Chiesa, impero e italia fra '300 e '400
INDEX
La chiesa dello scisma e gli asburgo
la formazione degli stati regionali italiani
l'instabile equilibrio e lo splendore culturale degli stati italiani
01
La chiesa dello scisma e gli asburgo
Durante il periodo della "Cattività avignonese", la corte pontificia visse nel lusso e la città ottenne un notevole prestigio, ma i papi furono costretti ad indebitarsi con le banche e ciò suscitò le critiche di coloro che si appellavano all'ideale della povertà evangelica. In quegli anni, il papato rimase nell'orbita dell'influenza francese e vide indebolirisi il proprio controllo sui territori della penisola italiana. Nei territori dell'Italia centrali, che dipendevano dal papa, nacquero signorie locali, mentre a Roma continuava le lotte tra le famiglie degli Orsini e dei Colonna. In questo contesto così instabile, si affermò a Roma la figura di Cola di Rienzo, un notaio, che, dopo aver ottenuto il sostegno del popolo, proclamò la repubblica, ma la nobiltà cittadina lo costrinse ad abbondonare la città. Ritornò dopo qualche anno, ma non ottenne il sostegno del popolo e, durante una sommossa, venne catturato e ucciso.
lo scisma d'occidente
La " cattività avignose" si concluse nel 1377, con il ritorno a Roma di papa Gregorio XI, ma quelli furono gli anni dello Scisma d'Occidente che dilaniò la cristianità per quaranta anni. Nel conclave che doveva designare il successore di Gregorio XI, i vescovi francesi non accettarono la decisione della maggioranza ed elessero un loro papa che ritornò a risiedere ad Avignone. Dal 1378 al 1409, vi furono due pontefici e, nei sei anni successivi, tre: il concilio di Pisa del 1409, dichiarò deposti il papa avignonese e quello romano eleggendone uno nuovo: Alessandro VI, ma il risultato fu quello di aggiungere un terzo papa ai due incarica, che rifiutarono di essere deposti.
Nel frattempo continuavano le insurrezioni: in Boemia tali sommosse furono sostenute da Jan Hus, maestro dell'università di Praga, che osteggiava la mondanità della Chiesa e invitava i fedeli a seguire la povertà di Cristo. Hus venne bruciato sul rogo. Nel tentativo di porre fine allo Scisma, nel 1414 fu convocato il concilio di Costanza: dopo tre anni i tre papi vennero destituiti e fu eletto Martino V.
L'acceso al trono imperiale, su cui era stata confermata la dinastia degli Asburgo, veniva disciplinato dalla Bolla d'oro (1356), che prevedeva per l'elezione imperiale il voto di sette grandi elettori tedeschi e confermava così che l'ambito d'autorità dell'Imperatore si riduceva ormai soltanto alla Germania. La bolla venne emanata dall'imperatore Carlo IV. La Germania continuò ad essere una pluralità di entità politiche (principati, città libere, grandi feudi) che sfuggivano all'autorità imperiale.
02
La formazione degli stati regionali italiani
Il signore, nel tentativo di consolidare il suo potere, cercò il riconoscimento di un'autorità (Papa, imperatore). La Signoria, con il passare degli anni, si trasformò in un pricipato ereditario. Le principali città italiane di questo periodo divennero le capitali di formazioni politiche regionali, dove il potere era accentrato nelle mani divere e proprie dinastie, come del resto accadeva nel resto d'Europa dove però si erano affermate le monarchie.
Nel '400 molti Stati dell'Europa occidentale erano riusciti ad unificare il loro territorio e , di conseguenza, a diventare una nazione. In Italia tutto ciò non accadde, infatti continuò a presentare un quadro politico frantumato. Le città dell'Italia settentrionale erano profondamente diverse da quelle dell'Italia meridionale, inoltre i comuni dell'Italia centro-settentrionale erano sempre in lotta tra di loro, ma spesso esistevano lotte interne che, ad esempio, vedevano contrapposti gueli e ghibellini o le grandi famiglie cittadine. Tra il XIII e il XIV secolo, In Italia molti comuni si trasformarono in Signorie: i ceti dirigenti affidavano ad un signore, che spesso era il podestà o il membro di una famiglia facoltosa, il compito di governare la città e di garantire la sua stabilità. In tutta l'Italia centro-settentrionale si affermò questa nuova forma di governo che divenne ereditaria. L'unica grande città del nord che non si trasformò in signoria fu Venezia, che continuò ad essere una repubblica oligarchica guidata dal Doge.
