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OPERE D'ARTE A FIRENZE

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Created on February 21, 2021

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Transcript

Opere d'Arte a Firenze

Linda Pallini

Quali sono le opere artistiche più conosciute?

Firenze, capoluogo della Toscana, ospita molti capolavori dell'arte e dell'architettura rinascimentale. Uno dei luoghi più celebri è il Duomo, la cattedrale con cupola di tegole progettata dal Brunelleschi e il campanile di Giotto. La Galleria dell'Accademia espone la scultura del David di Michelangelo. Nella Galleria degli Uffizi si trovano La nascita di Venere di Botticelli e l’Annunciazione di Leonardo da Vinci.

INDICE

  • David di Michelangelo (sLIDE 4)
  • David di Donatello (SLIDE 5)
  • Nascita di Venere di Botticelli (SLIDE 6)
  • Primavera di Botticelli (SLIDE 7)
  • Maestà di Giotto ( SLIDE 8)
  • Annuncazione di Leonardo da vinci (SLIDE 9)
  • Cupola di Brunelleschi (SLIDE 10)
  • La porta di Paradiso di Ghiberti (SLIDE 11)
  • Trinità del Massaccio (SLIDE 12)
  • Annuncazione nel Convento di San Marco di Fra Angelico (SLIDE 13)

David di Michelangelo

In Piazza della Signoria, davanti all’ingresso di Palazzo Vecchio, si trova il David di Michelangelo. Si tratta di una copia in realtà perchè l’originale, scolpito dal grande maestro del Rinascimento, è conservato all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze. Realizzata nei primi del 1500 in marmo, è alta oltre 5 metri ed è considerata l’opera simbolo e capolavoro della scultura rinascimentale.

David di Donatello

Uno dei primi esempi di scultura rinascimentale, venne scolpito intorno al 1440 per il cortile del nuovo Palazzo dei Medici di Via Larga a Firenze, voluto da Cosimo I. Donatello ha rappresentato il David, simbolo di libertà contro la tirannide. Nel 1777 fu portato agli Uffizi, e successivamente al Museo del Bargello che ancora lo conserva.

Nascita di Venere di Botticelli

Questo dipinto è fra le opere d’arte più amate e famose al mondo. Botticelli l’ha dipinta fra il 1482 ed il 1485 ed è conservato presso gli Uffizi. Nota come “Nascita di Venere”, la composizione raffigura più precisamente l’approdo sull’isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e, forse, Aura. La dea è in piedi sopra la valva di una conchiglia, pura e perfetta come una perla. L’accoglie una giovane donna, identificata talvolta con una delle Grazie oppure con l’Ora della primavera, che le porge un manto cosparso di fiori; alla stagione primaverile rimandano anche le rose portate dai venti.

Conosciuto con il nome di Primavera, la pittura mostra nove figure della mitologia classica che incedono su un prato fiorito, davanti a un bosco di aranci e alloro. In primo piano a destra, Zefiro abbraccia e feconda la ninfa Clori, raffigurata poco oltre nelle sembianze di Flora, dea della fioritura. Dominano il centro della composizione, leggermente arretrati, la dea dell’amore e della bellezza Venere e Cupido, raffigurato bendato mentre scocca il dardo d’amore. A sinistra danzano in cerchio le tre Grazie, divinità minori benefiche prossime a Venere, e chiude la composizione Mercurio, il messaggero degli dei con indosso elmo e calzari alati, che sfiora col caduceo una nuvola. L'opera celebra l’amore, la pace, la prosperità.

Primavera di Botticelli

MAESTÀ DI GIOTTO

La Madonna di Ognissanti è stata realizzata da Giotto intorno al 1310. È proprio Giotto a rivoluzionare la pittura e il modo di rappresentazione degli uomini del tempo. È conservata presso gli Uffizi. La Vergine sorregge il bambino, che benedice con la mano destra tenendo nella sinistra una pergamena arrotolata, simbolo di sapienza. Intorno al trono. Gli angeli inginocchiati ai piedi del trono offrono vasi con rose e gigli, fiori che alludono alla purezza e alla carità, mentre i due ai lati del trono porgono una corona e una pisside. I santi sono parzialmente coperti dall’architettura e dalle aureole e questo, oltre a suggerire l’esistenza di uno spazio concreto entro il quale si collocano le figure, intende evocare anche l’intitolazione della chiesa per la quale tavola fu realizzata, Ognissanti a Firenze.

È stato dipinto nel 1472, con la tecnica della pittura ad olio. Davanti ad un palazzo rinascimentale l’Arcangelo Gabriele si inginocchia davanti alla Vergine rivolgendole il saluto ed offrendole un giglio. La Vergine risponde, seduta con grande dignità davanti a un leggio sul quale è poggiato un libro. Il tradizionale tema sacro è collocato da Leonardo in un’ambientazione naturalistica e terrena Gli elementi architettonici sono disegnati secondo le regole della prospettiva con punto di fuga centrale, ma alcune anomalie nella figura della Vergine, il cui braccio destro appare eccessivamente lungo.

Annunciazione di Leonardo da Vinci

Cupola del Brunelleschi

Costituita da due calotte di forma ogivale tra loro collegate, la Cupola ottagonale fu voltata dal 1418 al 1434 secondo il progetto di Filippo Brunelleschi. La Cupola ha un diametro di 45,5 metri. I lavori avranno inizio e dureranno fino al 1434.

Porta del paradiso di Ghiberti

Per vederla devi andare al Battistero di Firenze e cercare la porta proprio di fronte al Duomo. Dieci grandi riquadri sostituiscono le 28 formelle tipici delle altre porte dell’edificio, mentre gli episodi dell’Antico Testamento vengono sviluppati con una straordinaria tecnica che spazia dal rilievo dall’alto al basso, fino allo schiacciato. Le figure e gli oggetti diminuiscono progressivamente creando un effetto prospettico, senza trascurare la raffinatezza dei dettagli, degni di un’opera di oreficeria. Ognuno dei grandi pannelli quadrati raggruppa due o più storie, secondo una concezione di rappresentazione simultanea, molto utilizzata nel Duecento e Trecento. Grazie a questo espediente le scene rappresentate sono più di 50 e sono da leggersi partendo dall’alto, da sinistra verso destra.

Trinità di Masaccio

Questo affresco si trova nella Basilica di Santa Maria Novella. Risalente al 1426 – 1428 è ritenuta una delle opere fondamentali per la nascita del Rinascimento.Lo spazio è descritto mediante l’uso di una solida prospettiva geometrica, le figure sono rese volumetriche dal chiaroscuro e le fisionomie diventano reali ed espressive.

Annunciazione nel Convento di San Marco di Fra Angelico

Il pittore fiorentino Guido di Pietro (1400 ca.-1455) fu prima di tutto un monaco. Entrato nell’ordine domenicano dopo il 1418, scelse di farsi chiamare Fra’ Giovanni. Ma oggi è noto come Beato Angelico. L’Annunciazione, realizzata nel corridoio nord delle celle, è uno dei più celebri brani pittorici dell’artista: l’episodio è ambientato in una loggia, vista in prospettiva e completamente intonacata di bianco. Non ci sono arredi, ad eccezione di un semplice sgabello; la Vergine è una fanciulla vestita da un abito modesto (che ricorda la veste domenicana) e l’Arcangelo Gabriele ostenta due ali con piume di pavone, dipinte con i colori dell’arcobaleno. Gabriele ha appena pronunciato l’annuncio e resta trepidante in attesa di una risposta. Maria, umile e obbediente, incrocia le mani al petto e si appresta a pronunciare il suo sì.