Galleria a Palazzo Spada
Rebecca Lentini - 4^B
Autore: Borromini
Francesco Castelli, detto Borromini, nasce a Bissone in Svizzera, nel 1599. Molto giovane viene mandato dal padre a Milano per apprendere, presso la fabbrica del Duomo, " l'arte di intagliatore di pietra ". Intorno al 1619 si trasferisce a Roma dove inizia a lavorare sotto la guida di Carlo Maderno e Gianlorenzo Bernini, collaborando alla costruzione di palazzo Barberini. A partire dal 1634 Borromini diventa architetto indipendente, spinto sopratutto dall'accesa rivalita che scorreva tra lui e Bernini e realizza il progetto di San Carlo alle Quattro Fontane. Borromini era un intellettuale molto dedito alla cultura e allo studio dell'architettura, motivo che lo portera a 'collezionare' oltre mille libri nella sua biblioteca, la maggior parte dei quali riguardanti appunto l'architettura. Francesco Borromini verrà colto da una forte crisi di depressione che lo porterà a suicidarsi a Roma nel 1667, gettandosi su una spada.
Palazzo Spada
Situato a Roma, Palazzo Spada prende il nome prorpio dalla famiglia Spada che lo acquistò nel seicento. Sebbene, all'inizio, la struttura fu acquistata come residenza oggi ha una funzione differente: il piano nobiliare è sede del consiglio di stato mentre nel resto dell'edificio si trova la quadreria e la galleria prospettica ideata e creata da Francesco Borromini.
Galleria prospettica
Una volta ottenuto l'edificio, il cardinale Bernardino Spada commissionò degli importanti lavori di ampliamento della struttura quali la creazione dell'ala dove si trova la quadreria e la galleria prospettica, quest'ultima assegnata a Borromini. Francesco Borromini completò i lavori della galleria in un anno, tra il 1652 e il 1653, edificandola là dove prima c'era solo uno stretto passagio che attraversava un cortile secondario del palazzo. Nonostante la galleria misuri solo 8,82 metri ne sembra misurare più del doppio grazie ad una serie di accorgimenti prospettici e architettonici.
Struttura a cannocchiale
Il più importante dei giochi prospettici su cui si basa Borromini è sicuramente la struttura a cannocchiale: le colonne convergono in un unico punto di fuga, abbassandosi progressivamente da un'altezza di 3 metri circa fino ad arrivare quasi a quella di un uomo medio, il pavimento è in leggera salita e le pareti si stringono leggermente così come il raggio della volta a botte.
In origine, nella parete di fondo vi era dipinta una finta vegetazione che accentuava l'illusione prospettica, mentre ora si trova il calco di una statuetta di un guerriero di epoca romana (l'originale viene conservato nel piano nobile di palazzo spada) che diviene il punto di fuga dell'intera architettura. Le colonne sono suddivise in gruppi da tre, con fusti ellittici piuttosto che circolari e con i capitelli leggermente inclinati così da seguire ed accentuare meglio la prospettiva. La stessa cosa vale per la volta a botte suddivisa anch' essa in quattro porzioni e cassettonata, mentre il pavimento è quadrettato, un elemento prospettico tipicamente usato nei dipinti rinascimentali.
Borromini
Bernini
VS
Galleria di Palazzo Spada
Scala Regia ai Palazzi Vaticani
Scala Regia
Nei primi del cinquecento la scala regia fu progettata, inizialmente, da Antonio da Sangallo il Giovane e tra il 1663 e il 1666 Bernini la modificò notevolmente. Seguendo l'esempio di Borromini, Bernini sfrutta la struttura a cannocchiale, o prospettiva accellerata, così da rendere lo spazio piu ampio e l'intera scalinata più lunga di quello che è realmente. Bernini però non applica rigorosamente tutti i principi della prospettiva come fa Borromini; infatti, nonostante l'altezza e il diametro delle colonne che fiancheggiano tutta la scalinata si riducano man mano che si sale, queste hanno fusti circolari e capitelli orizontali. Bernini sfrutta in modo molto efficace le ombre, distribuendo le fonti di luci in modo da accentuare gli effetti di profondità; la luce entra da una finestra sul primo pianerottolo e successiavamente da una sul secondo, così da far sembrare le luci più lontane. All'inizio della scalinata Bernini colloca la statua dell'imperatore costantino da un lato, la statua equestre di carlo magno dall'altro e al centro, in alto, lo stemma di Papa Alessandro VII con due angeli scolpiti in marmo.
Magna, sed in speciem, capienti parvula fiunt. Le cose che appaiono grandi, ma solo alla vista, quando le raggiungi risultano piccole.
Epigrafe posta all'ingresso del colonnato della galleria di Palazzo Spada.
THE END!