A Milano si impose la dinastia dei Visconti: nel 1311 i Visconti ottennero dall'imperatore Enrico VII il titolo di vicari imperiali, che rese più potente la signoria, poichè le dava un riconoscimento formale su tutte le città e il territorio della Lombardia. La peste del 1347-49, non ebbe molte ripercussioni sulla città di Milano e ciò rafforzò ulteriormente il potere dei Visconti. Il prestigio della dinastia dei Visconti crebbe al tempo di Gian Galezzo Visconti, che ottenne il titolo di duca: il territorio su cui esercitava il suo potere divenne un vero e proprio principato. Gian Galeazzo probabilmente avrebbe avuto la capacità di imporre la sua egemonia a tutte le città dell'Italia centro-settentrionale, molti storici pensano che se non fosse morto precocemente, a causa della peste, le sorti della nostra penisola sarebbero state diverse.
Un'altra importante dinastia fu quella dei Savoia, i cui territori comprendevano la Valle d'Aosta, il Piemonte e la Liguria. Ne XII secolo i Savoia consolidarono il controllo della regione da cui prendono il nome e nel 1232 vi fissarono la capitale nella città di Chambéry. Nel 1388 conquistarono anche Nizza e Ventimiglia. I territori dei Savoia vennero riunificati da Amedeo VIII il quale ottenne dall'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo che venissero elevati a ducato nel 1416. La più forte rivale di Milano fu Venezia, che, nel '400, seppe conservare grande vitalità economica ed estendere i suoi possedimentianche sulla terraferma. A Firenze, dopo la crisi di metà Trecento e le rivolte sociali che ne seguirono, si consolidò il potere dell'oligarchia nobiliare, tra le cui fila emersero i Medici: a questi, capeggiati da dalla figura di Cosimo il Vecchio, andò la signoria della città.
03
L'instabile equilibrio e lo splendore culturale degli stati italiani
Dopo la morte di Federico II, la parte meridionale della nostra penisola era stata divisa tra il dominio aragonese, in Sicilia, e quello angioino, a Napoli. Dopo la morte di Roberto d'Angiò, ebbe inizio una fase alquanto instabile: in assenza di eredi maschi al trono Giovanna, nipote di Roberto. Giovanna fu uccisa e a succedergli fu un'altra donna Giovanna II, ma il regno angioino continuava ad essere debole.
Dopo la morte di Giovanna II, Alfono V d'Aragona tentò di riconquistare il Regno di Napoli. Cercò il sostegno di Filippo Maria Visconti che si dichiarò disposto a farlo, ma ciò suscitò la reazione del Papa, di Venezia e di Firenze: La lega antiviscontea coinvolse Francesco Sforza, figlio del capitano di ventura Muzio Attendolo. Francesco Sforza, era un importante condottiero italiano, che riuscì a spodestare i Visconti nel governo del ducato di Milano, infatti, dopo la morte di Filippo Maria Visconti gli succedette, poichè aveva sposato la figlia Bianca Maria. Questa intricata vicenda vide alla fine prevalere Alfonso di Aragona, che nel 1443 riunificò nella sua persona le corone di Napoli e Sicilia.
L'allarme prododotto dalla notizia della caduta di Costantinopoli in mano turca (1453), indusse le potenze italiane a trovare un accordo: a Lodi (9 aprile 1454) si firmò una pace il cui obiettivo era quello preservare l'equilibrio politico-territoriale raggiunto. Per risolvere il conflitto che vedeva contrapposte Milano e Venezia, la città lombarda fu costretta a cedere delle terre, ma il trattato costringeva le due città a rinunciare a futuri ingrandimenti territoriali. Si formò una Lega italiana quarant'anni di pace. Le corti signorili fecero a gara per accaparrarsi i migliori artisti del tempo di cui divennero i mecenati. A salvaguardare questo sistema fu la politica prudente di Lorenzo de' Medici, signore di Firenze dal 1478 al 1492. Firenze, in quel priodo, fu un imprtante centro politico e culturale (culla del Rinascimento).
Lorenzo il Magnifico nel 1478 scampò alla congiura dei Pazzi. Tale congiura era stata organizzata da alcuni membri della Famiglia dei Pazzi e in quell'occazione perse la vita Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico. Lorenzo dei Medici, detto il Magnifico, fu l'ago della bilancia del delicato equilibrio che era stato raggiunto. Tale equilibrio venne meno dopo la sua morte (1492).
