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I Malavoglia

arianna

Created on February 21, 2021

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Transcript

Alessandro D'Ambrisi Rebecca Suisola Arianna Wilcox 5ªF

i malavoglia

Mena, Alessi e Lia

indice

01 Verga e il verismo

02 Le dolorose partenze

03 Il sentimento della roba

04 Mena

05 Alessi

06 Lia

verga e il verismo

01.

  • Giovanni Verga, nato a Catania nel 1840, è il padre del Verismo italiano.
  • Dopo Nedda, di ambientazione siciliana, la vera e propria conversione al Verismo avviene con Rosso Malpelo, il tutto grazie all’interesse maturato per il Naturalismo francese di Zola.
  • Inizia così la sua totale adesione ai principi di oggettività e impersonalità, in cui la narrazione diventa strumento di osservazione del reale.
  • Il Verismo, in verga, assume carattere regionale (in particolar modo riferito alla Sicilia) ed è volto a rappresentare la vita morale e sentimentale dei ceti più bassi.

il verismo

  • È caratterizzato dalla tecnica della regressione, adottando un narratore anonimo popolare interno, dallo straniamento e dall’uso del discorso indiretto libero.
  • Verga ha una concezione deterministica e fatalistica della realtà, e una visione materialistica dell’esistenza.
  • È critico nei confronti del progresso, affermando che colui che rinuncia alle proprie radici per cercare una condizione migliore è destinato ad essere sconfitto.
  • In questo modo nasce la figura del vinto, sbaragliato a causa del suo desiderio di progresso. Verga progetta così il Ciclo dei Vinti, ciclo di cinque romanzi fra cui I Malavoglia e Mastro Don Gesualdo.

02.

LE DOLOROSE PARTENZE

  • La partenza è per la famiglia Malavoglia il dolore profondo del distaccarsi da un mondo di affetti e valori ormai consolidati.
  • Le partenze sono suddivise in definitive e in partenze che hanno un ritorno.
  • Verga identifica il morire direttamente col partire.
  • Ma la partenza non sempre corrisponde alla morte (come nel caso di Bastianazzo o di padron ‘Ntoni), ma può significare una sventurata vicenda, come nel caso di Lia, la quale accusata di essere l’amante di don Michele, decide di scappare, poiché incapace di sopportare tale insinuazione.
  • La partenza di Lia è vista come silenziosa, improvvisa e definitiva, tanto che nessuno in casa pronuncierà più il suo nome.

Una volta tornato sente che tutto è ormai cambiato: il rapporto di consuetudine familiare con le cose e con le persone si è irrimediabilmente infranto.

  • Un altro esempio è Alfio, innamorato perdutamente di Mena, che è costretto a lasciare Aci Trezza per trovare lavoro altrove, soffrendo così il dramma del distaccarsi dalla sua terra.

IL sentimento della roba

03.

  • La roba, intesa come insieme di beni posseduti da una famiglia o da un individuo, rappresenta nel romanzo una garanzia concreta di sopravvivenza.
  • L’unico che rimane estraneo a questa mentalità imposta dalla maggioranza è compare Alfio, il carrettiere
  • L'interesse per la roba non prevale soltanto sugli affetti privati dei singoli individui, ma finisce per determinare nel giudizio degli eventi un punto di vista comune e anonimo, la cui ottica reagisce sempre a impulsi di tipo economico.
  • L’interesso economico finisce per sostituire completamente la sfera sentimentale.
  • Non a caso quasi sempre nel romanzo i matrimoni sono motivati da un fattore economico
  • Padron Fortunato Cipolla fa rompere il fidanzamento di Brasi con Mena, a causa della difficoltà economica che la famiglia è costretta ad affrontare.

i personaggi

mena

alessi

lia

È la terza figlia di Bastianazzo e Maruzza (la Longa). Diminutivo di Filomena.

È la quinta, nonché ultima figlia di Bastianazzo e Maruzza (la Longa). Diminutivo di Rosalia.

È il quarto figlio di Bastianazzo e di Mariuzza (la Longa). Diminutivo di Alessio.

mena

04.

