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LE RELIGIONI

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LE RELIGIONI ANTICHE

RELIGIONE

  • primitiva
  • mesopotamica
  • egizia
  • greco-romana

LA RELIGIONE PRIMITIVA

LA RELIGIONE DEI PRIMITIVI

Gli uomini primitivi al manifestarsi di fenomeni naturali non sapevano dare a essi una spiegazione. Erano meravigliati ad osservare la bellezza di un tramonto o la grandezza del cielo stellato. Tremavano di paura di quando il mare era in tempesta o un fulmine squarciava o, ancora, quando in cielo udivano il boato dei tuoni… Essi si chiesero chi avesse dato origine a tutti questi fenomeni e cominciarono a cercare Dio nella natura. Adoravano la luna, le stelle, il sole, il fulmine, un grosso animale, il fuoco e le sorgenti d’acqua come esseri superiori. Ancora oggi, sulle pareti delle caverne dove i primitivi si rifugiavano, si possono osservare immagini e disegni di animali (pitture rupestri) che rappresentano le loro divinità. Essi rappresentano una testimonianza della religiosità dell’uomo che, già nel Paleolitico, compiva atti rituali affinché la divinità concedesse cibo in abbondanza attraverso una buona caccia.

LA FIGURA DELLA DONNA

La donna, in quanto madre, era oggetto di grande considerazione poichè la fecondità era ritenuta opera divina. Nel corso degli scavi archeologici, infatti, sono state ritrovate numerose statuette raffiguranti la dea della fecondità, protettrice delle mamme.

LA RELIGIONE MESOPOTAMICA

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LA RELIGIONE MESOPOTAMICA

La civica mesopotamica si sviluppò in Medio Oriente, nell’attuale Iraq. Alle radici della religione mesopotamica c’era un insieme di credenze religiose scaturite dall’esperienza dei popoli che via via l’abitarono. Si trattava di una religione politeista, le cui divinità avevano caratteristiche umane. Gli dei della Mesopotamia erano numerosi; in ogni città sorgeva il tempio del dio protettore: la ziggurat, il centro del potere politico e religioso. La ziggurat era un alto e grande edificio, a terrazze decrescenti, e la sua altezza simboleggiava la volontà umana di avvicinarsi sempre di più al cielo. Al suo interno c’era la statua della divinità, che era stita e nutrita come se fosse un essere umano. Qui i sacerdoti offrivano sacrifici e da lassù scrutavano il cielo stellato per trarre auspici. Al dio protettore della città appartenevano tutti i beni del popolo: case, campi e ogni altra ricchezza. Tutto ciò veniva amministrato dal re: sovrano assoluto e primo sacerdote della città, in contatto diretto con gli dei. Quest’ultimo assicurava il rapporto del popolo con le divinità anche attraverso la legge. Molto famoso per questo è il Codice di Hammurabi. Il benessere degli uomini e della città era considerato un chiaro indicatore del favore divino, mentre il male che accadeva alle persone o alla città era segno dell’ira divina.

LE DIVINITA':

Le principali divinità della religione mesopotamica erano: Anu (dio del cielo e padre degli dei); Antu (dea della terra e moglie di Anu); Enlil (dio dell’aria); Enki (dio dell’acqua); Inanna (dea dell’amore e della fertilità); Shamas (dio del sole e della giustizia); Nergal (dio degli inferi); Marduk (dio protettore di Babilonia). La religione mesopotamica dava anche particolare importanza al culto dei morti.

LA ZIGGURAT DI UR

La ziggurat era un gigantesco palazzo-tempio la cui parte inferiore era probabilmente adibita a magazzini e botteghe, mentre nella parte superiore c’erano le sale reali e sulla sommità sorgeva il santuario, con la cella per la divinità. Una testimonianza sopravvissuta è la ziggurat di Ur in Iraq. Dedicata al dio della luna Nannar, è costruita in posizione dominante e per la sua imponenza era visibile da lontano. IL CODICE DI HAMMURABI La stele del Codice di Hammurabi è stata rinvenuta nel 1901 a Susa (oggi Shush), nell’Iran sud-occidentale: realizzata in diorite nera, alta 2,25 mt. Questo codice è una delle più antiche raccolte di leggi stilato durante il regno del re babilonese Hammurabi. Nella parte superiore della stele è raffigurato il re Hammurabi che riceve le leggi da Shamas. Il codice affrontava problemi del vivere quotidiano ma in modo disuguale .

