Giorgio IeranòLe parole della nostra storia
Perchè il greco ci riguarda
Indice
1. Introduzione
4. Parole nuove-Utopia -Nostalgia
2. Le parole della cultura -Poesia -Scuola
5. L'ultima parola-Epidemia
3. Le parole della politica-Democrazia -Tirannide
6. Citazioni
1. Introduzione
Giorgio Ieranò, autore del libro, insegna letteratura greca all'Università di Trento ed è anche saggista e traduttore. Nel libro affronta diversi temi ,come la poesia, la scuola, la politica, la nostalgia,l'utopia legati tra loro da una lingua comune: il greco.
<<La forza delle parole greche non sta in una loro immaginaria purezza ma,al contrario, nelle scorie che esse si trascinano dietro da millenni. Nel fatto di essere state contaminate,usate e abusate, da generazioni di esseri umani, nei più diversi contesti >>
Giorgio Ieranò
I poeti,in quanto artigiani,erano definiti demioergoi ovvero esperti specializzati che lavorano(ergon,opera) per il popolo(demos)
il termine "poesia" deriva da pòiesis( poieo=fare) che significa creazione poetica
POESIAovvero saper creare
La poesia rientrava nella mousikè (le divinità del canto erano le Muse) perchè era un testo che veniva eseguito oralmente,recitato o cantato in pubblico
Il poeta dispone di una techne, cioè di un arte che gli permette di forgiare versi e confezionare storie avvicenti
La distinzione per gli antichi riguardava però le modalità d'esecuzione più che i contenuti ed era tra epos(epica) e melos(melica) cioè tra poesia recitata e poesia cantata
I generi della poesia sono: l'epica da epos che significa "parola detta" e la lirica da lirikos che indicava chi suonava/cantava con la lyra
Scuolauna pausa per pensare
Scholazo=essere liberi,non avere preoccupazioni, ritardare,induciare,perdere tempo
Scholè= tempo libero,quiete,riposo,ozio
Andare a scuola significa fare un'esercizio intellettuale che corrisponde all'otium latino e non al negotium con cui si intendeva la schiavitù della fatica. Ma anche la gymnastikè che i giovani praticavano nel gymnasion faceva parte dell'educazione dei ragazzi.Alla formazione del pais(ragazzo) corrispondeva il termine paideia. Dal principio era affidata al paidagosos cioè ai precettore privato.
Democrazia
La demokratia è il governo dell'intero popolo o dei ceti più umili?
Un altro termine coniato in Grecia fu proprio demagogia da demagogòs, che in origine indicava i leader della democrazia, coloro che erano capaci di guidare(arghein) il popolo. In inglese il termine demamgogue venne usato anche da Loske e Swift come sinonimo di capo del popolo ma fu solo Aristofane a definire il demagogos come un leader cialtrone e furbesco.
Pericle diceva che gli ateniesi,compreso lui stesso, erano gli unici a considerare chi rifiuta di occuparsi di politica non un uomo tranquillo ma un uomo inutile. Così il termine idiotes che originarimante indicava solo il privato cittadino che non si dedicava agli incarichi pubblici,ora significa "incapace,idiota".
Pochi anni prima del 1862 Alexis de Torqueville , dopo essere stato negli Stati Uniti, definì la democrazia come una tirannia di maggioranza in cui anche per gli Stati uniti libertà e schiavismo non sembravano poli opposti e rientravano nel governo democratico, ispirandosi sempre ad Atene.
Il termine demokratia compare già nel V secolo a.C con le Storie di Erodoto, in Asia Minore con il Re di Persia e ad Atene con Clistene. Qualche decennio prima anche Eschilo con le storie delle Danaidi.
L'antica democrazia per eccellenza è quella di Atene , nonostante implicasse una discriminazione nei confronti delle donne e degli schiavi. Ciò però,come dicono gli illuministi, avvenne anche in Italia con il governo giolittiano in cui democrazia politica e schiavismo coessistevano.
