Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

ED. CIVICA LATINO

giorgia.fabbri

Created on January 19, 2021

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Akihabara Connectors Infographic

Essential Infographic

Practical Infographic

Akihabara Infographic

The Power of Roadmap

Artificial Intelligence in Corporate Environments

Interactive QR Code Generator

Transcript

"Il futuro non aspetta: dall'età dell'oro all'età del ferro"

PROGETTO A CURA DI GIORGIA FABBRI 2L

Prima dell’avvento di questa aurea epoca, gli uomini antichi erano rozzi, crudeli e dediti alla propria famiglia in quanto non in grado di lavorare nei campi e di utilizzare l'aratro. In seguito, Saturno (dio latino equivalente al dio greco Crono), figlio di Urano (personificazione del Cielo, figlio di Gea e poi compagno della stessa madre) e Gea (potenza o dea primordiale della Terra) divenne importante per aver istituito e poi regnato durante l’AUREA AETAS, anche ricordata come l'ETÀ’ DELL’ORO. Saturno rese possibile l’inizio di quest’età dopo essere stato rifiutato dall’Olimpo e aver riunito gli uomini e le donne per collaborare affinché l’ambiente della Terra diventasse abitabile.

  • PERCHÉ SATURNO FU CACCIATO DALL’OLIMPO? ---> Saturno era un Titanio e sua moglie era Rea, la quale partorì molti figli che il padre stesso divorava. Quando nacque Giove, Rea decise di tenerlo nascosto nell'isola di Creta, cercando di ingannare Saturno dandogli un sasso avvolto in un panno. Questo non si accorse di aver inevitabilmente risparmiato la vita di Giove che in seguito bandì dal cielo Saturno, che rifugiatosi presso Giano (Lazio), diede inizio all’Età dell’Oro.

Durante questo pacifico periodo privo di infelicità, guerre e sofferenze, la Terra cominciò a fornire agli uomini i suoi frutti spontaneamente. Era costantemente primavera e le variazioni del clima non comportavano la costruzione di alcun rifugio. Non esisteva la proprietà privata e non era necessaria alcuna legge o imposizione, poichè regnava l’armonia, la giustizia e l’onestà tra gli uomini. In seguito, il potere fu preso da Giove (Zeus), il quale diede inizio alla seconda delle cinque “ETÀ DELL’UOMO”: l'ETÀ DELL’ARGENTO. Gli uomini iniziarono la costruzione di piccole case nelle foreste, adatte a proteggere se stessi e le proprie famiglie dalle sventure delle quattro stagioni che Giove aveva istituito nuovamente. Durante l’inverno, i campi erano lasciati incustoditi e gli uomini si rifugiavano nelle caverne nutrendosi di verdure, ghiande e miele. Erano comuni le lotte contro le belve feroci che abitavano i boschi e l’età dell’oro era divenuta solo un ricordo, poiché ormai, le vite degli uomini e delle donne erano tormentate da stragi, guerre, preoccupazioni, epidemie, povertà e sacrifici.

Nel mentre, sulla Terra, il Lazio era governato da Fauno e Latino. Quando regnava quest’ultimo, giunse in Italia Enea, un condottiero troiano che era fuggito insieme ad alcuni compagni a causa della distruzione di Troia. In seguito ad uno scontro, i Troiani sconfissero Latino, per poi stipulare un patto d’alleanza con i Latini, e far sposare Enea e Lavinia, figlia di Latino. Da quel momento, il Lazio si trovò in una situazione in cui la concordia era alla base di un quieto vivere; Iulo, figlio di Enea, fondò Alba Longa (nucleo primordiale della futura Roma), una nuova città, per sé, per la sua famiglia e per l’intero popolo.

Diversi filosofi e poeti espressero il loro pensiero in merito all'Età dell'Oro, tra questi: Epicuro, Ovidio e Lucrezio. In merito a Tito Lucrezio Caro, sappiamo che egli sosteneva ciò che anche Epicuro riteneva esatto. Lucrezio credeva infatti, che l'umanità avesse subito un lento e prolungato periodo di sviluppo che poi avrebbe portato all'evoluzione della stessa civilità. Gli uomini, necessitavano di condizioni di vita migliori che, in seguito a diversi tentativi e sperimentazioni sono riusciti a raggiungere esclusivamente grazie a loro stessi. Nello scritto intitolato "Storia del genere umano", l'autore descrive l'ambiente, le sue condizioni e quelle di chi vi lavorava. Racconta che gli uomini non avevano ancora appreso il concetto di guadagnarsi ciò che bravamano, ma si accontentavano di tutto quello che il caso gli offriva. Racconta che impararono poi a costruirsi dei rifugi e a procurarsi fuoco e pelli; in seguito la donna divenne uno strumeto di procrezione. Gli animali iniziarono ad emettere versi che Lucrezio paragona a quelli dei bambini non in grado di parlare. Inoltre, il poeta non riesce a spiegarsi il perchè un uomo sia riuscito a denominare tutti gli oggetti di cui era a conoscenza senza che lo facesse contemporaneamente qualcun altro. La capacità che rende l'uomo in grado di esprimesi in modo migliore rispetto agli animali, è stata definita da Lucrezio una chance naturale data agli uomini, come il dono di poter ragionare.