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Le migrazioni

La Porta Marina

Created on December 30, 2020

Perché si emigra? L'Italia terra di emigrazione e immigrazione. Le problematiche del fenomeno migratorio odierno

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Transcript

LE MIGRAZIONI

Perchè si emigra? Perché ci muoviamo?

"Siamo dotati di piedi, non di radici, né cresciamo attaccati agli scogli o agli alberi o ad altri animali, come certi parassiti - e siamo stati nomadi a lungo" S. Allievi

UNA LUNGA STORIA DI MIGRAZIONI

L'uomo si sposta da sempre. 60.000 anni fa i nostri antenati sapiens hanno lasciato l'Africa e, una migrazione dopo l'altra, sono arrivati in Europa

Ci si sposta per.....

  • TURISMO
  • DESIDERIO DI CONOSCENZA
  • RICONGIUNGERSI CON I PROPRI CARI
  • RICERCA DI LAVORO
  • VOLONTA' DI MIGLIORARE LA PROPRIA CONDIZIONE
  • POVERTà, SITUAZIONE DI BISOGNO
  • GUERRE, PERSECUZIONI ETNICHE, RELIGIOSE, CULTURALI O POLITICHE
  • PROBLEMATICHE AMBIENTALI E/O CLIMATICHE

CHI PARTE PER CONOSCERE...ha precedenti illustri

Le Colonne d’Ercole, i monti Abila e Calpe, ai lati dello stretto di Gibilterra, dove Ercole, secondo la leggenda, fissò i limiti oltre i quali nessun navigante sarebbe dovuto andare. Dante, nel canto XXVI dell'Inferno, narra il loro superamento da parte di Ulisse, trascinato dal suo desiderio di conoscenza

"fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza "iNFERNO, CANTO xxvi, VV 119-120

...molto spesso si emigra per bisogno...

..quando i migranti eravamo noi....

L'emigrazione europea in america fra 800 e 900

Dall'inizio del XIX secolo alla metà del XX circa 60 milioni di persone si spostarono dall'Europa verso i nuovi continenti. Mete dei flussi migratori furono il Canada, il Brasile, l'Argentina, l' Australia, la Nuova Zelanda, ma soprattutto gli Stati Uniti. Gli emigranti provenivano da Inghilterra, Austria, Germania, Spagna, Russia, Irlanda, Portogallo. Gli Italiani furono più di 10 milioni.

gli immigrati europei determinarono la grande crescita demografica e lo sviluppo economico dei paesi in cui emigrarono

SENZA GLI IMMIGRATI ITALIANI ED EUROPEI CITTà COME NEW YORK e i suoi grattacieli NON ESISTEREBBERO...

la prima ondata emigratoria ITALIANA. i canti della migrazione

Dalle regioni più povere d'Italia tanti abbandonarono la propria terra attratti da speranze di ricchezza e felicità, come testimoniano alcune canzoni dell'epoca ("Merica Merica" e"Mamma mia dammi cento lire") .A volte avvenivano tragedie come quella del piroscafo Sirio, che nel 1906 fece naufragio mentre faceva rotta verso il Sudamerica con 2000 emigranti a bordo (Canzone "il Sirio", qui cantata da G. Marini e F. de Gregori)

la condizione degli italiani all'estero

La vita degli Italiani emigrati era dura: erano sottoposti a lavori pesanti e talvolta pericolosi, faticavano a imparare la lingua e a integrarsi nella società americana. Spesso dovettero fare i conti con pregiudizi, intolleranza e razzismo (che a volte sfociarono addirittura in linciaggi)

Vignette satiriche che ritraggono gli Italiani come pigri, sporchi, rissosi, mafiosi. Si suggerisce addirittura di bastonarli e buttarli in mare dopo averli rinchiusi in una gabbia

la seconda ondata di emigrazione italiana

Tra la fine della seconda guerra mondiale (1945) e gli anni '70 del XX secolo, in Italia c'è stato un secondo periodo di emigrazione, in parte interna (dalle regioni del Sud alle regioni del Nord Italia), in parte rivolta verso l'estero. (prevalentemente verso la Francia, la Svizzera, la Germania, il Belgio)

