Dallo Statuto Albertino alla Costituzione
Linea del tempo
1946: viene proposto al popolo un referendum. I cittadini si trovano a dover scegliere tra Stato monarchico e repubblicano
1921: il movimento fascista compare sulla scena elettorale
1948: nascita dello Statuto Albertino
1940: viene stipulato il "Patto di Salerno"
1947: vittoria della Repubblica sulla Monarchia con stipulazione e approvazione di un nuovo progetto di Costituzione
1919: viene introdotto il suffragio universale maschile e nascono i primi partiti di massa
La prima "Costituzione" nazionale: lo Statuto Albertino
In seguito ad una serie di moti rivoluzionari che scombussolarono il panorama europeo, nel 1848 Carlo Alberto si trova costretto a dover promulgare una carta costituzionale nel Regno di Sardegna. Tale carta viene poi estesa al Regno D'Italia a partire dal 1861 e rimane valida fino all'entrata in vigore della Costituzione Italiana. Essa assume il nome di "Statuto Albertino" in ragione della sua concessione da parte del re Carlo Alberto di Savoia e trova la sua fonte d'ispirazione nella Costituzione francese del 1830-allora ritenuta una delle carte costituzionali migliori dell'epoca.
Il Parlamento è formato da due Camere:
Con la promulgazione dello Statuto Albertino lo Stato si presenta, dal punto di vista strutturale, come una...
- Camera dei Deputati
- Senato
- monarchia "costituzionale" pura
- flessibile
- breve
All' interno dello Statuto albertino il potere è affidato al Re e al Parlamento. Il sovrano è titolare della maggior parte dei poteri perchè può intervenire su tutti gli altri organi dello stato.
nomina e revoca i ministri
elegge i membri del Senato
Sovrano
ha la possibilità di bloccare l'entrata in vigore di una legge in mancanza della propria firma
convoca e scioglie il Parlamento
Lo Statuto Albertino del 1848 contiene
Soltanto in 9 di questi articoli vengono delineate le libertà del cittadino.Tali libertà sono:
84 articoli
- l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge
- diritto di proprietà
- diritto di libertà personale, di domicilio, di stampa e di riunione
Al popolo viene però negata la libertà di associazione. In aggiunta le libertà concesse ai cittadini non vengono sempre rispettate poichè la legge è spesso influenzata da limitazioni e discriminazioni
Una libertà che non trova menzione nello Statuto Albertino è quella religiosa in quanto si dispone che la sola religione dello Stato sia il cattolicesimo.
Nel corso degli anni abbiamo il passaggio dalla monarchia costituzionale a quella parlamentare. Tale evoluzione della forma di governo viene affiancata dall'espansione del suffragio.
Evoluzione dello Statuto Albertino
Nel 1919 viene definitivamente introdotto il suffragio universale maschile composto da tutti i cittadini maschi di età superiore ai 20 anni, a prescindere dal censo. Essi hanno il diritto di eleggere i propri rappresentanti alla Camera. In questo modo in Parlamento, non vi sono più solamente coloro i quali appartengono ai partiti delle classi più agiate, ma anche coloro i quali aderiscono ai partiti popolari.
Sempre nel 1919 sorgono nel Parlamento i primi partiti di massa. Tra i partiti emergenti, quello che assume più rilevanza all'interno del consiglio parlamentare è quello fascista.
Il periodo fascista
Nel 1921 il movimento fascista compare sulla scena elettorale. L'esponente principale di tale partito è Benito Mussolini il quale, dopo aver assunto la carica di Capo del Governo, dà vita ad uno stato totalitario con la presenza del solo partito fascista.
Cambiamenti apportati da Mussolini all'interno dello Stato
Il ruolo della Camera dei Deputati viene sminuito poichè essa è sottomessa al Governo. Nasce la figura del primo ministro che è il capo del Governo.
La Camera dei deputati viene sostituita con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Viene reintrodotta la pena di morte per i reati contro lo Stato e il dissenso politico diventa un reato penale. Vengono, inoltre, perseguitati gli ebrei attraverso le reggi razziali.
