NOTIZIE DALL'ITALIA
15 luglio 530
Carissimi tutti, oggi il vostro giornalista preferito, Tristano, è andato a Ravenna, capitale dell'Impero di Teodorico, morto quattro anni fa.Prima i fatti storici.... Nel 488 giunse con il suo popolo Ostrogoto nella penisola Italiana, sconfisse facilmente Odoacre e impose il suo dominio sull'Italia. Ammirava l'antica Roma e la sua cultura, restaurò antichi edifici e ne costruì dei nuovi su modello romano. Adottò molti usi romani e gli Ostrogoti impararono il latino. Non voleva però una fusione tra i due popoli, infatti emanò leggi che impedivano i matrimoni misti; anche la giustizia e la religione erano diverse: i Romani seguivano il diritto latino ed erano cristiani, i Goti le leggi barbariche ed erano ariani. Negli ultimi anni del regno di Teodorico crebbero i conflitti tra i due popoli e la politica di convivenza di Teodorico fu un fallimento. Con la morte nel 526 e senza forti eredi iniziarono lotte interne e iniziò il declino del regno ostrogoto in Italia, di questa situazione ne approfittò l'imperatore d'Oriente Giustinano iniziando la conquista d'Italia.
Ora vi racconto cosa ho visto a Ravenna
Cupola del Battistero degli Ariani
Il Battistero ha una forma ottagonale, l'unica parte decorata è la cupola che è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli e, nel cliteo centrale, il battesimo di Cristo, uomo giovane nudo immerso nell'acqua fino ai fianchi.
Mosaici di San Vitale
Chi viene a Ravenna non può non andare a vedere i mosaici della Basilica di San Vitale. Sui due lati della Basilica sono rappresentati i cortei di Teodora e Giustiniano uno difronte all'altro.
L'imperatrice Teodora è rappresentata con un calice tempestato di gemme preziose in mano e sul capo un grande diadema di pietre e perle. Dal mosaico si capisce lo sfarzo e il lusso della corte di Bisanzio.
Limperatore Giustiniano è vestito di porpora e tiene in mano un vaso liturgico che offre per la consacrazione della chiesa, sul capo ha un'aureola d'oro propio come un santo
Mausoleo di Teodorico
Voluto dal nostro imperatore Teodorico per la propia sepoltura, fatto in blocchi di pietra d' Istria, è composto da due ordini sovrapposti decagonali. Sopra al Mausoleo vi è una grande cupola con dodici anse dove vi sono i nomi di otto Apostoli e quattro Evangelisti. Nel vano superiore è posta una vasca di porfido che ospiterà la tomba di Teodorico.
Basilica di Sant'Apollinare
Spostandosi verso la frazione di Classe si incontra la Basilica di Sant'Apollinare.Guardando la facciata della basilica sembra un edificio semplice ed elegante, ma i mosaici e la luce che ci sono all'interno tolgono il fiato. Nel catino absidale c'è il mosaico di Sant'Apollinare attorniato da dodici pecore che simboleggiano i fedeli di Ravenna, come sfondo un meraviglioso giardino. Più in alto del Santo, c'è la trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor e dopo una grande croce gemmata con accanto i profeti Mosé ed Elia.
...... ed ora alcune curiosità
Teodorico ed il Recioto
Teodorico e Verona
Teodorico aspetto fisico
Teodorico a tavola
Teodorico restaurò numerosi edifici a Verona tra cui l'acquedotto e le terme, e favorì la cultura e le arti. Una leggenda popolare dice che anche l'Arena è stata realizzata dal re ostrogoto. Tanto fu il suo amore per Verona che in Germania ancora oggi egli viene chiamato Dietrich von Bern, dove "Bern" è proprio il termine con cui veniva indicata Verona a nord delle Alpi.
Il consigliere di Teodorico, Cassiodoro, in una lettera al sovrano, parla del vino acinatico, consigliandolo caldamente. Teodorico doveva quindi conoscere e apprezzare questo vino dolce, corposo, realizzato da uve messe ad appassire dopo la vendemmia, sicuramente l'antenato di Recioto e Amarone.
Era ghiotto di cinghiale e lenticchie, che innaffiava generosamente di vino, e la sua passione principale era l’ aglio. Al re ostrogoto il robusto appetito rimase per tutta la vita, a settant’anni consumava ancora una "frugale" colazione di frutta fresca e carne arrostita, mentre a pranzo esigeva una mensa ben imbandita, con i piatti d’argento, le brocche d’oro e la tovaglia .
Era un guerriero alto, muscoloso, capelli lunghi, biondi e riccioluti, sopracciglia folte, con un collo taurino e un paio di poderosi baffi, talmente folti che ogni mattina dovevano essere sfoltiti con uno speciale rasoio
Leggende sulla morte di Teodorico
Teoderico esalò l’ultimo respiro il 30 agosto 526 nel suo Palazzo a Ravenna. Aveva molti nemici, e molte sono le leggende che si raccontano sul suo trapasso.