I greci sono sia gli inventori della democrazia sia dell'antidemocrazia.Gli autori ateniesi hanno sempre espresso l'incompetenza del demos, considerando la gente comune ignorante ,manipolabile dai leader senza scupoli e quindi coloro ai quali non è impossibile affidare la polis
Ad Atene si continuava a discutere se ci fosse un governo più adatto rispetto alla demokrazia tra l' oligarkia,ovvero " il governi dei pochi", e l'aristokrazia, ovvero "il predominio degli aristoi,dei migliori".
d'altronde proprio gli schiavi avevano dato agli ateniesi l'opportunità di crescere culturalmente dedicandosi alla letteratura e alla filosofia
Tirannide
Procesos
Luci e ombre del potere
Platone
Tiranno/Pirata
In Grecia
Platone arriva addirittura a paragonare il tiranno al licantropo,all'uomo-lupo. Egli diceva che la tirannide nasce quando un leader incontra <<una massa troppo obbediente>>. Dapprima il tiranno si presenta come un demagogo che seduce il popolo poi quando ha il popolo in pugno,getta la maschera e stringe la città nella morsa del suo dominio. L'aner tyrannicos è eccessivo e smisurato. Essere tiranno è,dunque,una patalogia e diventarlo significa discendere il crinale che dall'uomo porta alla bestia perchè il potere assoluto rende disumani.
"Tiranno",per noi, è un despota(despotes="padrone") crudele e sanguinario ma, in origine il tyrannos era colui che otteneva il potere non ereditandolo per discendeva dinastica a differenza del re(basileus). E' quindi un aristocratico che prevale sugli altri gruppi aristocratici appoggiandosi spesso al popolo con concessioni economiche e politiche e colui che impone un autorità personale sulla polis. Però già dal V secolo a.C nasce la "leggenda nera" del tiranno che viene visto come un incubo ricorrente del demos.
La parola tyrannos,secondo gli storici della lingua, è di origine orientale,importata forse dall'Asia minore cioè da dove gli Etruschi partirono prima di arrivare in Italia. Alcuni lessici antichi collegano la parola tyrannos a tyhrrenoi, da cui deriva la denominazone mar Tirreno,che era il mare degli entruschi. Secondo il lessico bizantino Suda tyrannos deriva dai Tirreni proprio perchè erano un popolo di crudeli pirati, motivo per cui oggi probabilmente il termine assume un'accezione negativa.
Utopia,il luogo che non c'è
- Utopia è il nome coniato da Thomas More per la sua isola favolosa,descritta in un "aureo libretto" del 1516, dove c'è una società perfetta, governata secondo la saggezza e la giustizia, con un regime comunistico e l'assenza della proprietà privata.
- More costruisce il termine Utopia, che nell'antichità non esisteva, su una base greca(ou=non + topos=luogo) che significava "il paese che non esiste". Il termine perciò non deriva, come spesso si cita, da Eutopia cioè "il paese felice".
- More nomina nella sua opera anche Platone, che è considerato uno degli utopisti,perchè nonostante il suo disegno di un nuovo stato fosse diverso da quello di More, anche egli aveva immaginato nel Timeo e nel Clizia una società ideale.
- Altre opere utopistiche sono la Nova atlantis di Francesco Bacone e La città del sole di Tommaso Campanella
- Anche gli antichi avevano fantasticato di terre utopiche ma ,a differenza delle utopie moderne, non insistevano sugli aspetti politici piuttosto accentuavano l'idea di una vita felice e libera da preoccupazioni
- Il primo mondo utopico delll'antichità di cui troviamo traccia è dei greci. Si tratta del paese dei Feaci,quella terra misteriosa governata dal re Alcinoo di cui parla Omero nell'Odissea.
- Le utopie antiche però concepivano la felicità non proiettata in un futuro remoto ma immaginata in un passato remoto,come fosse una condizione originaria da cui l'umanità si era progressivamente allontanata. Un esempio è L'Età dell'oro descritta per la prima volta da Esiodo.
- I regni utopici immaginati dagli antichi avevano aspetti costanti: una primavera perenne,l'assenza del lavoro,non esisteva la vecchiaia, non si conosceva il dolore e molti altri.
Nostalgia il dolore del ritorno impossibile
Hofer non fa un riferimentoe esplicito all'Odissea ma, poichè lo scopo di Odisseo è il ritorno in patria , il nostos è una delle parole chiave del poema. La sua ossessione è il pensiero della sua terra lontana,il ricordo di Itaca,della sua famiglia.Il tema ricorre anche in Ovidio,Dante e tanti altri autori del tempo.
