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Suicidio - Durkheim
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Transcript
Emile durkHEIM
Il suicidio
Studenti: Luciani Aurora, Madia Asja Celeste, Sarandrea Laura, Zonfrilli Elisa.
"Si chiama suicidio ogni caso di morte che risulti direttamente o indirettamente da un atto positivo o negativo compiuto dalla stessa vittima pienamente consapevole di produrre questo risultato."
Emile Durkheim
Émile Durkheim è stato uno dei padri fondatori della moderna sociologia oltreché antropologo e storico. Viene particolarmente riconosciuto per un accurato studio sul suicidio, nel quale evidenzia che esso non è soltanto un atto soggettivo imputabile all'infelicità personale ma un atto sociale in cui vengono coinvolte diverse variabili: la collettività, i territori, le tradizioni, la crescita e la crisi. Durkheim afferma, sulla base delle sue ricerche e delle sue indagini sul tasso di mortalità-suicidio, che "ogni società, in ciascun momento della sua storia, ha una determinata tendenza al suicidio",molto spesso da attribuire alla divisione del lavoro, ovvero il farsi strada di differenze sempre più complesse e influenti tra le varie posizioni occupazionali. Pian piano , il lavoro viene considerato come il principale fondamento della coesione sociale, soppiantano la religione. Inoltre, con la divisione delle attività, gli individui diventano sempre più dipendenti gli uni dagli altri, ma non solidali.
Émile Durkheim
Zonfrilli Elisa
Pubblicando il saggio sul suicidio nel 1897, Durkheim mette la neonata sociologia alla prova su di un terreno impervio: quello di fenomeni individuali abnormi iscritti, sino allora, dall'opinione pubblica nell'ambito dell'irrazionalità e dalla psichiatria nell'ambito della malattia mentale. L'intento di Durkheim è dimostrare che tali fenomeni nel loro complesso configurano un fatto sociale specifico, e che, analizzati sociologicamente, possono essere ricondotti a un insieme finito di cause socio-culturali.
In questa opera, Durkheim riporta i risultati di un’analisi secondaria condotta su una serie di statistiche raccolte nei principali paesi d’Europa tra il 1841 ed il 1860. Le statistiche, consultate da Durkheim, sulle frequenze del suicidio mostrano immediatamente che il tasso sociale di suicidi1 in una determinata popolazione è relativamente costante. Allo stesso tempo il sociologo riscontra che il tasso di suicidi varia notevolmente da paese a paese e anche se, anno per anno, avanza ovunque gradatamente ed in modo regolare, la distanza riscontrata tra paesi rimane costante. Sulla base di queste due constatazioni, egli ipotizza che l’insieme dei suicidi, verificatosi in una data società ed in un determinato arco di tempo, non sia una semplice somma di unità indipendenti, bensì un fatto sui generis, con una propria natura essenzialmente sociale, indipendente dalle decisioni individuali delle persone che si suicidano: «ogni società è predisposta a fornire un contingente determinato di morti volontarie»
Sarandrea Laura
I motivi più frequenti che portano al suicidio possono essere molto diversi.
- La disperazione : la persona vive sentimenti contrastanti di amore/odio per se stesso o per l'oggetto delle sue attenzioni. Pensa al suicidio perché si sente disperata per la perdita di un caro o di una delusione avuta in un settore su cui aveva puntato molto.
- La vendetta: alcune volte il gesto del suicida denota un significato di vendetta per l'indifferenza o la cattiveria cui è stato oggetto. Egli non sentendosi amato e considerato dalle persone che lo circondano, ha vissuto sotto il peso insostenibile di tale freddezza.
- Il ricongiungimento: questo motivo, per quanto possa sembrare assurdo, riguarda molte persone che soffrono irrimediabilmente per la perdita di una persona cara e il dolore sembra inconsolabile. Esse pensano di ricongiungersi con l'amato nell'aldilà.
Secondo Durkheim le ragioni del suicidio sono variabili in funzione di tre tipi di integrazione di base:
- il suicidio varia in senso inverso con il grado di integrazione religiosa;
- il suicidio varia in senso inverso con il grado di integrazione familiare;
- il suicidio varia in senso inverso con il grando di integrazione politico/sociale.
