LE OLIMPIADI DEI NAZISTI
Berlino, 1936
INDICE
LA POLITICA ANTISEMITA
L'ATLETA ARIANO
TAPPE DELLA POLITICA ANTISEMITA
LA GERMANIA NAZISTA
LO SPORT DURANTE IL NAZISMO
LA PROPAGANDA
LUZ LONG
LE DISCRIMINAZIONI
MAX SCHMELING
LE OLIMPIADI DEL 1936
LA GERMANIA NAZISTA
Il 13 maggio 1931, il Comitato Olimpico Internazionale, guidato dal conte Henri Baillet-Latour del Belgio, assegnò le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino. La scelta segnò il ritorno della Germania nella comunità mondiale dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale. Due anni dopo, il leader del partito nazista Adolf Hitler divenne cancelliere della Germania e trasformò rapidamente la fragile democrazia della nazione in una dittatura monopartitica. Il regime nazista mise in pratica politiche razziali che miravano a "purificare" e rafforzare la popolazione germanica " ariana " ed iniziò una campagna implacabile per escludere mezzo milione di ebrei tedeschi da tutti gli aspetti della vita tedesca.
LA POLITICA ANTISEMITA
Il termine antisemitismo significa letteralmente pregiudizio o odio nei confronti del popolo ebraico. Durante i primi sei anni della dittatura di Hitler, dal 1933 fino allo scoppio della guerra nel 1939, gli Ebrei subirono gli effetti di più di 400 tra decreti e regolamenti che limitavano le loro vite sotto tutti gli aspetti, sia in campo pubblico che privato.
TAPPE DELLA POLITICA ANTISEMITA
7 APRILE 1933
15 OTTOBRE 1936
“Legge per la Restaurazione del Servizio Civile Professionale”
Il Ministero dell’Educazione del Reich bandisce gli insegnanti ebrei dalle scuole pubbliche.
14 LUGLIO 1933
15 SETTEMBRE 1935
La Legge sulla De-Naturalizzazione revoca la cittadinanza agli Ebrei naturalizzati e a tutti i cittadini considerati “indesiderabili”.
I leader del Nazismo annunciano le Leggi di Norimberga.
Source
LO SPORT
La nazificazione della società tedesca colpì ogni aspetto della vita pubblica e privata, dunque anche lo SPORT, attraverso la creazione di un organismo centrale del Reich che controllava tutte le associazioni e i club. Così il 25 aprile 1933 ebbe inizio “l'arianizzazione” dello sport tedesco.I tedeschi giudicati “non ariani” (gli ebrei e gli zingari) vennero progressivamente esclusi dalle discipline sportive e costretti ad allenarsi separatamente e in strutture private, con mezzi e risorse molto limitate. L’antisemitismo di Stato coinvolse non solo tutti gli ambiti sportivi, ma arrivò a vietare agli ebrei di nuotare in piscine, laghi e fiumi dal momento che tali elementi naturali erano dichiarati “appartenenti alla sfera ariana” e non potevano essere contaminati dal contatto col corpo impuro di un ebreo.
“Il giovane tedesco del futuro dovrà essere agile e slanciato,vivace come un levriero, coriaceo come il cuoio e duro come l’acciaio di Krupp“ Adolf Hitler
L'ATLETA ARIANO E LA PROPAGANDA
La propaganda nazista degli anni ’30 promuove il
mito della superiorità razziale ariana e della sua forza fisica, tessendo un legame con l’antica Grecia. Nell’immaginario popolare dei Tedeschi viene diffusa l’immagine, anche grazie all’arte e alla pubblicità, dell’atleta ariano perfetto in possesso delle migliori caratteristiche ariane: capelli biondi, occhi azzurri, carnagione chiara. Qualità che si possono ottenere solo sottoponendo il corpo ad un trattamento e una disciplina speciali: ecco perché, fin dal loro arrivo al potere, i nazisti hanno avviato una nazificazione della cultura fisica e delle organizzazioni sportive e utilizzato lo sport a fini razzisti.
