Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Gesù ci insegna a pregare - IL PADRE NOSTRO (Tappa 3)

Ana Pertile

Created on January 22, 2021

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Audio tutorial

Pechakucha Presentation

Desktop Workspace

Decades Presentation

Psychology Presentation

Medical Dna Presentation

Geometric Project Presentation

Transcript

una preghiera che le contiene tutte

- IL PADRE NOSTRO -

Matteo 6, 5-15

"E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quanto tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Pregando, non sprecate le parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perchè il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe."

"Padre nostro che sei nei cieli..."

Avete notato, bambini, che Gesù prega dando del ‘tu’ a Dio? E' perché c’è tanta confidenza tra loro, che egli usa le parole che utilizziamo in famiglia.Infatti, come chiama Dio? La parola scelta da Gesù è: Si tratta di una parola aramaica, la lingua di Gesù, ma prima di svelarvi cosa significa, vi chiediamo di essere voi a parlarci di Dio.

אבא

(abbà)

P A S T O R E

R O C C I A

Scegliete un'immagine che vi aiuti a parlare di Dio

SO L E

P A N E

"Sia santificato il Tuo nome..."

L’invocazione “Sia santificato il tuo nome” chiede: “Qual è il nome di Dio?”

Gesù ci ha fatto conoscere Dio, ci ha presentato il suo nome, ci ha detto come lo chiama lui e come possiamo chiamarlo anche noi. Lui lo chiama "abbà" che significa: "caro papà". Era il termine che i bambini usavano nell’aramaico popolare per rivolgersi con confidenza al padre. Quando Gesù prega così, si sente figlio amato da Dio Padre, perché è uno di famiglia. Quando noi preghiamo come Gesù, dicendo "Padre nostro", ci stiamo rivolgendo a Dio come fa Gesù e sentiamo che Lui è il nostro papà

"Venga il Tuo regno..."

Con questa invocazione chiediamo a Dio di raggiungere ogni angolo del mondo, che Lui diventi Re in ogni luogo, sconfigga il male e rimuova ogni fatica.

( A p.41 del vostro libro, unite i puntini per scoprire cosa apparirà )

"Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra..."

Cosa significa? Cosa vuol dire per noi?

Anche noi possiamo collaborare a questa volontà accogliendola e realizzandola, così il cielo e la terra non siano più divisi.

Vedete?"Sia fatta la tua volontà" non è solo una preghiera che rivolgiamo a Dio, ma anche un impegno che ci prendiamo nel cercare di assomigliare sempre di più a Lui, perché il mondo che ci circonda divenga sempre più bello, come lo vuole Lui. È l’invocazione che chiede a Dio di fare quello che lui vuole per noi, così che la terra assomigli sempre più al cielo.

A p.42 del vostro libro colorate con l’azzurro lo spazio lasciato in bianco nel disegno...

"Il cielo tocca la terra"

E' un modo di dire, ma esprime una realtà molto importante e vera: se noi accogliamo e desideriamo la volontà di Dio la terra sarà bella e felice come il cielo.

"Dacci oggi il nostro pane quotidiano..."

Quando preghiamo con questa invocazione domandiamo a Dio che non ci manchi mai tutto ciò che è indispensabile alla vita: e non solo il pane e il cibo, ma anche tutto ciò che ci serve per diventare adulti.

Inoltre, pregando così, non preghiamo solo per noi stessi: quando usiamo queste parole, non possiamo dimenticare anche tutte le persone del mondo che mancano del necessario, e quindi la nostra preghiera si allarga anche a loro.

Chiedere a Dio di darci il nostro pane quotidiano significa anche impegnarsi perché a nessuno manchi il necessario per vivere.

la vita è tutto quello che abbiamo

"Il segnale"

| Bruno Ferrero |

Un giovane era seduto da solo nell’autobus; teneva lo sguardo fisso fuori dal finestrino. Aveva poco più di vent'anni ed era di bell'aspetto, con un viso dai lineamenti delicati. Una donna si sedette accanto a lui. Dopo avere scambiato qualche chiacchiera a proposito del tempo, caldo e primaverile, il giovane disse, inaspettatamente: «Sono stato in prigione per due anni. Sono uscito questa mattina e sto tornando a casa». Le parole gli uscivano come un fiume in piena mentre le raccontava di come fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di come la sua attività criminale avesse procurato ai suoi cari vergogna e dolore. In quei due anni non aveva più avuto notizie di loro. Sapeva che i genitori erano troppo poveri per affrontare il viaggio fino al carcere dov’era detenuto e che si sentivano troppo ignoranti per scrivergli. Da parte sua, aveva smesso di spedire lettere perché non riceveva risposta. Tre settimane prima di essere rimesso in libertà, aveva fatto un ultimo, disperato tentativo di mettersi in contatto con il padre e la madre. Aveva chiesto scusa per averli delusi, implorandone il perdono.

Dopo essere stato rilasciato, era salito su quell’autobus che lo avrebbe riportato nella sua città e che passava proprio davanti al giardino della casa dove era cresciuto e dove i suoi genitori continuavano ad abitare. Nella sua lettera aveva scritto che avrebbe compreso le loro ragioni. Per rendere le cose più semplici, aveva chiesto loro di dargli un segnale che potesse essere visto dall’autobus. Se lo avevano perdonato e lo volevano accogliere di nuovo in casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio melo in giardino. Se il segnale non ci fosse stato, lui sarebbe rimasto sull’autobus e avrebbe lasciato la città, uscendo per sempre dalla loro vita. Mentre l’automezzo si avvicinava alla sua via, il giovane diventava sempre più nervoso, al punto di aver paura a guardare fuori del finestrino, perché era sicuro che non ci sarebbe stato nessun fiocco. Dopo aver ascoltato la sua storia, la donna si limitò a chiedergli: «Cambia posto con me. Guarderò io fuori del finestrino». L’autobus procedette ancora per qualche isolato e a un certo punto la donna vide l’albero.

Toccò con gentilezza la spalla del giovane e, trattenendo le lacrime, mormorò: «Guarda! Guarda! Hanno coperto tutto l’albero di nastri bianchi»

Quando Dio ci perdona, ci perdona così: aspetta e desidera perdonarci. Che cosa avrà pensato questo ragazzo? Come l’avranno aspettato i suoi genitori?

una preghiera proprio per tutti

I segni del Padre nostro