"pane e carbone"

Un trattato firmato con il Belgio nel 1946, prevedeva che i lavoratori italiani venissero destinati al lavoro nelle miniere di carbone e assicurava all’Italia una determinata quantità di carbone per ogni minatore inviato in Belgio. Purtroppo l'esperienza migratoria degli italiani ebbe le sue tragedie (come il disastro di Marcinelle, del 1956, in cui persero la vita minatori italiani in Belgio) e vissuti di solitudine, separazione forzata dagli affetti, clandestinità, esclusione sociale. razzismo.

L'8 agosto del 1956, 126 italiani morirono in seguito a un'esplosione nella miniera di carbone di Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio

Cartelli come questi, che vietavano l'ingresso agli italiani, si trovavano nei locali di Svizzera, Francia, Germania.

i "bambini proibiti"

In Svizzera, gli italiani spesso lavoravano come stagionali, ai quali la legge proibiva i ricongiungimenti familiari. Allora, gli uomini spesso assumevano le mogli come domestiche e portavano illegalmente nel Paese elvetico i figli, magari nascosti nel bagagliaio dell’auto. Si parla di 15-30mila bambini che, come Anna Frank, vissero sepolti vivi, per anni, in cantine e soffitte, nelle periferie delle città industriali, attenti a non farsi vedere dagli abitanti del luogo, senza la possibilità di giocare all'aria aperta, senza poter andare a scuola. A questa vicenda sono ispirati i libri "Chiamami sottovoce" di Nicoletta Bortolotti e "Non piangere, non ridere, non giocare" di Vanna Cercenà.Queste vicende sono raccontate anche nel documentario "Non far rumore" di Alessandra Rossi

la "TERZA" ondata di emigrazione italiana

In ritardo rispetto agli altri paesi europei, l'Italia è diventata, a partire dagli anni '90 del XX secolo, terra di immigrazione. Ma, contemporaneamente, l'Italia vive un terzo fenomeno emigratorio, che interessa principalmente i giovani, spesso laureati, tant'è che viene definito "fuga di cervelli". "Le migrazioni sono diventate circolari [...] Gli italiani che emigrano sono più di quelli che arrivano con gli sbarchi" S. Allievi

Molti laureati italiani emigrano all'estero poiché ritengono di non poter ricevere in Italia offerte lavorative adeguate agli studi conseguiti: gli stipendi sono bassi, i fondi per l'Università e la ricerca sono pochi.

le migrazioni oggi nel mondo

Nel 2019 ci sono stati 272 milioni di migranti nel mondo, prevalentemente dal Sud del Mondo (Africa, America Meridionale e Asia) verso le aree più ricche del pianeta (Stati Uniti, Europa centro-occidentale, Australia, alcuni paesi dell'Asia).

I "bambini nascosti"

le migrazioni oggi nel mondo

Il continente in cui ci sono più immigrati è l'Asia, seguita dall'Europa. Gli Stati Uniti, con oltre 49 milioni di persone, sono il Paese con più immigrati.I paesi da cui proviene il maggior numero di migranti al mondo sono Messico, India e Cina.

"Where we're from" è una mappa interattiva sui flussi migratori nel mondo. E' possibilie visualizzare i dati in ingresso e in uscita dei singoli paesi. Dal sito dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM). Dati utilizzati: 2015

i flussi migratori in europa

Nel 2019 in Europa risiedono 89 milioni di immigrati, nella UE quasi 40 milioni (provenienti sia dall'Europa stessa che da altri continenti)I paesi con il maggior numero di immigrati sono: GERMANIA: 9.678.900 REGNO UNITO: 6.286.00 ITALIA: 5.144.400 FRANCIA: 4.687.400 SPAGNA: 4.563.000. Se consideriamo la questione dal punto di vista delle percentuali rispetto alla popolazione, vediamo che in molti Paesi europei (es Austria, Belgio, Irlanda) il numero di immigrati ha un'incidenza maggiore.

