galileo galilei
COME VADIA IL CIELO
TIMELINE
Dicembre 1615
12 Marzo 1610
1623
la pubblicazione del Sidereus nuncius suscita accanite polemiche
Galileo si reca a Roma per difendere la causa del copernicanesimo
sale al trono papale Urbano VIII
Febbraio 1615
1616
il domenicano Nicolò Lorini denuncia Galileo al Sant'Uffizio
il cardinale Bellarmino ammonisce Galileo. Viene sospeso il libro di Copernico
LA PUBBLICAZIONE
- Galileo riprese il dibattito in un'opera di maggiore ampiezza che avrebbe dovuto venire data alle stampe con la licenza della stessa autorità ecclesiastica
- il 21 febbraio 1632 venne così alla luce il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo
- A sei mesi dalla pubblicazione la stampa fu interrotta dall'inquisitore di Firenze
- in essa il copernicanesimo viene presentato come il punto conclusivo di tutta la scienza moderna
LA STRUTTURA
Ambientato a Venezia, il trattato èconcepito in forma di dialogo, suddiviso in quattro giornate:
- rapporto fra la terra e gli astri, incorruttibilità dei corpi celesti
- ipse dixit e principio di relatività galileiana
- moto di rotazione della Terra
- dottrina delle maree
L'opera è basata sul confronto e sullo scontro fra
due concezioni antagonistiche del mondo: quella copernicana e quella tolemaica
i personaggi
francesco sagredo
filippo salviati
nobile fiorentino, che incarna l'intelligenza chiara, rigorosa e anticonformista del nuovo scienziato
nobile veneziano, neutrale moderatore, che rappresenta un tipo di personalità non oppressa dai pregiudizi, e quindi portata a simpatizzare con le dottrine recenti
Simplicio
un pedante dalla mentalità conservatrice e tradizionalista
"non specialista", ma solo "intendente di scienza"
prima giornata
"e quindi con la certezza della sensata esperienza chiunque può comprendere che la Luna non è ricoperta da una superficie liscia e levigata, ma scabra e ineguale, e, proprio come la Terra, piena di grandi sporgenze, profonde cavità e anfratti"
L’IDEA DI PERFEZIONE E LA PAURA DELLA MORTE
Mettendo in discussione l'immutabilità e l'inalterabilità attribuite nel sistema tolemaico ai corpi celesti, Galileo sostiene che la loro natura non può essere diversa da quella della terra; confuta inoltre un'idea della perfezione che, non tenendo conto della destinazione dell'utilità delle cose, nasce presso il volgo dalla paura della morte.
incipit del Sidereus nuncius
altramente non so intendere che l'applicazione della Luna o del Sole alla terra per far le generazioni fusse altro che mettere a canto alla sposa una statua di marmo, e da tal congiungimento stare attendendo prole
Francesco Sagredo
io non posso senza grande ammirazione, e dirò gran repugnanza al mio intelletto, sentir attribuir per gran nobiltà e perfezione a i corpi naturali ed integranti dell'universo questo esser impassibile, immutabile, inalterabile, etc.,: io per me reputo la Terra nobilissima ed ammirabile per le tante e sì diverse alterazioni, mutazioni, generazioni, etc., che in lei necessariamente si fanno
Francesco Sagredo
SECONDA GIORNATA
LA CONFUTAZIONE DELL’IPSE DIXIT E IL CORAGGIO DELLA RICERCA
vs
Galileo
aristotelici
rigorosa contestazione nei
All'inizio della seconda giornata viene condotta una rigorosa contestazione nei confronti del principio di autorità, che ridicolizza i seguaci di Aristotele. Questi sono accusati di tradire la dignità della scienza, che non può accettare passivamente le conclusioni del passato ma deve avventurarsi coraggiosamente, con il soccorso della ragione, lungo i sentieri sconosciuti della conoscenza.