Nel 1688 uno studente di Medicina alsaziano di nome Johannes Hofer dedicò la tesi di laurea alla strana malattia degli svizzeri. I soldati svizzeri spesso soffrivano per essere lontani dalle loro amate ville,erano malinconici,si consumavano sospirando il ritorno. E' così che Hofer volle attribuire un nome, ovviamente greco, a questa patalogia.
Hofer osservò,innanzitutto,che la parola in dialetto utilizzata dagli svizzeri era das Heim(casa)-weh(dolore). In Francia invece si parlò di Maladie du Pays, spesso presa di questo morbo. Ma il vocabolo che scelse fu nostalgia dal greco nostos,ritorno in patria, e algos,dolore o tristezza. Nostalgia significa cioè la tristezza ingenarata dall'ardente brama di ritornare in patria. Egli suggerisce però anche altri due nomi: nostomania(l'ossessione per il nostos) e philopatridomia(l'ossessione che nasce dall'amore per la patria anche se nel 1777 il termine nostalgia viene consacrato dall'Encyclopèdie.
Il termine nostalgia continua a essere soprattutto una patalogia da registrare in ambito medico perchè coloro che non possono far ritorno sono tormentati da angoscia,insonnia,anoressia e altri gravi sintomi. Perciò non è un sentimento umano ma una malattia che può essere curata. Già Hofer raccomandava di somministrare prima di tutto un purgante. Durante la Rivoluzione francese però si applicava ai soldati un ferro rovente sul petto.
Epidemia
Nel 2020 due parole greche hanno dominato il mondo: epidemia e pandemia. Sono state inoltre paragonate alla pandemia di Covid di Milano o NewYork del 2020 la pestilenza narrata da Omero nell'Iliade o quella della città di Tebe narrata da Sofocle ma i greci non erano uguali a noi. Autori come questi non utilizzarono mai il termine epidemia,che indicherebbe cioò che piomba "sopra"(epi) un intero "popolo"(demos).
Omero,all'inzio dell'Iliade, racconta di una pestilenza che stermina animali e uomini nel campo degli achei.Si tratta del flagello mandato da Apollo(nel caso di Tebe è però il guaritore) per vendicare l'offesa fatta da Agamennone. Le parole usate da Omero sono nosos("malattia") e loimos. L'aggettivo epidemios designa qualcosa di indigeno,che opera su(epi) un luogo determinato e circoscritto, spesso inteso con il significato di colui che sta a casa sua, che abita nel suo demos e quindi un residente.
Anche Tucidide usa il termine epidemeo, per indicare na persona che abita nella sua terra . Lo storico, ci dice che la peste non mette a rischio solo l'esistenza fisica degli individui ma anche i valori e le norme della società. Ci racconta che i morti erano tanti, la pestilenza era violenta e che non riuscivano più a fare i funerali con il rito tradizionale . Egli stesso dice di dare una descrixione così dettagliata nel caso se ne verifcasse ancora qualcosa di simile nel futuro.
Nella medicina ippocratica manca però il concetto di contagio. Infatti il termine deriva dal latino contigere che è composto da tangere,"toccare". Virus,altra parola latina, indica una secrezione liquida,vegetale o animale per lo più velenosa. L'infector era,ivece, colui che tingeva. Epidemia non è quindi una parola latina ma greca di origini antiche che solo nell'Ottocento entra nel lessico medico insime al termine pandemia che indica un'epidemia che si diffonde su scala planetaria.
Ippocrate,padre della medicina, prestò soccorso ad Atene durante la pestilenza del 430 a.C. Il termine epidemia si ritrova per la prima volta nei suoi trattati medici raccolti con il termine Epidemiai. Questi descrivono malattie tipiche di un determinato luogo e quindi causate da qualcosa che è comune a chi abita in quel luogo, ad esempio l'aria che si respira o il clima.