IL CODICE DI HAMMURABI

La stele del Codice di Hammurabi è stata rinvenuta nel 1901 a Susa (oggi Shush), nell’Iran sud-occidentale: realizzata in diorite nera, alta 2,25 mt. Questo codice è una delle più antiche raccolte di leggi stilato durante il regno del re babilonese Hammurabi. Nella parte superiore della stele è raffigurato il re Hammurabi che riceve le leggi da Shamas. Il codice affrontava problemi del vivere quotidiano ma in modo disuguale .

LA RELIGIONE EGIZIA

LA RELIGIONE EGIZIA

La religione egizia, come la maggior parte delle religioni antiche, era politeista e abbondava di divinità zoomorfe, cioè di dèi-animali resi sacri per la loro funzione: il coccodrillo, segnalava l’approssimarsi delle piene; lo sciacallo eliminava le carogne; il gatto cacciava i roditori dai depositi di cereali e così via. La manifestazione più importante della religione egizia riguardava i defunti, con il complesso rituale dell’imbalsamazione e delle offerte (per un approfondimento leggi Imbalsamazione presso gli antichi Egizi). Ma ogni giorno nel tempio si svolgevano numerose cerimonie, a cui aveva accesso solo il sommo sacerdote che si prendeva cura delle statue degli dèi e delle offerte loro dedicate. Nei giorni delle festività dedicate alle varie divinità si innalzavano inni e si offrivano sacrifici. In Egitto quindi la massa della popolazione era esclusa dai templi, aveva il divieto di accedervi, e non partecipava ai culti ufficiali (il contrario di quanto accadeva in Grecia e a Roma, dove era invece preciso dovere dei cittadini prendere parte ai riti religiosi pubblici). Il popolo egizio veniva “istruito” alla religione, ai miti, alle storie degli dèi, attraverso festività (particolarmente importante era la festa per l’inondazione del fiume Nilo, poi il capodanno, l’inizio delle stagioni, il raccolto); e anche sacre rappresentazioni del dio Osiride.

La religione dei faraoni e dei sacerdoti appariva alla maggior parte della popolazione abbastanza misteriosa, tramandata in riti a cui non potevano assistere e custodita in testi che non potevano leggere. Col tempo, allora, crebbe la distanza tra questa e una religiosità popolare, fatta di elementi magici e superstiziosi (amuleti, esorcismi, incantesimi), ma anche di una sensibilità diversa.

LA MUMMIFICAZIONE

La mummificazione o imbalsamazione è il metodo con cui questo popolo conservava i corpi dei defunti, preservandoli dalla decomposizione. La parola “mummia” deriva dall’espressione araba “mumia”, che significa “bitume”. L’uso di imbalsamare i corpi fu forse suggerito agli antichi Egizi dall’osservazione di un fenomeno naturale: i morti, in origine sepolti in semplici fosse scavate nella sabbia del deserto, si conservavano a causa dell’estrema aridità climatica; mentre quando essi cominciarono a seppellire i defunti in tombe e sarcofagi, dovettero elaborare una tecnica che permettesse loro di ottenere lo stesso risultato. Il corpo veniva disteso su un tavolo, lavato e purificato. Dopodiché gli imbalsamatori, utilizzando uncini in bronzo, estraevano il cervello del morto attraverso le narici. In seguito, praticavano un’incisione sul lato sinistro del ventre, estraendo intestino, stomaco, fegato e polmoni, tranne il cuore, che per gli Egizi rappresentava la sede dell’intelletto, delle passioni e delle facoltà umane. Gli organi venivano essiccati, trattati con oli e resine e riposti nei vasi canopici, dei contenitori sistemati vicino al sarcofago.

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LA RELIGIONE GRECO-ROMANA

LA RELIGIONE GRECO-ROMANA

LA RELIGIONE ROMANA:

