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TESINA LETTERATURA

CHRISTIAN NAVARRA

Created on March 6, 2021

LEOPARDI E L'INFINITO

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Transcript

TESINA LETTERATURA

GIACOMO LEOPARDI

La poesia descrive Leopardi che solo sul monte Tabor, collina che si trova poco distante dal palazzo dove il poeta viveva a Recanati, ha lo sguardo ostacolato da una siepe. L’impedimento/limite rappresentato dalla siepe suscita in lui una riflessione sulla capacità dell’immaginazione di trascendere il reale e far spaziare nell’immensità (infinito spaziale) ed egli immagina spazi interminabili e silenzi che vanno oltre ad ogni possibilità umana di comprensione, percepisce una quiete assoluta e una sensazione di smarrimento. Il rumore del fogliame scosso dal vento riporta il poeta alla realtà ma nello stesso tempo, così come la siepe gli aveva trasmesso l’idea dell’infinito spaziale, gli suggerisce l’idea dell’infinito temporale, cioè dell’eternità. Il poeta dolcemente si abbandona alle sensazioni suscitate da questa esperienza

PARAFRASI

Mi furono sempre cari questo colle e questa siepe che dall' altra parte mi impedisce di guardare . Ma sedendo e ammirando , al di là della siepe , io vedo nel pensiero , immagino interminabili e silenzi e quiete profonda , nei quali il cuore quasi si smarrisce . E non appena odo stormire il vento tra queste piante , io metto a confronto questo infinito silenzio a questo suono : e mi torna in mente l'eterno ed il tempo passato , il tempo presente e vivo , e il suo suono. Così il mio pensiero si smarrisce in questa immensità : e perdermi in questa vastità mi da piacere e gioia.

GIACOMO LEOPARDI

La vitaGiacomo Leopardi , nasce il 29 giugno 1798 a Recanati , piccolo centro delle Marche allora territorio dello Stato Pontificio. E' il figlio primogenito del conte Monaldo e della marchesa Adelaide Antici . Il padre è un uomo colto ma di idee reazionarie e conservatrici , la madre e' una donna severa e fredda. A soli dieci anni Giacomo inizia anni di studio che lui stesso definì matto e disperatissimo . Questo studio così intenso gli creò però danni fisci irreparabili come una deformazione alla schiena e problemi di vista. La produzione letteraria leopardiana è vastissima ed è costituita da opere in prosa e versi , scritte dal poeta a partire dagli anni giovanili. Lo ZIBALDONE , (1817-1832) , è un voluminoso quaderno in cui Leopardi riporta ogni giorno , appunti, riflessioni , pensieri su molti argomenti : dall' amore alla letteratura, dalla politica alla filosofia . LE OPERETTE MORALI ( 1824-1832) costituiscono il documento più importante del Leopardi scrittore in prosa.

In questi testi , sotto forma di dialogo tra personaggi realmente esistiti o immaginari ,riflessioni filosofiche , improntate a un profondo pessimismo. I CANTI , raccolgono tutta la produzione poetica di Leopardi . Il libro è costituito da quarantuno componimenti lirici di varia lunghezza scritti tra il 1818 e il 1837 e disposti secondo un ordinamento metrico : canzoni, idilli e altre forme. per quanto riguarda gli idilli sono suddivisi in piccoli e grandi idilli.

LO STILE DELLA POESIA LIRICA Leopardi definisce le sue poesie "idilli " che non si limitano a descrivere la bellezza della vita campestre , ma prende spunto da un elemento del paesaggio per esprimere una meditazione interiore . Il linguaggio degli idilli è semplice ed immediato . Sono formati da versi sciolti , endecasillabi e settenari che si alternano senza uno schema fisso. In questo modo Leopardi rivoluziona il genere più prestigioso della lirica italiana , la canzone petrarchesca , proponendo la canzone libera detta anche "canzone leopardiana".

LA CONCEZIONE PESSIMISTA DELLA VITA La domanda che ossessiona Leopardi per tutta la vita è "quale è la causa dell' infelicità dell'uomo . Nei piccoli idilli , il poeta colloca l' inizio dell'infelicità umana in un preciso momento della storia " pessimismo storico ". Successivamente , il poeta individua una nuova causa dell'infelicità dell'uomo: è la natura stessa , crudele e indifferente alla sorte umana , a condannare l'uomo al dolore , perchè provoca in lui il bisogno del piacere e , nello stesso tempo , gli impedisce di soddisfare questo desiderio. E' il PESSIMISMO COSMICO espresso nei grandi idilli. La poetica del Leopardi può essere considerata espressione di un " classicismo romantico "