Luciani Aurora
IL SUICIDIO E LA RELIGIONE Durkheim mostra anche che la religione è essenziale per la percentuale di suicidi in una società. I protestanti commettono il suicidio più spesso di quanto i cattolici e gli ebrei. Egli ritiene che questo è dovuto al fatto che i protestanti consentono la libertà di pensiero a causa del rapporto personale tra il credente e Dio, che si basa sul culto riformato. Il protestantesimo è diventato una religione molto più individualista e meno integrati. Il desiderio per il pensiero critico è seguita da un desiderio di conoscenza. I paesi cattolici e protestanti hanno molte persone altamente istruite, ma i protestanti hanno meno analfabeti. Infatti, le persone con unistruzione superiore più spesso di commettere suicidio rispetto alla popolazione generale. IL SUICIDIO E LE RELAZIONI FAMILIARI Anche le relazioni familiari influenzano il tasso di suicidio. Durkheim indaga su strutture familiari più strette e scopre che gli uomini sposati e che non hanno figli, non sono propensi al suicidio, anche se essi sono uniti in matrimonio. Allo stesso tempo, nota che le donne sposate senza figli sono più proponse al suicidio molto più spesso rispetto alle donne non sposate, senza figli. IL SUICIDIO E LA POLITICA Il tasso di suicidi si abbassa durante la crisi politica, la guerra e le rivoluzioni. Durkheim ha pensato che molte persone credono che il suicidio durante questi periodi non ha effetto sugli uomini, ma il calo è dovuto al fatto che le donne raramente tentano il suicidio. Secondo l'autore, questo avviene perché questi in periodi si viene a creare un maggiore senso di comunità e la società si integra per raggiungere un obiettivo : la vita ha più di un significato per la gente.
Luciani Aurora
Il suicidio, è il frutto emblematico di una diversa declinazione delle forme del legame sociale. Esso diventa più o meno stringente in relazione al contesto religioso e alle condizioni storico-culturali del tessuto sociale di riferimento. La minore attitudine al suicidio degli ebrei e dei cattolici rispetto ai protestanti, è dovuta al diverso grado di integrazione sociale nei relativi gruppi e al modo in cui le credenze religiose intervengono nella sfera delle convinzioni e dei comportamenti.
La rottura degli equilibri della società e gli sconvolgimenti dei suoi valori, sono per Durkheim motivo dell'atto assoluto pur ammettendo che vi possa essere una predisposizione psicologica di certi individui. Non tutti i suicidi sono uguali, non hanno tutti le stesse motivazioni, però sono agganciati a un preciso contesto sociale con delle caratteristiche con un piano normativo descrittivo. è la cultura di quel contesto sociale a determinare che un certo tipo di suicidio possa pompiersi. Durkheim suddivide il suicidio in quattro categorie differenti: il suicidio egoistico, quello altruistico, quello anomico e quello fatalista.
Madia Asia Celeste
Tipologie di suicidi
Suicidio anomico
Suicidio egoistico
Suicidio fatalistico
Suicidio altruistico
Suicidio egoistico
Tipico delle società moderne, si verifica a causa di una carenza di integrazione sociale, dovuto dalla solitudine con la quale l’individuo non integrato si trova a dover affrontare i problemi quotidiani In un gruppo altamente integrato, l'obiettivo dell'individuo non è solo se stesso, ma l'individuo ha anche il gruppo come obiettivo, Il gruppo in un qualche modo proibisce all'individuo di essere disposto su se stesso. In un gruppo collettivo si scambiano emozioni, pensieri e idee e si può ottenere supporto morale quando necessario.
Zonfrilli Elisa
Ciò consente all'individuo di acquisire forza per la vita e di non doversi preoccupare così tanto se non si raggiungono tutti gli obiettivi individuali. Se, al contrario, l'individualismo prende il sopravvento, questo può innescare il suicidio. L'individuo non è abbastanza, è insignificante nel grande contesto perché non è collegato a nulla se non a se stesso, e poiché tutti moriamo una volta, tutto ciò per cui lavori nella vita sarà invano se è solo per te stesso. L'integrazione troppo bassa nelle comunità sociali fa sì che le persone perdano il loro sé sociale e la vitalità dell'esistenza. Questo può portare ad un suicidio egoistico. Il suicidio egoistico non esisteva affatto nei tempi antichi ma è un fenomeno moderno.
