Le tecniche di stampa
Calcografia, litografia e serigrafia
Indice
Calcografia: storia della tecnica
La tecnica calcografica
La calcografia nell'arte: Picasso
Litografia: storia della tecnica
La tecnica litografica
La litografia nell'arte: Escher
Serigrafia: storia della tecnica
La tecnica serigrafica
La serigrafia nell'arte: Andy Warhol
La calcografia
Storia della tecnica
La tecnica calcografica iniziò a comparire per la prima volta intorno alla metà del XV secolo nelle regioni del Reno e del Veneto.Il nome “calcografia” deriva da due parole greche : ‘chalkos’ che vuol dire rame, e ‘graphein’ che significa incidere o scrivere, ovvero l’arte di incidere sopra una lastra di rame.
Questa tecnica nacque dalla necessità di incidere le armature dei cavalieri per arricchirle con disegni e decorazioni varie. Successivamente venne utilizzata anche per la creazione di matrici di stampa per la riproduzione di disegni su carta.
indice
Secondo la testimonianza di Vasari, l’inventore della calcografia fu l’artista fiorentino Maso Finiguerra, che utilizzò l’incisione con bulino su metallo durante la realizzazione della porta del Battistero di Firenze insieme a Lorenzo Ghiberti.
Maso Finiguerra, il "trionfo di amore" dai "Trionfi" del Petrarca, incisione calcografica sec.XV
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Lo sviluppo di questa tecnica ebbe una svolta nel XVI secolo con l’avvento dell’utilizzo dell’acquaforte oltre al bulino.
Uno degli usi della calcografia è la realizzazione dei francobolli. Infatti con questo procedimento sono stati stampati i primi francobolli del mondo (1 penny e 2 pence inglesi emessi il 6 maggio 1840) e molti dei francobolli antichi e moderni.
Penny Black, il primo francobollo emesso al mondo, raffigurante l’effige della regina Vittoria
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La tecnica calcografica
La tecnica calcografica, denominata ‘stampa ad incavo’ , permette una maggiore resa dei particolari rispetto alla tecnica di stampa utilizzata in precedenza, ovvero la xilografia. Essa si basa sull’incisione in cavo delle linee che in stampa risulteranno nere su una lastra di metallo che può essere in rame, acciaio, zinco, ottone o ferro.
Marcantonio Raimondi, incisione calcografica a bulino, sec XVI
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L’incisione può essere condotta con vari procedimenti. Nel caso in cui avvenga con il metodo diretto e quindi fatta a mano, le tecniche utilizzate saranno : - il bulino ( la matrice è incisa con una punta triangolare ); - la puntasecca ( la matrice è incisa con uno strumento aguzzo che crea solchi arrotondati ).
Bulino
Puntasecca
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Nel caso in cui si proceda con il metodo indiretto, l’incisione viene realizzata attraverso la mediazione di un mezzo chimico e le tecniche utilizzate saranno : - l’acquaforte; - l’acquatinta.
In questo caso la matrice viene preventivamente ricoperta da uno strato ceroso nel caso dell’acquatinta e da uno di vernice per l’acquaforte, il quale viene graffiato dall’artista per formare il disegno. Successivamente la lastra verrà immersa nell’acido che corroderà le zone scoperte.
1761, Piranesi, "Carcere di invenzione " incisione calcografica ad acquaforte .
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Una volta preparata la matrice si passerà all’inchiostratura.
L’inchiostro fluido e preriscaldato viene distribuito sulla superficie della lastra mediante un rullo a tampone per poi andare a rimuovere l’eccesso mediante una spatola. In questo modo l'inchiostro rimarrà solo nelle parti incise.
Infine, per la stampa, si pone la lastra sul piano di un torchio, detto ‘calcografico’. Essa viene poi coperta con un foglio di carta umida e un feltro, che vengono fatti aderire alla lastra mediante la pressione di un rullo.