C’è chi crede che, sul punto di morire, preso dai sensi di colpa vide il fantasma del filosofo Boezio, antico amico che aveva tradito mandando a morte. I cattolici, invece, diffusero la credenza che la sua morte fosse avvenuta per volere divino poiché il re, eretico, aveva mandato a morte il papa.
Il popolo di Ravenna racconta due versioni. La prima racconta la credenza che l’ostrogoto, in groppa al suo cavallo, fu rapito da un demone che si era impossessato dell’animale, trascinandolo con sé nel cratere infuocato di un vulcano.
La seconda, più fantasiosa, racconta di un Teoderico ormai triste, depresso, roso dai sensi di colpa. I suoi cuochi cercavano sempre di tirarlo su con deliziosi manicaretti, finché… steso su un vassoio molto grande viene portato in sala da pranzo un grosso pesce rosato pronto per essere servito a tavola. La bocca del pesce si spalanca e fra i suoi denti appare la testa di un uomo: è quella del senatore Simmaco! Il re, qualche giorno prima, aveva ordinato che gli fosse mozzato il capo, e quindi gettato a mare. A Teoderico sfugge un urlo di raccapriccio, trema, poi spalanca gli occhi e la bocca in una terrificante smorfia. Si rovescia in avanti verso il pesce e si ritrova faccia a faccia con il capo mozzo del senatore. Entrambi morti stecchiti.
.....ed ancora leggende
Ancora più suggestiva è la leggenda che narra quanto Teoderico fosse terrorizzato dai fulmini, soprattutto da quando un’oscura profezia gli aveva predetto che uno gli avrebbe dato la morte. Per combattere questo suo timore fece costruire il mausoleo proprio per ripararsi al suo interno durante i temporali. La grande cupola monolitica in pietra d’Istria non bastò però a proteggerlo dal suo destino e, un giorno, un fulmine la crepò, arrivando a colpire il re dei Goti. Altra leggenda romantica sulla morte vuole che a Teodorico sia giunta un giorno la notizia che era stata avvistata nei boschi una cervo dalle corna d'oro. Armatosi di arco e frecce, il sovrano s'incamminò alla sua ricerca, ma improvvisamente il cavallo che lo trasportava, imbizzarritosi, cominciò a correre senza fermarsi, fino ad arrivare (con un salto spettacolare) al cratere dell'Etna, dentro al quale si gettò con il re in groppa.
Un giornalista a Ravenna del vi secolo
tristano
Created on January 16, 2021
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NOTIZIE DALL'ITALIA
15 luglio 530
Carissimi tutti, oggi il vostro giornalista preferito, Tristano, è andato a Ravenna, capitale dell'Impero di Teodorico, morto quattro anni fa.Prima i fatti storici.... Nel 488 giunse con il suo popolo Ostrogoto nella penisola Italiana, sconfisse facilmente Odoacre e impose il suo dominio sull'Italia. Ammirava l'antica Roma e la sua cultura, restaurò antichi edifici e ne costruì dei nuovi su modello romano. Adottò molti usi romani e gli Ostrogoti impararono il latino. Non voleva però una fusione tra i due popoli, infatti emanò leggi che impedivano i matrimoni misti; anche la giustizia e la religione erano diverse: i Romani seguivano il diritto latino ed erano cristiani, i Goti le leggi barbariche ed erano ariani. Negli ultimi anni del regno di Teodorico crebbero i conflitti tra i due popoli e la politica di convivenza di Teodorico fu un fallimento. Con la morte nel 526 e senza forti eredi iniziarono lotte interne e iniziò il declino del regno ostrogoto in Italia, di questa situazione ne approfittò l'imperatore d'Oriente Giustinano iniziando la conquista d'Italia.
Ora vi racconto cosa ho visto a Ravenna
Cupola del Battistero degli Ariani
Il Battistero ha una forma ottagonale, l'unica parte decorata è la cupola che è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli e, nel cliteo centrale, il battesimo di Cristo, uomo giovane nudo immerso nell'acqua fino ai fianchi.
Mosaici di San Vitale
Chi viene a Ravenna non può non andare a vedere i mosaici della Basilica di San Vitale. Sui due lati della Basilica sono rappresentati i cortei di Teodora e Giustiniano uno difronte all'altro.
L'imperatrice Teodora è rappresentata con un calice tempestato di gemme preziose in mano e sul capo un grande diadema di pietre e perle. Dal mosaico si capisce lo sfarzo e il lusso della corte di Bisanzio.
Limperatore Giustiniano è vestito di porpora e tiene in mano un vaso liturgico che offre per la consacrazione della chiesa, sul capo ha un'aureola d'oro propio come un santo
Mausoleo di Teodorico
Voluto dal nostro imperatore Teodorico per la propia sepoltura, fatto in blocchi di pietra d' Istria, è composto da due ordini sovrapposti decagonali. Sopra al Mausoleo vi è una grande cupola con dodici anse dove vi sono i nomi di otto Apostoli e quattro Evangelisti. Nel vano superiore è posta una vasca di porfido che ospiterà la tomba di Teodorico.