  • "La Mena entrava nei diciassett'anni, e cominciava a far voltare i giovanotti quando andava a messa".
  • Fin dall’inizio del romanzo viene delineato il suo carattere pacifico: “Ella era giudiziosa come sua madre”, sottomessa alla volontà della famiglia.
  • Mena soprannominata «Sant’Agata» perché stava sempre al telaio, e si suol dire «donna di telaio, gallina di pollaio, e triglia di gennaio». Tale proverbio sintetizza il suo comportamento: continua dedizione al lavoro, che la faceva rinchiudere nelle proprie mura domestiche e anche la sua tenerezza d’animo, rendendola aperta ai sentimenti.
  • Mena è capace di rassegnarsi passivamente al destino, a causa anche dell’influenza sociale del suo tempo a cui è sottoposta.

+ info

rapporto con la sorella lia

  • Mena, dopo la morte della madre, si ritrova a doversi occupare della casa e dell’educazione della sorella minore
  • Il problema tra le due sorelle tuttavia comincia a sorgere quando Lia, attratta da don Michele, comincia ad ignorare gli ordini della sorella maggiore, opponendosi ad essa
  • Mena condivide gli ideali di padron ‘Ntoni ed è una ragazza legata alla vita contadina ed onesta; mentre Lia non è particolarmente legata agli ideali del nonno, tanto che scapperà in città finendo con diventare una prostituta, con lo scopo di voler migliorare la propria condizione, in maniera sbagliata.

05.

alessi

  • Viene descritto fin dall’inizio attraverso la sua caratteristica principale: «Alessi (Alessio) un moccioso tutto suo nonno colui!»
  • Infatti suo nonno, padron ‘Ntoni, sembra trasmettere le sue caratteristiche migliori ad Alessi, talvolta includendo nella linea di discendenza anche Bastianazzo come termine medio.
  • Attraverso l’analisi di questo personaggio emerge il forte tema della famiglia, e incarna e si fa portavoce degli alti principi morali della famiglia Malavoglia.
  • Infatti, fin dall’inizio ha le idee ben chiare sul suo matrimonio con la Nunziata, poiché vede in lei quelle stesse caratteristiche positive che appartengono anche ai Toscano.
  • Il suo alto compito diventa quindi quello di tentare la riconciliazione di una famiglia ormai in disfacimento a causa delle tante disgrazie.
  • Con il riscatto della casa del Nespolo, insieme a Mena, e con il matrimonio con la Nunziata, si assiste riscatto della Casa del Nespolo e alla simbolica ricostituzione di una nuova famiglia Malavoglia.

lia

06.

  • « Lia (Rosalia). Vanerella (vanitosa, leggera), guastata dalla madre, dalla sorella, indolente, si avvilisce pel cattivo esempio del fratello e si lascia sedurre da don Michele ».
  • Secondo la definizione verghiana, Lia si compiaceva nel sentirsi corteggiata, ma non subisce per niente l'influenza negativa della madre, né della sorella, Mena, né si abbandonerà mai interamente al tentativo di seduzione di don Michele.
  • Ha un carattere debole, un connotato inaccettabile per una Malavoglia.

+ info

  • Vittima della sua vanità, Lia è attratta dal mondo di ricchezza, lusso e meraviglie della città. Il contrasto interiore tra questa attrazione per il bello e per la ricchezza ed il rispetto dell’ordine morale da lei ricevuto dalla propria tradizione familiare, è indice di una debolezza interna.
  • La debolezza d'animo di Lia sarà fatale per lei, quando non saprà resistere alla falsa accusa di essere amante di don Michele, perciò, in contrasto con l'etica dei Malavoglia non si rassegna all'evento, ma si lascia sopraffare da esso.
  • Decide così di fuggire per sempre, finendo per cadere nel mondo della prostituzione. Lia si autoesclude dal nucleo compatto dei Malavoglia rivelandosi in tal modo insofferente a seguire la regola familiare della «rassegnata pazienza», e venendo così schiacciata dalla modernità.