PERCHè I MIGRANTI ARRIVANO "DA NOI"?

Per la pressione demografica: la popolazione dei loro paesi aumenta e la tumultuosa crescita demografica dei paesi di origine non è accompagnata da un pari sviluppo economico

Le piramidi dell'età dell'Europa e dell'Africa

continenti di "vecchi" e continenti di "giovani"

Nei paesi più ricchi del mondo, la popolazione diminuisce e invecchia (gli anziani sono più dei giovani), nei paesi del Sud essa invece cresce tumultosamente: secondo le stime, nel 2050 l'Africa avrà raddoppiato la popolazione e sarà europeo solo 1 abitante del mondo su 14 (agli inizi del 900 era 1 su 4). I dieci paesi più giovani del mondo sono Africani.

Il genially qui a fianco confronta le piramidi d'età di alcuni importanti paesi

PERCHè I MIGRANTI ARRIVANO "DA NOI"?

Per sfuggire alla povertà:Il PIL pro capite (la ricchezza del paese suddivisa per il numero di abitanti) dei paesi più poveri è fino a 100 volte inferiore a quello dei paesi ricchi

..UN MONDO DI DISUGUAGLIANZE....

Questo istogramma confronta le ricchezze dei paesi del mondo: in cima alla classifica il Lichtenstein che ha un Pil pro capite di 139.100 dollari, in fondo la Repubblica Centrafricana (700 dollari)

Questa carta interattiva mostra le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza mondiale.Cliccando su ogni paese del mondo, comparirà il suo PIL pro capite.

..CHE DERIVA DA UN PASSATO MOLTO VICINO...

Per secoli, e soprattutto nell'età dell'imperialismo (sec XIX e XX), l'Occidente ha sfruttato i paesi del Sud del Mondo, depredandoli delle loro materie prime e risorse naturali, condizionando e limitando il loro sviluppo economico, condannandoli a una dipendenza economica e politica dai paesi Occidentali e dalle loro multinazionali (che controllano ancora l'economia di molti paesi in via di sviluppo)

PERCHè I MIGRANTI ARRIVANO "DA NOI"?

Per sfuggire alla guerre, alle dittature, alle persecuzioni etniche, politiche, culturali, religiose, di genere

un mondo in guerra

Si stima che oggi ci siano nel mondo 36 guerre in corso e centinaia di conflitti minori. Uno dei più drammatici, che ha dato origine a un drammatico esodo, è quello in Siria. La mappa interattiva qui sopra mostra anche situazioni di guerriglie e rivolte.

PERCHè I MIGRANTI ARRIVANO "DA NOI"?

Per sfuggire ai disastri naturali, a terremoti, siccità, inondazioni. Ma anche per sfuggire alla conseguenze del surriscaldamento globale e dai cambiamenti climatici in corso nel pianeta Sono i cosiddetti migranti o profughi ambientali

i profughi ambientali

Il numero delle persone in fuga da fame, siccità e alluvioni crescerà enormemente nei prossimi trent'anni se i Governi non interverranno per la riduzione dei gas serra nell'atmosfera. Secondo la Banca Mondiale i “profughi ambientali” saranno 143 milioni entro il 2050.

https://youtu.be/8GjyPAs2qaU

la libertà di movimento

L'art. 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promulgata il 10 dicembre 1948 e firmata da quasi tutte le nazioni del mondo, stabilisce che ogni individuo ha il diritto di muoversi liberamente, dentro e fuori il proprio paese..... MA è PROPRIO COSì PER TUTTI?....

...ma tutti abbiamo lo stesso diritto di muoverci?