Il flagello dell'Illiade rappresentato da Apollo furioso che scaglia le frecce sui greci
L'epidemia di Covid del 2020 nei confronti del personale sanitario
<<La causa,infatti,per la quale una cosa passa dal non essere all'essere è sempre la poièsis>>
Simposio, Platone
<<Senza gli schiavi,ventimila ateniesi non avrebbero potuto deliberare tutti i giorni sulla pubblica piazza>>
Sulla libertà degli antichi comparata con quella dei moderni, Beniamin Constant
<<Un mappamondo che non includa il paese d'Utopia non è neppure degno che lo si guardi>>
The Sould of Man under Socialism, Oscar Wide
<<Non appena il nome di un sentimento viene messo in luce-come sa fare la moda- il termine,con l'efficacia che gli è propria , contribuisce a fissare,a propagare,a generalizzare l'esperienza affettiva di cui è l'indice>>
Il concetto della nostalgia, Jean Starobinski
Bibliografia-Le parole della nostra storia di Giorgio Ieranò Immagini prese da Wikipedia
Lavoro svolto da Brugnerotto Maria Vittoria
Le parole della nostra storia
Maria Vittoria Brugnerotto
Created on January 30, 2021
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Giorgio IeranòLe parole della nostra storia
Perchè il greco ci riguarda
Indice
1. Introduzione
4. Parole nuove-Utopia -Nostalgia
2. Le parole della cultura -Poesia -Scuola
5. L'ultima parola-Epidemia
3. Le parole della politica-Democrazia -Tirannide
6. Citazioni
1. Introduzione
Giorgio Ieranò, autore del libro, insegna letteratura greca all'Università di Trento ed è anche saggista e traduttore. Nel libro affronta diversi temi ,come la poesia, la scuola, la politica, la nostalgia,l'utopia legati tra loro da una lingua comune: il greco.
<<La forza delle parole greche non sta in una loro immaginaria purezza ma,al contrario, nelle scorie che esse si trascinano dietro da millenni. Nel fatto di essere state contaminate,usate e abusate, da generazioni di esseri umani, nei più diversi contesti >>
Giorgio Ieranò
I poeti,in quanto artigiani,erano definiti demioergoi ovvero esperti specializzati che lavorano(ergon,opera) per il popolo(demos)
il termine "poesia" deriva da pòiesis( poieo=fare) che significa creazione poetica
POESIAovvero saper creare
La poesia rientrava nella mousikè (le divinità del canto erano le Muse) perchè era un testo che veniva eseguito oralmente,recitato o cantato in pubblico
Il poeta dispone di una techne, cioè di un arte che gli permette di forgiare versi e confezionare storie avvicenti
La distinzione per gli antichi riguardava però le modalità d'esecuzione più che i contenuti ed era tra epos(epica) e melos(melica) cioè tra poesia recitata e poesia cantata
I generi della poesia sono: l'epica da epos che significa "parola detta" e la lirica da lirikos che indicava chi suonava/cantava con la lyra
Scuolauna pausa per pensare
Scholazo=essere liberi,non avere preoccupazioni, ritardare,induciare,perdere tempo
Scholè= tempo libero,quiete,riposo,ozio
Andare a scuola significa fare un'esercizio intellettuale che corrisponde all'otium latino e non al negotium con cui si intendeva la schiavitù della fatica. Ma anche la gymnastikè che i giovani praticavano nel gymnasion faceva parte dell'educazione dei ragazzi.Alla formazione del pais(ragazzo) corrispondeva il termine paideia. Dal principio era affidata al paidagosos cioè ai precettore privato.
Democrazia
La demokratia è il governo dell'intero popolo o dei ceti più umili?
Un altro termine coniato in Grecia fu proprio demagogia da demagogòs, che in origine indicava i leader della democrazia, coloro che erano capaci di guidare(arghein) il popolo. In inglese il termine demamgogue venne usato anche da Loske e Swift come sinonimo di capo del popolo ma fu solo Aristofane a definire il demagogos come un leader cialtrone e furbesco.
Pericle diceva che gli ateniesi,compreso lui stesso, erano gli unici a considerare chi rifiuta di occuparsi di politica non un uomo tranquillo ma un uomo inutile. Così il termine idiotes che originarimante indicava solo il privato cittadino che non si dedicava agli incarichi pubblici,ora significa "incapace,idiota".
Pochi anni prima del 1862 Alexis de Torqueville , dopo essere stato negli Stati Uniti, definì la democrazia come una tirannia di maggioranza in cui anche per gli Stati uniti libertà e schiavismo non sembravano poli opposti e rientravano nel governo democratico, ispirandosi sempre ad Atene.