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La calcografia nell'arte: Picasso
Un'importante artista che utilizza questa tecnica è Pablo Picasso. Un esempio è “Il pasto frugale”, incisione ad acquaforte risalente al 1904, appartenente al periodo BLU di Picasso e agli esordi dell’attività incisoria dell’artista. Nel periodo blu, il giovane Picasso si trasferisce a Parigi incuriosito della sua modernità, accompagnato da un amico pittore. Durante il ritorno in spagna, l’amico verrà lasciato dalla compagna e entrerà in un periodo di forte depressione che lo porterà al suicidio. Le forti emozioni scaturite dalla perdita dell’amico influenzeranno molto l’arte di Picasso. Nel periodo blu i personaggi sono assolutamente riconoscibili per quanto riguarda la figurazione (forme della realtà corrette proporzionalmente e prospettivamente) ma tutta l’opera sembra velata da un filtro blu (colore della freddezza) che spegne la vita e ci porta a una visione di essa profondamente pessimistica.
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La calcografia ritrae un uomo ed una donna molto magri, con volti affilati e spalle spigolose, seduti ad un tavolo sulla quale possiamo trovare un piatto vuoto, due bicchieri, una bottiglia e del pane. Gli sguardi dei due personaggi sono assenti e lontani. L’uomo appoggia le mani ossute sulle spalle e sul braccio della donna ma il vero contatto è assente, i due non si guardano. Con volti tristi e dispersi stimolano una forte angoscia nello spettatore
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La litografia
Storia della tecnica
La litografia è una tecnica di produzione meccanica delle immagini.
Il termine litografia deriva dal greco lithos = pietra e graphè = scrittura.
La litografia venne inventata dal boemo Aloys Senefelder nel 1798 o 1799. Il termine comparve in Francia, intorno al 1803 e da qui si diffuse. Nel 1818 Senefelder pubblicò un manuale. I primi tentativi di litografia artistica risalgono al 1800 a Londra.
La Francia si aprì solo più tardi alla nuova tecnica. I primi tentativi fallirono, e la litografia si sviluppò soltanto nel 1816 quando degli artisti aprirono le loro officine a Parigi dopo aver studiato quelle di Monaco. In pochi anni essa si affinò nei procedimenti, e a partire dal 1820 gli stampatori litografici divennero numerosi.
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Meno in auge fu la litografia verso la metà dell’Ottocento. Conobbe una rinascita verso il 1890 con lo sfruttamento della stampa a colori. La cromolitografia, nella prima metà del secolo, aveva prodotto fino ad allora solo risultati volgari. Successivamente Il procedimento si rigenerò, inizialmente nel campo del manifesto, in seguito in quello dell’illustrazione libraria.
In Italia venne introdotta attorno al 1805, a Roma, dal trentino G. Dall’Armi. Dapprima fu usata una macchina antenata che, in campo industriale, si diffuse velocemente. Essa affrontò cambiamenti profondi, come la sostituzione della lastra in pietra con una di zinco, che portò verso il 1840 alla costruzione delle prime macchine pianocilindriche. Queste avevano come caratteristica principale un cilindro di pressione, a differenza della pressione planare utilizzata in precedenza.
1828 Eugène Delacroix, litografia per il Faust di Goethe.
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La tecnica litografica
La pietra litografica è un calcare estratto dalle cave in Baviera, composto quasi interamente da carbonato di calcio. È molto resistente, ha una grana finissima ed è molto poroso quindi assorbe con facilità l’acqua. La pietra perfetta per la stampa deve essere avere una superficie regolare e il suo spessore non inferiore ai 6 cm, così da minimizzare il rischio di rottura. La lastra viene tagliata in sezioni rettangolari, levigata e i bordi vengono smussati.
Sulla superficie viene riportato il disegno con matite grasse chiamate anche “matite saponose”. Poi la pietra viene cosparsa di talco e bagnata con una soluzione di acido acetico e gomma arabica: l’acido acetico conferisce più rilievo al disegno, la gomma arabica aumenta la protezione della pietra alle sostanze grasse.