...IN REALTà, COME SI PUò VERIFICARE NEL PASSPORT INDEX 2021 (CLICCATE E CURIOSATE), UN ITALIANO PUò VIAGGIARE IN 162 PAESI SENZA CHE GLI CHIEDANO IL VISTO. UN AFGANO, INVECE SOLO IN 30 PAESI (PER ENTRARE NEGLI ALTRI DEVE CHIEDERE UN VISTO CHE DIFFICILMENTE GLI VERRà CONCESSO) (QUESTO PRIMA DEL COVID CHE HA IMPOSTO MOLTE NUOVE RESTRIZIONI)

"La possibilità di muoverci dipende da dove siamo nati: se dalla parte giusta o dalla parte sbagliata del mondo. [...] Una questione di caso, di fortuna, non di merito: e a qualcuno andrebbe ricordato" S. Allievi

i migranti economici

Negli ultimi anni, tutti i paesi europei hanno progressivamente limitato le possibilità di accesso regolare in Europa.In Italia, è immigrato REGOLARE chi ha un permesso di soggiorno che viene rilasciato se si ha un regolare contratto di lavoro. Gli immigrati in Italia costituiscono il 15% della forza lavoro e sono fondamentali in moltissimi settori, quali: -edilizia - ristorazione -lavori domestici e cura alla persona - agroalimentare - industria - logistica

... ma immigrare regolarmente in italia è tutt'altro che facile..

In linea teorica l'immigrato dovrebbe avere un contratto di lavoro prima di arrivare in Italia e dovrebbe essere "chiamato" in Italia dal datore di lavoro stesso... condizione che chiaramente non si verifica molto frequentemente.Inoltre, ogni anno il governo emana i DECRETI FLUSSI che stabiliscono le quote di ingresso dei cittadini non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Di fatto, perè queste quote sono sempre di molto inferiori sia alle richieste degli immigrati che alle necessità del mercato del lavoro italiano: vuol dire che questi lavoratori SERVONO (tant'è vero che trovano occupazione), ma sono costretti a entrare, soggiornare e lavorare sul suolo italiano IN MODO IRREGOLARE

IL DIRITTO DI ASILO

"Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge" (art. 10 della Costituzione Italiana, 1948) "Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni" (art 14 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948) "Si definisce "rifugiato" chiunque, nel giustificato timore d'essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza ; oppure non può o, per il timore sopra indicato, non vuole ritornarvi"(art. 1 Convenzione di Ginevra, 1951)

Le persone che nel proprio Paese d’origine hanno subìto o rischiano di subire persecuzioni (come torture fisiche o psicologiche, o pene ingiuste) per motivi di etnia, religione, appartenenza a un gruppo sociale o politico, hanno DIRITTO a chiedere ASILO, cioè protezione a un altro Stato Per ottenere asilo si deve richiedere lo status di rifugiato. La sua domanda, valutata da un’apposita commissione territoriale, per essere accolta deve essere ben motivata e, nei limiti del possibile, documentata. Il richiedente deve cioè fornire precise indicazioni sulle violenze subìte o sulle minacce ricevute, e possibilmente perizie mediche o psichiatriche che lo riguardano.

L’asilo politico è uno dei più antichi, e sacri, istituti di diritto consuetudinario. Ne usufruì Dante Alighieri.

...un diritto spesso negato..

In contraddizione con le leggi e gli accordi internazionali, le politiche dei respingimenti indiscriminati (che impediscono ai migranti di arrivare nei paesi a cui vogliono richiedere asilo), le chiusure delle frontiere, la decisione di alcuni paesi di non accettare più domande di asilo fanno di esso un DIRITTO SPESSO NEGATO

i "viaggi della disperazione"...

