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PESCA COMMERCIALE

laura collarile

Created on December 29, 2020

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Transcript

la pesca commerciale

Laura & Marta

pesca commerciale

La pesca commerciale è l’attività di ricerca e di cattura dei prodotti ittici in genere al fine di commercializzarli sul mercato ittico all’ingrosso o al dettaglio; essa è caratterizzata e particolareggiata a seconda delle tradizioni locali delle varie città che si affacciano sul mare.

pesca commerciale

In Italia, per iniziare tale attività economica, attraverso l’individualizzazione del prodotto, si commissiona l’imbarcazione ad un maestro d’ascia o la si acquista, si acquista l’attrezzatura adatta, e si richiede una licenza di pesca al Ministero delle politiche agricole e forestali specificando il tipo di pesca. Il settore della pesca commerciale è stato oggetto di numerosi provvedimenti e direttive da parte dell’Unione europea, che regolano il mercato comune nel settore agricolo e della pesca.

pesca commerciale

Le normative europee regolano precisamente lo svolgimento dell’attività e del mercato ittico. L’Unione, è poi intervenuta nel settore anche con numerose fonti di finanziamento, ad esempio sotto forma di fondi strutturali, tra i quali lo “Strumento finanziario di orientamento della pesca” – SFOP ed il “Nuovo Fondo europeo per la pesca” – FEP.

Tipi e sistemi di pesca

La pesca commerciale si può differenziare in diverse tipologie:

  • pesca locale
  • piccola pesca costiera
  • pesca costiera ravvicinata
  • pesca mediterranea o d’altura

pesca locale

Pesca locale si esercita nelle acque marittime fino ad una distanza massima di sei miglia dalla costa. Per quanto riguarda la pesca costiera locale, hanno approvato il regime definitivo di operatività fino ad una distanza di 12 miglia dalla costa nazionale. La pesca costiera locale può essere esercitata nel compartimento marittimo di iscrizione della nave da pesca e in due compartimenti limitrofi.

piccola pesca costiera

L'unione Europea è a sostegno delle piccole flotte della pesca nell'alto Adriatico. Nell'alto Adriatico si promuovono le attività delle piccole imbarcazioni (di lunghezza inferiore ai 12 metri) dedite all'attività ittica, la sua sicurezza alimentare del pescato e la sostenibilità ambientale, economica e sociale di un settore che conta, nel Mediterraneo circa 40 mila pescherecci, pari all'80 per cento dell'intero contingente di imbarcazione dei paesi che affacciano sullo specchio mediterraneo

pesca costiera ravvicinata

Pesca costiera ravvicinata: si esercita nelle acque marittime fino ad una distanza massima di «quaranta miglia» dalla costa e in tutte le acque nazionali, con navi da pesca di categoria non inferiore alla terza.

pesca mediterranea o d’altura

La pesca d'altura si esercita nelle acque del mare Mediterraneo, con navi da pesca di categoria non inferiore alla seconda. La pesca mediterranea o d’altura può essere praticata senza limiti di distanze dalla costa in tutto il Mediterraneo, si pratica tutto l’anno, tranne nei periodi in cui è obbligatorio il fermo tecnico.

Si suddivide secondo i sistemi di pesca:

  • Piccola pesca
  • Strascico
  • Palangari
  • Circuizione
  • Polivalente
Ciascuna di queste sottocategorie comporta l’utilizzo di imbarcazioni e motopesca più o meno grandi.

piccola pesca

La pesca artigianale è quell’attività produttiva che più rispecchia le abitudini locali. Le pesche speciali ne sono una chiara testimonianza. In passato ciò era ancor più accentuato, la diversità di attrezzi e di attività era maggiore. La presenza di diversi tipi di fondo ha favorito il diffondersi di numerosi sistemi di pesca di tipo artigianale, che sono distribuiti lungo tutta la costa.

Strascico

La pesca a strascico, ha effetti devastanti sugli ecosistemi acquatici. Essa prevede il trascinamento di una vasta rete sul fondo del mare, pensata proprio per massimizzare la cattura di pesce. La non selettività del metodo, fa sì che la rete si porti via tutto ciò che entra nel suo raggio: non solo i pesci commerciabili, ma anche altre specie, piante marine e numerosi organismi che sono essenziali per l’equilibrio dell’ecosistema del mare. Tutto ciò che viene pescato senza essere voluto prende il nome di “bycatch” cioè pesci inutili, che vengono ributtati in mare, spesso già morti.

Palangari

I Palangari sono composti da una serie di braccioli di cui una estremità termina con un amo e l’altra è collegata ad un cavo, lungo anche diversi chilometri. I braccioli vengono legati al cavo ad intervalli regolari, pari a circa 2 volte la loro lunghezza. Al variare della specie da pescare può operare sia sul fondo (palangari fissi) sia in superficie (palangari derivanti).

