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Commento Lavandare

alessandro.discanno11

Created on March 4, 2021

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Transcript

Commento lavandare

di Giovanni Pascoli

Scritta nel 1891 contenuta nella raccolta Myricae

Indice

Analisi forma

Le opere

Giovanni Pascoli

Commento

La poesia

La vita di Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855, dove trascorse la prima infanzia in una famiglia numerosa. All’età di dodici anni perse il padre, in seguito ad un assassinio. Scomparvero presto anche la madre e tre dei suoi fratelli; la loro morte provocò nel poeta l’angoscia per la distruzione del “nido” familiare. Nonostante le difficoltà economiche, riuscì a terminare il liceo e a ottenere una borsa di studio per frequentare la facoltà di Lettere di Bologna, dove fu allievo di Carducci. Per un certo periodo si avvicinò al movimento socialista, ma l’arresto per la partecipazione a manifestazioni sovversive fu fonte di depressione e delusione e determinò il suo allontanamento dalla politica. Intraprese quindi la carriera di insegnante presso l’Università di Messina, Pisa e Bologna, dove nel 1906 ereditò la cattedra di italiano di Carducci. Raggiunto un certo benessere economico, acquistò una casa a Castelvecchio di Barga, dove visse con la sorella Mariù, cercando di ricostruire l’atmosfera di una perduta felicità familiare. Morì a Bologna nel 1912.

Le opere

Le raccolte più significative sono Myricae, Poemetti, Canti di Castelvecchio. Qui Pascoli esprime al meglio la sua vena simbolica ed evocativa, cioè fondata sui ricordi e le suggestioni della memoria. Come spiega lui stesso in un saggio intitolato Il fanciullino, il poeta è come un bambino che rivolge uno sguardo puro e ingenuo al mondo. Nelle sue Poesie Pascoli, per dare maggiore musicalità ai suoi testi, fa spesso uso dell'onomatopea, ovvero la figura retorica che attraverso le parole, riesce a riprodurre un suono.

Lavandare

A Nel campo mezzo grigio e mezzo nero B resta un aratro senza buoi, che pare A dimenticato, tra il vapor leggero. C E cadenzato dalla gora viene B lo sciabordare delle lavandare C con tonfi spessi e lunghe cantilene: D Il vento soffia e nevica la frasca, E e tu non torni ancora al tuo paese! D quando partisti, come son rimasta! E come l'aratro in mezzo alla maggese.

Analisi forma

In Lavandare sono presenti varie figure retoriche, come: 1) Vapore leggero e nevica la frasca (metafore) 2) Son rimasta come l'aratro in mezzo al maggese (similitudine) 3) Tonfi spessi (sinestesia) 4) Sciabordare, tonfi, soffia (onomatopee) 5) Tonfi spessi e lunghe cantilene (chiasmo)

Commento

Il componimento poetico "Lavandare" è stato scritto nel 1891, ed è contenuto nella raccolta Myricae. L'argomento trattato è quello agreste: l'autore descrive le donne che in autunno vanno a lavare i panni in un fiume. Il Pascoli in questa poesia descrive la sua malinconia dovuta alla perdita del padre e del proprio nido familiare. Le tematiche principali sono, infatti, la solitudine e l'abbandono da parte del padre. A me questa poesia è piaciuta molto perché il poeta riesce a comunicarci il proprio malessere interiore, tramite la descrizione di un paesaggio autunnale.