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Gli esperimenti nazisti
ccarrino336
Created on February 5, 2021
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Transcript
Gli esperimenti dei nazisti sul corpo umano
INTRODUZIONE
Durante la seconda guerra mondiale, quindi durante il periodo nazista, vennero effettuati degli esperimenti sul corpo umano, e tutto ciò avveniva nei laboratori nei campi di concentramento; si stima che circa 70.000 deportati morirono per gli esperimenti.
i gemelli
Uno degli obiettivi primari del progetto nazista era difendere la “razza ariana” e favorirne la crescita; proprio per questo si studiarono a fondo tutte le strade per arrivare a questo obbiettivo. Tra i primi a occuparsi di genetica ci furono Freiherr Otmar von Verschuer e il suo assistente Josef Mengele, i quali effettuarono ricerche pseudoscientifiche sui gemelli che arrivavano da tutta Europa nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. I gemelli venivano fotografati, sottoposti ai raggi X e a una lunga serie di esami, alcuni dei quali dolorosissimi, quindi se ne provocava la morte repentina con una iniezione di cloroformio al cuore o con un colpo alla testa. I loro organi interni venivano poi attentamente studiati. Pare che circa il 15% dei gemelli sia stato ucciso in questo modo atroce, mentre molti altri decedettero durante le molteplici operazioni chirurgiche; nessuno di questi sembra sia stato ucciso nelle camere a gas. L’unico risultato fu la cecità delle vittime. Lo stesso Mengele studiò trasfusioni di sangue di tipo differente tra i gemelli e fece esperimenti sul midollo osseo.
Alla fine della guerra, Mengele riuscì a sfuggire sia ai russi sia agli americani e, nel 1949, raggiunse con documenti falsi l’Argentina, sottraendosi così alla giustizia. Il “dottor morte” era stato incoraggiato a condurre i suoi esperimenti su cavie umane da von Verschuer; quest’ultimo, come hanno dimostrato lo studio di Robert Jay Lifton sui medici nazisti e una recente indagine condotta da storici tedeschi, poté fare progressi nei suoi studi di genetica proprio grazie agli organi che Mengele gli procurava dopo averli prelevati, anche senza anestesia, dai gemelli da lui studiati. Eppure, dopo la guerra, von Verschuer non solo non venne riconosciuto colpevole, ma ebbe molte gratificazioni: insegnò genetica umana all’università di Münster e fu per molti anni direttore della Max-Planck-Gesellschaft, prestigioso istituto di ricerca tedesco.
Il metodo schumann
Nell'agosto 1942 gli esperimenti con i raggi X iniziarono ad Auschwitz sotto la direzione del dottor Horst Schumann. Schumann lavorava al Block 30 di Auschwitz-Birkenau con un sistema "definitivo": esponeva le prigioniere per 15 minuti ad una irrorazione diretta ai raggi X, ai quali le cellule germinative sono particolarmente sensibili, infatti bastava un'esposizione relativamente breve delle ovaie alle radiazioni per rendere una donna sterile. Le dosi dovevano essere però sufficientemente forti affinchè la funzione riproduttiva non fosse bloccata solo temporaneamente. Questi esperimenti naturalmente portarono alle donne reazioni collaterali, rappresentate da scomparsa di mestruazioni, disturbi metabolici, psichici, caduta di peli e capelli e ustioni cutanee( Schumann ed il suo assistente operarono centinaia di ragazze dai 16 ai 18 ann)provocando un numero imprecisato di morti per complicanze post-operatorie.
Vi è da notare che molte delle vittime venivano sottoposte agli esperimenti già in uno stato di denutrizione avanzata e, spesse volte, con patologie tubercolari in corso. Da Auschwitz Schumann venne trasferito a Ravensbruck dove continuò le sue operazioni su bambine zingare di 13-14 anni. Sostanzialmente Schumann non riteneva valida l'idea dell'irrorazione ai raggi X e, nei suoi rapporti, cercò di dissuadere le autorità naziste dal perseguire queste ricerche a suo dire assolutamente inutili.Il 29 aprile 1944 si prese atto del sostanziale fallimento del metodo dei raggi X: l'unica sterilizzazione efficace rimaneva la chirurgia.