confronti del principio di autorità
Io credo, e in parte so, che non mancano al mondo de' cervelli molto stravaganti, le vanità de' quali non dovrebbero ridondare in pregiudizio d'Aristotele, del quale mi par che voi parliate tavolta con troppo poco rispetto; e la sola antichità, e 'l gran nome che si è acquistato nelle menti di tanti uomini segnalati, dovrebbe bastar a renderlo riguardevole appresso di tuti i letterati
Simplicio
Il fatto non cammina così, signor Simplicio: sono alcuni suoi seguaci troppo pusillanimi, che danno occasione, o, per dir meglio, che darebbero occasione, di stimarlo meno, quando noi volessimo applaudere alle loro leggereze
Filippo Salviati
"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intendere la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labeirinto"
Il Saggiatore, cap. VI
Grazie per la visione
Galileo, come vadia il cielo
emiliocioncolini
Created on January 10, 2021
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galileo galilei
COME VADIA IL CIELO
TIMELINE
Dicembre 1615
12 Marzo 1610
1623
la pubblicazione del Sidereus nuncius suscita accanite polemiche
Galileo si reca a Roma per difendere la causa del copernicanesimo
sale al trono papale Urbano VIII
Febbraio 1615
1616
il domenicano Nicolò Lorini denuncia Galileo al Sant'Uffizio
il cardinale Bellarmino ammonisce Galileo. Viene sospeso il libro di Copernico
LA PUBBLICAZIONE
LA STRUTTURA
Ambientato a Venezia, il trattato èconcepito in forma di dialogo, suddiviso in quattro giornate:
L'opera è basata sul confronto e sullo scontro fra
due concezioni antagonistiche del mondo: quella copernicana e quella tolemaica
i personaggi
francesco sagredo
filippo salviati
nobile fiorentino, che incarna l'intelligenza chiara, rigorosa e anticonformista del nuovo scienziato
nobile veneziano, neutrale moderatore, che rappresenta un tipo di personalità non oppressa dai pregiudizi, e quindi portata a simpatizzare con le dottrine recenti
Simplicio
un pedante dalla mentalità conservatrice e tradizionalista
"non specialista", ma solo "intendente di scienza"
prima giornata
"e quindi con la certezza della sensata esperienza chiunque può comprendere che la Luna non è ricoperta da una superficie liscia e levigata, ma scabra e ineguale, e, proprio come la Terra, piena di grandi sporgenze, profonde cavità e anfratti"
L’IDEA DI PERFEZIONE E LA PAURA DELLA MORTE
Mettendo in discussione l'immutabilità e l'inalterabilità attribuite nel sistema tolemaico ai corpi celesti, Galileo sostiene che la loro natura non può essere diversa da quella della terra; confuta inoltre un'idea della perfezione che, non tenendo conto della destinazione dell'utilità delle cose, nasce presso il volgo dalla paura della morte.
incipit del Sidereus nuncius
altramente non so intendere che l'applicazione della Luna o del Sole alla terra per far le generazioni fusse altro che mettere a canto alla sposa una statua di marmo, e da tal congiungimento stare attendendo prole
Francesco Sagredo
io non posso senza grande ammirazione, e dirò gran repugnanza al mio intelletto, sentir attribuir per gran nobiltà e perfezione a i corpi naturali ed integranti dell'universo questo esser impassibile, immutabile, inalterabile, etc.,: io per me reputo la Terra nobilissima ed ammirabile per le tante e sì diverse alterazioni, mutazioni, generazioni, etc., che in lei necessariamente si fanno
Francesco Sagredo
SECONDA GIORNATA
LA CONFUTAZIONE DELL’IPSE DIXIT E IL CORAGGIO DELLA RICERCA
vs
Galileo
aristotelici
rigorosa contestazione nei
All'inizio della seconda giornata viene condotta una rigorosa contestazione nei confronti del principio di autorità, che ridicolizza i seguaci di Aristotele. Questi sono accusati di tradire la dignità della scienza, che non può accettare passivamente le conclusioni del passato ma deve avventurarsi coraggiosamente, con il soccorso della ragione, lungo i sentieri sconosciuti della conoscenza.
confronti del principio di autorità
Io credo, e in parte so, che non mancano al mondo de' cervelli molto stravaganti, le vanità de' quali non dovrebbero ridondare in pregiudizio d'Aristotele, del quale mi par che voi parliate tavolta con troppo poco rispetto; e la sola antichità, e 'l gran nome che si è acquistato nelle menti di tanti uomini segnalati, dovrebbe bastar a renderlo riguardevole appresso di tuti i letterati
Simplicio
Il fatto non cammina così, signor Simplicio: sono alcuni suoi seguaci troppo pusillanimi, che danno occasione, o, per dir meglio, che darebbero occasione, di stimarlo meno, quando noi volessimo applaudere alle loro leggereze
Filippo Salviati
"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intendere la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labeirinto"
Il Saggiatore, cap. VI
Grazie per la visione