Zonfrilli Elisa
Suicidio altruistico
Questo fenomeno, che si potrebbe pensare a prima vista causato da ragioni intime e psicologiche, è anche determinato da cause sociali. Le statistiche mostrano che il suicidio è un fenomeno sociale normale: è un fenomeno regolare presente in molte società e, all'interno di ciascuna società, i tassi di suicidio si evolvono relativamente poco: "Ciò che questi dati statistici esprimono è la tendenza al suicidio della quale ogni società è afflitta collettivamente”.
Il suicidio altruistico è l'opposto del suicidio egoistico e deriva dal fatto che le persone sono troppo fortemente integrate nelle comunità sociali e che la personalità individuale è troppo poco sviluppata. È espressione di una forte coesione sociale, è il tipo di suicidio che si esprime nel sacrificio di un milite per la sua patria . Anche questo è spiegabile in riferimento allo stato della coesione e integrazione del singolo all’integrazione del singolo all’interno di un sistema morale. Il suicidio altruistico è molto insolito nelle culture moderne ma era più comune prima e nelle società primitive.
Sarandrea Laura
Durkheim distingue tra il suicidio altruistico obbligatorio, volontario e acuto.Il suicidio altruistico obbligatorio è un requisito della società, per esempio, mogli, schiavi e soldati che devono accompagnare il loro re nella tomba. Il suicidio altruistico volontario non è obbligatorio ma viene valutato positivamente dalle persone. Il suicidio altruistico acuto deriva dal fatto che l'individuo si suicida esclusivamente per vittimizzazione.La malinconia dell'egoista è composta da sonnolenza, vacuità e stanchezza ed esprime la fine delle attività, la malinconia dell'altruismo salterà fuori dai sentimenti di speranza e dalla convinzione che c'è qualcosa di meglio oltre.
Tipico delle società a solidarietà meccanica, si ha quando la persona è molto inserita nel tessuto sociale e si sacrifica per rinsaldare il gruppo di appartenenza.Esempio è il comandante di una nave che sta per affondare, il quale decide di non salvarsi e di morire affogando insieme alla nave. Nel suicidio altruistico, l’individuo si sacrifica per affermare o preservare i valori etici del gruppo o della società cui appartiene; esso è finalizzato a esprimere devozione nei confronti dei valori collettivi neiquali la persona si riconosce.In pratica, l’individuo si sacrifica per il bene della comunità. Per Durkheim si tratta di un atto positivo dal punto di vista sociale.
Sarandrea Laura
Suicidio anomico
Il suicidio anomico somiglia al suicidio egoistico, ma è causato dal fatto che le persone sono meno socialmente regolate.avviene anche perché l’individuo è troppo poco integrato nelle comunità sociali.ci sono statistiche che dimostrano che le recessioni economiche portano ad un aumento dei tassi di suicidio, ma sembra che aumentino anche durante i tempi di ripresa economica improvvisa. Durkheim lo spiega utilizzando il “bilancio collettivo”. Se hai molto, ti piacerebbe avere di più, ma cosa succede quando stabilisce degli obiettivi che non puoi raggiungere? La maggior parte delle persone non lo fa, perché è una comprensione realistica di quello che si può ottenere partendo da chi sei e dalla posizione sociale in cui ti trovi. L’uomo non è regolato dal suo ambiente fisico, ma governato da morali e norme. Durante improvvise fluttuazioni economiche la società perde il controllo sociale, perché l’individuo è tenuto a cambiare rapidamente la sua autodisciplina.
Madia Asia Celeste
Durkheim si riferisce a due settori che presentano un anomia cronica il commercio e l’industria. Nella società moderna i mercati e le opportunità commerciali sono diventati quasi infinitamente grandi. Questo fa sì che le persone nel settore del commercio si concentrano sul futuro e sulle nuove conquiste piuttosto che sul presente. Si sforzano sempre per il nuovo, ma perdono l’interesse in esso non appena viene raggiunto, per concentrarsi su nuovi mercati e progressi. Questa esistenza è inquieta e conduce ad un vuoto interno. Quando poi si invecchia e non c’è molto su cui sperare la vita diventa pesante perché non sia nulla che fare con il passato. L’industria del commercio perciò sono il settore con il più alto tasso di suicidio. Il suicidio anomico, come abbiamo già detto assomiglia sotto alcuni aspetti al suicidio egoistico.