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La lastra viene quindi lavata e, ancora umida, inchiostrata con un rullo. Nelle parti non coperte dall’inchiostro, l’acido trasforma il carbonato di calcio presente nella pietra in nitrato di calcio, che ha una proprietà idrofila. Nella parte disegnata, invece, il carbonato di calcio trattiene l’inchiostro.
Esempio di lastra litografica
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Sulla lastra viene quindi appoggiato e pressato un foglio di carta per trasferire il disegno. Si ottiene così la prima stampa litografica, caratterizzata da un tratto molto preciso e netto. Questo processo può essere ripetuto più volte, anche centinaia, inchiostrando e inumidendo la stessa lastra.
La litografia prevede anche la riproduzione dei colori. La cromolitografia, come viene chiamata, è un processo molto laborioso: per ogni colore da inserire nell’opera deve essere preparata una lastra con il disegno perfettamente riportato e, più sono numerosi i colori, più il processo diventa lungo.
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La litografia nell'arte: Escher
Incisore e grafico olandese, è conosciuto soprattutto per le sue incisioni raffiguranti immagini basate su curiose simmetrie che esplorano le prospettive impossibili e l'infinito, abbandonando la realtà per rappresentare il suo mondo interiore. Una delle opere da lui realizzate è "Relatività", litografia del 1953.
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Un'altra sua opera è "Mano con sfera riflettente". In questo autoritratto realizzato dall'artista possiamo vedere chiaramente il suo riflesso nella sfera da lui sorretta. Sullo sfondo è rappresentata la casa confortevole di Roma nella quale ha vissuto per circa dieci anni.
Escher afferma che l’ego è il centro del mondo di ognuno e per questa ragione si mette al centro di un mondo riflesso in una superficie sferica.
La straordinarietà dell’opera, oltre alla complessità, è l’attenzione quasi maniacale nei confronti dei dettagli, curati fino a rendere il tutto realistico nonostante la surrealtà dell’opera.
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La serigrafia
Storia della tecnica
La serigrafia è una tecnica di stampa molto antica utilizzata per riprodurre immagini o documenti su qualsiasi materiale. Il termine significa letteralmente “scrittura sulla seta” e deriva dal latino seri (seta) e dal greco γράφειν (scrivere).
Le sue origini risalgono ai paesi dell’ estremo oriente, con la Dinastia Song, dove già nel X secolo d.C. venivano utilizzati telai di seta per il passaggio degli inchiostri. Dalla Cina, la serigrafia si estese in Giappone e nei paesi limitrofi, arrivando in Europa solo nel XVIII secolo, con l'espansione del commercio della seta.
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Comincia ad essere usata abitualmente in Francia, nella città di Lione, tanto da prendere il nome "stampa della Lionesa”. La stampa serigrafica moderna, come la conosciamo oggi, nasce nel 1910, perchè cominciarono ad applicarsi le componenti fotosensibili per il passaggio degli inchiostri. La sua massima espansione si trova negli Stati Uniti, con i cartelloni pubblicitari e successivamente per l’uso che ne fecero gli artisti, come Andy Warhol, che rese famosa questa tecnica di stampa con i celebri ritratti di Marilyn Monroe, negli anni ‘60.
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La tecnica serigrafica
La stampa della serigrafia avviene, come in tipografia e litografia, per mezzo di un clichè o quadro di stampa. Il clichè serigrafico consiste in una cornice di legno o di metallo, sulla quale viene teso un tessuto a maglie; una parte di questo tessuto viene poi otturata con dei procedimenti fotomeccanici in modo da lasciare liberi gli spazi in corrispondenza di disegni o testi da stampare.
