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la nascita di Ercole
edoardomeo
Created on January 22, 2021
genially di latino di Edoardo Meo
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Transcript
La nascita di Ercole
La nascita di Ercole
Storia
Versione
Il mito
L'episodio alla base della nascita del semidio Ercole vennne per la prima volta raccontato nell'opra "Anfitrione", scritta dall'autore Plauto, ed aveva la seguente trama: Giove si era innamorato della bella Alcmena, la quale, nel momento in qui era partito per la guerra il marito, il re Anfitrione, era incinta di un bambino. Giove, per poter trascorrere una notte d'amore con lei, assunse le sembianze del marito e lasciò a fare la guardia alla porta del palazzo Mercurio, che assunse l'aspetto di Sosia, servo leale del re. Nel mentre però, il vero Anfitrione stava tornando dalla guerra e mandò il vero Sosia ad avvisare Alcmena del suo ritorno. Giunto davanti al palazzo, Sosia vide il falso se stesso, il quale però riuscì a convincere l'altro di essere lui, cioè Mercurio, il vero Sosia, facendo così scappare il povero servo terrorizzato e dubitante della sua stessa identità.
Una volta giunto al palazzo, Anfitrione, invece di esser accolto calorosamente dalla moglie che non lo vedeva da tanto, fu accolto in modo sbrigativo. Dunque chiese spiegazioni e la moglie gli disse che lo aveva appena salutato e che non solo lo aveva già accolto, ma aveva persino trascorso la notte con lui. Allora il re, infuriato, accusò la donna di tradimento e giurò vendetta contro di lei, ma prima che potesse farle nulla arrivò Giove che spiegò ai due come erano realmete andate le cose. Anfitrione accettò di buon grado il fatto di aver condiviso la moglie col re degli dei e poco dopo Alcmena partorì due bambini, uno normale (il figlio di Anfitrione), mentre l'altro (il figlio di Giove) molto più grande e forte degli altri bambini, e decise di chiamare il secondo Ercole.
Curiosità
Questa storia appena raccontata ha anche lasciato traccie nel nostro lessico: Al giorno d'oggi, infatti, il termine sosia si utilizza per indicare una persona che assomiglia ad un altra così tanto da poter essere scambiata per lei, come richiamo all'episodio in cui Mercurio assunse le sembianze di Sosia, diventando così identico lui. Qualcosa di simile è stato fatto anche per il re Anfitrione, un personaggio che nell'opera di Plauto viene descritto come "l'uomo nella cui casa c'è sempre cibo per gli ospiti", e per questo al giorno d'oggi con il termine anfitrione si descrive un padrone di casa molto generoso ed ospitale nei confronti degli invitati.
Amphitryoni Thebarum regi, uxor erat Alcmena, quae nota erat ob speciem et magnam virtutem.
Anfitrione, re di Tebe, aveva come moglie Alcmena, la quale era nota per la bellezza e la grande rettitudine.
Itaque luppiter qui ob eam exarserat, dolum ut cum ea concumberet excogitavit.
Pertanto Giove, il quale si era infatuato per lei, escogitò un tranello per giacere con lei.
Itaque luppiter qui in eam exarserat, dolum ut cum ea concumberet excogitavit.
Dopo che il re era partito per espugnare Ecalia, il dio giunse al palazzo assumendo l’aspetto di Anfitrione.
Mulier magno gaudio deum recepit quia coniugem suum eum putabat.
La donna accolse con grande gioia il dio credendolo suo marito.
luppiter onmes Amphitryonis res gestas in Oechalia ei narravit et totam noctem cum ea concubuit.
Giove le raccontò tutte le imprese di Anfitrione in Ecalia e giacque con lei per tutta la notte.
Postero die, Amphitryon a bello victor revertit sed Alcmena minime curavit, quod - sic putabat - coniugem suum iam viderat.
Il giorno seguente, Anfitrione ritornò vincitore dalla battaglia, ma Alcmena se ne curò molto poco poiché -così credeva- aveva già visto suo marito.
Cum in regiam intravit, rex obstupuit quod magna cum neglegentia se advenientem uxor exceperat et ut causam cognosceret Alcmenam interrogavit.
Quando entrò nel palazzo, il re si stupì poiché la moglie aveva accolto con grande indifferenza lui che arrivava e per conoscere il motivo interrogò Alcmena.
Quae respondit: «Mirabile non est: iam pridem venisti et mecum concubuisti et mihi narravisti omnia quae in Oechalia gesseras».
Lei rispose: “Non è sorprendente, sei già venuto una volta e sei giaciuto con me e mi hai raccontato tutte le cose che avevi compiuto in Ecalia”.
Quoniam mulier omnes res ei gestas exacte narraverat, Amphitryon rem quod acciderat intellexit: numen ut cum Alcmena concumberet faciem eius sumpserat.
Dal momento che la donna gli aveva raccontato esattamente tutte le imprese, Anfitrione comprese il fatto che era accaduto: il dio, per giacere con Alcmena, aveva assunto il suo aspetto.
Post novem menses Alcmena Herculem a deorum patre genitum, peperit.
Dopo nove mesi Alcmena partorì Ercole, generato dal padre degli dei.
Fine
Grazie della visione
Fonti: NOVE