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DANTE E I CANTI POLITICI

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Created on January 29, 2021

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Transcript

DANTE

E I CANTI POLITICI

Inferno

CANTO VI

cerchio III

Una pioggia incessante di acqua sporca, neve e grandine cade sulla terra che esala fetore...

GOLOSIriversi a terra e immersi nel fango, sono flagellati dalla pioggia, etterna e greve; su di essi infierisce il demonio Cerbero , graffiandoli, scuoiandoli e squartandoli. Per contrappasso, loro che in vita hanno ceduto il mondo bestiale al peccato della gola ora sono schiacciati a terra e ingozzati di disgustosa e mealeodorante fanghiglia.

STRUTTURA

vv 76-115

vv 34-75

vv. 1-33

il girone dei golosi e il mostro Cerbero

Il congedo da Ciacco e il destino finale e delle anime

Ciacco: l'invettiva politica e la profezia

Personaggi

Dante

Cerbero

Ciacco

Virgilio

Ciacco

Fu un fiorentino, quasi contemporaneo a Dante. Erroneamente identificato con il rimatore Ciacco dell'Anguillaia. Dal carattere arguto e mordace, frequentatore delle case nobiliari, vi si recave per scroccare da mangiare e da bere. Ciacco, come dice il Boccaccio, probabilmente deriva da "ciens" "che chiede", alludendo alle sue continue richieste di cibo. Alcuni sostengono sia un diminutivo di Giacomo, altri ipotizzano sia un soprannome senza un noto significato, giustificato dal "voi cittadini mi chiamaste Ciacco" del v.52.

Il tema politico: la profezia di Ciacco

La riflessione politica si riferisce in questo canto all'ambito comunale, in particolare a Firenze. Dante affida ad un fiorentino, fervente di amor patrio, il compito di esprimere il proprio giudizio personale sulle vicende politiche della sua città. Ciacco esprime un giudizio di condanna per la corruzione e il malgoverno che impediscono un agiusta e felice vita sociale. La trattazione in politica diventa sempre occasione di vivace e accesa polemica e invettiva. Quella di Ciacco è la prima importante profezia sul futuro di Firenze e su quello di Dante. Il goloso riferisce della violenta diatriba tra Bianchi e Neri. La precisione della profezia è naturalmente dovuta al fatto che essa viene in realtà scritta anni dopo la sua avverazione. Nei canti successivi diventerà più chiara la causa del dissesto politico della città

Purgatorio

CANTO VI

balzo II

Antipurgatorio: è la parte bassa della montagna del Purgatorio, che comprende la spiaggia e la prima fascia, i primi tre balzi della costa. Qui i penitenti cominciano ad espiare dovendo attendere un determinato periodo di tempo prima di poter salire alle vere cornici del Purgatorio dove purgare con pene fisiche i propri peccati...

SPIRITI NEGLIGENTISono coloro che hanno subito l'omicidio e hanno atteso il momento estremo della loro vita per pentirsi. Come i pigri del primo balzo, devono attendere nell'Antipurgatorio un tempo pari alla loro vita di prima di salire a purificarsi sulle cornici del Purgatorio. Camminano lentamente, come in processione, cantando in coro il Miserere.

STRUTTURA

vv 76-151

vv 25-75

vv. 1-24

le preghiere dei vivi in suffragio dei penitenti e l'incontro con Sordello da goito

incontro con gli altri morti di morte violenta

invettiva contro la degradazione politica dell'Italia

Personaggi

Benincasa da Laterina

Dante

Sordello

Virgilio

Personaggi

Federigo Novello

Guccio de'Tarlati

Gano Scornigiani

Personaggi

Pier della Broccia

conte Orso degli Alberti

Il tema politico

Oggetto della riflessione e della polemica politica di Dante è l'Italia. L'invettiva è strutturata in tre parti: -> descrizione della situazione (L'Italia è lacerata da guerre intestine e da ingiustizie); -> analisi delle componenti e delle cause (il temporalismo della Chiesa e il disinteresse dell'Impero); -> giudizio e previsioni ( la condanna della società contemporanea, e l'auspicio di un imminente intervento risolutore, sotto forma di punizione divina o nella figura di un imperatore ispirato a Dio); Dante ripropone dunque la concezione politica della Chiesa e dell'Impero come garanti del benessere dell'umanità cristiana, l'uno nella dimensione spirituale e l'altro in quella temporale. Dal contrasto e della sovrapposizione dei due poteri universalistici hanno origine tutti i mali del mondo. Questa è la celebre teoria dei "due soli".

Paradiso

CANTO VI

cielo secondo: Mercurio

si presenta come una sfera luminosa che si fa sempre più splendente nell'accogliere Beatrice...

SPIRITI ATTIVI PER GLORIA ETERNASono le anime beate che operarono i lbene per ottenere buona fama personale sulla terra. Si presentano come innumerevoli splendori che cantano e danzano ricolmi di letizia; si muovono come pesci in una peschiera.

STRUTTURA

vv 76-115

vv 28-111

vv. 1-27

Giustiniano esalta la storia dell'Impero romano e l'invettiva di Giustiniano contro guelfi e ghibellini

L'anima di Giustiniano racconta la propria vita terrena

Le anime del cielo di Mercurio e Romeo di Villanova

Personaggi

Giustiniano

Dante

Romeo di Villanova

Beatrice

Giustiniano

Nato in Macedonia intorno al 482, fece carriera politica sotto l'imperatore Giustino, suo zio, che lo adottò e lo associò al trono nel 527. Il regno di Giustiniano fu molto lungo e Dante ne ricorda tre opere fondamentali: l'attività si ordinamento giuridico, quella militare e quella religiosa. Giustiniano provvide a dare una sistemazione alle miriadi di leggi nelle quali era sempre più difficili orientarsi, fissando così non solo per il suo tempo, ma anche per il futuro e per tutti i popoli civili, un fondamento giuridico di straordinaria importanza. Per far questo istitutì nel 527 un collegio di dieci giuristi presieduto da Tribuniano e l'opera non fu del tutto compiuta che nel 565, l'anno stesso della sua morte. Per quanto riguarda le imprese militari, ristabilì l'autorità imperiale in Africa, Spagna e Italia. Sul piano religioso confermo le leggi di ortodossia ed eresia.

Il tema politico

La Provvidenza divina ha investito Roma del glorioso compito di riunificare sotto l'impero tutto il mondo, perché fosse disposto ad accogliere la nascita di Cristo e la conseguente redenzione dell'anima. Da qui l'aspra invettiva contro le partigianerie di guelfi e ghibellini che per meschini affanni di potere ostacolano il realizzarsi del disegno divino nella politica imperiale. Dal Comune, alla Nazione, all'Impero qui esaltato da Giustiniano, Dante coinvolge nella sua indignazione la politica dell'intera società cristiana, e dichiara la sua visione universalistica dell'organizzazione del mondo: la teoria dei due poteri investiti direttamente da Dio, quello spirituale e quello materiale, affidati rispettivamente al Papato e all'Impero, strumenti autonomi e concordi nel realizzare il disegno divino.

Inferno canto VI

Purgatorio canto VI

Paradiso canto VI