Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Dallo Statuto Albertino alla Costituzione

Fray

Created on December 30, 2020

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Transcript

DALLO STATUTO ALBERTINO ALLA COSTITUZIONE ITALIANA

LE RADICI STORICHE DELLA NOSTRA COSTITUZIONE

FORMAZIONE POLITICA DELLO STATO ITALIANO

Lo Stato italiano ha avuto una formazione lenta dal punto di vista politico. La sua formazione si può far risalire alle guerre di indipendenza combattute tra il 1848 e il 1866, che portarono il Regno di Sardegna a diventare il Regno d'Italia. Vittorio Emanuele di Savoia, re di Sardegna, divenne il primo re d'Italia.

Il Regno d'Italia era unito, libero ed indipendente e presentava alcuni caratteri importanti:

era una monarchia di diritto che riconosceva libertà civili e politiche

01

era rappresentativa data la presenza di un Parlamento

02

era costituzionale, per la presenza di una Costituzione che era lo Statuto Albertino

03

LO STATUTO ALBERTINO

il Re di Sardegna Carlo Alberto concesse ai suoi sudditi una Costituzione detta Statuto Albertino. Si trattava di un'iniziale forma di Costituzione concessa dal re e non promulgata da un'Assemblea Costituente che rappresentasse i cittadini dello Stato.

1848

lo statuto divenne la Costituzione del nuovo Regno d'Italia, ispirata alla Costituzione francese(1830) e belga (1831). tale costituzione era flessibile, in quanto poteva essere facilmente modificata mediante le leggi ordinarie emanate dal Parlamento

Cosa affermava lo Statuto?

l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge; riconosceva le libertà civili e politiche; introduceva un Parlamento formato da due Camere: una Camera dei deputati eletta con un sistema di suffragio ristretto, in quanto il voto poteva essere esercitato solamente dai cittadini più ricchi; un Senato i cui membri erano scelti dal Re.

Statuto Albertino basato sulla  separazione dei poteri

Il potere del sovrano era molto ampio, ma successivamente si ridusse: fu previsto il voto di sfiducia con il quale il Parlamento poteva far cadere il Governo; i ministri, pur continuando ad essere nominati da Re, dovevano avere anche l'approvazione del Parlamento. Gradualmente l'Italia divenne una monarchia parlamentare.

  • il potere legislativo -- Parlamento e Sovrano, che aveva diritto di veto sulle leggi;
  • il potere esecutivo --il  Re  aveva il potere di nominare e revocare i ministri;
  • il potere giudiziario--  giudici  nominati dal Re , capo della Magistratura.
  • Al Re spettava anche il ruolo di capo dell'esercito.

Suffragio universale maschile

Inizialmente lo Statuto Albertino prevedeva che i membri della Camera venissero eletti dai cittadini maschi più ricchi.

1919

Fu introdotto il suffragio universale maschile: tutti i cittadini maschi di età superiore ai 20 anni, a prescindere dal censo, avevano il diritto di eleggere i propri rappresentanti alla Camera. In questo modo, in Parlamento, vi erano gli appartenenti ai partiti delle classi più agiate e quelli dei partiti che rappresentavano il popolo

Il periodo Fascista

Il ruolo della Camera fu sminuito e venne sottomessa al Governo. Fu creata la figura del primo ministro, capo del governo, che aveva poteri estremamente ampi e rispondeva di fronte al Re. La Camera dei deputati venne soppressa e sostituita con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Vennero  soppresse le libertà sindacali e civili. Nel campo del lavoro lo Stato regolava direttamente i rapporti di lavoro. Fu reintrodotta la pena di morte per i reati contro lo Stato e il dissenso politico divenne un reato penale. Gli ebrei furono perseguitati con le reggi razziali. La seconda guerra mondiale segnò la fine del fascismo.

La prima guerra mondiale portò al completamento dell'unità d'Italia con l'annessione del Trentino e di Trieste. Nell'ottobre del 1922, l'avvento del fascismo, segnò la fine dello Stato democratico in Italia. Il Re, Vittorio Emanuele III, scelse come Capo del Governo Benito Mussolini.

Lo Statuto Albertino rimase in vigore, ma vi furono apportate alcune modifiche che lo snaturarono completamente e resero l'Italia uno Stato totalitario  con la presenza del solo partito fascista sulla scena politica.

DALLO STATUTO ALBERTINO ALLA COSTITUZIONE ITALIANA

2 Giugno 1946

22 dicembre 1947

V fu definitivamente approvato il testo della Costituzione italiana che venne promulgata, dal Presidente provvisorio della Repubblica italiana Enrico De Nicola, il 27 dicembre 1947.

Referendum porta il popolo a scegliere tra monarchia e repubblica, eleggendo l'Assemblea Costituente. Dopo 25 anni si tornò ad avere delle elezioni libere. inoltre, per la prima volta votarono anche le donne. Il popolo scelse la forma repubblicana

L'Assemblea Costituente scelse 75 dei suoi membri per formare una Commissione che avrebbe dovuto elaborare il progetto della nuova Costituzione da promulgare nell'arco di 8 mesi. Questo tempo non fu sufficiente e fu prorogato per ben due volte

1° gennaio 1948

La Costituzione entra in vigore