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viaggio di ulisse

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Created on January 18, 2021

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IL VIAGGIO DI ULISSE

L'odissea è il poema scritto da Omero che racconta i viaggi , le avventure e le perinagrazioni dell'eroe greco Ulisse noto per la sua inteligentza e astuzia doti che gli hanno permesso di adattarsi , di salavarsi e di riuscire a fare ritorno alla sua casa natìa, Itaca . Nei viaggin raccontati da omero , Ulisse naviga in tutto i statl mediterraneo tra mito e leggenda. Seguiamolo allora nel suo viaggio e fermiamoci nei luoghi in cui è stato per scoprire le tappe del viaggio di Ulisse e ripercorrere così i momenti più imporatnti dell'Odissea . Il viaggio di ritorno verso Itaca non è molyo lungo in realtà, ma tra avventure e disavventure , Ulisse impiega dieci anni per far ritorno alla sua isola , vagando per tutto il mediterraeneo .

TROIA

Il viaggio ha inizio in questa città ,la quale si trova nell'attuale anatolia , Turchia. Dalla città distrutta di Troia, Ulisse parte con 12 navi e 500 uomini

TERRA DEI CICONI

Una volta terminata la guerra di Troia, Ulisse salpò con le sue navi per tornare in patria; si diresse anzitutto verso ismara , capitale del regno dei Cicloni , per cercare le provviste chiave per il viaggio. Il re e i suoi uomini saccheggiarono e distrussero la città uccidendo molti guerrieri cicloni e facendo prigioniere le loro donne . Ulisse fece irruzione anche nella casa di un vecchio di nome Marone , ma dopo essersi reso conto che si tratta di un sacedote si astenne dal fargli del male. Il viaggio presso la terra dei ciconi è l'unica tappa in un luogo reale .

TERRA DEI LOTOFAGI

Un'importante tempesta costringe Ulisse e le sue navi ad approdare nella terra dei lotofagi , che vuol dire letteralmente mangiatori di loto, un frutto che procura l'oblio. Qui avveiene il primo di tanti avvenimenti avversi: i compagni avversi:i compagni di ulisse mangiano questo frutto , che fa dimenticare loro il desiderio di tornare in patria, ma l'eroe li costringerà a riprendere il largo. Probabilmente questo luogo si trova sulle coste dell'attuale libia, anche se altri lo colllocano sull'isola di Djerba (Tunisia)

TERRA DEI CICLOPI

L’antica leggenda narra che la Terra dei Ciclopi è il luogo dove Ulisse incontrò Polifemo, celebrando l’arguta intelligenza sulla violenza. Questa terra è, inoltre, il luogo in cui la natura conserva i segni della rabbia del rozzo Ciclope mentre scaglia grossi macigni contro il fuggitivo ed astuto navigante. Omero, Euripide e Virgilio cantano le lodi di questa fascia costiera, ma anche i grandi pittori europei si sono interessati di questa terra, molte opere sono conservate nel museo di Weimar o alla National Gallery di Londra. Ma non è l’unica leggenda legata a questa terra. Una seconda versione, infatti, racconta di Polifemo, ciclope innamorato non corrisposto della ninfa Galatea che, invece, amava il giovane ed aitante pastore Aci. Il Ciclope corteggiava senza successo la Ninfa e la sua gelosia esplose in rabbia distruttiva quando vide la sua amata tra le braccia del bel pastore Aci. Polifemo, roso dall’ira, scagliò una roccia contro Aci colpendolo a morte ma Galatea, in un ultimo sforzo per tenerlo in vita, trasformò il sangue del suo amato in fresca acqua di sorgente, trasformandolo, in tal modo, in un dio fluviale.

L’antica leggenda narra che la Terra dei Ciclopi è il luogo dove Ulisse incontrò Polifemo, celebrando l’arguta intelligenza sulla violenza. Questa terra è, inoltre, il luogo in cui la natura conserva i segni della rabbia del rozzo Ciclope mentre scaglia grossi macigni contro il fuggitivo ed astuto navigante. Omero, Euripide e Virgilio cantano le lodi di questa fascia costiera, ma anche i grandi pittori europei si sono interessati di questa terra, molte opere sono conservate nel museo di Weimar o alla National Gallery di Londra. Ma non è l’unica leggenda legata a questa terra. Una seconda versione, infatti, racconta di Polifemo, ciclope innamorato non corrisposto della ninfa Galatea che, invece, amava il giovane ed aitante pastore Aci. Il Ciclope corteggiava senza successo la Ninfa e la sua gelosia esplose in rabbia distruttiva quando vide la sua amata tra le braccia del bel pastore Aci. Polifemo, roso dall’ira, scagliò una roccia contro Aci colpendolo a morte ma Galatea, in un ultimo sforzo per tenerlo in vita, trasformò il sangue del suo amato in fresca acqua di sorgente, trasformandolo, in tal modo, in un dio fluviale.

ISOLA DI EOLO

Dopo la fuga tempestiva di Ciclope e dalle sue fastidiose abitudini alimentari, Ulisse si ritrova sull' isola del dio Eolo, signiore dei venti. Questi offre ospitalità all'eroe e al suo equipaggio per un intero mese e, benevolo, lo ascolta e consiglia sul suo ritorno. Odisseo , appresrandosi finalmente a partire dopo questo lungo soggiorno riposante , riceve quindi un dono di rara preziosità: in un otre sono imprigionati i venti contrari, solo Zefiro è lasciato libero perchè possa portare le navi direttamente nel porto di Itaca . L'isola di Eolo è stata identificata con Stromboli, nelle isole Eolie .

