La favola dei suoni
Cantini, Fossati, Rondelli
Le fasi dell'ignoranza
Il personaggio inventato da Galileo, un uomo dotato d’intelligenza, affronta due fasi:
All’inizio possiede la tipica ignoranza del bambino: l’uomo pensa infatti che i diversi canti e suoni che sente possano provenire solo dagli uccelli; ha sempre vissuto nel suo mondo solitario e le sue conoscenze sono quindi limitate, non riesce a guardare oltre.
Poi questa ignoranza “avanza”: una volta che scopre che c’è molto altro al di fuori del suo piccolo mondo, rimane stupefatto davanti a tale molteplicità: gli si pongono dinanzi la varietà di suoni che possono essere prodotti da diversi strumenti musicali, animali e oggetti. Esso intraprende un nuovo cammino: vive l’esperienza della ricerca scientifica attraverso il metodo scientifico.
Tra curiosità e meraviglia
Nell’esperienza della ricerca scientifica lo scienziato è mosso da ingegno e curiosità e durante le sue ricerche incontra stimoli che ne sollecitano continuamente meraviglia.
Lo zufolo: strumento rudimentale simile al flauto
Una notte ode un suono delicato e, pensando che provenga da un uccello, si affaccia in strada per catturarlo. Scopre invece, che il suono proviene da un pastorello che, soffiando dentro a un legno forato e muovendo le dita sopra ai fori per chiuderli, produce quel suono soave. L’uomo decide di comprare lo strumento dando in cambio al pastore un vitello.
Il violino
Il nostro personaggio sente provenire dall’interno di un tugurio (= capanna, dimora umile) un suono simile: decide di entrare e vede un fanciullo che, con la mano destra, sta sfregando mediante un archetto dei nervi sopra a un legno cavo; nel mentre, con la mano sinistra, sostiene lo strumento e muove le dita sopra le diverse corde ( → esse sono in realtà tendini essiccati di qualche animale).
I cardini delle porte del tempio
I suoni non per forza provengono da strumenti musicali o animali, ma anche dal semplice aprirsi di una porta: il rumore esce dagli arpioni ( = ferri uncinati conficcati nel muro su cui vi viene infilato l’anello delle bandelle) e dalle bandelle ( = nastri di metallo che fungono da cerniera).
Il bicchiere
Entrando in un'osteria, si accorge che un suono simile a quello del violino può provenire dallo sfregamento del polpastrello, leggermente bagnato, sopra l’orlo di un bicchiere.
Il ronzio di vespe, zanzare, mosconi e i grilli
Questi animali producono suoni sbattendo velocemente le ali. Tranne i grilli che, non potendo volare, li producono scuotendo le ali o strofinando le zampe su un qualcosa.
L'armonica
L’armonica è uno strumento semplice composto da delle lamine di ferro di diversa lunghezza. Per farle produrre un suono bisogna accostarla alla bocca: soffiandoci dentro le lamine di ferro al suo interno vibrano producendo così il suono dentro alla cassa di risonanza di legno.
La cicala: il dubbio e la curiosità come strumenti di conoscenza
La cicala non emette il suo verso (il frinire) né con il becco quindi con il fiato, nè sbattendo le ali, né sfregando le zampe contro un qualcosa → essa, pur tenendo ferme le ali e non aprendo la bocca, continua a far rumore. Volendo conoscere la verità, spinge uno spillo nel ventre della cicala e nota con stupore che continua a produrre il suono. Spingendo sempre più a fondo lo spillo per scoprire l’origine del suono arriva però ad uccidere la cicala.
Il metodo scientifico
E’ un'acquisizione progressiva di dati che a loro volta necessitano di essere interpretati. Si formulano ipotesi razionali capaci di spiegare in modo sempre più chiaro un numero di fenomeni sempre in crescita. Galileo chiarisce con una breve narrazione il metodo scientifico, cioè quale deve essere l’atteggiamento di uno scienziato dinanzi ai fenomeni naturali.
L'esperienza dei sensi
Tra l’osservatore e le cose stesse si instaura un rapporto emotivo e intellettuale; non interessa il risultato ma l’atto della ricerca. Ciò che conta è la serie di esperienze attraverso le quali il personaggio trasforma la sensazione in sensata esperienza → spiegazione del fenomeno che svela i meccanismi di funzionamento e le cause, conoscendo sempre di più la realtà.
Il relativismo della conoscenza
Il dubbio indirizza la ricerca verso l’unica certezza ben fondata cioè l’esistenza di innumerevoli ipotesi alternative. L'errore più grave da evitare è il desiderio di raggiungere certezze definitive → ciò porterebbe all’interruzione della ricerca e ad arrendersi al peccato capitale della superbia intellettuale.