Lo sport tedesco ha un solo compito: rafforzare il carattere del popolo tedesco, infondendogli lo spirito combattivo e il costante cameratismo necessari nella lotta per la sua esistenza. Joseph Goebbels , ministro della Propaganda
LE OLIMPIADI DEL 1936
LE OLIMPIDI COME PROPAGANDA
I Giochi della XI Olimpiade si sono svolsero a Berlino (Germania) dal 1 al 16 agosto 1936.Il Führer all’inizio si mostrò molto riluttante all’idea di dovere organizzare i Giochi olimpici, poi però Joseph Goebbels, il ministro della propaganda, gli fece capire che tale occasione poteva rivelarsi un’efficace opera di propaganda, egli cambiò idea. Le Olimpiadi erano un'arena perfetta per la macchina della propaganda nazista, che era insuperabile nell'organizzazione di elaborati spettacoli pubblici e raduni. Spettacoli coreografici, imprese atletiche da record e la calda ospitalità tedesca hanno reso i Giochi Olimpici del 1936 memorabili per atleti e spettatori.
DISCRIMINAZIONI DURENTE LE OLIMPIADI
Il comitato olimpico tedesco, in conformità alle direttive naziste, impedì ai tedeschi di origine ebrea o rom di partecipare ai Giochi olimpici; l’unica ebrea tedesca a prendervi parte fu la fiorettista Helene Mayer. Questa decisione significò l’esclusione di molti dei migliori atleti del paese come Gretel Bergmann.Inoltre , gli atleti afro-americani si trovarono in una posizione particolarmente difficile, da un lato, i Giochi Olimpici offrivano agli atleti neri la possibilità di dimostrare il proprio talento e intaccare le idee razziste sia in patria che all’estero. Dall’altro, c’era la preoccupazione di come gli atleti olimpici neri sarebbero stati accolti e trattati al loro arrivo nella Germania nazista. Alla fine, 18 afro-americani (16 uomini e 2 donne) parteciparono ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936, tre volte di più che il numero di atleti neri alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932.
ESSERI UMANI PRIMA CHE ATLETI
MAX SCHMELING: l’ariano disubbidiente
Maximillian Adolph Otto Siegfried "Max" Schmeling è stato un pugile tedesco, campione mondiale dei pesi massimi tra il 1930 e il 1932. Malgrado un clima del tutto eccezionale, che copre il pugile tedesco di onori e vittorie e gratificazioni economiche importanti, Max Schemeling delude le aspettative del regime nazista e disobbidisce in diversi ambiti, sia civili che politici. La propaganda nazista interpretò le sue vittorie come la "supremazia della razza ariana", ma al contrario non si iscriverà mai al partito nazista, nonostante le lusinghe e le velate minacce e si rifiutò anche di licenziare il suo manager, Joe Jacobs, un americano di origini ebraiche. Inoltre si rifiutò di lasciare la moglie di origini polacche perchè secondo il regime avrebbe dovuto scegliere una donna dalle origini razziali pure e non una slava.
Max
Schmeling
Luz Long: "l'ariano” che offese Hitler
Alto, slanciato, chiaro e biondo, Long incarnava in tutto e per tutto gli ideali della razza ariana promossi dalla dottrina nazista del Terzo Reich. In lui il Führer Adolf Hitler aveva riposto le speranze di veder primeggiare la Germania in una disciplina dell’atletica leggera durante le Olimpiadi di Berlino del 1936. Le Olimpiadi rappresentano l’occasione per fare propaganda agli ideali del Terzo Reich e per decretare la superiorità della razza ariana. Durante la competizione berlinese Owens e Long diventano amici, nonostante le tensioni politiche di allora tra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Prima che Owens potesse fallire il salto ed essere squalificato, Long gli suggerì di anticipare lo stacco del piede. Un dettaglio, un consiglio, una carezza che, tuttavia, fece la differenza e gli permise di vincere. Ad oggi, d Jesse Owens e Luz Long sono eterni simboli di sportività e fratellanza al di là di ogni forma di odio.
Luz Long
LO SPORT UNISCE E COMBATTE IL RAZZISMO
Come ci insegnano gli eventi passati, lo sport, da sempre, è stato un elemento unificatore. Le olimpiadi nell' Antica Grecia rappresentavano un' evento che radunasse il popolo pacificamente, ben lontano dall'idea del regime nazista delle quali Hitler voleva servirsi per celebrare la supremazia della «razza ariana» sulle altre. Ad oggi lo sport può essere considerato come un mezzo importante che contribuisce alla formazione della personalità ponendo le basi per un’apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca di significati che vanno oltre il semplice risultato agonistico, inoltre è un mezzo prezioso per migliorarsi e per porsi degli obiettivi esaltando i valori della corretezze,della lealtà e rispetto reciproco.