Subtitle

TERRA DEI LESTRIGONI

Ulisse, presa terra per appriviggionare le sue navi in una fonte detta 'artacia' (ossia dell'orso), mentre attingeva l'acqua vide alzarsi in lontanza, tra i monti, un filo di fumo che denotava la presenza di popolazioni indigene. Cercò di rivolegere la parola ad una fanciulla che, impaurita, prese a gridare per richiamare l'attenzione degli uomini. Costoro, di statura gigantesca,erano guidati da antifate, re dei Lestrigoni. Era un popolo di cannibili , distrussero due navi e si cibarono degli uomini che riuscirono a cattuarare .

LA TERRA DI CIRCE

Ulisse, dopo aver visitato il paese di lastrigoni , risalendo la costa italiana giunge all'isola di Eea. L'isola, coperta da fitta vegetazione. Ulisse però è addolorato per la perdita di tanti compagni in quest'isola sosta per un anno.

AVERNO, IL REGNO DEI MORTI

Su consiglio della maga circe,Ulisse scende nell'averno,nel regno dei morti, grazie al sangue sacrificale di un montone e di una pecora nera. Lì evoca lo spettro dell'antico indovino TIresia, affichè gli predica i pericoli futuri. L'indovino gli svela che ,anche se fosse riuscito a tornarvi, a Itaca avrebbe trovato principi ambiziosi che cercavano di sedurre sua moglie, Penolope. Gli rivela inoltre che poisedone era adirato con lui per aver accecato suo figlio.

LE SIRENE

Ulisse,dopo il viaggio nell'Ade, torna nuovamente da Circe che mette in guardia l'eroe e lo istruisce su coime affrontare i rischi che lo attendono nel suo visggio:le sirene, Scilla e Cariddi e le vacche del dio sole. La mattina seguente la nave di Ulisse e i suoi compagni riparte. le sireni hanno il viso di donne affascinanti e atturano gli uomini che attraversano le acque con il loro irresistibile canto per poi divorarli e riempire la loro spalla con cumoli di ossa. La maga consiglia all'eroe e alla sua ciurma di turarsi le orecchie. Queste lo invitano a stare con loro, ma l'acheo riesce a resistere al loro inganno.

SCILLA E CARIDDI

passando per lo stretto tra la Sicilia e la Calabria, Odisseo deve affrontare Scilla e Cariddi. Scilla è una ninfa che circe, per gelosia , ha trasformato in un mostro con dodici piedi e sei teste nelle cui bocche ci sono tre file di denti. Cariddi, un mostro figlio di poisedone e gea,risucchia l'acqua in un vorticoso corgo e la risputa tre volte al giorno con una violenza tale da far naufragare le navo di passaggio.

L'ISOLA DI OGIGIA

Ulisse, scampato dal vortice di cariddi, approdò sull'isola di Oggigia. Qui trovò la ninfa calispo che si innamorò dell'eroe itachese a tal punto di non volerlo più lasciar andare per sette anni offrendogli l'immortalità, che l'eroe insistentemnete rifiutava. ulisse conservava in fondo al cuore il desiderio di tornare a Itaca e non si lasciò sedurre .

L'ISOLA DEI FEACI

Punto d’approdo e allo stesso tempo di ripartenza. L’isola dei Feaci è il luogo in cui Odisseo giunge dopo le note peripezie ed è l’isola da cui ripartirà per tornare a Itaca. Una tappa fondamentale. Un’isola cinta da mura ma con due porti, sempre pronta a tutelare la propria identità, proteggendola, ma anche ad accogliere chi arriva e a partire per conoscere l’altro. Un’isola ubicata chissà dove. Un po’ ovunque. E i Feaci. Un popolo dal raffinato livello di civiltà e con il culto dell’ospite, della Xenìa greca. Pacifici, non violenti, amano l’arte e lavorano i campi. Un popolo che accoglie il ramingo Odisseo e si propone di riaccompagnarlo in patria. Tra i Feaci Odisseo troverà la serenità e la fiducia per raccontare il suo viaggio.

ITACA

Finalmente Ulisse fece ritorno a itaca. Erano ormai passati 20 lunghi anni ed era talmente segnato dalle ingiurie del tempo e delle percussioni della vita che nessuno lo riconosceva. Ulisse,con l'animo metà triste e metà allegro, si avvicinò allora alla sua vecchia reggia assumendo le sambianze di uno straniero mendicante. Era passato tanto tempo dall'ultimo bacio e, per fugare ogni ombra di dubbio Penelope chiese ad Ulisse di andare in camera da letto e di portare fuori il vecchio letto per ripulire bene la stanza dove nessuno aveva più dormito. Ulisse, ben sapendo che il letto lo aveva costruito lui nel tronco di un ulivo secolare, le rispose che nemmeno con due dei più forti buoi di Itaca sarebbe riuscito a smuovere il letto di un solo centimetro. A quelle parole Penelope sorrise e una luce illuminò il suo volto, sembrava avesse venti anni in meno, baciò di nuovo Ulisse con ancora più affetto e passione.