Successivamente si prepara una gelatina fotosensibile, cioè un’emulsione di colore generalmente rosa o viola, che viene stesa sul tessuto del telaio attraverso una lamina di gomma chiamata racla e viene eliminato l’eccesso della miscela.
indice
Fissata la pellicola fotografica che riproduce il disegno o la scritta voluta, viene proiettata sulla pellicola fotosensibile una fonte di luce e calore che indurisce solo alcune parti della gelatina, in modo da poter eliminare quelle rimaste più morbide con un getto d’acqua. L’inchiostro viene fatto scorrere e filtra attraverso le maglie del tessuto lasciate libere, riproducendo così il disegno o il testo voluto.
indice
La serigrafia nell'arte: Andy Warhol
Viene definito il padre della pop-art, prende vita nell’ambito della pubblicità lavorando per riviste molto importanti. Dalla pittura passa alla serigrafia: tecnica di stampa molto in voga nel mondo della pubblicità.
Diventa il re dell’arte commerciale e le sue opere finiscono nei musei e nelle collezioni di massimo rilievo. Alcune delle opere più conosciute sono i barattoli di minestra campbell , le bottiglie di coca-cola.
indice
Un'altra importante opera è la Marilyn Monroe, serie nata una settimana dopo la morte della diva di Hollywood nel 1962. Wharol trasformò in icona della società americana il volto dell’attrice.
Il volto è riprodotto in copie identiche e per ogni modulo applica una variazione di colore, fino a svuotare il soggetto di significato.
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Sitografia
- https://www.tipografiagrifanidonati.it/wiki/le-caratteristiche-delle-stampe-calcografiche/
- http://www.sitographics.it/stampa_calcografica.html
- http://www.acquaforte.it/storia.html
- http://www.officineincisorie.it/calcografia/
- https://www.sapere.it/enciclopedia/calcograf%C3%ACa.html
- https://www.pixartprinting.it/blog/litografia-cosa-e/
- http://www.sitographics.it/stampa_litografica.html
- https://www.artesplorando.it/2016/03/la-litografia-piccola-guida-per-capire-cose.html
- http://www.asigrafiche.com/blog-news/13-notizie-dal-mondo-della-stampa/115-l-arte-della-serigrafia-il-procedimento-di-stampa.html
- https://www.artigrafichevilla.it/stampa-serigrafica-serigrafia.html
- libro di testo
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Presentazione realizzata da Carrozza, Mezzatesta, Pennaforte e Sanasi
LE TECNICHE DI STAMPA (Calcografia, litografia e serigrafia)
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Created on March 3, 2021
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Le tecniche di stampa
Calcografia, litografia e serigrafia
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Calcografia: storia della tecnica
La tecnica calcografica
La calcografia nell'arte: Picasso
Litografia: storia della tecnica
La tecnica litografica
La litografia nell'arte: Escher
Serigrafia: storia della tecnica
La tecnica serigrafica
La serigrafia nell'arte: Andy Warhol
La calcografia
Storia della tecnica
La tecnica calcografica iniziò a comparire per la prima volta intorno alla metà del XV secolo nelle regioni del Reno e del Veneto.Il nome “calcografia” deriva da due parole greche : ‘chalkos’ che vuol dire rame, e ‘graphein’ che significa incidere o scrivere, ovvero l’arte di incidere sopra una lastra di rame.
Questa tecnica nacque dalla necessità di incidere le armature dei cavalieri per arricchirle con disegni e decorazioni varie. Successivamente venne utilizzata anche per la creazione di matrici di stampa per la riproduzione di disegni su carta.
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Secondo la testimonianza di Vasari, l’inventore della calcografia fu l’artista fiorentino Maso Finiguerra, che utilizzò l’incisione con bulino su metallo durante la realizzazione della porta del Battistero di Firenze insieme a Lorenzo Ghiberti.
Maso Finiguerra, il "trionfo di amore" dai "Trionfi" del Petrarca, incisione calcografica sec.XV
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Lo sviluppo di questa tecnica ebbe una svolta nel XVI secolo con l’avvento dell’utilizzo dell’acquaforte oltre al bulino.