Basilica di Sant'Apollinare
Spostandosi verso la frazione di Classe si incontra la Basilica di Sant'Apollinare.Guardando la facciata della basilica sembra un edificio semplice ed elegante, ma i mosaici e la luce che ci sono all'interno tolgono il fiato. Nel catino absidale c'è il mosaico di Sant'Apollinare attorniato da dodici pecore che simboleggiano i fedeli di Ravenna, come sfondo un meraviglioso giardino. Più in alto del Santo, c'è la trasfigurazione di Cristo sul Monte Tabor e dopo una grande croce gemmata con accanto i profeti Mosé ed Elia.
...... ed ora alcune curiosità
Teodorico ed il Recioto
Teodorico e Verona
Teodorico aspetto fisico
Teodorico a tavola
Teodorico restaurò numerosi edifici a Verona tra cui l'acquedotto e le terme, e favorì la cultura e le arti. Una leggenda popolare dice che anche l'Arena è stata realizzata dal re ostrogoto. Tanto fu il suo amore per Verona che in Germania ancora oggi egli viene chiamato Dietrich von Bern, dove "Bern" è proprio il termine con cui veniva indicata Verona a nord delle Alpi.
Il consigliere di Teodorico, Cassiodoro, in una lettera al sovrano, parla del vino acinatico, consigliandolo caldamente. Teodorico doveva quindi conoscere e apprezzare questo vino dolce, corposo, realizzato da uve messe ad appassire dopo la vendemmia, sicuramente l'antenato di Recioto e Amarone.
Era ghiotto di cinghiale e lenticchie, che innaffiava generosamente di vino, e la sua passione principale era l’ aglio. Al re ostrogoto il robusto appetito rimase per tutta la vita, a settant’anni consumava ancora una "frugale" colazione di frutta fresca e carne arrostita, mentre a pranzo esigeva una mensa ben imbandita, con i piatti d’argento, le brocche d’oro e la tovaglia .
Era un guerriero alto, muscoloso, capelli lunghi, biondi e riccioluti, sopracciglia folte, con un collo taurino e un paio di poderosi baffi, talmente folti che ogni mattina dovevano essere sfoltiti con uno speciale rasoio
Leggende sulla morte di Teodorico
Teoderico esalò l’ultimo respiro il 30 agosto 526 nel suo Palazzo a Ravenna. Aveva molti nemici, e molte sono le leggende che si raccontano sul suo trapasso. C’è chi crede che, sul punto di morire, preso dai sensi di colpa vide il fantasma del filosofo Boezio, antico amico che aveva tradito mandando a morte. I cattolici, invece, diffusero la credenza che la sua morte fosse avvenuta per volere divino poiché il re, eretico, aveva mandato a morte il papa. Il popolo di Ravenna racconta due versioni. La prima racconta la credenza che l’ostrogoto, in groppa al suo cavallo, fu rapito da un demone che si era impossessato dell’animale, trascinandolo con sé nel cratere infuocato di un vulcano. La seconda, più fantasiosa, racconta di un Teoderico ormai triste, depresso, roso dai sensi di colpa. I suoi cuochi cercavano sempre di tirarlo su con deliziosi manicaretti, finché… steso su un vassoio molto grande viene portato in sala da pranzo un grosso pesce rosato pronto per essere servito a tavola. La bocca del pesce si spalanca e fra i suoi denti appare la testa di un uomo: è quella del senatore Simmaco! Il re, qualche giorno prima, aveva ordinato che gli fosse mozzato il capo, e quindi gettato a mare. A Teoderico sfugge un urlo di raccapriccio, trema, poi spalanca gli occhi e la bocca in una terrificante smorfia. Si rovescia in avanti verso il pesce e si ritrova faccia a faccia con il capo mozzo del senatore. Entrambi morti stecchiti.
.....ed ancora leggende
Ancora più suggestiva è la leggenda che narra quanto Teoderico fosse terrorizzato dai fulmini, soprattutto da quando un’oscura profezia gli aveva predetto che uno gli avrebbe dato la morte. Per combattere questo suo timore fece costruire il mausoleo proprio per ripararsi al suo interno durante i temporali. La grande cupola monolitica in pietra d’Istria non bastò però a proteggerlo dal suo destino e, un giorno, un fulmine la crepò, arrivando a colpire il re dei Goti. Altra leggenda romantica sulla morte vuole che a Teodorico sia giunta un giorno la notizia che era stata avvistata nei boschi una cervo dalle corna d'oro. Armatosi di arco e frecce, il sovrano s'incamminò alla sua ricerca, ma improvvisamente il cavallo che lo trasportava, imbizzarritosi, cominciò a correre senza fermarsi, fino ad arrivare (con un salto spettacolare) al cratere dell'Etna, dentro al quale si gettò con il re in groppa.