CIAVATTA NICOLE 5A
LE OLIMPIDI DEI NAZISTI
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LE OLIMPIADI DEI NAZISTI
Berlino, 1936
INDICE
LA POLITICA ANTISEMITA
L'ATLETA ARIANO
TAPPE DELLA POLITICA ANTISEMITA
LA GERMANIA NAZISTA
LO SPORT DURANTE IL NAZISMO
LA PROPAGANDA
LUZ LONG
LE DISCRIMINAZIONI
MAX SCHMELING
LE OLIMPIADI DEL 1936
LA GERMANIA NAZISTA
Il 13 maggio 1931, il Comitato Olimpico Internazionale, guidato dal conte Henri Baillet-Latour del Belgio, assegnò le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino. La scelta segnò il ritorno della Germania nella comunità mondiale dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale. Due anni dopo, il leader del partito nazista Adolf Hitler divenne cancelliere della Germania e trasformò rapidamente la fragile democrazia della nazione in una dittatura monopartitica. Il regime nazista mise in pratica politiche razziali che miravano a "purificare" e rafforzare la popolazione germanica " ariana " ed iniziò una campagna implacabile per escludere mezzo milione di ebrei tedeschi da tutti gli aspetti della vita tedesca.
LA POLITICA ANTISEMITA
Il termine antisemitismo significa letteralmente pregiudizio o odio nei confronti del popolo ebraico. Durante i primi sei anni della dittatura di Hitler, dal 1933 fino allo scoppio della guerra nel 1939, gli Ebrei subirono gli effetti di più di 400 tra decreti e regolamenti che limitavano le loro vite sotto tutti gli aspetti, sia in campo pubblico che privato.
TAPPE DELLA POLITICA ANTISEMITA
7 APRILE 1933
15 OTTOBRE 1936
“Legge per la Restaurazione del Servizio Civile Professionale”
Il Ministero dell’Educazione del Reich bandisce gli insegnanti ebrei dalle scuole pubbliche.
14 LUGLIO 1933
15 SETTEMBRE 1935
La Legge sulla De-Naturalizzazione revoca la cittadinanza agli Ebrei naturalizzati e a tutti i cittadini considerati “indesiderabili”.
I leader del Nazismo annunciano le Leggi di Norimberga.
Source
LO SPORT
La nazificazione della società tedesca colpì ogni aspetto della vita pubblica e privata, dunque anche lo SPORT, attraverso la creazione di un organismo centrale del Reich che controllava tutte le associazioni e i club. Così il 25 aprile 1933 ebbe inizio “l'arianizzazione” dello sport tedesco.I tedeschi giudicati “non ariani” (gli ebrei e gli zingari) vennero progressivamente esclusi dalle discipline sportive e costretti ad allenarsi separatamente e in strutture private, con mezzi e risorse molto limitate. L’antisemitismo di Stato coinvolse non solo tutti gli ambiti sportivi, ma arrivò a vietare agli ebrei di nuotare in piscine, laghi e fiumi dal momento che tali elementi naturali erano dichiarati “appartenenti alla sfera ariana” e non potevano essere contaminati dal contatto col corpo impuro di un ebreo.
“Il giovane tedesco del futuro dovrà essere agile e slanciato,vivace come un levriero, coriaceo come il cuoio e duro come l’acciaio di Krupp“ Adolf Hitler
L'ATLETA ARIANO E LA PROPAGANDA
La propaganda nazista degli anni ’30 promuove il mito della superiorità razziale ariana e della sua forza fisica, tessendo un legame con l’antica Grecia. Nell’immaginario popolare dei Tedeschi viene diffusa l’immagine, anche grazie all’arte e alla pubblicità, dell’atleta ariano perfetto in possesso delle migliori caratteristiche ariane: capelli biondi, occhi azzurri, carnagione chiara. Qualità che si possono ottenere solo sottoponendo il corpo ad un trattamento e una disciplina speciali: ecco perché, fin dal loro arrivo al potere, i nazisti hanno avviato una nazificazione della cultura fisica e delle organizzazioni sportive e utilizzato lo sport a fini razzisti.
