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MITOLOGIA CHIMERA
daniele06k
Created on February 24, 2021
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Transcript
ORIGINI
Il padre di Chimera, fu Tifone, dio minore del vento arrabbiato, e il mostro favoloso, racconta la leggenda, aveva cento tasche di drago e giaceva imprigionato sotto una delle più belle isole vulcaniche del nostro paese (per alcuni la Sicilia, per altri la più piccola Ischia), relegato e tenuto nascosto poiché la sua rabbia, un giorno lo portò a sfidare gli dei dell’Olimpo, aggredendoli e riuscendo a ferire il potente Zeus.La madre, Echidna, era la leggendaria vipera, per metà donna di una bellezza intramontabile e per metà l’orrendo serpente dalla pelle maculata.
00 DOVE APPARE LA CHIMERA?
NELLA TEOGONIA DI ESIODO
NELL'ILIADE DI OMERO
Tra le diverse raffigurazioni leggendarie e iconografiche, nella Teogonia di Esiodo, la Chimera è la personificazione dell’elemento della Tempesta e la sua voce è il rombo del tuono, il cui ruggito si diffonde nell’aria attraverso un “tifone nel vento, echeggia con il tuono e viene silenziato dalla tempesta invernale”.
Il personaggio mitologico di Bellerofonte, originario di Corinto, è stato descritto anche nelle pagine del famoso poema di Omero. Il poeta dice che gli dei attribuirono a Bellerefonte, nipote di Sisifo, “forza, grazia e bellezza”. Purtroppo la sua giovane vita venne funestata da un incidente, poiché uccise un uomo accidentalmente, e per questo motivo fu costretto a lasciare la sua città.
BELLERFONTE E LA CHIMERA
Per essere purificato dal delitto commesso pur senza intenzione, Bellerofonte si recò alla corte del re Preto, a Tirinto, e qui rimase per un po’ di tempo. La regina, consorte del sovrano, si innamorò di lui e cercò di sedurlo, ma Bellerofonte fu forte e rifiutò la donna che, infuriata, riferì al marito delle calunnie sul suo conto: “Bellerofonte mi ha maltrattata, e quindi devi ucciderlo!”, disse al re.Preto non dubitò neppure un attimo del racconto della moglie e si adirò tantissimo: Bellerofonte aveva abusato della sua generosa ospitalità e doveva essere punito. Solo che, piuttosto che ucciderlo, il re Preto escogitò una soluzione alternativa.Chiamò il giovane e gli disse che aveva un incarico per lui da portare a termine, e che sarebbe partito l’indomani per un viaggio.
Bellerofonte andò a dormire e fece un sogno in cui gli apparve la dea Atena che dopo avergli consegnato un paio di briglie lo indirizzò alla fonte Pirene, dove avrebbe trovato un cavallo alato, chiamato Pegaso, nato dalla testa di Medusa. Questo animale, che era selvaggio ma che Atena stessa aveva provveduto a domare, abitava sull’Olimpo ed era incaricato di portare i fulmini a Zeus.Pegaso era il favorito dalle Muse, poiché con il suo zoccolo lunato era riuscito a far sgorgare una fonte di acqua limpida sul monte Elicona, dove loro stesse vivevano. Atena in sogno consigliò a Bellerofonte di prendere con sé il cavallo perché gli sarebbe servito durante il viaggio. Dopodiché scomparve. Re Preto, che non volle uccidere con le sue mani quello che era stato un suo ospite, aveva pensato di spedirlo al padre di sua moglie, Iobate re di Licia, affinché provvedesse a farlo lui.Nella lettera che consegnò a Bellerofonte e che incaricò appunto di consegnare al re c’era scritto che poiché questi aveva mancato di rispetto alla regina, sua figlia, egli meritava di essere “allontanato dal mondo dei vivi”. Il re Preto disse quindi a Bellerofonte di recarsi in Licia e di consegnare nelle mani del re la lettera che aveva ben sigillato. Una volta arrivato presso il re Iobate, il giovane ricevette una benevola accoglienza, ma non appena il sovrano aprì la lettera e apprese il contenuto rimase sconvolto. Anche lui non avrebbe voluto uccidere una persona che aveva accolto come ospite, ma doveva accontentare il desiderio del genero; in fondo quell’uomo aveva osato maltrattare l’amata figlia!Tuttavia anche Iobate pensò di sbarazzarsi di Bellerofonte senza macchiarsi le mani di un delitto.
Quindi lo convocò e gli chiese un favore, quello di uccidere la Chimera, figlia di Echidna, un mostro a tre teste che seminava il terrore nel suo regno. Re Iobate era certo che Bellerofonte non sarebbe riuscito nell’impresa e anzi sarebbe morto ucciso dalla Chimera (che in greco significa: “Capra”). Si trattava di una bestia feroce e indomita che nessuno fino ad allora era riuscito a fermare.Ma Bellerofonte aveva un valido aiuto: il cavallo alato che Atena gli aveva consigliato di portare con sé. Fu proprio grazie a Pegaso che riuscì ad alzarsi in volo e, dopo aver puntato la Chimera, la trafisse con un pezzo di piombo tra le mascelle. Il fuoco che la Chimera aveva in bocca fece sciogliere il piombo che le bruciò la gola e gli organi interni, uccidendola.Il re Iobate restò sorpreso appena lo vide ritornare vittorioso, e si inventò altre imprese affinché trovasse la morte, ma Bellerofonte ogni volta ne uscì fuori da vero eroe
FINE
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