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Articolo 3
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Transcript
GazzettaUfficiale
27 dicembre 1947
#0298
Costituzione e articolo 3
Si pubblica tutti i giorni meno i festivi
Gaia Maci
La Costituzione Italiana
nella foto il Capo dello Stato, Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana a palazzo Giustiniani, il 27 dicembre 1947. Al suo fianco, da sinistra a destra, Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, Francesco Cosentino, funzionario, Giuseppe Grassi, guardasigilli, e Umberto Terracini, presidente della Costituente.
La Costituzione è il testo fondamentale della Repubblica Italiana, lì sono scritte tutte le leggi che definiscono il nostro paese sotto diversi punti di vista.
I nomi di chi ci ha lavorato sono davvero tanti, ma ecco quelli più importanti: - Enrico De Nicola, Capo dello Stato provvisorio -Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente -Alcide De Gasperi, Capo del Governo
Il testo della Costituzione nasce a seguito della fine della seconda guerra mondiale, quando tutto il popolo italiano fu chiamato a votare per decidere che cosa sarebbe diventata l’italia. Il referendum infatti era basato su una domanda fondamentale: rimanere una monarchia o diventare una repubblica. Vinse la Repubblica, anche se con una manciata di voti. Da questa decisione dei cittadini si avviò la macchina che avrebbe creato la struttura della repubblica italiana, tra cui la stesura della Costituzione. L’Assemblea Costituente venne eletta il 2 giugno 1946 ma la prima seduta inaugurale si tenne il 25 giugno 1946. All’interno dell’Assemblea venne nominata una Commissione Costituzionale costituita da 75 rappresentanti delle diverse forze politiche che avevano il compito di redigere il testo costitutivo della Repubblica Italiana. La commissione si divideva in due sottogruppi con diverse mansioni:
- prima sottocommissione: diritti e doveri dei cittadini.
- seconda sottocommissione: organizzazione costituzionale dello Stato.
- terza sottocommissione: rapporti economici e sociali.
L' Articolo 3
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Ho scelto questo articolo perché penso sia fondamentale per la vita civile di ogni cittadino e perché in esso ci sono i principi fondamentali del uguaglianza tra gli uomini le donne di qualsiasi razza religione e ceto sociale. Questo articolo ha più di 70 anni ma è attualissimo poiché oggi viviamo in una società multietnica e problemi legati alla convivenza pacifica sono all'ordine del giorno.
E’ stato fortemente voluto in quanto l’ Italia arrivava da un periodo molto difficile: vent’anni di dittatura, due guerre mondiali, povertà, mancanza di ogni libertà. E’ composto da due anime: la prima è l’uguaglianza formale di tutti i cittadini di fronte alla legge senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, opinione politica. In campo religioso lo Stato Italiano lascia libertà di culto infatti è uno Stato laico. La seconda è invece quella che lo rende unico al mondo ed è l’uguaglianza sostanziale: in questo secondo caso invece si parla di uguaglianza in riferimento al ruolo dello Stato nella prevenzione delle discriminazioni in tutti gli ambiti, cioè, ognuno deve essere trattato secondo le proprie peculiarità, per poter disporre delle stesse opportunità. Il testo dell’articolo fa capire che la libertà di una persona e l’affermazione di un’identità non è un concetto scontato. Lo Stato, per questo motivo, ha il dovere di garantirlo. E la libertà, nella sua interezza, comincia con l’educazione e la formazione. In questo la scuola assume una importanza fondamentale.
Piero Calamandrei: la scuola è un organo costituzionale
Nel Discorso che Piero Calamandrei pronunciò al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, a Roma l’ 11 febbraio 1950 ribadisce il ruolo che la scuola ha nella formazione di cittadini consapevoli, liberi e democratici.
“Cari colleghi, … La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”."
La libertà e la democrazia cominciano dunque con l’educazione. Essa è il mezzo necessario per mantenere viva sia la libertà politica sia quella libertà interiore o morale che è ancora più necessaria.
Inoltre la scuola educa i giovani al rispetto e alla valorizzazione delle differenze, infatti eguaglianza non significa annullamento delle differenze. La differenza è valore: ogni individuo è differente, in quanto portatore di idee, sensibilità, culture diverse che, accettate in quanto tali, arricchiscono nel confronto la società. Si è uguali solo di fronte alla legge; poi, ci sono delle disuguaglianze giuste che fanno della differenza un valore.
La scuola può e deve essere lo strumento affinché la Costituzione scritta sui fogli diventi realtà.