Uno degli usi della calcografia è la realizzazione dei francobolli. Infatti con questo procedimento sono stati stampati i primi francobolli del mondo (1 penny e 2 pence inglesi emessi il 6 maggio 1840) e molti dei francobolli antichi e moderni.
Penny Black, il primo francobollo emesso al mondo, raffigurante l’effige della regina Vittoria
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La tecnica calcografica
La tecnica calcografica, denominata ‘stampa ad incavo’ , permette una maggiore resa dei particolari rispetto alla tecnica di stampa utilizzata in precedenza, ovvero la xilografia. Essa si basa sull’incisione in cavo delle linee che in stampa risulteranno nere su una lastra di metallo che può essere in rame, acciaio, zinco, ottone o ferro.
Marcantonio Raimondi, incisione calcografica a bulino, sec XVI
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L’incisione può essere condotta con vari procedimenti. Nel caso in cui avvenga con il metodo diretto e quindi fatta a mano, le tecniche utilizzate saranno : - il bulino ( la matrice è incisa con una punta triangolare ); - la puntasecca ( la matrice è incisa con uno strumento aguzzo che crea solchi arrotondati ).
Bulino
Puntasecca
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Nel caso in cui si proceda con il metodo indiretto, l’incisione viene realizzata attraverso la mediazione di un mezzo chimico e le tecniche utilizzate saranno : - l’acquaforte; - l’acquatinta.
In questo caso la matrice viene preventivamente ricoperta da uno strato ceroso nel caso dell’acquatinta e da uno di vernice per l’acquaforte, il quale viene graffiato dall’artista per formare il disegno. Successivamente la lastra verrà immersa nell’acido che corroderà le zone scoperte.
1761, Piranesi, "Carcere di invenzione " incisione calcografica ad acquaforte .
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Una volta preparata la matrice si passerà all’inchiostratura. L’inchiostro fluido e preriscaldato viene distribuito sulla superficie della lastra mediante un rullo a tampone per poi andare a rimuovere l’eccesso mediante una spatola. In questo modo l'inchiostro rimarrà solo nelle parti incise.
Infine, per la stampa, si pone la lastra sul piano di un torchio, detto ‘calcografico’. Essa viene poi coperta con un foglio di carta umida e un feltro, che vengono fatti aderire alla lastra mediante la pressione di un rullo.
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La calcografia nell'arte: Picasso
Un'importante artista che utilizza questa tecnica è Pablo Picasso. Un esempio è “Il pasto frugale”, incisione ad acquaforte risalente al 1904, appartenente al periodo BLU di Picasso e agli esordi dell’attività incisoria dell’artista. Nel periodo blu, il giovane Picasso si trasferisce a Parigi incuriosito della sua modernità, accompagnato da un amico pittore. Durante il ritorno in spagna, l’amico verrà lasciato dalla compagna e entrerà in un periodo di forte depressione che lo porterà al suicidio. Le forti emozioni scaturite dalla perdita dell’amico influenzeranno molto l’arte di Picasso. Nel periodo blu i personaggi sono assolutamente riconoscibili per quanto riguarda la figurazione (forme della realtà corrette proporzionalmente e prospettivamente) ma tutta l’opera sembra velata da un filtro blu (colore della freddezza) che spegne la vita e ci porta a una visione di essa profondamente pessimistica.