Lo sport tedesco ha un solo compito: rafforzare il carattere del popolo tedesco, infondendogli lo spirito combattivo e il costante cameratismo necessari nella lotta per la sua esistenza. Joseph Goebbels , ministro della Propaganda
LE OLIMPIADI DEL 1936
LE OLIMPIDI COME PROPAGANDA
I Giochi della XI Olimpiade si sono svolsero a Berlino (Germania) dal 1 al 16 agosto 1936.Il Führer all’inizio si mostrò molto riluttante all’idea di dovere organizzare i Giochi olimpici, poi però Joseph Goebbels, il ministro della propaganda, gli fece capire che tale occasione poteva rivelarsi un’efficace opera di propaganda, egli cambiò idea. Le Olimpiadi erano un'arena perfetta per la macchina della propaganda nazista, che era insuperabile nell'organizzazione di elaborati spettacoli pubblici e raduni. Spettacoli coreografici, imprese atletiche da record e la calda ospitalità tedesca hanno reso i Giochi Olimpici del 1936 memorabili per atleti e spettatori.
DISCRIMINAZIONI DURENTE LE OLIMPIADI
Il comitato olimpico tedesco, in conformità alle direttive naziste, impedì ai tedeschi di origine ebrea o rom di partecipare ai Giochi olimpici; l’unica ebrea tedesca a prendervi parte fu la fiorettista Helene Mayer. Questa decisione significò l’esclusione di molti dei migliori atleti del paese come Gretel Bergmann.Inoltre , gli atleti afro-americani si trovarono in una posizione particolarmente difficile, da un lato, i Giochi Olimpici offrivano agli atleti neri la possibilità di dimostrare il proprio talento e intaccare le idee razziste sia in patria che all’estero. Dall’altro, c’era la preoccupazione di come gli atleti olimpici neri sarebbero stati accolti e trattati al loro arrivo nella Germania nazista. Alla fine, 18 afro-americani (16 uomini e 2 donne) parteciparono ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936, tre volte di più che il numero di atleti neri alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932.
ESSERI UMANI PRIMA CHE ATLETI
MAX SCHMELING: l’ariano disubbidiente
Maximillian Adolph Otto Siegfried "Max" Schmeling è stato un pugile tedesco, campione mondiale dei pesi massimi tra il 1930 e il 1932. Malgrado un clima del tutto eccezionale, che copre il pugile tedesco di onori e vittorie e gratificazioni economiche importanti, Max Schemeling delude le aspettative del regime nazista e disobbidisce in diversi ambiti, sia civili che politici. La propaganda nazista interpretò le sue vittorie come la "supremazia della razza ariana", ma al contrario non si iscriverà mai al partito nazista, nonostante le lusinghe e le velate minacce e si rifiutò anche di licenziare il suo manager, Joe Jacobs, un americano di origini ebraiche. Inoltre si rifiutò di lasciare la moglie di origini polacche perchè secondo il regime avrebbe dovuto scegliere una donna dalle origini razziali pure e non una slava.
Max
Schmeling
Luz Long: "l'ariano” che offese Hitler
Alto, slanciato, chiaro e biondo, Long incarnava in tutto e per tutto gli ideali della razza ariana promossi dalla dottrina nazista del Terzo Reich. In lui il Führer Adolf Hitler aveva riposto le speranze di veder primeggiare la Germania in una disciplina dell’atletica leggera durante le Olimpiadi di Berlino del 1936. Le Olimpiadi rappresentano l’occasione per fare propaganda agli ideali del Terzo Reich e per decretare la superiorità della razza ariana. Durante la competizione berlinese Owens e Long diventano amici, nonostante le tensioni politiche di allora tra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Prima che Owens potesse fallire il salto ed essere squalificato, Long gli suggerì di anticipare lo stacco del piede. Un dettaglio, un consiglio, una carezza che, tuttavia, fece la differenza e gli permise di vincere. Ad oggi, d Jesse Owens e Luz Long sono eterni simboli di sportività e fratellanza al di là di ogni forma di odio.
Luz Long
LO SPORT UNISCE E COMBATTE IL RAZZISMO
Come ci insegnano gli eventi passati, lo sport, da sempre, è stato un elemento unificatore. Le olimpiadi nell' Antica Grecia rappresentavano un' evento che radunasse il popolo pacificamente, ben lontano dall'idea del regime nazista delle quali Hitler voleva servirsi per celebrare la supremazia della «razza ariana» sulle altre. Ad oggi lo sport può essere considerato come un mezzo importante che contribuisce alla formazione della personalità ponendo le basi per un’apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca di significati che vanno oltre il semplice risultato agonistico, inoltre è un mezzo prezioso per migliorarsi e per porsi degli obiettivi esaltando i valori della corretezze,della lealtà e rispetto reciproco.
CIAVATTA NICOLE 5A