Impossibilitate ad arrivare attraverso vie sicure e legali, ogni anno decine di migliaia di persone decidono di partire senza documenti e rischiando la vita e compiono viaggi che durano anche anni, affidandosi a organizzazioni criminali che gestiscono l'immigrazione clandestina e a persone senza scrupoli (ad esempio gli scafisti) .ll mercato degli esseri umani nel Mediterraneo, , vale 6 miliardi di euro: un fatturato che rappresenta la terza industria illegale del mondo, dopo armi e droga.I viaggi hanno un costo altissimo: da 3000 a 6000 euro (di solito le famiglie d'origine raccolgono i soldi per chi è scelto per partire), per viaggiare ammassati su furgoni, barconi insicuri o altri mezzi di fortuna.

...che spesso sfociano in tragedia

"In una situazione storica di questo genere, spesso si imputa agli scafisti tutta la colpa, che è come incolpare lo sciamano in un luogo in cui è vietato l'accesso ai medici e impedita la costruzione di ospedali" F. Colombo, Clandestino

...il mediterraneo è stato definito "cimitero dei migranti"

Dal 2013 ad oggi sono stati oltre 20mila i migranti morti e dispersi nelle acque del Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Si parla di nuovi desaparecidos

Manifestanti mostrano le fotografie di alcuni migranti tunisini e algerini scomparsi durante la traversata del Mediterraneo o vittime di sparizione forzata.

...vignette contro l'indifferenza...

Il vignettista Makkox ci esorta, anche con immagini dure, a non restare indifferenti di fronte alle tante, troppe morti in mare, di combattere quella che papa Francesco ha definito "la globalizzazione dell'indifferenza"

Questa amara vignetta è ispirata alla storia del piccolo migrante senza nome annegato con una pagella scolastica cucita addosso

.. il 3 ottobre del 2013..la strage di lampedusa

Lampedusa, 3 ottobre 2013: in un naufragio al largo dell’isola perdono la vita 368 persone. Bambini, donne e uomini (per lo più eritrei) che cercavano di raggiungere l’Europa nel disperato tentativo di trovare sicurezza. Dal 2016 il 3 ottobre è diventato la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. La ricorrenza è stata istituita per ricordare e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà

Pietro Bartolo è un medico. È noto soprattutto per essere stato, dal 1992 al 2019, il responsabile delle prime visite ai migranti che sbarcano a Lampedusa

. Oggi i migranti tentano di arrivare in Europa in 4 modi:La rotta centrale, con tre direttrici: la rotta libica, quella tunisina e quella algerina. Italia e Malta sono i principali paesi europei di arrivo. La rotta occidentale, dal Macocco alla Spagna: molti migranti tentano la traversata del Mediterraneo, in alcuni casi, però, cercano di entrare via terra grazie alle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla in territorio marocchino. La rotta del Mediterraneo Orientale che riguarda la Turchia come principale paese di partenza. Da qui i profughi arrivano nelle isole greche (prima fra tutte Lesbo) ma anche in Italia (soprattutto sulle coste calabresi e pugliesi). Si tratta soprattutto di curdi, siriani, iracheni, afghani e persone provenienti dal Sud-est asiatico), dopo lunghi mesi di viaggio attraverso dall’Oriente. La rotta balcanica, dalla Turchia attraverso i Balcani. Si passa da Macedonia, Montenegro, Bosnia e Serbia per arrivare generalmente in Croazia, che fa parte dell’Unione Europea Infine, la rotta alpina riguarda i migranti che cercano di passare dall'Italia alla Francia o alla Svizzera

la rotta centrale

La maggior parte dei migranti che attraversano il Mediterraneo centraleproviene dall’Africa subsahariana e ha alle spalle un lungo viaggio, la cui durata media è di 15 mesi. Le tratte sono gestite da intermediari e trafficanti. Oltre alle traversate del deserto e del mare, entrambi disseminati di cadaveri, i pericoli maggiori sono le famigerate carceri libiche dove si consumano torture e violenze di ogni genere, anche su donne e bambini. Questo perché L'Italia ha stipulato accordi con la Libia per frenare l'afflusso dei migranti verso il nostro paese e questa operazione è svolta dal regime libico nel totale dispregio dei rapporti umani I migranti, inoltre, rischiano di essere catturati e sfruttati dalle milizie che imperversano in territorio libico (una vera e propria tratta di esseri umani ridotti in schiavitù) sono molti anche i casi di donne e minori che sono stati costretti al lavoro forzato e alla prostituzione per avere accesso alla fase successiva della migrazione

