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Commento a tre poesie di guerra di Giuseppe Ungaretti

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Created on February 10, 2021

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Transcript

Commento di tre poesie di guerra di Giuseppe Ungaretti

01

San Martino del Carso

Valloncello dell'Albero Isolato, il 27 agosto 1916

Di queste casenon è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non m'è rimasto neppure tanto Ma nel mio cuore nessuna croce manca E' il mio cuore il paese più straziato

Parafrasi

Di queste case non è rimasto che qualche pezzo di muro. Di tanti amici che conoscevo e avevano con me delle relazioni non è rimasto in vita nessuno. Ma nel mio cuore sono e saranno sempre presenti: il mio cuore è il paese più tormentato.

Giuseppe Ungaretti

Analisi del testo

La poesia è divisa in quattro strofe, da ognuna di essa si può ricavare un concetto diverso:- Nella prima strofa, abbiamo un descrizione del villaggio distrutto di San Martino del Carso. - Nella seconda strofa, Ungaretti descrive cosa è rimasto dei suoi compagni di battaglia morti in guerra.

- Nella terza strofa, afferma però di portare nel suo cuore tutti i suoi "fratelli" caduti in battaglia.- Nell'ultima strofa, egli accosta la tragedia di San Martino del Carso alla tragedia dentro il suo cuore. Lo stile poetico utilizzato in questa lirica è molto semplice ed essenziale , proprio per far capire le emozioni ed il dolore del poeta.

Commento sulla poesia

La distruzione di un paese è il centro della poesia. Ungaretti in essa rivive i momenti strazianti vissuti poche ore prima nei pressi del paese. Come è facile osservare, la poesia è impostata sul confronto tra il paese e il cuore del poeta: le case di S. Martino ridotte a brandelli, il cuore del poeta straziato dal dolore e dalle rovine della guerra. La parola "brandello" di solito si riferisce agli uomini (brandello di carne), ma proprio questo è l'obiettivo del poeta: sottolineare l'identificazione fra il paese e la vicenda umana. Alla realtà spaventosa e drammatica della guerra, è possibile opporre solo il potere del ricordo e la fragile arma della poesia: per tanti compagni sventurati che la morte ha inghiottito, il ricordo straziante del poeta rappresenta l'ultimo disperato legame con il mondo della luce e della vita.

02

Veglia

Monte San Michele, il 23 dicembre 1915

Un’intera nottatabuttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio ho scritto lettere piene d’amore Non sono mai stato tanto attaccato alla vita

Parafrasi

Una nottata intera accasciato a fianco ad un compagno massacrato, guardando quella bocca serrata, a denti stretti, con i suoi occhi rivolti alla luna piena, guardando le sue mani gonfie che penetrano nel mio silenzio, ho scritto lettere piene d’amore. Non mi sono mai sentito tanto attaccato alla vita.

Giuseppe Ungaretti

Analisi del testo

confrontarsi la distruzione e la morte.Il secondo significato lo ritroviamo nella seconda breve strofa dove il poeta ci dice proprio che la guerra consente di cogliere il senso più profondo e il valore dell'esistenza umana.

La tematica della lirica è racchiusa nel titolo, infatti veglia può significare sia l'interminabile periodo trascorso accanto al cadavere, sia la partecipazione a quello strazio (veglia funebre). Il primo significato lo ritroviamo nella prima strofa che è caratterizzata da versi-parole (massacrato-digrignato-penetrata) le quali costringono il lettore a

A livello fonetico, nella poesia, c'è una prevalenza di doppie che costituiscono suoni aspri: nottata, buttato, attaccato. Questa prevalenza di doppie nasce per sottolineare l'assurdità della guerra che è causa di morte. La scelta di poche parole essenziali è legata al fatto che l'autore è costretto a stare in mezzo ai morti.

Commento sulla poesia

Ungaretti ha trascorso un'intera nottata (una nottataccia) a fianco a un compagno massacrato con la bocca deformata rivolta verso la luna piena e con le dita delle sue mani rigide e gonfie per la morte, che lasciano un profondo senso di sgomento in lui che, ammutolito, non può fare altro che restargli accanto. In questo momento il poeta ha sentito l'esigenza di scrivere lettere d'amore (per il bisogno di dichiarare affetto ai suoi cari) e qui, di fronte alla tragedia della morte, rivela che non si era mai sentito così tanto attaccato alla vita (segno della protesta contro la guerra). Secondo il mio parere, Ungaretti ci ha voluto trasmettere attraverso questa poesia che, per quanto possa essere ingiusta la vita, vale certamente la pena di viverla pienamente, come si dice spesso "la vita è una e va vissuta al 100%", ma non è necessario aspettare di vedere la morte in faccia per cominciare a non sprecarla.

03

Fratelli

Mariano, il 15 luglio 1916

Di che reggimento sietefratelli? Parola tremante nella notte Foglia appena nata Nell’aria spasimante involontaria rivolta dell’uomo presente alla sua fragilità Fratelli

Parafrasi

Di che reggimento sietefratelli? Parola che suona incerta e timorosa nella notte Come una foglia appena spuntata, Nell’aria della notte lacerata dalla sofferenza, l'istintiva ribellione dell’uomo che diventa cosciente della sua fragilità Fratelli

Giuseppe Ungaretti

Analisi del testo

In questa lirica la parola principale è "fratelli", che si trova nel secondo e nell'ultimo verso oltrechè il titolo.Di fronte alla guerra non ci sono né amici né nemici, ma solo fratelli. La parola è accostata al tema della fragilità, infatti gli uomini sono fratelli perchè hanno in comune lo stato di precarietà e insicurezza.

Il linguaggio della poesia è nudo e spoglio. I verbi sono quasi del tutto eliminati, la punteggiatura è ridotta a un solo punto interrogativo.il poeta utilizza delle immagini per far capire la fragilità degli uomini: "la foglia appena nata" rende l'idea di un futuro incerto e tremante.

L'uomo davanti alle sua fragilità tenta di ribellarsi creando dei legami di fratellanza necessari per poter sopravvivere (qui troviamo un richiamo alla poesia “Veglia”).

Commento sulla poesia

La poesia fa riferimento a due reparti combattenti che si incontrano sulla linea del fronte e si salutano, scambiandosi notizie con la parola fratelli. Questa diventa il centro della lirica, che risuona forte in un mondo impazzito che sembra aver dimenticato quella parola. Andando avanti nella lettura, "fratelli" assume il significato di speranza, saluto reciproco di uomini che soffrono, messaggio di solidarietà, ma soprattutto essa è il segno di una ritrovata dignità umana. È come un grido di rivolta contro gli orrori della guerra. La poesia mi è piaciuta perché è corta e significativa e ti fa capire le sensazioni che provavano i soldati nelle trincee. Ungarettiesprime ciò che sente senza usare immagini violente, ma ricorrendo semplicemente ai propri stati d'animo legati alle esperienze drammatiche vissute.

Fonti

- scuolissima.com

-fareletteratura.it

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