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La calcografia ritrae un uomo ed una donna molto magri, con volti affilati e spalle spigolose, seduti ad un tavolo sulla quale possiamo trovare un piatto vuoto, due bicchieri, una bottiglia e del pane. Gli sguardi dei due personaggi sono assenti e lontani. L’uomo appoggia le mani ossute sulle spalle e sul braccio della donna ma il vero contatto è assente, i due non si guardano. Con volti tristi e dispersi stimolano una forte angoscia nello spettatore
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La litografia
Storia della tecnica
La litografia è una tecnica di produzione meccanica delle immagini. Il termine litografia deriva dal greco lithos = pietra e graphè = scrittura. La litografia venne inventata dal boemo Aloys Senefelder nel 1798 o 1799. Il termine comparve in Francia, intorno al 1803 e da qui si diffuse. Nel 1818 Senefelder pubblicò un manuale. I primi tentativi di litografia artistica risalgono al 1800 a Londra.
La Francia si aprì solo più tardi alla nuova tecnica. I primi tentativi fallirono, e la litografia si sviluppò soltanto nel 1816 quando degli artisti aprirono le loro officine a Parigi dopo aver studiato quelle di Monaco. In pochi anni essa si affinò nei procedimenti, e a partire dal 1820 gli stampatori litografici divennero numerosi.
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Meno in auge fu la litografia verso la metà dell’Ottocento. Conobbe una rinascita verso il 1890 con lo sfruttamento della stampa a colori. La cromolitografia, nella prima metà del secolo, aveva prodotto fino ad allora solo risultati volgari. Successivamente Il procedimento si rigenerò, inizialmente nel campo del manifesto, in seguito in quello dell’illustrazione libraria.
In Italia venne introdotta attorno al 1805, a Roma, dal trentino G. Dall’Armi. Dapprima fu usata una macchina antenata che, in campo industriale, si diffuse velocemente. Essa affrontò cambiamenti profondi, come la sostituzione della lastra in pietra con una di zinco, che portò verso il 1840 alla costruzione delle prime macchine pianocilindriche. Queste avevano come caratteristica principale un cilindro di pressione, a differenza della pressione planare utilizzata in precedenza.
1828 Eugène Delacroix, litografia per il Faust di Goethe.
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La tecnica litografica
La pietra litografica è un calcare estratto dalle cave in Baviera, composto quasi interamente da carbonato di calcio. È molto resistente, ha una grana finissima ed è molto poroso quindi assorbe con facilità l’acqua. La pietra perfetta per la stampa deve essere avere una superficie regolare e il suo spessore non inferiore ai 6 cm, così da minimizzare il rischio di rottura. La lastra viene tagliata in sezioni rettangolari, levigata e i bordi vengono smussati. Sulla superficie viene riportato il disegno con matite grasse chiamate anche “matite saponose”. Poi la pietra viene cosparsa di talco e bagnata con una soluzione di acido acetico e gomma arabica: l’acido acetico conferisce più rilievo al disegno, la gomma arabica aumenta la protezione della pietra alle sostanze grasse.
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La lastra viene quindi lavata e, ancora umida, inchiostrata con un rullo. Nelle parti non coperte dall’inchiostro, l’acido trasforma il carbonato di calcio presente nella pietra in nitrato di calcio, che ha una proprietà idrofila. Nella parte disegnata, invece, il carbonato di calcio trattiene l’inchiostro.
Esempio di lastra litografica
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Sulla lastra viene quindi appoggiato e pressato un foglio di carta per trasferire il disegno. Si ottiene così la prima stampa litografica, caratterizzata da un tratto molto preciso e netto. Questo processo può essere ripetuto più volte, anche centinaia, inchiostrando e inumidendo la stessa lastra.
La litografia prevede anche la riproduzione dei colori. La cromolitografia, come viene chiamata, è un processo molto laborioso: per ogni colore da inserire nell’opera deve essere preparata una lastra con il disegno perfettamente riportato e, più sono numerosi i colori, più il processo diventa lungo.
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La litografia nell'arte: Escher
Incisore e grafico olandese, è conosciuto soprattutto per le sue incisioni raffiguranti immagini basate su curiose simmetrie che esplorano le prospettive impossibili e l'infinito, abbandonando la realtà per rappresentare il suo mondo interiore. Una delle opere da lui realizzate è "Relatività", litografia del 1953.