La seconda guerra mondiale segna la fine del fascismo. Sotto il profilo giuridico risulta impossibile ritornare allo Statuto. Per tale motivo i sei partiti politici antifascisti, raccolti nei Comitati di Liberazione Nazionale, si riuniscono col Monarca al fine di decidere il destino dello Stato.
Nel 1944 viene stipulato un accordo, chiamato Patto di Salerno, con il quale il Re si impegna ad abbandonare la vita pubblica e nomina suo figlio Umberto “Luogotenente del
Regno”.
Tale patto prevede che, al termine del conflitto, un'Assemblea costituente debba scegliere se procedere verso la realizzazione di una forma di Stato monarchico o repubblicano.
Il 16 marzo 1946 l’Assemblea Costituente viene privata della possibilità di scelta della forma di Stato da attuare e si decide di conferire l'opportunità di decidere direttamente al popolo attraverso un referendum.
Il referendum istituzionale del 2 giugno 1947 sancisce la vittoria della Repubblica sulla Monarchia.
All’Assemblea Costituente, eletta il 2 giugno 1946, spetta il compito di
redigere un nuovo testo costituzionale.La stesura del
progetto di Costituzione viene affidata ad una Commissione di 75 deputati presieduta da
Meuccio Ruini che viene suddivisa in tre sottocommissioni: la prima per
i diritti e i doveri dei cittadini, la seconda per l’organizzazione costituzionale dello Stato e la terza per i lineamenti economici e sociali .
L’obiettivo principale della Costituzione
presenta carattere più sociale che giuridico, in quanto occorre mitigare la disparità, al
fine di precludere conflitti sociali. La Costituzione, dunque, deve prevedere un sistema
articolato di diritti ed uno Stato capace di intervenire per bilanciare le disuguaglianze
sociali ed economiche.
La Commissione predispone un
progetto di Costituzione nel marzo 1947 e la sua approvazione avviene il 22 dicembre 1947 con 453 voti favorevoli e 62 contrari.
Tratti fondamentali della Costituzione Repubblicana
La Costituzione Repubblicana è:
progressiva
contraddistinta da 139 articoli
votata
rigida
lunga
programmatica
scritta
garantista
Dallo Statuto Albertino alla Costituzione
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Dallo Statuto Albertino alla Costituzione
Linea del tempo
1946: viene proposto al popolo un referendum. I cittadini si trovano a dover scegliere tra Stato monarchico e repubblicano
1921: il movimento fascista compare sulla scena elettorale
1948: nascita dello Statuto Albertino
1940: viene stipulato il "Patto di Salerno"
1947: vittoria della Repubblica sulla Monarchia con stipulazione e approvazione di un nuovo progetto di Costituzione
1919: viene introdotto il suffragio universale maschile e nascono i primi partiti di massa
La prima "Costituzione" nazionale: lo Statuto Albertino
In seguito ad una serie di moti rivoluzionari che scombussolarono il panorama europeo, nel 1848 Carlo Alberto si trova costretto a dover promulgare una carta costituzionale nel Regno di Sardegna. Tale carta viene poi estesa al Regno D'Italia a partire dal 1861 e rimane valida fino all'entrata in vigore della Costituzione Italiana. Essa assume il nome di "Statuto Albertino" in ragione della sua concessione da parte del re Carlo Alberto di Savoia e trova la sua fonte d'ispirazione nella Costituzione francese del 1830-allora ritenuta una delle carte costituzionali migliori dell'epoca.
Il Parlamento è formato da due Camere:
Con la promulgazione dello Statuto Albertino lo Stato si presenta, dal punto di vista strutturale, come una...
All' interno dello Statuto albertino il potere è affidato al Re e al Parlamento. Il sovrano è titolare della maggior parte dei poteri perchè può intervenire su tutti gli altri organi dello stato.
nomina e revoca i ministri
elegge i membri del Senato
Sovrano
ha la possibilità di bloccare l'entrata in vigore di una legge in mancanza della propria firma
convoca e scioglie il Parlamento
Lo Statuto Albertino del 1848 contiene
Soltanto in 9 di questi articoli vengono delineate le libertà del cittadino.Tali libertà sono:
84 articoli
Al popolo viene però negata la libertà di associazione. In aggiunta le libertà concesse ai cittadini non vengono sempre rispettate poichè la legge è spesso influenzata da limitazioni e discriminazioni
Una libertà che non trova menzione nello Statuto Albertino è quella religiosa in quanto si dispone che la sola religione dello Stato sia il cattolicesimo.