Il termine demokratia compare già nel V secolo a.C con le Storie di Erodoto, in Asia Minore con il Re di Persia e ad Atene con Clistene. Qualche decennio prima anche Eschilo con le storie delle Danaidi.
L'antica democrazia per eccellenza è quella di Atene , nonostante implicasse una discriminazione nei confronti delle donne e degli schiavi. Ciò però,come dicono gli illuministi, avvenne anche in Italia con il governo giolittiano in cui democrazia politica e schiavismo coessistevano.
I greci sono sia gli inventori della democrazia sia dell'antidemocrazia.Gli autori ateniesi hanno sempre espresso l'incompetenza del demos, considerando la gente comune ignorante ,manipolabile dai leader senza scupoli e quindi coloro ai quali non è impossibile affidare la polis
Ad Atene si continuava a discutere se ci fosse un governo più adatto rispetto alla demokrazia tra l' oligarkia,ovvero " il governi dei pochi", e l'aristokrazia, ovvero "il predominio degli aristoi,dei migliori".
d'altronde proprio gli schiavi avevano dato agli ateniesi l'opportunità di crescere culturalmente dedicandosi alla letteratura e alla filosofia
Tirannide
Procesos
Luci e ombre del potere
Platone
Tiranno/Pirata
In Grecia
Platone arriva addirittura a paragonare il tiranno al licantropo,all'uomo-lupo. Egli diceva che la tirannide nasce quando un leader incontra <<una massa troppo obbediente>>. Dapprima il tiranno si presenta come un demagogo che seduce il popolo poi quando ha il popolo in pugno,getta la maschera e stringe la città nella morsa del suo dominio. L'aner tyrannicos è eccessivo e smisurato. Essere tiranno è,dunque,una patalogia e diventarlo significa discendere il crinale che dall'uomo porta alla bestia perchè il potere assoluto rende disumani.
"Tiranno",per noi, è un despota(despotes="padrone") crudele e sanguinario ma, in origine il tyrannos era colui che otteneva il potere non ereditandolo per discendeva dinastica a differenza del re(basileus). E' quindi un aristocratico che prevale sugli altri gruppi aristocratici appoggiandosi spesso al popolo con concessioni economiche e politiche e colui che impone un autorità personale sulla polis. Però già dal V secolo a.C nasce la "leggenda nera" del tiranno che viene visto come un incubo ricorrente del demos.
La parola tyrannos,secondo gli storici della lingua, è di origine orientale,importata forse dall'Asia minore cioè da dove gli Etruschi partirono prima di arrivare in Italia. Alcuni lessici antichi collegano la parola tyrannos a tyhrrenoi, da cui deriva la denominazone mar Tirreno,che era il mare degli entruschi. Secondo il lessico bizantino Suda tyrannos deriva dai Tirreni proprio perchè erano un popolo di crudeli pirati, motivo per cui oggi probabilmente il termine assume un'accezione negativa.
Utopia,il luogo che non c'è
Nostalgia il dolore del ritorno impossibile
Hofer non fa un riferimentoe esplicito all'Odissea ma, poichè lo scopo di Odisseo è il ritorno in patria , il nostos è una delle parole chiave del poema. La sua ossessione è il pensiero della sua terra lontana,il ricordo di Itaca,della sua famiglia.Il tema ricorre anche in Ovidio,Dante e tanti altri autori del tempo.
Nel 1688 uno studente di Medicina alsaziano di nome Johannes Hofer dedicò la tesi di laurea alla strana malattia degli svizzeri. I soldati svizzeri spesso soffrivano per essere lontani dalle loro amate ville,erano malinconici,si consumavano sospirando il ritorno. E' così che Hofer volle attribuire un nome, ovviamente greco, a questa patalogia.
Hofer osservò,innanzitutto,che la parola in dialetto utilizzata dagli svizzeri era das Heim(casa)-weh(dolore). In Francia invece si parlò di Maladie du Pays, spesso presa di questo morbo. Ma il vocabolo che scelse fu nostalgia dal greco nostos,ritorno in patria, e algos,dolore o tristezza. Nostalgia significa cioè la tristezza ingenarata dall'ardente brama di ritornare in patria. Egli suggerisce però anche altri due nomi: nostomania(l'ossessione per il nostos) e philopatridomia(l'ossessione che nasce dall'amore per la patria anche se nel 1777 il termine nostalgia viene consacrato dall'Encyclopèdie.
