donne fatali e umili popolane
i personaggi femminili nelle novelle di G. verga
Lisa Santucci, 5°I
INDEX
Nedda
Introduzione
La Lupa
Cavalleria Rusticana
Pentolaccia
Confronto
Attualizzazione
Le novelle veriste di Giovanni Verga sono caratterizzate da una completa e assoluta adesione al vero e alla realtà. Infatti l'autore si limita a descrivere gli ambienti sociali e i rapporti tra individui in maniera completamente impersonale. In particolar modo Verga lascia che la realtà si presenti da sè e che i personaggi si descrivino attraverso le loro azioni. Pertanto assumono rilevante importanza i personaggi femminili che l'autore verista sceglie di rappresentare. Le donne protagoniste descritte nelle novelle citate presentano analogie e contraddizioni tra di loro poichè provengono da realtà sociali che sono nettamente in contrasto. Tuttavia l'immagine femminile che domina le produzione di Verga è la donna fatale e trasgressiva, la quale fa del proprio corpo uno strumento. Sotto questo punto di vista la donna assume il ruolo di impersonificare l'ipocrisia della società, soprattutto quella borghese. Ciononostante, riprendendo lo spirito di "Nedda", l'autore sposta l'interesse dalla superficiale artificiosità degli scenari cittadini alle realtà primitive delle campagne.
INTRODUZIONE
impersonalità
precisione
nedda
Il personaggio di Nedda assume il ruolo della prima figura femminile diseredata. Questa novella è considerata il quadretto più autentico del verismo poichè rappresenta il mondo contadino e la sua umiltà. Di grande rilevanza è l'immagine che Verga dona alla morte, costantemente presente nella vita della povera Nedda. La protagonista di questa novella viene rappresentata dall'autore come una ragazza "bruna, vestita miseramente; aveva quell'attitudine timida e ruvida che danno la miseria e l'isolamento". E' evidente in questo racconto il rapporto di Nedda con l'ambiente sociale che la circonda, caratterizzato da pettegolezzi e invidia. La ragazza è sola e abbandonata a se stessa, a causa della morte delle persone a lei più vicine e care, dalla madre alla figlia. L'unico rifugio in cui Nedda può consolarsi è la preghiera, che la accompagnerà in tutta la sua vita fatta di stenti.
LA LUPA
Nell'incipit di questa novella è presente la descrizione della figura femminile protagonista di questa novella. E' rappresentata come una donna trasgressiva sessualmente, prorompente ed esclusa dalla società. L'autore si concentra sugli occhi della Lupa, i quali sono ammaliatrici e ipnotici. La coralità della società si divide in due "fazioni": quella maschile che allude al piacere fisico; e quella femminile che esorcizza la presenza della Lupa.
Nanni
Il giudizio delle donne riduce la protagonista a essere zoomorfizzata, cioè a essere ricondotta ad un essere animale che si lascia trasportare dagli stimoli. La trasgressione tragica di Nanni, suocero della protagonista, oscila tra il rifiuto iniziale e il desiderio sessuale; che lo condurà a commettere l'assassinio della protagonista come unica via di fuga disponibile per la libertà.
La Lupa
gelosia
cavalleria rusticana
onore
Le figure femminili di maggiore spicco in questa novella sono gnà Santa e gnà Lola. La causa del tragico duello nella scena finale della novella è scaturito proprio dalla gelosia delle due donne. Infatti Lola si ingelosisce delle provocatorie attenzioni di Turiddu per Santa e mette in atto una serie di iniziative per attrare a sé l'uomo. Gnà Lola rappresenta la "scaltrice sociale" che sposa compar Alfio solo in relazione alla sua condizione economica; pertanto non mancano le occasioni in cui Lola sfoggia i suoi beni lussuosi anche per scatenare la gelosia delle paesane.
Ed è proprio la gelosia ad animare le azioni di gnà Santa, che difficolmente cederà ai corteggiamenti del soldato Turiddu. Ulteriore donna dal ruolo significativo è gnà Nunzia, madre del giovane soldato Turiddu, che rappresenta una figura sia nobile che tragica. Infatti durante il duello finale verrà invocata dal figlio per provare a generare compassione nel suo avversario il quale approfitta di questo momento di fragilità per colpire il giovane. Nunzia è inerte di fronte al dramma imminente poiché è consapevole che non ha le capacità di intervenire nella vicenda. Questa novella è legata profondamente alla cultura meridionale e mostra soprattutto il ruolo della donna nell'Italia ottocentesca.