Quella che attraversa il Mediterraneo è la rotta più pericolosa e che registra maggiori morti

la rotta occidentale

A Ceuta e Melilla, enclaves spagnole in territorio africano, si trova quella che è stata definita"La Grande Muraglia d'Europa", costruita per impedire l'immigrazione irregolare in Spagna (ed Europa): è costituita da una doppia recinzione alta sei metri, sorvegliata su entrambi i fronti da milizie spagnole e marocchine, corredata da torri d’avvistamento, filo spinato e lame di metallo. Periodicamente gruppi di migranti cercano di eludere i controlli e attraversare la frontiera. Si calcola che dal giorno della sua costruzione, circa 4000 migranti abbiano perso la vita nel tentativo di attraversare questa frontiera

la rotta del mediterraneo orientale

Il mar Egeo è la porta d’Europa per i migranti che provengono dal medio oriente, tramite la Turchia. Pochi chilometri di mare separano le coste della Turchia da Lesbo e le altre isole greche del Dodecanneso: raggiunto il territorio greco si entra quindi in Unione europea. A seguire questa rotta sono moltissimi siriani, curdi, iracheni in fuga dalla guerra e dall'Isis. Nel 2016 l'Eurpoa ha stipulato un accordo con la Turchia: in cambio di tre miliardi di euro e appoggio politico, il governo turco si è impegnato a trattenere i migranti che arrivano dal Medio Oriente ed evitare di che arrivino in Europa. Di fatto i respingimenti indiscriminati o peggio, il rimpatrio verso i paesi di provenienza operati dalla Turchia, di fatto VIOLANO IL DIRITTO D'ASILO e negano la possibilità di accedere ad un territorio per depositare un’istanza di protezione

L’arrivo di 54 profughi afgani a Lesbo, Grecia

l'inferno dei campi profughi

I Migranti che arrivano nelle isole greche, finiscono negli HOTSPOT (centri di prima accoglienza e identificazione) di Lesbo, Samos e Chio, dove vivono in situazioni disumane, in vere e proprie prigioni a cielo aperto. Brutalità da parte della polizia, aggressioni, container sovraffollati, condizioni igieniche precarie, se non assenti, così come lo sono l’assistenza sanitaria e l‘istruzione formale. Diverse Ong hanno denunciato anche abusi fisici, psicologici, ma anche emotivi, nei confronti di bambini e preadolescenti.

Nicolò govoni e la scuola mazì

"Nell'hotspot di Samos, in Grecia 7000 persone sopravvivono in una struttura costruita per 650. Mancano i bagni, i vestiti, i medici. La gente vive in tenda anche per anni. La metà della popolazione e composta da donne e bambini. La disperazione è tale per cui tanti, troppi tentano il suicidio. In questo luogo d'ira e di lacrime, abbiamo aperto una scuola. Mazì - che in greco significa "insieme". Nicolò Govoni, prefazione di Attraverso i vostri occhi

Nicolò Govoni nel 2017 arriva a Samos, dove opera in un campo profughi. Qui nel 2018, insieme ad altre due volontarie fonda la ONLUS Still I Rise e apre Mazì, la prima scuola per bambini e adolescenti profughi dell’isola.Attraverso i nostri occhi è un libro che raccoglie immagini del campo di Samos e testi scritti dagli alunni della scuola

