Commento lavandare
di Giovanni Pascoli
Scritta nel 1891 contenuta nella raccolta Myricae
Indice
Analisi forma
Le opere
Giovanni Pascoli
Commento
La poesia
La vita di Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855, dove trascorse la prima infanzia in una famiglia numerosa. All’età di dodici anni perse il padre, in seguito ad un assassinio. Scomparvero presto anche la madre e tre dei suoi fratelli; la loro morte provocò nel poeta l’angoscia per la distruzione del “nido” familiare. Nonostante le difficoltà economiche, riuscì a terminare il liceo e a ottenere una borsa di studio per frequentare la facoltà di Lettere di Bologna, dove fu allievo di Carducci. Per un certo periodo si avvicinò al movimento socialista, ma l’arresto per la partecipazione a manifestazioni sovversive fu fonte di depressione e delusione e determinò il suo allontanamento dalla politica. Intraprese quindi la carriera di insegnante presso l’Università di Messina, Pisa e Bologna, dove nel 1906 ereditò la cattedra di italiano di Carducci. Raggiunto un certo benessere economico, acquistò una casa a Castelvecchio di Barga, dove visse con la sorella Mariù, cercando di ricostruire l’atmosfera di una perduta felicità familiare. Morì a Bologna nel 1912.
Le opere
Le raccolte più significative sono Myricae, Poemetti, Canti di Castelvecchio. Qui Pascoli esprime al meglio la sua vena simbolica ed evocativa, cioè fondata sui ricordi e le suggestioni della memoria. Come spiega lui stesso in un saggio intitolato Il fanciullino, il poeta è come un bambino che rivolge uno sguardo puro e ingenuo al mondo. Nelle sue Poesie Pascoli, per dare maggiore musicalità ai suoi testi, fa spesso uso dell'onomatopea, ovvero la figura retorica che attraverso le parole, riesce a riprodurre un suono.
Lavandare
A Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
B resta un aratro senza buoi, che pare
A dimenticato, tra il vapor leggero.
C E cadenzato dalla gora viene
B lo sciabordare delle lavandare
C con tonfi spessi e lunghe cantilene:
D Il vento soffia e nevica la frasca,
E e tu non torni ancora al tuo paese!
D quando partisti, come son rimasta!
E come l'aratro in mezzo alla maggese.
Analisi forma
In Lavandare sono presenti varie figure retoriche, come: 1) Vapore leggero e nevica la frasca (metafore) 2) Son rimasta come l'aratro in mezzo al maggese (similitudine) 3) Tonfi spessi (sinestesia) 4) Sciabordare, tonfi, soffia (onomatopee) 5) Tonfi spessi e lunghe cantilene (chiasmo)
Commento
Il componimento poetico "Lavandare" è stato scritto nel 1891, ed è contenuto nella raccolta Myricae. L'argomento trattato è quello agreste: l'autore descrive le donne che in autunno vanno a lavare i panni in un fiume. Il Pascoli in questa poesia descrive la sua malinconia dovuta alla perdita del padre e del proprio nido familiare. Le tematiche principali sono, infatti, la solitudine e l'abbandono da parte del padre. A me questa poesia è piaciuta molto perché il poeta riesce a comunicarci il proprio malessere interiore, tramite la descrizione di un paesaggio autunnale.
Commento Lavandare
alessandro.discanno11
Created on March 4, 2021
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Transcript
Commento lavandare
di Giovanni Pascoli
Scritta nel 1891 contenuta nella raccolta Myricae
Indice
Analisi forma
Le opere
Giovanni Pascoli
Commento
La poesia
La vita di Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855, dove trascorse la prima infanzia in una famiglia numerosa. All’età di dodici anni perse il padre, in seguito ad un assassinio. Scomparvero presto anche la madre e tre dei suoi fratelli; la loro morte provocò nel poeta l’angoscia per la distruzione del “nido” familiare. Nonostante le difficoltà economiche, riuscì a terminare il liceo e a ottenere una borsa di studio per frequentare la facoltà di Lettere di Bologna, dove fu allievo di Carducci. Per un certo periodo si avvicinò al movimento socialista, ma l’arresto per la partecipazione a manifestazioni sovversive fu fonte di depressione e delusione e determinò il suo allontanamento dalla politica. Intraprese quindi la carriera di insegnante presso l’Università di Messina, Pisa e Bologna, dove nel 1906 ereditò la cattedra di italiano di Carducci. Raggiunto un certo benessere economico, acquistò una casa a Castelvecchio di Barga, dove visse con la sorella Mariù, cercando di ricostruire l’atmosfera di una perduta felicità familiare. Morì a Bologna nel 1912.
Le opere
Le raccolte più significative sono Myricae, Poemetti, Canti di Castelvecchio. Qui Pascoli esprime al meglio la sua vena simbolica ed evocativa, cioè fondata sui ricordi e le suggestioni della memoria. Come spiega lui stesso in un saggio intitolato Il fanciullino, il poeta è come un bambino che rivolge uno sguardo puro e ingenuo al mondo. Nelle sue Poesie Pascoli, per dare maggiore musicalità ai suoi testi, fa spesso uso dell'onomatopea, ovvero la figura retorica che attraverso le parole, riesce a riprodurre un suono.
Lavandare
A Nel campo mezzo grigio e mezzo nero B resta un aratro senza buoi, che pare A dimenticato, tra il vapor leggero. C E cadenzato dalla gora viene B lo sciabordare delle lavandare C con tonfi spessi e lunghe cantilene: D Il vento soffia e nevica la frasca, E e tu non torni ancora al tuo paese! D quando partisti, come son rimasta! E come l'aratro in mezzo alla maggese.
Analisi forma
In Lavandare sono presenti varie figure retoriche, come: 1) Vapore leggero e nevica la frasca (metafore) 2) Son rimasta come l'aratro in mezzo al maggese (similitudine) 3) Tonfi spessi (sinestesia) 4) Sciabordare, tonfi, soffia (onomatopee) 5) Tonfi spessi e lunghe cantilene (chiasmo)
Commento
Il componimento poetico "Lavandare" è stato scritto nel 1891, ed è contenuto nella raccolta Myricae. L'argomento trattato è quello agreste: l'autore descrive le donne che in autunno vanno a lavare i panni in un fiume. Il Pascoli in questa poesia descrive la sua malinconia dovuta alla perdita del padre e del proprio nido familiare. Le tematiche principali sono, infatti, la solitudine e l'abbandono da parte del padre. A me questa poesia è piaciuta molto perché il poeta riesce a comunicarci il proprio malessere interiore, tramite la descrizione di un paesaggio autunnale.