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Sport acquatici

helena.gulino

Created on December 24, 2020

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Sport acquatici

INDEX

5. Sci Nautico

1. Horse Surfing

2. Rafting

6. Il Nuoto

7. Vela

3. Nuoto Sincronizzato

4. Shark Cage Diving

8. Scuba Diving

Horse surfing

storia

L' horse surfing è nato nel 2005 in Cornovaglia, in Inghilterra. Venne inventato quando Daniel Fowler-Prime fu incaricato di un servizio fotografico: "equitazione da spiaggia". Fowler-Prime dimenticò di portare una tavola da montagna al servizio fotografico, quindi chiese al direttore del negozio di surf, Matt Smith, di portarne una più un wakeboard. Smith accettò e questo fu il primo tentativo di horse surfing. La popolarità di questo sport acquatico ha continuato a crescere da allora. La prima gara si è tenuta nel 2006, un anno dopo l'invenzione dello sport, a La Baul, in Francia.

UNA SQUADRA DI SURFISTI E' COMPOSTA DA QUATTRO PERSONE E UN CAVALLO

competizioni

Le gare di surf a cavallo comprendono più corse in quattro diverse discipline di surf a cavallo. Il vincitore del concorso è determinato dal totale dei punti accumulati nei quattro eventi.

  • Il cavaliere e il surfista (I due concorrenti principali).
  • Il gommone e il funambolo (sono responsabili di mettere il surfista in posizione prima di essere collegato al cavallo e collegare il cavallo al surfista tramite la fune di traino.

regole

Il concorrente deve firmare un contratto di partecipazione prima di gareggiare, dimostrando di comprendere i rischi associati al surf a cavallo.

È a discrezione della squadra se desidera completare il percorso da destra a sinistra o da sinistra a destra.

Se un concorrente vuole presentare un reclamo deve farlo entro 30 minuti dall'evento in questione, per iscritto.

Una squadra di pronto soccorso deve essere sempre presente durante le competizioni sanzionate dalla federazione, e le imbarcazioni di soccorso devono essere pronte e in attesa in luoghi appropriati per assistere i cavalieri che sono feriti durante la competizione.

Il surf a cavallo è principalmente uno sport per spettatori e come tale è a discrezione del giudice capo o del responsabile dell'evento quanto tempo sarà investito per garantire che le condizioni meteorologiche siano comparabili per tutti i motociclisti. in caso di maltempo può essere emessa una "disposizione per maltempo".

Le ripetizioni non saranno mai concesse in caso di reazione al difetto dell'equipaggiamento personale, tuttavia, su decisione del giudice, la residenza può essere consentita in caso di condizioni non sicure, rottura della fune o altre circostanze estranee.

La squalifica risulterà se la condotta è considerata antisportiva, questo include l'uso di un linguaggio volgare, capricci, non cavalcare al meglio delle proprie capacità, consumo di alcol durante la competizione, gareggiare con falsi pretesti o nascondere lesioni significative o problemi di salute.

Tutti i concorrenti devono indossare un giubbotto di salvataggio.

localita'

  • Si sconsiglia di andare a cavallo su spiagge non affollate poiché persone, palline, tavole da surf, frisbee, cani e qualsiasi altro oggetto in movimento possono spaventare il cavallo, con conseguente mancanza di controllo e possibili lesioni.
  • Gli zoccoli dei cavalli hanno il potenziale di danneggiare l'ecosistema della spiaggia. I cavalieri possono ridurre al minimo questo danno stando lontano dalle dune della spiaggia, dalle zone di santuario della fauna selvatica, dai siti di nidificazione delle tartarughe e non cavalcando tra stormi di uccelli o vicino alla vita marina.
  • Per l'allenamento agonistico sarà necessario uno specchio d'acqua e sabbia rettilineo di 300 m.