"attraverso i nostri occhi"

la rotta balcanica

I migranti che percorrono la rotta balcanica partono dalla Turchia poi attraversano Grecia (o Bulgaria) Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia, Bosnia, per entrare in Croazia (UE), poi in Slovenia, Italia, Austria, Germania. Questa rotta è detta, con amara ironia, The game perché, come in una simulazione di gioco, un migrante ci prova decine di volte, correndo rischi elevatissimi, affrontando pericoli e insidie, fino a quando non riesce ad entrare. Il problema è che a volte questo gioco si conclude con la morte

i muri nei balcani

Dal 2013 i Paesi della Penisola Balcanica hanno innalzato una catena di muri lungo il confine orientale: prima la Bulgaria, poi la Grecia, che ha eretto un muro lungo 12 km – tuttora in espansione – lungo il fiume Evros, al confine con la Turchia, poi la Bulgaria, l’Ungheria,l'Austra. La Macedonia – ora Macedonia del Nord – la Slovenia, la Serbia, la Croazia e la Bosnia hanno seguito l’esempio, rinforzando i confini.

Un giovane migrante cerca di attraversare il fiume Evros, tra Grecia e Turchia

.. alle porte dell'europa...

L’Unione europea finanzia i Paesi dei Balcani perché fungano da scudo contro l’immigrazione incontrollata (è la cosiddetta esternalizzazione delle frontiere)Polizia e gruppi di vigilantes formati da cittadini comuni sorvegliano i migranti che provano ad attraversare i confini in Bosnia, Croazia e Slovenia. Questi stati mettono in atto respingimenti illegali e spesso violenti ed espulsioni collettive: da Croazia, Slovenia ma anche dall'Italia, i profughi sono respinti in Bosnia e Serbia (sono le cosiddette "riammissioni") senza che vengano accolte e valutate le richieste di asilo. I profughi respinti si accampano soprattutto nel cantone di Una Sana, al confine con la Croazia, al confine con l’Unione europea, al nostro confine. Dal 2018 sono stati censiti circa 65 mila rifugiati, ed almeno 3000 vivono fuori dai centri di accoglienza in condizioni pressoché disperate.

Il campo profughi di Bira in Bosnia, al confine con la Croazia

...violenze e torture...

Al confine tra Croazia e Bosnia si verificano soprusi, violenze e respingimenti illegali. Amnesty International e altri enti internazionali hanno segnalato numerose testimonianze di migranti che hanno subito torture, pestaggi, utilizzo di spray al peperoncino, sono stati derubati dei loro oggetti personali e fatti camminare scalzi per chilometri lungo il confine. Oltre l' 80% dei casi seguiti nel 2019 denuncia di aver subito almeno una forma di tortura e/o trattamento inumano e degradante da parte delle autorità croate.

A fine dicembre 2020 il campo di Lipa in Bosnia è stato bruciato, dopo che ne era stata disposta la chiusura. Migliaia di profughi disperati sono costretti ora a dormire in tende di plastica senza riscaldamento nelle gelide notti dell'inverno bosniaco

la rotta alpina

La “rotta alpina” è lunga 12 chilometri e separa la Francia dal Piemonte attraverso l’impervia via di montagna. Dal 2015 sono passati da qui circa 50.000 migranti che, anche in pieno inverno, spesso con abbigliamento leggero, (jeans, scarpe da ginnastica, talvolta espadrillas) si addentrano nei boschi e nei sentieri di montagna di notte, sfidando il buio, il freddo e i controlli delle autorità francesi. Di molti di loro si ritrovano poi i cadaveri congelati o sbranati dai lupi, a volte compaiono corpi abbracciati nella neve.

Nel suo libro Ancora dodoci chilometri, Maurizio Pagliassotti ci racconta storie di coraggio,disperazione, morte, solidarietà, avvenute sui sentieri della rotta alpina

Il libro "Bruciare la frontiera" di Carlo Greppi è ispirato a storie di migrazioni clandestine di oggi e di ieri sulla rotta alpina

..storie di solidarietà e umanità alla frontiera fra francia e italia..