La società non è sufficientemente presente nell’individuo, la differenza sta nel fatto che il suicidio egoistico deriva dalla mancanza di presenza anche nelle attività collettive.possiamo essere emotivamente legati alla società, anche se non partecipiamo ad attività sociali, vivere in uno stato di egoismo senza anomia e viceversa. Ecco perché troviamo questi due tipi di suicidio in ambienti diversi. Il suicidio anomico è forse quello più interessante:anomia= Mancanza di valori e punti di riferimento, è il gesto di chi non riesce a sopportare improvvise perturbazioni economiche che abbassano il livello del proprio stile di vita o anche di chi non riesce a riconoscersi in una società che evolve troppo in fretta. L’uomo non può interessarsi a fini superiori e mentre lo Stato si gonfia cresce questi ultimi sono privi di legami fra loro e sfocia così il suicidio anomico. La conclusione secondo Durkheim E quindi che il suicidio dipende da diverse dinamiche sociali più che da problematiche individuali.
Madia Asia Celeste
Suicidio fatalistico
Durkheim esclude che il suicidio "fatalista", determinato da un eccesso di regolamentazione, possa essere considerato come un fenomeno significativo. Esso è contrapposto al suicidio anomico ma non è stato molto considerato dai sociologi successivi. Il suicidio fatalistico avviene quando esiste una sorta di disciplina caratterizzata da prescirzioni assolutamente esagerate, che impediscono all'inidividuo di emergere, di farsi valere come tale. E' compiuto da persone strettamente integrate; il futuro è controllato e le passioni represse dalla disciplina soffocante. Ciò accade in società oppressive e le persone preferiscono morire piuttosto che vivere in esse. Secondo Durkheim il suicidio fatalistico può essere causato dall'insufficiente integraziaone, dall'eccessiva integrazione, dall'insufficiente regolazione o dall'accessiva regolazione.
L'individuo è in uniforme con rigide regole e norme per il resto della sua vita. Quindi vede il suicidio come l'unico modo per porre fine alla sua vita che non ha speranza di cambiare. Un esempio potrebbe essere uno schiavo che si suicida, per non credere che la sua vita cambierà Attraverso lo studio di questa forma di regolazione, Durkheim rivela indubbiamente la possibilità che un'eccessiva regolamentazione sociale possa essere patogena.
Luciani Aurora
Con questo tipo di suicidio vuole anche mostrare che questa idea di stretto controllo normativo è prodotta dalla sovrapposizione delle scene domestiche e professionali all'interno delle famiglie sfruttatrici; è accompagnata da relazioni ambivalenti tra le generazioni, caratterizzate da profonde tensioni normative. Una simile griglia di lettura ci invita quindi a ripensare al legame tra famiglia e suicidio, che di solito viene messo in discussione solo attraverso il prisma del suo ruolo protettivo in materia di suicidio.
Diversi studi dimostrano che il suicidio fatalistico non è solo di interesse storico, ma può essere fruttuoso per pensare ad alcuni fatti sociali oggi. Il suicidio delle donne in Iran - simile in diverse regioni a quello degli uomini, che costituisce una forte peculiarità su scala internazionale - potrebbe essere interpretato attraverso questa nozione di suicidio fatalistico. Questo studio quantitativo si avvicina al confinamento istituzionale che pesa sulle donne iraniane sulla base di due serie di indicatori relativi al confinamento nella sfera privata e alle restrizioni alla loro partecipazione alla vita sociale. Weber propone una riformulazione di questa questione di reclusione istituzionale suggerendo che i "disordini fatalistici" possono essere spiegati dall'incapacità o impossibilità per alcuni individui di tenere separate le scene sociali
Luciani Aurora
Bibliografia
Musso Maria Giovanna , Legame sociale, legame globale. La modernità dei classici, Franco Angeli, 2012Paolo Jedlowski, Il mondo in questione: introduzione alla storia del pensiero sociologico, Carocci editori, 2009
Sitografia
- https://journals.openedition.org/qds/664
- https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_suicidio._Studio_di_sociologia
- https://www.luttoememoria.it/motivi-del-suicidio/
- https://it.google-info.org/7742744/1/il-suicidio-studio-di-sociologia.html
- https://journals.openedition.org/sociologie/6949
- https://bloodyivy.it
- htttps://sociologicamente.it
- https://scienzeumaneweb.wordpress.come