STUDIA LA CONGIURA DEI PAZZI A PAG. 195
Cap. 10: Chiesa, impero e Italia fra Trecento e Quattrocento
Antonella
Created on February 11, 2021
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Chiesa, impero e italia fra '300 e '400
INDEX
La chiesa dello scisma e gli asburgo
la formazione degli stati regionali italiani
l'instabile equilibrio e lo splendore culturale degli stati italiani
01
La chiesa dello scisma e gli asburgo
Durante il periodo della "Cattività avignonese", la corte pontificia visse nel lusso e la città ottenne un notevole prestigio, ma i papi furono costretti ad indebitarsi con le banche e ciò suscitò le critiche di coloro che si appellavano all'ideale della povertà evangelica. In quegli anni, il papato rimase nell'orbita dell'influenza francese e vide indebolirisi il proprio controllo sui territori della penisola italiana. Nei territori dell'Italia centrali, che dipendevano dal papa, nacquero signorie locali, mentre a Roma continuava le lotte tra le famiglie degli Orsini e dei Colonna. In questo contesto così instabile, si affermò a Roma la figura di Cola di Rienzo, un notaio, che, dopo aver ottenuto il sostegno del popolo, proclamò la repubblica, ma la nobiltà cittadina lo costrinse ad abbondonare la città. Ritornò dopo qualche anno, ma non ottenne il sostegno del popolo e, durante una sommossa, venne catturato e ucciso.
lo scisma d'occidente
La " cattività avignose" si concluse nel 1377, con il ritorno a Roma di papa Gregorio XI, ma quelli furono gli anni dello Scisma d'Occidente che dilaniò la cristianità per quaranta anni. Nel conclave che doveva designare il successore di Gregorio XI, i vescovi francesi non accettarono la decisione della maggioranza ed elessero un loro papa che ritornò a risiedere ad Avignone. Dal 1378 al 1409, vi furono due pontefici e, nei sei anni successivi, tre: il concilio di Pisa del 1409, dichiarò deposti il papa avignonese e quello romano eleggendone uno nuovo: Alessandro VI, ma il risultato fu quello di aggiungere un terzo papa ai due incarica, che rifiutarono di essere deposti.
Nel frattempo continuavano le insurrezioni: in Boemia tali sommosse furono sostenute da Jan Hus, maestro dell'università di Praga, che osteggiava la mondanità della Chiesa e invitava i fedeli a seguire la povertà di Cristo. Hus venne bruciato sul rogo. Nel tentativo di porre fine allo Scisma, nel 1414 fu convocato il concilio di Costanza: dopo tre anni i tre papi vennero destituiti e fu eletto Martino V.
L'acceso al trono imperiale, su cui era stata confermata la dinastia degli Asburgo, veniva disciplinato dalla Bolla d'oro (1356), che prevedeva per l'elezione imperiale il voto di sette grandi elettori tedeschi e confermava così che l'ambito d'autorità dell'Imperatore si riduceva ormai soltanto alla Germania. La bolla venne emanata dall'imperatore Carlo IV. La Germania continuò ad essere una pluralità di entità politiche (principati, città libere, grandi feudi) che sfuggivano all'autorità imperiale.
02
La formazione degli stati regionali italiani
Il signore, nel tentativo di consolidare il suo potere, cercò il riconoscimento di un'autorità (Papa, imperatore). La Signoria, con il passare degli anni, si trasformò in un pricipato ereditario. Le principali città italiane di questo periodo divennero le capitali di formazioni politiche regionali, dove il potere era accentrato nelle mani divere e proprie dinastie, come del resto accadeva nel resto d'Europa dove però si erano affermate le monarchie.
Nel '400 molti Stati dell'Europa occidentale erano riusciti ad unificare il loro territorio e , di conseguenza, a diventare una nazione. In Italia tutto ciò non accadde, infatti continuò a presentare un quadro politico frantumato. Le città dell'Italia settentrionale erano profondamente diverse da quelle dell'Italia meridionale, inoltre i comuni dell'Italia centro-settentrionale erano sempre in lotta tra di loro, ma spesso esistevano lotte interne che, ad esempio, vedevano contrapposti gueli e ghibellini o le grandi famiglie cittadine. Tra il XIII e il XIV secolo, In Italia molti comuni si trasformarono in Signorie: i ceti dirigenti affidavano ad un signore, che spesso era il podestà o il membro di una famiglia facoltosa, il compito di governare la città e di garantire la sua stabilità. In tutta l'Italia centro-settentrionale si affermò questa nuova forma di governo che divenne ereditaria. L'unica grande città del nord che non si trasformò in signoria fu Venezia, che continuò ad essere una repubblica oligarchica guidata dal Doge.