Il surf a cavallo è possibile in qualsiasi fiume, lago o oceano che sia abbastanza superficiale da consentire a un cavallo di galoppare; ma allo stesso tempo abbastanza profondo da consentire a un cavaliere di essere abbastanza galleggiante da surfare.

area di gara

L'area di gara richiede un tratto di 300 m di litorale poco profondo, che è diviso in due sottozone principali:

  • Le sottozone della zona di preparazione e di partenza (sono progettate per dare alla squadra uno spazio per collegare il cavallo e il cavaliere tramite la corda)
  • L'area del percorso principale (non può superare i 250 m)

AREA POST-GARA

AREA PRE-GARA

  • Il corso - lunghezza massima 250 m
  • Area di fuga (30 m)
  • Zona di preparazione (10m)
  • Zona di partenza (10m)

aTTREZZATURE

SELLA E FUNE DI TRAINO

SKIM BOARD

CAVALLO

le tavole da skim sono disponibili in una gamma di dimensioni e spessori. Il tipo di materiale più comunemente utilizzato è fibra di carbonio, ma esistono anche tavole in schiuma o di legno

Per fare surf a cavallo sarà necessaria una sella su misura che consenta il collegamento sicuro di una fune di traino, nonché una fune di traino abbastanza forte da sopportare la tensione del cavaliere.

È necessario un cavallo tranquillo, addestrato alla spiaggia, veloce e in forma abbastanza da trainare il cavaliere a velocità di 35-40 miglia all'ora.

TAVOLE KITE

WAKE BOARD

Una tavola da kite ha una forma simile a una tavola da wakeboard ma può avere pad e cinghie per i piedi aggiuntivi.

La maggior parte dei wakeboard sono fatti di schiuma centrale avvolta in fibra di vetro o carbonio / grafite.

rafting

cos'è

Il rafting è uno sport acquatico che viene svolto a bordo di un gommone su un torrente o un fiume. I membri dell’equipaggio sono muniti di pagaia e, per scendere il fiume in tutta sicurezza, devono superare gli ostacoli naturali come sassi o rapide che il corso d’acqua presenta.

Il rafting è anche una disciplina sportiva a tutti gli effetti e la Federazione Italiana Rafting (F.I.Raft) organizza annualmente il campionato italiano nel quale gareggiano numerosi club nelle varie discipline (fondo, velocità, testa a testa e slalom).

Il 25 giugno 2010, è stato ufficialmente riconosciuto dal Coni come disciplina sportiva associata alla Federazione Italiana Canoa Kayak

4 specialità

Nelle competizioni sportive si gareggia su 4 specialità e si somma il risultato ottenuto in ognuna di esse:

  • SPRINT: gara a distanza breve a cronometro.
  • HEAD TO HEAD: letteralmente “testa a testa”, in cui due gommoni gareggiano in uno stesso tratto.
  • SLALOM: è la gara più tecnica, in un percorso di circa 400mt. Vengono posizionati 14 gate (porte), di questi almeno 4 devono essere imboccati contro corrente. Sono calcolate delle penalità nel caso in cui le porte vengano toccate o saltate.
  • DOWNRIVER: gara sviluppata su un percorso di durata tra i 40 e i 90 minuti.
  • Il posizionamento ottenuto in ogni gara viene sommato e produce la classifica all'OVER ALL .

chi può fare rafting

L’età non conta. Sia bambini che adulti che anziani possono fare questo sport acquatico a patto che:

  • si sia in buona forma fisica: è fondamentale per entrare nel gommone, sopportare gli sbalzi durante la discesa, pagaiare senza affaticarsi;
  • non non si abbia paura dell’acqua e si sappia nuotare: nonostante i giubbotti salvagente infatti, saper stare a galla è importante in caso di caduta.

