IL DECLINO DELLA SPAGNA
1. LA SPAGNA ALL'INIZIO DEL 1600
La Spagna era a capo di un immenso impero. Alla morte di Filippo II, nel 1598, era però indebolita da una forte crisi economica.
I suoi successori, Filippo III e Filippo IV, avevano speso quasi tutte le ricchezze del regno in guerre per aumentare il proprio potere, aggredendo anche il Portogallo, e questo aveva determinato fortissime tasse per rempire di nuovo l'erario.
La borghesia, già poco sviluppata, si era trovata quindi ancora più povera.
Nel 1640 Filippo IV e il suo primo ministro, Duca di Olivares, devono affrontare una ribellione del Portogallo e della Catalogna. In seguito a questo, col trattato di Lisbona del 1668, il Portogallo recupera la propria indipendenza.
Inoltre, la grande disponibilità di oro e argento che arrivava alla Spagna dalle colonie in Africa e in America, aveva portato alla svalutazione della moneta e all'inflazione.
Solo quando questo afflusso di metallo venne a diminuire, agli inizi del 1700, la SPagna si trovò a fare realmente i conti con la propria arretratezza economica e produttiva.
MAPPA DEI POSSEDIMENTI AL 1668
2. L'ITALIA SOTTO IL DOMINIO SPAGNOLO
La pace di Cateau Cambrésis (1559) aveva sancito il controllo della Spagna, direttamente o indirettamente, su tutta l'Italia.
La Spagna controllava direttamente, mediante dei Vicerè, Milano, il Regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna.
Le alleanze però erano molto forti anche col Granducato di Toscana, la Repubblica di Genova, lo Stato della Chiesa.
La crisi economica spagnola si fece sentire ben presto anche al sud Italia. Gli spagnoli infatti pretendevano molte tasse, mentre le ricchezze restavano nelle mani di pochi nobili che tendevano ad accentrare i loro possedimenti in latifondi, non investendo nel miglioramento dell'agricoltura.
Le conseguenze furono drammatiche: arretratezza, povertà, epidemie (tra cui una di peste), prezzi esorbitanti per pane e farina.
Le rivolte furono eclatanti ma soffocate nel sangue, come quella guidata a Napoli da Masaniello nel 1647. Le richieste di riduzione delle tasse e nomina di rappresentanti del popolo non vennero mai soddisfatte.
Anche i regni non direttamente controllati dalla Spagna, come Genova e Venezia, non riuscivano a scrollarsi da dosso una generale crisi economica dovuta allo spostamento dei commerci dal Mediterraneo all'Asia e all'Africa, dove spadroneggiavano le compagnie di navigazione.
Inoltre erano sempre più forti i turchi Ottomani, che dominavano tutte le coste dell'Africa settentrionale e del Mediterraneo orientale.
Le rivolte furono eclatanti ma soffocate nel sangue, come quella guidata a Napoli da Masaniello nel 1647. Le richieste di riduzione delle tasse e nomina di rappresentanti del popolo non vennero mai soddisfatte.
SPAGNA 1600
MARA CORDUA
Created on February 8, 2021
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IL DECLINO DELLA SPAGNA
1. LA SPAGNA ALL'INIZIO DEL 1600
La Spagna era a capo di un immenso impero. Alla morte di Filippo II, nel 1598, era però indebolita da una forte crisi economica.
I suoi successori, Filippo III e Filippo IV, avevano speso quasi tutte le ricchezze del regno in guerre per aumentare il proprio potere, aggredendo anche il Portogallo, e questo aveva determinato fortissime tasse per rempire di nuovo l'erario.
La borghesia, già poco sviluppata, si era trovata quindi ancora più povera.
Nel 1640 Filippo IV e il suo primo ministro, Duca di Olivares, devono affrontare una ribellione del Portogallo e della Catalogna. In seguito a questo, col trattato di Lisbona del 1668, il Portogallo recupera la propria indipendenza.
Inoltre, la grande disponibilità di oro e argento che arrivava alla Spagna dalle colonie in Africa e in America, aveva portato alla svalutazione della moneta e all'inflazione.
Solo quando questo afflusso di metallo venne a diminuire, agli inizi del 1700, la SPagna si trovò a fare realmente i conti con la propria arretratezza economica e produttiva.
MAPPA DEI POSSEDIMENTI AL 1668
2. L'ITALIA SOTTO IL DOMINIO SPAGNOLO
La pace di Cateau Cambrésis (1559) aveva sancito il controllo della Spagna, direttamente o indirettamente, su tutta l'Italia.
La Spagna controllava direttamente, mediante dei Vicerè, Milano, il Regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna.
Le alleanze però erano molto forti anche col Granducato di Toscana, la Repubblica di Genova, lo Stato della Chiesa.
La crisi economica spagnola si fece sentire ben presto anche al sud Italia. Gli spagnoli infatti pretendevano molte tasse, mentre le ricchezze restavano nelle mani di pochi nobili che tendevano ad accentrare i loro possedimenti in latifondi, non investendo nel miglioramento dell'agricoltura.
Le conseguenze furono drammatiche: arretratezza, povertà, epidemie (tra cui una di peste), prezzi esorbitanti per pane e farina.
Le rivolte furono eclatanti ma soffocate nel sangue, come quella guidata a Napoli da Masaniello nel 1647. Le richieste di riduzione delle tasse e nomina di rappresentanti del popolo non vennero mai soddisfatte.
Anche i regni non direttamente controllati dalla Spagna, come Genova e Venezia, non riuscivano a scrollarsi da dosso una generale crisi economica dovuta allo spostamento dei commerci dal Mediterraneo all'Asia e all'Africa, dove spadroneggiavano le compagnie di navigazione.
Inoltre erano sempre più forti i turchi Ottomani, che dominavano tutte le coste dell'Africa settentrionale e del Mediterraneo orientale.
Le rivolte furono eclatanti ma soffocate nel sangue, come quella guidata a Napoli da Masaniello nel 1647. Le richieste di riduzione delle tasse e nomina di rappresentanti del popolo non vennero mai soddisfatte.