La donna protagonista di questa novella è Venera. Viene descritta come una donna senza valori e che ha "un diavolo per capello". Infatti Venera sposa Pentolaccia esclusivamente per un ritorno economico mentre era solita intrattenersi con don Liborio, compare fidato di Pentolaccia. Non appena Pentolaccia inizia a sospettare l'adulterio, Venera "cominciò a sgridarlo e a dirgli degli improperi". La moglie di Pentolaccia è definita da sua madre come colei che "porta la mantellina a mezza testa, e fa vedere il piede quando va per strada". Pertanto il carattere di Venera era noto a tutti gli abitanti del paesino meridionale in cui vivevano i protagonisti della vicenda.
pentolaccia
Pentolaccia
Don Liborio
confronto tra le figure femminili analizzate
Analogie e differenze tra i tipi di donne protagoniste
La Lupa
Gnà Lola
Venera
Nedda
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attualizzazione del tema
Codice di Famiglia
1865
Istruzione
1874
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no diritti donne
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1903
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1945
suffragio
Primo Consiglio nazionale donne italiane
universale femminile
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condizioni femminili nel mondo assimilabili a quelle rappresentate da verga
diritti
uguaglianza
La condizione della donne nel mondo è variata molto, soprattutto negli ultimi anni. Col tempo, la situazione delle donne è andata pian piano migliorando fino ai nostri giorni in cui la donna ha ottenuto l’uguaglianza con l’uomo sul piano dei diritti. Tuttavia, la donna è ancora soggetta a episodi di disuguaglianza come la differenza di salario in ambito lavorativo e politico. Esistono zone del mondo, in Oriente, in cui la donna è considerata ancora come un oggetto e non ha libertà come le donne occidentali. Ad esempio in Iran e in altri Paesi orientali la donna è costretta a indossare capi che le coprono il volto e non può uscire o guidare se non accompagnata dal proprio marito.
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"Se con un tacco ti vedi più alta, con l'amore per te stessa ti vedrai immensa."
Frida
Kahlo
THAnkS
LAVORO DONNE VERGA
Lisa Santucci
Created on January 14, 2021
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donne fatali e umili popolane
i personaggi femminili nelle novelle di G. verga
Lisa Santucci, 5°I
INDEX
Nedda
Introduzione
La Lupa
Cavalleria Rusticana
Pentolaccia
Confronto
Attualizzazione
Le novelle veriste di Giovanni Verga sono caratterizzate da una completa e assoluta adesione al vero e alla realtà. Infatti l'autore si limita a descrivere gli ambienti sociali e i rapporti tra individui in maniera completamente impersonale. In particolar modo Verga lascia che la realtà si presenti da sè e che i personaggi si descrivino attraverso le loro azioni. Pertanto assumono rilevante importanza i personaggi femminili che l'autore verista sceglie di rappresentare. Le donne protagoniste descritte nelle novelle citate presentano analogie e contraddizioni tra di loro poichè provengono da realtà sociali che sono nettamente in contrasto. Tuttavia l'immagine femminile che domina le produzione di Verga è la donna fatale e trasgressiva, la quale fa del proprio corpo uno strumento. Sotto questo punto di vista la donna assume il ruolo di impersonificare l'ipocrisia della società, soprattutto quella borghese. Ciononostante, riprendendo lo spirito di "Nedda", l'autore sposta l'interesse dalla superficiale artificiosità degli scenari cittadini alle realtà primitive delle campagne.
INTRODUZIONE
impersonalità
precisione
nedda
Il personaggio di Nedda assume il ruolo della prima figura femminile diseredata. Questa novella è considerata il quadretto più autentico del verismo poichè rappresenta il mondo contadino e la sua umiltà. Di grande rilevanza è l'immagine che Verga dona alla morte, costantemente presente nella vita della povera Nedda. La protagonista di questa novella viene rappresentata dall'autore come una ragazza "bruna, vestita miseramente; aveva quell'attitudine timida e ruvida che danno la miseria e l'isolamento". E' evidente in questo racconto il rapporto di Nedda con l'ambiente sociale che la circonda, caratterizzato da pettegolezzi e invidia. La ragazza è sola e abbandonata a se stessa, a causa della morte delle persone a lei più vicine e care, dalla madre alla figlia. L'unico rifugio in cui Nedda può consolarsi è la preghiera, che la accompagnerà in tutta la sua vita fatta di stenti.