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Un'altra sua opera è "Mano con sfera riflettente". In questo autoritratto realizzato dall'artista possiamo vedere chiaramente il suo riflesso nella sfera da lui sorretta. Sullo sfondo è rappresentata la casa confortevole di Roma nella quale ha vissuto per circa dieci anni. Escher afferma che l’ego è il centro del mondo di ognuno e per questa ragione si mette al centro di un mondo riflesso in una superficie sferica. La straordinarietà dell’opera, oltre alla complessità, è l’attenzione quasi maniacale nei confronti dei dettagli, curati fino a rendere il tutto realistico nonostante la surrealtà dell’opera.
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La serigrafia
Storia della tecnica
La serigrafia è una tecnica di stampa molto antica utilizzata per riprodurre immagini o documenti su qualsiasi materiale. Il termine significa letteralmente “scrittura sulla seta” e deriva dal latino seri (seta) e dal greco γράφειν (scrivere). Le sue origini risalgono ai paesi dell’ estremo oriente, con la Dinastia Song, dove già nel X secolo d.C. venivano utilizzati telai di seta per il passaggio degli inchiostri. Dalla Cina, la serigrafia si estese in Giappone e nei paesi limitrofi, arrivando in Europa solo nel XVIII secolo, con l'espansione del commercio della seta.
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Comincia ad essere usata abitualmente in Francia, nella città di Lione, tanto da prendere il nome "stampa della Lionesa”. La stampa serigrafica moderna, come la conosciamo oggi, nasce nel 1910, perchè cominciarono ad applicarsi le componenti fotosensibili per il passaggio degli inchiostri. La sua massima espansione si trova negli Stati Uniti, con i cartelloni pubblicitari e successivamente per l’uso che ne fecero gli artisti, come Andy Warhol, che rese famosa questa tecnica di stampa con i celebri ritratti di Marilyn Monroe, negli anni ‘60.
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La tecnica serigrafica
La stampa della serigrafia avviene, come in tipografia e litografia, per mezzo di un clichè o quadro di stampa. Il clichè serigrafico consiste in una cornice di legno o di metallo, sulla quale viene teso un tessuto a maglie; una parte di questo tessuto viene poi otturata con dei procedimenti fotomeccanici in modo da lasciare liberi gli spazi in corrispondenza di disegni o testi da stampare. Successivamente si prepara una gelatina fotosensibile, cioè un’emulsione di colore generalmente rosa o viola, che viene stesa sul tessuto del telaio attraverso una lamina di gomma chiamata racla e viene eliminato l’eccesso della miscela.
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Fissata la pellicola fotografica che riproduce il disegno o la scritta voluta, viene proiettata sulla pellicola fotosensibile una fonte di luce e calore che indurisce solo alcune parti della gelatina, in modo da poter eliminare quelle rimaste più morbide con un getto d’acqua. L’inchiostro viene fatto scorrere e filtra attraverso le maglie del tessuto lasciate libere, riproducendo così il disegno o il testo voluto.
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La serigrafia nell'arte: Andy Warhol
Viene definito il padre della pop-art, prende vita nell’ambito della pubblicità lavorando per riviste molto importanti. Dalla pittura passa alla serigrafia: tecnica di stampa molto in voga nel mondo della pubblicità.
Diventa il re dell’arte commerciale e le sue opere finiscono nei musei e nelle collezioni di massimo rilievo. Alcune delle opere più conosciute sono i barattoli di minestra campbell , le bottiglie di coca-cola.
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Un'altra importante opera è la Marilyn Monroe, serie nata una settimana dopo la morte della diva di Hollywood nel 1962. Wharol trasformò in icona della società americana il volto dell’attrice. Il volto è riprodotto in copie identiche e per ogni modulo applica una variazione di colore, fino a svuotare il soggetto di significato.
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Presentazione realizzata da Carrozza, Mezzatesta, Pennaforte e Sanasi