Il termine nostalgia continua a essere soprattutto una patalogia da registrare in ambito medico perchè coloro che non possono far ritorno sono tormentati da angoscia,insonnia,anoressia e altri gravi sintomi. Perciò non è un sentimento umano ma una malattia che può essere curata. Già Hofer raccomandava di somministrare prima di tutto un purgante. Durante la Rivoluzione francese però si applicava ai soldati un ferro rovente sul petto.
Epidemia
Nel 2020 due parole greche hanno dominato il mondo: epidemia e pandemia. Sono state inoltre paragonate alla pandemia di Covid di Milano o NewYork del 2020 la pestilenza narrata da Omero nell'Iliade o quella della città di Tebe narrata da Sofocle ma i greci non erano uguali a noi. Autori come questi non utilizzarono mai il termine epidemia,che indicherebbe cioò che piomba "sopra"(epi) un intero "popolo"(demos).
Omero,all'inzio dell'Iliade, racconta di una pestilenza che stermina animali e uomini nel campo degli achei.Si tratta del flagello mandato da Apollo(nel caso di Tebe è però il guaritore) per vendicare l'offesa fatta da Agamennone. Le parole usate da Omero sono nosos("malattia") e loimos. L'aggettivo epidemios designa qualcosa di indigeno,che opera su(epi) un luogo determinato e circoscritto, spesso inteso con il significato di colui che sta a casa sua, che abita nel suo demos e quindi un residente.
Anche Tucidide usa il termine epidemeo, per indicare na persona che abita nella sua terra . Lo storico, ci dice che la peste non mette a rischio solo l'esistenza fisica degli individui ma anche i valori e le norme della società. Ci racconta che i morti erano tanti, la pestilenza era violenta e che non riuscivano più a fare i funerali con il rito tradizionale . Egli stesso dice di dare una descrixione così dettagliata nel caso se ne verifcasse ancora qualcosa di simile nel futuro.
Nella medicina ippocratica manca però il concetto di contagio. Infatti il termine deriva dal latino contigere che è composto da tangere,"toccare". Virus,altra parola latina, indica una secrezione liquida,vegetale o animale per lo più velenosa. L'infector era,ivece, colui che tingeva. Epidemia non è quindi una parola latina ma greca di origini antiche che solo nell'Ottocento entra nel lessico medico insime al termine pandemia che indica un'epidemia che si diffonde su scala planetaria.
Ippocrate,padre della medicina, prestò soccorso ad Atene durante la pestilenza del 430 a.C. Il termine epidemia si ritrova per la prima volta nei suoi trattati medici raccolti con il termine Epidemiai. Questi descrivono malattie tipiche di un determinato luogo e quindi causate da qualcosa che è comune a chi abita in quel luogo, ad esempio l'aria che si respira o il clima.
Il flagello dell'Illiade rappresentato da Apollo furioso che scaglia le frecce sui greci
L'epidemia di Covid del 2020 nei confronti del personale sanitario
<<La causa,infatti,per la quale una cosa passa dal non essere all'essere è sempre la poièsis>>
Simposio, Platone
<<Senza gli schiavi,ventimila ateniesi non avrebbero potuto deliberare tutti i giorni sulla pubblica piazza>>
Sulla libertà degli antichi comparata con quella dei moderni, Beniamin Constant
<<Un mappamondo che non includa il paese d'Utopia non è neppure degno che lo si guardi>>
The Sould of Man under Socialism, Oscar Wide
<<Non appena il nome di un sentimento viene messo in luce-come sa fare la moda- il termine,con l'efficacia che gli è propria , contribuisce a fissare,a propagare,a generalizzare l'esperienza affettiva di cui è l'indice>>
Il concetto della nostalgia, Jean Starobinski
Bibliografia-Le parole della nostra storia di Giorgio Ieranò Immagini prese da Wikipedia
Lavoro svolto da Brugnerotto Maria Vittoria