Vittoria Colonna
Sovra del mio mortal, leggera e sola
La Vita
Vittoria Colonna (1490-1347) nasce da una famiglia dell'alta nobilità, a Marino, e nel 1509 sposa Francesco Ferrante d'Avalos, marchese di Pescara,capitano generale dell'esercito spagnolo in Italia. Nel 1525 il marito muore a Milano e Vittoria vive da questo momento la sua condizione di vedova, dedita esclusivamente alla poesia e alla pratica religiosa.
La Vita
In questi anni stringe una profonda amicizia con Michelangelo Buonarroti, che le dedica una serie di rime spirituali. Conduce un'esistenza quasi monacale, nei conventi di San Paolo a Orvieto, di Santa Caterina a Viterbo, di San Silvestro e Sant'Anna, a Roma,dove muore a 57 anni di età.
Le Rime spirituali
La poesia di Vittoria Colonna segue da vicino il modello petrarchesco proposto da Bembo. L'imitazione di Petrarca è riferita in particolare alla seconda parte del Canzoniere (quella "in morte" di Laura), nella quale l'autrice si rispecchia per la propria
condizione di vedova. Nei suoi componimenti (specialmente nelle Rime spirituali)
si trovano anche tematiche mistiche e religiose, che sono una novità rispetto al repertorio del petrarchismo. La poetessa usa in modo originale le immagini e i motivi della lirica amorosa per esprimere il suo intenso rapporto con Dio.
Sovra del mio mortal, leggera e sola,aprendo intorno laere spesso e nero, con le ali del desio lalma a quel vero Sol, che più l'arde ognor, sovente vola, e la su ne la sua divina scola impara cose ond io non temo o spero che 'I mondo toglia o doni, e lo stral fero di morte sprezzo, e ciò che I tempo invola,
SOVRA DEL MIO MORTAL, LEGGERA E SOLA
ché'n me dal chiaro largo e vivo fonteov'ei si sazia tal dolcezza stillache ' mel m'è poi via più chassenzio amaro, e le mie pene a lui noiose e conte acqueta alor che con un lampo chiaro di pietade e d'amor tutto sfavilla.
I Temi
Il sonetto è un
esempio del livello di originalità raggiunto da
Vittoria Colonna, che usa il modello della poesia
d'amore petrarchesca per un argomento totalmente diverso, quello dell'incontro dell'anima
con Dio. Il linguaggio e le immagini, infatti, sono
quelle tipiche della lirica cinquecentesca, ma
hanno qui una nuova funzione: l'amore ardente
non è rivolto verso un uomo (come per esempio
in Gaspara Stampa) ma verso Dio; la dolcezza non viene da un sentimento ricambiato
ma dalla fonte dell'amore divino: le pene non
sono alleviate dalla speranza di un incontro con
l'amato, ma sono dissolte dalla luce
accecante
delle realtà celesti.
Bianco, Chiappa, Izzo, Malangone, Pisani e Villano
Classe IIIB - Anno Scolastico 2021/2022
Vittoria Colonna
Martina Malangone
Created on January 23, 2021
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Vittoria Colonna
Sovra del mio mortal, leggera e sola
La Vita
Vittoria Colonna (1490-1347) nasce da una famiglia dell'alta nobilità, a Marino, e nel 1509 sposa Francesco Ferrante d'Avalos, marchese di Pescara,capitano generale dell'esercito spagnolo in Italia. Nel 1525 il marito muore a Milano e Vittoria vive da questo momento la sua condizione di vedova, dedita esclusivamente alla poesia e alla pratica religiosa.
La Vita
In questi anni stringe una profonda amicizia con Michelangelo Buonarroti, che le dedica una serie di rime spirituali. Conduce un'esistenza quasi monacale, nei conventi di San Paolo a Orvieto, di Santa Caterina a Viterbo, di San Silvestro e Sant'Anna, a Roma,dove muore a 57 anni di età.
Le Rime spirituali
La poesia di Vittoria Colonna segue da vicino il modello petrarchesco proposto da Bembo. L'imitazione di Petrarca è riferita in particolare alla seconda parte del Canzoniere (quella "in morte" di Laura), nella quale l'autrice si rispecchia per la propria condizione di vedova. Nei suoi componimenti (specialmente nelle Rime spirituali) si trovano anche tematiche mistiche e religiose, che sono una novità rispetto al repertorio del petrarchismo. La poetessa usa in modo originale le immagini e i motivi della lirica amorosa per esprimere il suo intenso rapporto con Dio.
Sovra del mio mortal, leggera e sola,aprendo intorno laere spesso e nero, con le ali del desio lalma a quel vero Sol, che più l'arde ognor, sovente vola, e la su ne la sua divina scola impara cose ond io non temo o spero che 'I mondo toglia o doni, e lo stral fero di morte sprezzo, e ciò che I tempo invola,
SOVRA DEL MIO MORTAL, LEGGERA E SOLA
ché'n me dal chiaro largo e vivo fonteov'ei si sazia tal dolcezza stillache ' mel m'è poi via più chassenzio amaro, e le mie pene a lui noiose e conte acqueta alor che con un lampo chiaro di pietade e d'amor tutto sfavilla.
I Temi
Il sonetto è un esempio del livello di originalità raggiunto da Vittoria Colonna, che usa il modello della poesia d'amore petrarchesca per un argomento totalmente diverso, quello dell'incontro dell'anima con Dio. Il linguaggio e le immagini, infatti, sono quelle tipiche della lirica cinquecentesca, ma hanno qui una nuova funzione: l'amore ardente non è rivolto verso un uomo (come per esempio in Gaspara Stampa) ma verso Dio; la dolcezza non viene da un sentimento ricambiato ma dalla fonte dell'amore divino: le pene non sono alleviate dalla speranza di un incontro con l'amato, ma sono dissolte dalla luce accecante delle realtà celesti.
Bianco, Chiappa, Izzo, Malangone, Pisani e Villano
Classe IIIB - Anno Scolastico 2021/2022