Molte persone comuni, volontari italiani e francesi quando nevica forte, e fa molto freddo, escono dalle proprie case confortevoli e vanno verso la montagna per portare ai migranti un pasto caldo, un paio di scarponi o di guanti. Talvolta li accolgono a casa loro, salvandoli dal congelamento e dalla perdita di arti per ipotermia. Sono questi "giusti" che "hanno salvato lo Stato dalla vergogna di avere una distesa di cadaveri ripugnanti fra i suoi boschi". M. Pagliassotti

Cedric Herrou possiede un oliveto in Francia, poco lontano dal confine italiano. Era stato condannato a quattro mesi di carcere per aver soccorso e accompagnato alcuni migranti dalla frontiera alla sua fattoria, ma poi è stato assolto

Davide Rostan è un pastore valdese che, insieme ad altri attivisti, ha deciso di occupare il sottochiesa di Claviere per ospitare i migranti della rotta alpina che necesstavano di aiuto e di ricovero

Don Rito Alvarez è stato il parroco della chiesa di Sant'Antonio delle Gianchette a Ventimiglia. Ha accolto i migranti nella chiesa di Sant'Antonio.

..viviamo in un mondo pieno di muri e barriere di filo spinato

....costruiti con il pretesto della sicurezza

Un nuovo report di Tni (Transnational Institute of Amsterdam) calcola che oggi in Europa ci siano barriere anti-immigrazione, o costruite inseguendo una speranza di maggiore sicurezza, lunghe sei volte il Muro di Berlino

In questo video del 2016, famoso come "l'anno dei muri" lo scrittore Roberto Saviano ci parla di muri, rotte dei migranti (anche di quella artica) e violazione dei diritti umani

Ma “i muri non fanno cessare le migrazioni, le spostano e le lasciano nelle mani della criminalità organizzata. Il filo spinato non ferma i tentativi di migrazione, ma spinge i migranti ad affidarsi a qualcun altro. Travolti dalla disperazione, l’unica via per un futuro migliore diventano i contrabbandieri e i trafficanti". ( Andrea Oskari Rossini, giornalista e documentarista dell’Osservatorio Balcani e Caucaso)

"Tracciamo confini per le donne, gli uomini e i bambini. Ma non per le merci, quelle possono circolare liberamente. Abbattiamo le frontiere per gli oggetti di consumo ed erigiamo muri per le persone. Così gli oggetti si globalizzano e noi ci tribalizziamo costruendo stranieri, modellando diversità negative, trasformando vite umane, talvolta devastate, in icone del mare" M. Aime, Senza sponda

...la frontiera...

"C’è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte del futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse" A. Leogrande, La frontiera

EPPURE LO SAPEVAMO ANCHE NOI....

Ritals, la splendida canzone di Gianmaria Testa ci ricorda il nostro passato di migranti

Rital (al plurale ritals) è un termine gergale francese che indica una persona italiana o di origini italiane. Esso possiede una connotazione dispregiativa e venne applicato agli operai italiani immigrati in massa in Francia e Belgio prima e dopo la seconda guerra mondiale per lavoro.

"Ritals" di Gianmaria Testa

.....ce lo ricorda anche il nostro dna...

...UNA VOLTA SOGNAI...

Una volta sognai di essere una tartaruga gigante con scheletro d’avorio che trascinava bimbi e piccini e alghe e rifiuti e fiori e tutti si aggrappavano a me, sulla mia scorza dura. Ero una tartaruga che barcollava sotto il peso dell’amore molto lenta a capire e svelta a benedire. Così, figli miei, una volta vi hanno buttato nell’acqua e voi vi siete aggrappati al mio guscio e io vi ho portati in salvo perché questa testuggine marina è la terra che vi salva dalla morte dell’acqua. Alda Merini (poesia scritta in occasione della costruzione della Porta d'Europa di Lampedusa)