I TIPI DI ESPERIMENTi
I primi esperimenti furono condotti a grandi altezze o a basse temperature.Si voleva capire, ad esempio, se un aviatore si potesse lanciare con il paracadute da un’altezza superiore al limite normale del respiro; quanto era possibile sopravvivere in acque gelate e come poteva essere rianimato un aviatore congelato. La maggior parte di questi esperimenti furono condotti a Dachau, in camere di decompressione, sotto la direzione di Hans Wolfgang Romberg e Sigmund Rascher. Con l’aiuto del dottor Hipper e del professor Holzlöner e con la supervisione dell’Istituto tedesco per le ricerche sul volo, si provocò l’abbassamento della temperatura di prigionieri immersi in acqua, ai quali erano state fatte indossare tute da aviatore. Tuttavia, nonostante l’enorme numero di vittime causato sall'abbassamento delle temperature, i medici giunsero molto tardi alla ovvia conclusione che era necessario brevettare tute di aviazione che potessero riparare meglio gli aviatori a temperature così basse. I prigionieri che non morivano durante l’esperimento erano soggetti a ulteriori test per verificare se fosse più proficuo tentare la rianimazione post-congelamento per mezzo di medicinali anziché tramite procedimenti fisici. Altri esperimenti riguardarono la potabilità dell’acqua, allo scopo di capire in che modo un aviatore tedesco poteva sopravvivere dopo aver terminato i due litri che gli erano dati in dotazione nel kit di salvataggio. Questa quantità, infatti, risultò insufficiente e si sperimentarono fondamentalmente due principali tipi di esperimenti, detti “Berka” e “Schäfer” dal nome dei loro ideatori. Il primo consisteva nel rendere l’acqua di mare di sapore gradevole, mentre il secondo era una vera e propria desalinizzazione dell’acqua marina, ed entrambi risultarono efficaci
Gli ESPERIMENTI SULLE MALATTIE INFETTIVE
Josef Mengele
Per alcune malattie, come la dissenteria, la malaria, la tubercolosi e la febbre gialla, che venivano contratte dai soldati tedeschi durante le battaglie e che in alcuni casi si erano mostrate fatali, era necessario trovare una cura rapida che potesse far guarire in pochi giorni le persone che ne erano affette.Gli esperimenti sulla dissenteria vennero condotti nel campo di sterminio di Auschwitz da medici come Josef Mengele e Heinz Thilo: i malati venivano vivisezionati, perché - si affermava – questo era l’unico modo per studiare le lesioni interne.
Esperimenti nei campi di Dachau e Buchenwald
Nel campo di Dachau vennero invece fatti esperimenti per trovare un vaccino contro la malaria. Le vittime venivano infettate con zanzare portatrici della malattia, quindi veniva somministrato loro ogni tipo di farmaco. Nel campo di Dachau solo 30 prigionieri morirono di malaria, mentre 270 morirono a causa delle medicine utilizzate. Per quanto riguarda invece la febbre gialla, il vaccino era già in circolazione, ma il problema che ci si poneva era riuscire a misurare le capacità lavorative dopo la vaccinazione. Questi esperimenti, in realtà, vennero condotti nel campo di Buchenwald.
