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Confronto Hegel e Kant

isabella.aulisio

Created on January 23, 2021

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Transcript

La guerra: follia da evitare o tragica necessità?

Filosofi a confronto...

Immanuel Kant

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

1)

«Gli eserciti permanenti devono col tempo scomparire interamente». Essi infatti minacciano incessantemente gli altri Stati con la guerra, dovendo sempre mostrarsi armati a tale scopo, ed eccitano altri Stati a gareggiare vicendevolmente in qualità di armamenti in una corsa senza fine: e siccome per le spese a ciò occorrenti la pace diventa da ultimo ancor più oppressiva che non una breve guerra, così tali eserciti permanenti diventano essi stessi la causa di guerre aggressive condotte per liberarsi di quel peso.

2)

VS

Ogni essereumano vuole vedere riconosciuta davanti agli altri la propria superiorità e poiché tutti vogliamo la stessa cosa il conflitto é inevitabile.

-"Per la pace perpetua", Immanuel Kant

-"Superbia e umiltà", Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Kant, nel suo scritto "Per la pace perpetua", tratta il tema della pace tra gli Stati. Per il filosofo il termine "pace" non assume il significato di una tregua momentanea tra popoli ma sta ad indicare un'eterna cessazione delle guerre. La situazione di tranquillità, che si verrebbe a creare in caso di una distensione dei contrasti tra i vari Stati, non rappresenta una condizione naturale della vita umana bensì uno "schema utopico" prescritto dalla ragione pratica. Agli uomini è affidato il compito di tendere alla pace perenne.Kant, però, sa bene che il mantenimento di uno stato di quiete costante non è sempre destinato ad attuarsi in quanto ogni uomo ha la possibilità di scegliere se adempiere al compito che gli è stato assegnato. Secondo Kant, per far si che gli Stati abbandonino la condizione di conflitto in cui sono soliti trovarsi, è necessario che gli individui rinuncino alle proprie libertà come singoli cittadini e si sottomettano a leggi pubbliche sicuramente più rigide ma condivise da tutti gli Stati. Il filosofo è convinto che l'esperienza distruttiva delle guerre possa spingere gli Stati ad abbandonare l'uso della forza e a stipulare un contratto sociale comune a tutte le Nazioni. Secondo Kant, per mantenere la pace, bisogna proseguire verso la costituzione di un regime repubblicano che, essendo basato sulla libertà e sull'uguaglianza giuridica, implica necessariamente l'assenzo di tutti i cittadini per poter dichiarare una guerra.

1)

Hegel considera l'idea kantiana di una "pace perpetua" come utopistica ed astratta. Secondo il filosofo tedesco la guerra è inevitebile. Egli sostiene, infatti, che "come il movimento dei venti preserva il mare dalla putredine, nella quale sarebbe ridotto da una quiete durevole, così la guerra preserva i popoli dalla fossilizzazione alla quale li ridurrebbe una pace durevole e perfetta”. Egli appoggia inoltre il punto di vista, espresso in precedenza da Eraclito, secondo il quale dove c'è vita c'è sempre anche conflitto. La guerra appare ad Hegel non soltanto come qualcosa di ineludibile ma anche come mezzo benefico per raggiungere significativi progressi in ambito morale e civile. Lo scontro tra gli Stati appare al filosofo come forma di autodifesa legittima a cui uno Stato in caso di necessità può e deve ricorrere.

2)

Considerazioni personali

Lo studio dei due discordanti pareri espressi da Hegel e Kant sul tema della guerra mi ha portata a riflettere, forse per la prima volta, sulla possibile e concreta realizzazione di una pace perenne tra i vari popoli.Tale "pace perpetua" viene spesso definita come utopistica in quanto sembra tutt'oggi impossibile immaginare di vivere in un mondo in cui siano completamente assenti guerre e violenze. Come Kant,continuo a sperare che si possa un giorno arrivare ad una situazione di fratellanza tra le Nazioni ma penso anche che, purtroppo, siamo ancora molto lontani da tale obbiettivo. I conflitti sono generalmente causati dall'intolleranza nei confronti della diversità. Ma se le differenze tra gli uomini non venissero più percepite come motivo di scontro si potrebbe giungere alla pace? Qualche mese fa mi sono imbattuta in un articolo che mi ha portata a dare una risposta a tale interrogativo. Nell'articolo si parla di un esperimento condotto qualche anno fa su alcuni topi chiamato "Universo 25".

ESPERIMENTO:

… Nel 1968 un etologo di nome John Bumpass Calhoun posiziona otto roditori in un un habitat ideato per costituire un autentico paradiso per topi. In tale ambiente a tutti gli animali vengono fornite la stessa quantità di cibo e acqua e vi è l'assenza di predatori.Calhoun inizia a seguire gli sviluppi della comunità di topi. In poco tempo quello che sembra un vero e proprio "Eden" si trasforma in un luogo infernale.In ottobre nasce la prima generazione di topi. La popolazione raddoppia in quasi due mesi e vive inizialmente in perfetta armonia. Nell'agosto 1969, Universo 25 raggiunge una popolazione di 620 individui e la sua crescita inizia a rallentare. Dal 600º giorno in poi, la popolazione inizia a estinguersi.Al culmine della sua attività, l'Universo 25 assume questa conformazione: il suo centro viene occupato da centinaia di maschi iper-aggressivi, incapaci di trovare un partner, che passano il tempo a mangiare, bere e uccidersi a vicenda .Messe alla prova dalle condizioni di sovrappopolazione, in condizioni igieniche e di salute scarse, le femmine che riescono a portare a termine le loro gravidanze cambiano continuamente nido, smettendo anche di prendersi cura della loro prole nei casi peggiori...

I risultati ottenuti eseguendo tale esperimento ci indurrebbero a pensare che, pur eliminando la diversità, risulterebbe impossibile ottenere la pace tra gli uomini. Dal mio punto di vista, però, c'è una differenza sostanziale tra gli esseri umani e i topi presi in esame.Infatti i roditori, come tutti gli altri animali, possiedono solo l'istinto; al contrario noi uomini siamo in possesso della ragione e quindi siamo in grado di scegliere liberamente se risolvere le divergenze facendoci influenzare dalla rabbia oppure trovando una soluzione pacifica. In conclusione è probabilmente vero che la pace tra gli Stati rappresenta un qualcosa di irragiunglibile; ma, seguendo l'esempio di Kant, mi ritrovo a sperare che gli uomini possano capire che la guerra è estremamente deleteria per la razza umana. Desidererei infine che iniziassero pian piano a sostituire i conflitti con i compromessi.