La favola dei suoni
Francesca Rondelli
Created on January 22, 2021
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La favola dei suoni
Cantini, Fossati, Rondelli
Le fasi dell'ignoranza
Il personaggio inventato da Galileo, un uomo dotato d’intelligenza, affronta due fasi:
All’inizio possiede la tipica ignoranza del bambino: l’uomo pensa infatti che i diversi canti e suoni che sente possano provenire solo dagli uccelli; ha sempre vissuto nel suo mondo solitario e le sue conoscenze sono quindi limitate, non riesce a guardare oltre.
Poi questa ignoranza “avanza”: una volta che scopre che c’è molto altro al di fuori del suo piccolo mondo, rimane stupefatto davanti a tale molteplicità: gli si pongono dinanzi la varietà di suoni che possono essere prodotti da diversi strumenti musicali, animali e oggetti. Esso intraprende un nuovo cammino: vive l’esperienza della ricerca scientifica attraverso il metodo scientifico.
Tra curiosità e meraviglia
Nell’esperienza della ricerca scientifica lo scienziato è mosso da ingegno e curiosità e durante le sue ricerche incontra stimoli che ne sollecitano continuamente meraviglia.
Lo zufolo: strumento rudimentale simile al flauto
Una notte ode un suono delicato e, pensando che provenga da un uccello, si affaccia in strada per catturarlo. Scopre invece, che il suono proviene da un pastorello che, soffiando dentro a un legno forato e muovendo le dita sopra ai fori per chiuderli, produce quel suono soave. L’uomo decide di comprare lo strumento dando in cambio al pastore un vitello.
Il violino
Il nostro personaggio sente provenire dall’interno di un tugurio (= capanna, dimora umile) un suono simile: decide di entrare e vede un fanciullo che, con la mano destra, sta sfregando mediante un archetto dei nervi sopra a un legno cavo; nel mentre, con la mano sinistra, sostiene lo strumento e muove le dita sopra le diverse corde ( → esse sono in realtà tendini essiccati di qualche animale).
I cardini delle porte del tempio
I suoni non per forza provengono da strumenti musicali o animali, ma anche dal semplice aprirsi di una porta: il rumore esce dagli arpioni ( = ferri uncinati conficcati nel muro su cui vi viene infilato l’anello delle bandelle) e dalle bandelle ( = nastri di metallo che fungono da cerniera).
Il bicchiere
Entrando in un'osteria, si accorge che un suono simile a quello del violino può provenire dallo sfregamento del polpastrello, leggermente bagnato, sopra l’orlo di un bicchiere.
Il ronzio di vespe, zanzare, mosconi e i grilli
Questi animali producono suoni sbattendo velocemente le ali. Tranne i grilli che, non potendo volare, li producono scuotendo le ali o strofinando le zampe su un qualcosa.
L'armonica
L’armonica è uno strumento semplice composto da delle lamine di ferro di diversa lunghezza. Per farle produrre un suono bisogna accostarla alla bocca: soffiandoci dentro le lamine di ferro al suo interno vibrano producendo così il suono dentro alla cassa di risonanza di legno.
La cicala: il dubbio e la curiosità come strumenti di conoscenza
La cicala non emette il suo verso (il frinire) né con il becco quindi con il fiato, nè sbattendo le ali, né sfregando le zampe contro un qualcosa → essa, pur tenendo ferme le ali e non aprendo la bocca, continua a far rumore. Volendo conoscere la verità, spinge uno spillo nel ventre della cicala e nota con stupore che continua a produrre il suono. Spingendo sempre più a fondo lo spillo per scoprire l’origine del suono arriva però ad uccidere la cicala.
Il metodo scientifico
E’ un'acquisizione progressiva di dati che a loro volta necessitano di essere interpretati. Si formulano ipotesi razionali capaci di spiegare in modo sempre più chiaro un numero di fenomeni sempre in crescita. Galileo chiarisce con una breve narrazione il metodo scientifico, cioè quale deve essere l’atteggiamento di uno scienziato dinanzi ai fenomeni naturali.
L'esperienza dei sensi
Tra l’osservatore e le cose stesse si instaura un rapporto emotivo e intellettuale; non interessa il risultato ma l’atto della ricerca. Ciò che conta è la serie di esperienze attraverso le quali il personaggio trasforma la sensazione in sensata esperienza → spiegazione del fenomeno che svela i meccanismi di funzionamento e le cause, conoscendo sempre di più la realtà.
Il relativismo della conoscenza
Il dubbio indirizza la ricerca verso l’unica certezza ben fondata cioè l’esistenza di innumerevoli ipotesi alternative. L'errore più grave da evitare è il desiderio di raggiungere certezze definitive → ciò porterebbe all’interruzione della ricerca e ad arrendersi al peccato capitale della superbia intellettuale.