Rebecca Lentini 4^B
Presentazione galleria Spada
rebilenti04
Created on January 2, 2021
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Galleria a Palazzo Spada
Rebecca Lentini - 4^B
Autore: Borromini
Francesco Castelli, detto Borromini, nasce a Bissone in Svizzera, nel 1599. Molto giovane viene mandato dal padre a Milano per apprendere, presso la fabbrica del Duomo, " l'arte di intagliatore di pietra ". Intorno al 1619 si trasferisce a Roma dove inizia a lavorare sotto la guida di Carlo Maderno e Gianlorenzo Bernini, collaborando alla costruzione di palazzo Barberini. A partire dal 1634 Borromini diventa architetto indipendente, spinto sopratutto dall'accesa rivalita che scorreva tra lui e Bernini e realizza il progetto di San Carlo alle Quattro Fontane. Borromini era un intellettuale molto dedito alla cultura e allo studio dell'architettura, motivo che lo portera a 'collezionare' oltre mille libri nella sua biblioteca, la maggior parte dei quali riguardanti appunto l'architettura. Francesco Borromini verrà colto da una forte crisi di depressione che lo porterà a suicidarsi a Roma nel 1667, gettandosi su una spada.
Palazzo Spada
Situato a Roma, Palazzo Spada prende il nome prorpio dalla famiglia Spada che lo acquistò nel seicento. Sebbene, all'inizio, la struttura fu acquistata come residenza oggi ha una funzione differente: il piano nobiliare è sede del consiglio di stato mentre nel resto dell'edificio si trova la quadreria e la galleria prospettica ideata e creata da Francesco Borromini.
Galleria prospettica
Una volta ottenuto l'edificio, il cardinale Bernardino Spada commissionò degli importanti lavori di ampliamento della struttura quali la creazione dell'ala dove si trova la quadreria e la galleria prospettica, quest'ultima assegnata a Borromini. Francesco Borromini completò i lavori della galleria in un anno, tra il 1652 e il 1653, edificandola là dove prima c'era solo uno stretto passagio che attraversava un cortile secondario del palazzo. Nonostante la galleria misuri solo 8,82 metri ne sembra misurare più del doppio grazie ad una serie di accorgimenti prospettici e architettonici.
Struttura a cannocchiale
Il più importante dei giochi prospettici su cui si basa Borromini è sicuramente la struttura a cannocchiale: le colonne convergono in un unico punto di fuga, abbassandosi progressivamente da un'altezza di 3 metri circa fino ad arrivare quasi a quella di un uomo medio, il pavimento è in leggera salita e le pareti si stringono leggermente così come il raggio della volta a botte.
In origine, nella parete di fondo vi era dipinta una finta vegetazione che accentuava l'illusione prospettica, mentre ora si trova il calco di una statuetta di un guerriero di epoca romana (l'originale viene conservato nel piano nobile di palazzo spada) che diviene il punto di fuga dell'intera architettura. Le colonne sono suddivise in gruppi da tre, con fusti ellittici piuttosto che circolari e con i capitelli leggermente inclinati così da seguire ed accentuare meglio la prospettiva. La stessa cosa vale per la volta a botte suddivisa anch' essa in quattro porzioni e cassettonata, mentre il pavimento è quadrettato, un elemento prospettico tipicamente usato nei dipinti rinascimentali.
Borromini
Bernini
VS
Galleria di Palazzo Spada
Scala Regia ai Palazzi Vaticani
Scala Regia
Nei primi del cinquecento la scala regia fu progettata, inizialmente, da Antonio da Sangallo il Giovane e tra il 1663 e il 1666 Bernini la modificò notevolmente. Seguendo l'esempio di Borromini, Bernini sfrutta la struttura a cannocchiale, o prospettiva accellerata, così da rendere lo spazio piu ampio e l'intera scalinata più lunga di quello che è realmente. Bernini però non applica rigorosamente tutti i principi della prospettiva come fa Borromini; infatti, nonostante l'altezza e il diametro delle colonne che fiancheggiano tutta la scalinata si riducano man mano che si sale, queste hanno fusti circolari e capitelli orizontali. Bernini sfrutta in modo molto efficace le ombre, distribuendo le fonti di luci in modo da accentuare gli effetti di profondità; la luce entra da una finestra sul primo pianerottolo e successiavamente da una sul secondo, così da far sembrare le luci più lontane. All'inizio della scalinata Bernini colloca la statua dell'imperatore costantino da un lato, la statua equestre di carlo magno dall'altro e al centro, in alto, lo stemma di Papa Alessandro VII con due angeli scolpiti in marmo.
Magna, sed in speciem, capienti parvula fiunt. Le cose che appaiono grandi, ma solo alla vista, quando le raggiungi risultano piccole.
Epigrafe posta all'ingresso del colonnato della galleria di Palazzo Spada.
THE END!
Rebecca Lentini 4^B