A Milano si impose la dinastia dei Visconti: nel 1311 i Visconti ottennero dall'imperatore Enrico VII il titolo di vicari imperiali, che rese più potente la signoria, poichè le dava un riconoscimento formale su tutte le città e il territorio della Lombardia. La peste del 1347-49, non ebbe molte ripercussioni sulla città di Milano e ciò rafforzò ulteriormente il potere dei Visconti. Il prestigio della dinastia dei Visconti crebbe al tempo di Gian Galezzo Visconti, che ottenne il titolo di duca: il territorio su cui esercitava il suo potere divenne un vero e proprio principato. Gian Galeazzo probabilmente avrebbe avuto la capacità di imporre la sua egemonia a tutte le città dell'Italia centro-settentrionale, molti storici pensano che se non fosse morto precocemente, a causa della peste, le sorti della nostra penisola sarebbero state diverse.
Un'altra importante dinastia fu quella dei Savoia, i cui territori comprendevano la Valle d'Aosta, il Piemonte e la Liguria. Ne XII secolo i Savoia consolidarono il controllo della regione da cui prendono il nome e nel 1232 vi fissarono la capitale nella città di Chambéry. Nel 1388 conquistarono anche Nizza e Ventimiglia. I territori dei Savoia vennero riunificati da Amedeo VIII il quale ottenne dall'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo che venissero elevati a ducato nel 1416. La più forte rivale di Milano fu Venezia, che, nel '400, seppe conservare grande vitalità economica ed estendere i suoi possedimentianche sulla terraferma. A Firenze, dopo la crisi di metà Trecento e le rivolte sociali che ne seguirono, si consolidò il potere dell'oligarchia nobiliare, tra le cui fila emersero i Medici: a questi, capeggiati da dalla figura di Cosimo il Vecchio, andò la signoria della città.
03
L'instabile equilibrio e lo splendore culturale degli stati italiani
Dopo la morte di Federico II, la parte meridionale della nostra penisola era stata divisa tra il dominio aragonese, in Sicilia, e quello angioino, a Napoli. Dopo la morte di Roberto d'Angiò, ebbe inizio una fase alquanto instabile: in assenza di eredi maschi al trono Giovanna, nipote di Roberto. Giovanna fu uccisa e a succedergli fu un'altra donna Giovanna II, ma il regno angioino continuava ad essere debole.
Dopo la morte di Giovanna II, Alfono V d'Aragona tentò di riconquistare il Regno di Napoli. Cercò il sostegno di Filippo Maria Visconti che si dichiarò disposto a farlo, ma ciò suscitò la reazione del Papa, di Venezia e di Firenze: La lega antiviscontea coinvolse Francesco Sforza, figlio del capitano di ventura Muzio Attendolo. Francesco Sforza, era un importante condottiero italiano, che riuscì a spodestare i Visconti nel governo del ducato di Milano, infatti, dopo la morte di Filippo Maria Visconti gli succedette, poichè aveva sposato la figlia Bianca Maria. Questa intricata vicenda vide alla fine prevalere Alfonso di Aragona, che nel 1443 riunificò nella sua persona le corone di Napoli e Sicilia.
L'allarme prododotto dalla notizia della caduta di Costantinopoli in mano turca (1453), indusse le potenze italiane a trovare un accordo: a Lodi (9 aprile 1454) si firmò una pace il cui obiettivo era quello preservare l'equilibrio politico-territoriale raggiunto. Per risolvere il conflitto che vedeva contrapposte Milano e Venezia, la città lombarda fu costretta a cedere delle terre, ma il trattato costringeva le due città a rinunciare a futuri ingrandimenti territoriali. Si formò una Lega italiana quarant'anni di pace. Le corti signorili fecero a gara per accaparrarsi i migliori artisti del tempo di cui divennero i mecenati. A salvaguardare questo sistema fu la politica prudente di Lorenzo de' Medici, signore di Firenze dal 1478 al 1492. Firenze, in quel priodo, fu un imprtante centro politico e culturale (culla del Rinascimento).
Lorenzo il Magnifico nel 1478 scampò alla congiura dei Pazzi. Tale congiura era stata organizzata da alcuni membri della Famiglia dei Pazzi e in quell'occazione perse la vita Giuliano, fratello di Lorenzo il Magnifico. Lorenzo dei Medici, detto il Magnifico, fu l'ago della bilancia del delicato equilibrio che era stato raggiunto. Tale equilibrio venne meno dopo la sua morte (1492).
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