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Patrizio Oliva
emiliocioncolini
Created on January 31, 2021
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Transcript
PATRIZIO OLIVALO SPARVIERO
campione nello sport e nella vita
Firenze 1/2/21
Emilio Cioncolini IVE
La vita
Un padre violento
«Enormi. Fame nera e violenza, tanti figli e nessuno che se ne occupasse anche se mia madre si faceva in quattro per cercare di farci sentire il suo affetto. Non esistevano le feste, neanche il Natale, e non siamo mai andati in vacanza. Sono cresciuto a Poggioreale, vivevo vicino al cimitero e vicino al carcere, quelle erano le due strade che avrei potuto prendere se avessi ceduto alla tentazione dei soldi facili».
Un'infanzia difficile
28 gennaio 1959, Patrizio Oliva nasce a Napoli nel popolare quartiere di Poggioreale in una numerosa famiglia. Ha quattro fratelli e due sorelle. È il fratello Mario, pugile dilettante, ad appassionarlo alla boxe
- Patrizio Oliva
Il fratello Ciro
Onore e dignità
Muore giovanissimo il fratello Ciro, colui che dava a patrizio la forza di andare avanti nonostante mille difficoltà.
Fin da piccolo, Patrizio ha tenuto se e suo fratello lontani dalla criminalità.
L'approccio col pugilato
Dove si allenava?«Nella palestra Fulgor, in via Toledo, c’era il maestro Geppino Silvestri, vera e propria istituzione per il pugilato campano. Era uno scantinato buio e infestato dai topi, mi ricordo che prima di chiudere la porta dovevo mettere il veleno agli angoli della sala».
Alla palestra Fulgor Patrizio impara i primi rudimenti di uno sport duro e leale, dove l’intelligenza vale più della forza e il rispetto è la prima vera regola. Non avendo i soldi per il biglietto del bus, ogni giorno camminava per chilometri perché allenarsi era tutto quello che voleva, il suo modo per riscattarsi e per portare in alto il nome della sua famiglia.
Gli esordi
1978
campione d'Italia nei leggeri a Castelfranco Veneto. A Dublino vince la medaglia d'oro nei leggeri ai Campionati europei juniores
1976, Torino
1979, Colonia
1977, Napoli
campione d'Italia dilettanti nei pesi piuma
medaglia d'argento nei superleggeri
campione d'Italia nei leggeri
Olimpiadi di Mosca 1980
Lo sparviero conquista i cieli di mosca
Nei quarti di finale batte il micidiale jugoslavo Ace Rusevski, campione del Mediterraneo 1979. Si sbarazza in semifinale dell'inglese Anthony Willis e compie il suo capolavoro in finale, dove incontra nuovamente il sovietico Serik Konakbayev con tutto il pubblico contro. In particolare, la terza e ultima ripresa è il capolavoro tattico di Oliva che, con una "danza di guerra" attorno al suo avversario, ne fa saltare i consolidati schemi pugilistici, aggiudicandosi la medaglia d'oro
sfidanti
Tra i professionisti
Passa al professionismo immediatamente dopo le olimpiadi. Dopo 13 incontri tutti vinti, Patrizio Oliva conquista il titolo italiano dei superleggeri, a Ischia, battendo Giuseppe Russi per KO alla seconda ripresa[
14 ottobre
19 marzo
5 gennaio
'83
difende la cintura continentale contro lo spagnolo Francisco León
conquista il titolo europeo dei superleggeri, battendo il francese Robert Gambini,
A San Siro "il match della verità" contro l'argentino Juan José Giménez
15 marzo
'86
6 settembre
Combatte per il titolo mondiale WBA, allo Stadio Louis II di Fontvieille a Monaco, contro l'argentino Ubaldo Sacco. Oliva conquista la cintura di campione del mondo dei superleggeri
a Napoli difende la cintura mondiale dallo statunitense Brian Brunette
'87
4 luglio
10 gennaio
Perde per la prima volta per KO tra i professionisti, cedendo altresì il titolo mondiale all'argentino Juan Martìn Coggi
ad Agrigento batte il messicano Rodolfo González
Fine carriera
Sino al luglio 1989, Oliva rimane inattivo. Torna a salire sul ring nella superiore categoria dei pesi welter
'92
14 novembre
'90
25 giugno
combatte a Campione d'Italia per il titolo di campione d'Europa contro il detentore britannico Kirkland Laing e vince.
tenta la scalata del titolo mondiale WBC dei welter ma viene battuto dall'afroamericano James McGirt
Appende i guantoni al chiodo con un bilancio di 57 vittorie (20 prima del limite) su 59 incontri disputati, con due sole sconfitte.
Lo spettacolo
Dopo il ritiro
- Dotato di una buona intonazione vocale, nel febbraio 1988 Oliva pubblica un Lp dal titolo "Resterò qui"
- Nel settembre 2013 è uscito nei cinema debuttando come attore nel film Il flauto
- Nell'inverno 2015 Oliva concorre[16] della decima edizione del reality show L'isola dei famosi.
- Nel 2019 recita nello spettacolo teatrale «Patrizio vs Oliva».
Patrizio Oliva è stato commissario tecnico della Nazionale Olimpica, che ha guidato ai Giochi di Atlanta 1996 e Sydney 2000, nonché organizzatore di numerosi eventi pugilistici di portata internazionale. Attualmente è istruttore degli allenatori di pugilato per la federazione mondiale AIBA.
Dal ring al palco
Sono stato anche a “Domenica In”. Comunque il mondo dello spettacolo mi ha sempre affascinato. Ho partecipato anche all’Isola dei famosi. La prima esperienza cinematografica l’ho fatta nel film di Mario Da Vinci “Napoli storia d’amore e di vendetta”».
«La mia prima passione è il canto che ho avuto fin da bambino. L’ho sempre coltivata e durante la mia carriera, ospite in trasmissioni televisive, mi sono esibito come cantante per dimostrare quanto fosse sbagliata l’idea del pugile rozzo e ignorante.
Patrizio sul palco ha dimostrato una recitazione piacevolmente istintiva e sicuramente professionale, forse perché abituato già a recitare sul ring?
“Sì, per forza: quando devi sfidare un avversario, nel pugilato, devi metterti una maschera. Devi sembrare di ferro, di ghiaccio, non devi far vedere niente di quello che hai dentro".
Impegno nel sociale
“Lo sport è uno straordinario fattore di inclusione e aggregazione sociale, fondamentale per la crescita dei giovani. Come dico e sostengo da sempre, è una scuola di vita: i comportamenti che adotti nello sport sono gli stessi che ti caratterizzeranno nella quotidianità."
Un ottimo sportivo è destinato ad essere anche un buon cittadino. Certi valori, come il rispetto delle regole, l’inclusione e la capacità di stare in gruppo, sono principi cardine dai quali non si può prescindere”. Patrizio Oliva, tra i più grandi protagonisti della storia del pugilato italiano, è uno dei soci di “Milleculure”, società sportiva nata a Napoli per diffondere il valore sociale dello sport e provare ad aiutare e dare una prospettiva ai tanti ragazzi che vivono ai margini.