La tubercolosi era una grave malattia che colpiva sempre più spesso i soldati al fronte. Vennero condotti esperimenti nei campi di Dachau, di Neuengamme e di Auschwitz; uno dei medici che se ne occuparono fu Kurt Heissmeyer. Anche questi esperimenti non portarono a nessun risultato significativo, ma ebbero come conseguenza la morte delle persone usate come cavie. A Neuengamme, Heissmeyer tentò di stimolare una reazione immunitaria somministrando tubercolina, nonostante più di un medico avesse già dimostrato che tale reazione non era possibile; così torturò – tra gli altri – venti bambini provenienti da Auschwitz, facendoli ammalare di tubercolosi e asportando loro le ghiandole linfatiche. L’esperimento non riuscì e, poiché il crollo del Reich era vicino, Heissmeyer ordinò che i bambini venissero uccisi. Furono tutti impiccati nei sotterranei di una scuola di Amburgo e i loro corpi vennero cremati, in modo da non lasciare alcuna traccia
GLI ESPERIMENTI CON SOSTANZE TOSSICHE
Già durante la Prima Guerra Mondiale erano stati sperimentati diversi gas nocivi, tra i quali il fosgene e l’iprite. Il fosgene era un gas asfissiante che provocava edemi pomonari e, sotto forma di liquido, produceva gravissime ustioni sulla pelle. L’iprite invece era un potente aggressivo chimico, tossico e vescicatorio. Gli esperimenti vennero compiuti nel campo di Struthof-Natzweiler, e il medico che se ne occupò fu August Hirt. L’esperimento consisteva nel versare sul braccio del detenuto alcune gocce di fosgene, che provocavano ustioni gravissime. Dopo solo alcuni giorni dall’esperimento quasi la metà delle vittime diventava cieca a causa dei vapori del fosgene, quindi moriva, e il dottore poteva infine eseguire le autopsie.
GLI ESPERIMENTI SULLE OSSA
A Ravensbrück, il dottor Fischer venne incaricato di sperimentare su tessuti muscolari, ossa e nervi. In questo atroce compito lo aiutarono la dottoressa Oberheuser, che era incaricata di selezionare le prigioniere, e il dottor Gebhardt, che era il responsabile egli esperimenti. Le operazioni consistevano nell’incidere le gambe delle prigioniere e nel rimuovere chirurgicamente ossa, muscoli e pezzi di nervi. Le finalità di questi esperimenti erano lo studio dei trapianti, delle fratturazioni, delle ingessature e delle infezioni ossee. Ogni vittima poteva subire questi interventi anche fino a sei volte. Moltissime donne morirono, altre rimasero storpie; tutte furono operate senza sterilizzare gli strumenti e senza lavare le parti da operare.
Altri esperimenti
Sono tanti altri gli esperimenti svolti. A Buchenwald si metteva veleno nel cibo e si studiava l’effetto di proiettili avvelenati. Nello stesso lager un medico danese sottopose molti omosessuali a cure ormonali; l’omosessualità era considerata, infatti, una malattia da curare. Ancora a Buchenwald, studiarono il meccanismo del vomito mediante la vivisezione, mentre altri “medici” sperimentavano gli effetti mortali di trasfusioni di gruppi sanguigni diversi. Ci furono psichiatri che studiarono l’effetto dell’elettroshock, altri che tentarono di praticare lavaggi del cervello mediante la somministrazione, quasi sempre letale, di morfina Esperimenti inutili sul ciclo mestruale furono effettuati a Ravensbrück da Hermann Stieve, che finì per constatare come la paura provocasse nelle donne perdite simili a quelle mestruali. Heinrich Bering arrivò a studiare la morte per fame.
Il Codice di Norimberga
I medici che hanno condotto gli esperimenti dicevano di mirare al progresso della medicina, ma dimenticarono che obiettivo della medicina sono la salute e il benessere di ogni individuo. Essi, invece, utilizzarono l’ideologia razzista che divideva i popoli in “razze” inferiori e superiori e gli individui in normali e anormali per giustificare il proprio operato. Si preoccuparono della propria carriera e non delle sofferenze che infliggevano. Quindi, a conclusione del processo ai medici nazisti , che si tenne a Norimberga tra il 1946 e il 1947 e si concluse con sedici condanne, i giudici aggiunsero alla sentenza un codice, che prese il nome di “Codice di Norimberga”, a garanzia dei diritti delle persone sottoposte a sperimentazione medica.
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