LA LUPA
Nell'incipit di questa novella è presente la descrizione della figura femminile protagonista di questa novella. E' rappresentata come una donna trasgressiva sessualmente, prorompente ed esclusa dalla società. L'autore si concentra sugli occhi della Lupa, i quali sono ammaliatrici e ipnotici. La coralità della società si divide in due "fazioni": quella maschile che allude al piacere fisico; e quella femminile che esorcizza la presenza della Lupa.
Nanni
Il giudizio delle donne riduce la protagonista a essere zoomorfizzata, cioè a essere ricondotta ad un essere animale che si lascia trasportare dagli stimoli. La trasgressione tragica di Nanni, suocero della protagonista, oscila tra il rifiuto iniziale e il desiderio sessuale; che lo condurà a commettere l'assassinio della protagonista come unica via di fuga disponibile per la libertà.
La Lupa
gelosia
cavalleria rusticana
onore
Le figure femminili di maggiore spicco in questa novella sono gnà Santa e gnà Lola. La causa del tragico duello nella scena finale della novella è scaturito proprio dalla gelosia delle due donne. Infatti Lola si ingelosisce delle provocatorie attenzioni di Turiddu per Santa e mette in atto una serie di iniziative per attrare a sé l'uomo. Gnà Lola rappresenta la "scaltrice sociale" che sposa compar Alfio solo in relazione alla sua condizione economica; pertanto non mancano le occasioni in cui Lola sfoggia i suoi beni lussuosi anche per scatenare la gelosia delle paesane.
Ed è proprio la gelosia ad animare le azioni di gnà Santa, che difficolmente cederà ai corteggiamenti del soldato Turiddu. Ulteriore donna dal ruolo significativo è gnà Nunzia, madre del giovane soldato Turiddu, che rappresenta una figura sia nobile che tragica. Infatti durante il duello finale verrà invocata dal figlio per provare a generare compassione nel suo avversario il quale approfitta di questo momento di fragilità per colpire il giovane. Nunzia è inerte di fronte al dramma imminente poiché è consapevole che non ha le capacità di intervenire nella vicenda. Questa novella è legata profondamente alla cultura meridionale e mostra soprattutto il ruolo della donna nell'Italia ottocentesca.
La donna protagonista di questa novella è Venera. Viene descritta come una donna senza valori e che ha "un diavolo per capello". Infatti Venera sposa Pentolaccia esclusivamente per un ritorno economico mentre era solita intrattenersi con don Liborio, compare fidato di Pentolaccia. Non appena Pentolaccia inizia a sospettare l'adulterio, Venera "cominciò a sgridarlo e a dirgli degli improperi". La moglie di Pentolaccia è definita da sua madre come colei che "porta la mantellina a mezza testa, e fa vedere il piede quando va per strada". Pertanto il carattere di Venera era noto a tutti gli abitanti del paesino meridionale in cui vivevano i protagonisti della vicenda.
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Pentolaccia
Don Liborio
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Analogie e differenze tra i tipi di donne protagoniste
La Lupa
Gnà Lola
Venera
Nedda
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attualizzazione del tema
Codice di Famiglia
1865
Istruzione
1874
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no diritti donne
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1903
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1945
suffragio
Primo Consiglio nazionale donne italiane
universale femminile
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condizioni femminili nel mondo assimilabili a quelle rappresentate da verga
diritti
uguaglianza
La condizione della donne nel mondo è variata molto, soprattutto negli ultimi anni. Col tempo, la situazione delle donne è andata pian piano migliorando fino ai nostri giorni in cui la donna ha ottenuto l’uguaglianza con l’uomo sul piano dei diritti. Tuttavia, la donna è ancora soggetta a episodi di disuguaglianza come la differenza di salario in ambito lavorativo e politico. Esistono zone del mondo, in Oriente, in cui la donna è considerata ancora come un oggetto e non ha libertà come le donne occidentali. Ad esempio in Iran e in altri Paesi orientali la donna è costretta a indossare capi che le coprono il volto e non può uscire o guidare se non accompagnata dal proprio marito.
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"Se con un tacco ti vedi più alta, con l'amore per te stessa ti vedrai immensa."
Frida
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