Nel corso degli anni abbiamo il passaggio dalla monarchia costituzionale a quella parlamentare. Tale evoluzione della forma di governo viene affiancata dall'espansione del suffragio.
Evoluzione dello Statuto Albertino
Nel 1919 viene definitivamente introdotto il suffragio universale maschile composto da tutti i cittadini maschi di età superiore ai 20 anni, a prescindere dal censo. Essi hanno il diritto di eleggere i propri rappresentanti alla Camera. In questo modo in Parlamento, non vi sono più solamente coloro i quali appartengono ai partiti delle classi più agiate, ma anche coloro i quali aderiscono ai partiti popolari.
Sempre nel 1919 sorgono nel Parlamento i primi partiti di massa. Tra i partiti emergenti, quello che assume più rilevanza all'interno del consiglio parlamentare è quello fascista.
Il periodo fascista
Nel 1921 il movimento fascista compare sulla scena elettorale. L'esponente principale di tale partito è Benito Mussolini il quale, dopo aver assunto la carica di Capo del Governo, dà vita ad uno stato totalitario con la presenza del solo partito fascista.
Cambiamenti apportati da Mussolini all'interno dello Stato
Il ruolo della Camera dei Deputati viene sminuito poichè essa è sottomessa al Governo. Nasce la figura del primo ministro che è il capo del Governo. La Camera dei deputati viene sostituita con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Viene reintrodotta la pena di morte per i reati contro lo Stato e il dissenso politico diventa un reato penale. Vengono, inoltre, perseguitati gli ebrei attraverso le reggi razziali.
La seconda guerra mondiale segna la fine del fascismo. Sotto il profilo giuridico risulta impossibile ritornare allo Statuto. Per tale motivo i sei partiti politici antifascisti, raccolti nei Comitati di Liberazione Nazionale, si riuniscono col Monarca al fine di decidere il destino dello Stato.
Nel 1944 viene stipulato un accordo, chiamato Patto di Salerno, con il quale il Re si impegna ad abbandonare la vita pubblica e nomina suo figlio Umberto “Luogotenente del Regno”.
Tale patto prevede che, al termine del conflitto, un'Assemblea costituente debba scegliere se procedere verso la realizzazione di una forma di Stato monarchico o repubblicano.
Il 16 marzo 1946 l’Assemblea Costituente viene privata della possibilità di scelta della forma di Stato da attuare e si decide di conferire l'opportunità di decidere direttamente al popolo attraverso un referendum.
Il referendum istituzionale del 2 giugno 1947 sancisce la vittoria della Repubblica sulla Monarchia.
All’Assemblea Costituente, eletta il 2 giugno 1946, spetta il compito di redigere un nuovo testo costituzionale.La stesura del progetto di Costituzione viene affidata ad una Commissione di 75 deputati presieduta da Meuccio Ruini che viene suddivisa in tre sottocommissioni: la prima per i diritti e i doveri dei cittadini, la seconda per l’organizzazione costituzionale dello Stato e la terza per i lineamenti economici e sociali .
L’obiettivo principale della Costituzione presenta carattere più sociale che giuridico, in quanto occorre mitigare la disparità, al fine di precludere conflitti sociali. La Costituzione, dunque, deve prevedere un sistema articolato di diritti ed uno Stato capace di intervenire per bilanciare le disuguaglianze sociali ed economiche.
La Commissione predispone un progetto di Costituzione nel marzo 1947 e la sua approvazione avviene il 22 dicembre 1947 con 453 voti favorevoli e 62 contrari.
Tratti fondamentali della Costituzione Repubblicana
La Costituzione Repubblicana è:
progressiva
contraddistinta da 139 articoli
votata
rigida
lunga
programmatica
scritta
garantista