LA RELIGIONE GRECA:

la religione greca ebbe origine nella preistoria dei primi popoli che abitavano l'Europa, nelle credenze e nelle tradizioni di popoli indoeuropei, nelle civiltà minoica e micenea e nelle influenze delle civiltà del vicino Oriente antico. Gli antichi Greci erano politeisti, cioè adoravano molti dèi. Gli dèi greci erano concepiti come esseri simili agli uomini, ma superiori a loro, per potenza e fisicità: erano bellissimi ed immensamente forti. Per i Greci tutti gli dèi erano immortali ma, come i mortali, erano soggetti alle passioni e ai sentimenti. Intervenivano nelle vicende umane in base alle proprie simpatie e antipatie. Il loro cibo era il nettare e la loro bevanda era l’ambrosia. Come gli uomini, anche gli dèi erano soggetti al destino, la Moira. Secondo gli antichi Greci, gli dèi vivevano sulla vetta dell’Olimpo, un alto massiccio montuoso della Grecia. La religione dell’Antica Grecia aveva sacerdoti e sacerdotesse avevano il compito di compiere i servizi sacri e religiosi. Ad Atene erano gli arconti, cioè i detentori del potere politico, a svolgere anche mansioni sacerdotali.

Molto simile a quella professata nell'antica Grecia, la religione romana nasce anch'essa da culti e tradizioni presenti nei popoli pre-indoeuropei stanziati in Italia, nelle civiltà etrusca e, come detto, in quella Greca. Il motivo sta nel fatto che Greci e Romani erano entrambi popoli di ceppo indoeuropeo e le loro religioni hanno dunque un'origine comune. Inoltre i Romani, quando entrarono in contatto con il mondo greco e, importarono divinità elleniche e stabilirono corrispondenze abbastanza precise fra i loro dèi e quelli greci. La religione romana era infatti politeista, caratterizzata dalla presenza di molte divinità. La divinità suprema era Giove (per i Greci Zeus), capo fra tutti gli altri dèi. Sia in Grecia che a Roma, a ogni divinità veniva dedicato un tempio che stava a rappresentare l'armonia e la perfezione del cosmo. Secondo tutte e due le religioni il culto agli dèi assicurava pace e prosperità. Per avere ciò, i cittadini offrivano sacrifici animali, ma anche umani, che simboleggiavano la riconoscenza e la sottomissione nei loro confronti

COME INFLUISCE LA RELIGIONE SULLE CIVILTA' ANTICHE

Abbiamo tracce della religiosità (dare alla realtà un significato simbolico) legate alla vita di tutti i giorni e testimoniate da:

Nell’antichità alcuni popoli intuirono l’esistenza di esseri superiori all’uomo e sperimentarono il mistero della loro presenza. Essi credevano in molte divinità, dunque erano politeisti (polύς– qeoί «più dei»; tutte le grandi religioni antiche venerano più dei, ognuno corrispondente a una qualche forza della natura). Le divinità erano rappresentate in maniere diverse, la loro caratteristica era di essere immortali e con poteri sovrumani. Non essendo in grado di vedere le divinità gli uomini hanno sempre pensato a come potessero essere dando libero sfogo alla fantasia: a volte la loro vita era pensata a somiglianza di quella dell’uomo, ovvero divinità antropomorfe ( ἄnqrwpoς uomo,morjή forma); a volte sono rappresentate come animali in maniera simbolica (es. l’aquila per un dio particolarmente saggio etc..), divinità zoomorfe (zῷon animale, morjή forma); a volte come per gli egizi, gli dei si trasformano nel loro animale specifico a proprio piacimento ( es. Horus il falco), divinità polimorfe (polύς più, morjή forma).

  • Sepolture : le troviamo fin dal Paleolitico come prove della pratica della sepoltura dei morti e della fede nella vita dopo la morte. Sono stati trovati scheletri rannicchiati, ornati di collane e gioielli, sepolti assieme ai loro beni più preziosi, nella convinzione che essi li avrebbero portati con sé nell’aldilà. I primi esseri umani che si ritiene abbiano praticato riti di sepoltura sono stati gli uomini di Neanderthal.
  • Pitture rupestri: troviamo sulle pareti delle grotte delle scene rappresentanti animali e uomini. Queste pitture sono collegate a rituali e forme di magia legate alla caccia. Gli uomini rappresentavano queste immagini affinché la caccia andasse bene. Il determinato animale rappresentato si sperava di cacciarlo nel giorno seguente.
  • Simboli (statue e semplici strutture): si realizzavano delle statuette in pietra, osso, avorio o steatite che esaltano le parti femminili che venivano sotterrate nei campi, le Veneri. Rappresentavano le divinità della fertilità e servivano per avere un buon raccolto. Oppure venivano si può parlare di pitture che rappresentavano l’entrata nell’età adulta dei giovani della tribù. Il rituale prevedeva che dopo delle prove i giovani pitturassero la propria mano sulla parete insieme a quella degli anziani e degli antenati.