ottenere migliori prestazioni atletiche. Poiché i globuli rossi apportano ossigeno dai polmoni ai muscoli, una maggiore concentrazione di questi può migliorare la capacità aerobica di un atleta e di conseguenza anche la sua resistenza fisica.

Inizialmente, il doping ematico (dal greco αἱματικός, "sangue") avveniva con la trasfusione di globuli rossi, che poteva avvenire in due modi: con una trasfusione omologa o una trasfusione autologa. In una trasfusione omologa, i globuli rossi di un donatore compatibile vengono raccolti, concentrati e poi trasfusi all'atleta prima di una gara. In una trasfusione autologa, invece, vengono utilizzati gli stessi globuli rossi dell'atleta, presi con largo anticipo per dare modo al sangue di recuperare la perdita, e conservati per essere poi trasfusi al momento del bisogno. Entrambi i metodi sono però pericolosi a causa dei rischi di infezione legati alla contaminazione batterica durante la procedura e la tossicità che potrebbe derivare da una non corretta conservazione del prodotto, o ancora il rischio di contagio da malattie trasmissibili attraverso il sangue eventualmente possedute dal donatore. Con l'introduzione dell'eritropoietina (EPO, un ormone glicoproteico prodotto negli esseri umani dai reni, dal fegato e dal cervello, che ha come funzione principale la regolazione della produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo), alla fine degli anni '80 il doping ematico divenne possibile in maniera farmacologica. L'eritropoietina farmacologica, infatti, è facilmente iniettabile sotto cute, anche se non è esente dall'essere un rischio per la salute: l'assunzione eccessiva di tale sostanza potrebbe elevare il livello dei globuli rossi in modo pericoloso. In queste condizioni il sangue diventa più viscoso del normale, con il rischio di ostruzioni. Prioprio a causa di tale pratica, alcuni atleti sono morti in seguito ad un infarto, nel momento in cui il ritmo cardiaco è più basso e in cui la concentrazione di globuli rossi aumenti ulteriormente.

rilevazione del doping ematico

  • controlli sistematici e casuali nelle case degli atleti e nelle strutture delle squadre
  • esame del sangue o delle urine degli atleti alla ricerca di sostanze vietate, solitamente EPO
  • rilevare una innaturale concentrazione di globuli rossi nel sangue, con il livello dell'ematocrito (la percentuale di volume sanguigno complessivo occupato dai corpuscoli nel sangue) o dell'emoglobina (la proteina che lega l'ossigeno ai globuli rossi)
  • comparare il numero di globuli rossi maturi con quello di globuli rossi immaturi

Ad esempio, nel 2007, Bjarne Riis, ex atleta della Telekom Cycling Team, ha ammesso di aver fatto uso di EPO nella sua carriera negli anni '90. Riis ha anche rinunciato al titolo conquistato nel 1996 al Tour de France, proprio per questo motivo. Sempre al Tour de France, nel 2007, anche il ciclista spagnolo Iban Mayo fece uso di una nuova versione di EPO, rilevata dal Comitato Olimpico Internazionale e di cui sono stati rilevati successivamente positivi anche altri atleti.