Circuizione

La pesca a circuizione si avvale di unʼampia parete di rete disposta in modo da circondare il banco di pesci. Quando il pesce è circondato, i pescatori tirano una cima posta sul fondo della rete e ne chiudono allʼinterno gli animali.

Polivalente

Consiste nella cattura del pesce utilizzando strumenti di vario tipo da parte dei pescatori.

PEsca commerciale si divide in 2 fasi:

ricerca

cattura

Nella cattura si utilizzano reti, ami e trappole.

La ricerca avviene utilizzando strumenti tecnologici come i Sonar, con cui si localizzano i banchi di pesce o le lampare, potenti lampade che attirano i molluschi.

RETI

Tre sono le tipologie di reti utilizzate: - Reti a traino, che grazie alla loro forma a imbuto permettono di raccogliere una grande quantità di animali marini, sia in superficie che in profondità, causando però danni ai fondali e impoverendo l’ambiente. - Reti di circuizione come il cianciolo o la tonnara in uso nei nostri mari, che consente di catturare una sola specie che vive in banchi. Il banco viene circondato con una rete verticale in parte lasciata a galla e in parte zavorrata; aggirato il banco si tirano le cime che stringono l’orlo inferiore formando così un enorme “borsa” che intrappola aringhe sardine e tonni. - Reti da posta, usate in superficie o in profondità che impigliano gli animali che vi passano attraverso. Queste reti sono proibite nelle acque dell’Unione Europea, perché le tartarughe e i cetacei che vi rimangano impigliate all’interno, possono annegare.

Reti

Le reti da posta o fisse, segnalate sulla superficie dell’acqua da galleggianti, bandierine e calate nel luogo di pesca, vengono lasciate in posizione alcune ore o una notte intera. Le principali reti da posta si distinguono in reti “a imbrocco” e “a tremaglio”, sistemi formati da più reti. Nel tremaglio il pesce viene insaccato dalla rete più esterna e poi intrappolato in quelle interne, dalle maglie più fini. Nell’imbrocco, il pesce tenta di passare dall’altra parte, rimanendo intrappolato con la testa senza possibilità di andare avanti o indietro.

AMI E TRAPPOLE

Oltre alle reti è possibile usare anche ami speciali e trappole come palamiti e nasse: I palamiti sono lenze di nylon lunghe anche 20 Km con brevi ramificazioni provviste d'amo innescate, si calano la sera e si recuperano al mattino. Le nasse sono le più antiche trappole da pesca ancora in uso, esistono diverse varianti ma tutte funzionano allo stesso modo; il pesce viene attirato con un esca dentro ad una strozzatura, che una volta entrato non riesce più ad uscire. Catturano polpi, seppie, aragoste e gamberi.

ami

Gli ami sono le tecniche di pesca più comuni, che si accompagnano a lenze o filamenti. Il palangaro è l’attrezzo ad ami più usato a livello professionale. Questa pesca viene effettuata di notte per i grandi pelagici oppure all’alba e al tramonto.

trappole

Le trappole sono gli attrezzi da pesca che richiedono una fortissima conoscenza dell’ambiente e del comportamento delle specie. Possono essere temporanee o permanenti. Tra le temporanee le più conosciute sono sicuramente le nasse, vere e proprie gabbie che si posizionano sul fondale. Attirato da piccole esche il pesce entra in una bocca di ingresso, che ne impedirà poi l’uscita. Infine troviamo le tonnare, formate da più reti posizionate dalla superficie dell’acqua al fondale e disposte in modo da convogliare i tonni all’interno, verso una rete chiusa.

quale Paese pesca il maggior numero di pesci nella pesca commerciale?

Il paese in cui vengono catturati più pesci destinati alla pesca commerciale è la Cina. È responsabile di gran parte della produzione ittica mondiale e lo è da molti anni. In Cina, nel 2016, per la pesca commerciale sono stati catturati oltre 2,3 milioni di tonnellate di pesci. Il secondo paese per maggior produzione è l’India, che, nel 2016 ha catturato poco meno di 1,5 milioni di tonnellate di pesce.

La sicurezza

Quando si lavora nell’ambito della pesca commerciale, si lavora molto spesso in mare, questo significa anche che si è lontani dall’assistenza, se è necessario un aiuto. La sicurezza a bordo è quindi estremamente importante. Per aumentare la sicurezza a bordo, è importante la giusta attrezzatura di sicurezza. Questo può riguardare giubbotti di salvataggio, salvagenti anulari, corde, torce elettriche, fischietti e così via. Tuttavia, l’equipaggiamento di sicurezza non è sufficiente. Sono inoltre necessari formazione e istruzione. È importante che i pescatori commerciali siano preparati a cosa fare in caso di eventi imprevisti in mare.

In questo video si affronta il tema della pesca commerciale e dell’acquacoltura, con particolare interesse per gli strumenti utilizzati nel settore, che vengono descritti nei loro pro e contro.

grazie

Laura Collarile Marta Bianchi