Per praticare rafting bisogna formare dei piccoli equipaggi che vanno dalle 4 alle 18 persone.

scala ww

Il grado di difficoltà nel rafting si misura con la scala WW, acqua selvaggia

  • Il primo livello della scala WW (I) è un livello adatto ai bambini e in generale ai principianti e consiste ad acqua in movimento con onde calme.
  • Il secondo livello (II) presenta le prime rapide e alcuni ostacoli da evitare. Nel complesso il livello rimane semplice e permette anche tratti che possono essere percorsi senza assistenza.
  • Salendo al terzo livello (III) della scala WW si trovano onde irregolari con passaggi stretti che provocano spruzzi d’acqua nella barca.
  • Il livello IV presenta ostacoli frequenti da evitare e onde alte e continue.
  • Il V livello comporta scarsa visibilità con onde alte e vortici.
  • Il VI e ultimo livello è quello riservato ai professionisti con condizioni di difficile o quasi impossibile navigabilità e rischio elevato.

come vestirsi

Per fare rafting si deve indossare una muta in neoprene, il casco e un giubbotto salvagente.I partecipanti devono solo ricordarsi di portare un costume da bagno, in molti casi scarpe sportive che possono bagnarsi, un elastico per capelli nel caso siano lunghi, in caso di problemi di vista delle lenti a contatto di scorta o un laccetto per gli occhiali in modo di ridurre al minimo il rischio di perderli una volta nel fiume.

sicurezza

Il rischio di cadere in acqua non può essere escluso al 100%, tuttavia nelle discese di rafting per principianti una caduta nel fiume è molto rara. Il salvagente tuttavia è obbligatorio per qualunque difficoltà acquatica dato che diminuisce sostanzialmente il pericolo di eventuali incidenti. Più si alza il livello di difficoltà più la probabilità di essere sbalzati fuori dall’imbarcazione aumenta. Non c’è da dimenticare che chi affronta una discesa di rafting adrenalinica ha di norma già fatto rafting più di una volta e succede quindi spesso che è proprio il pericolo di potere cadere che rende l’avventura ancora più interessante.

rafting in italia

Uno dei posti più conosciuti in Italia, nono classificato tra i fiumi migliori in cui praticare Rafting per il National Geographic, è il fiume Noce, in Trentino. La Val di Sole, proprio per le caratteristiche del Noce, è spesso sede di competizioni internazionali. Fare rafting in Val di Sole è emozionante e offre un panorama splendido.

Il rafting sulle Marmore è il più conosciuto del centro Italia, anche se sono sorti diversi punti per fare rafting nelle Marche, nel Lazio e in Abruzzo.

in caso di caduta...

Se doveste scivolare lontani dal gommone avete due possibilità, la prima è quella di nuotare in “stile libero”, e rigorosamente in questo modo, fino a raggiungere la sponda del fiume dove potete fermarvi in attesa che arrivi il vostro gommone per risalire. Nel caso in cui non vi sentiste abbastanza sicuri o pratici da nuotare potete mettervi nella cosiddetta “posizione di sicurezza” , quasi un ‘morto a galla’ ma con il busto e le gambe sollevate, in questo modo la corrente vi trasporterà fino a che non vedrete un appiglio oppure una sponda dove fermarvi.

NUOTO SINCRONIZZATO

l nuoto sincronizzato, definito come disciplina tecnico-combinatoria, che unisce nuoto, elementi ginnici e danza, in cui gli atleti eseguono esercizi coreografici in acqua in sincronia con la musica e tra tutti i componenti l'esercizio.

Essi riescono a sentire la musica anche sott'acqua grazie a degli altoparlanti stagni detti "subacquei".

Storia

Sviluppato a cavallo del XX secolo, alle origini il nuoto sincronizzato era noto come balletto acquatico. La prima competizione si svolse a Berlino nel 1891.Divenuto già noto come sport, spesso si assisteva a esibizioni di questa disciplina all'interno dei music-hall nei grandi teatri di varietà di Londra o Glasgow dotati per l'occasione di enormi vasche di acqua poste sul palco.

Nel 1972 il nuoto sincronizzato prese piede in Italia, grazie all'impegno di Romilde “Rumy” Cucchetti, all’epoca insegnante di nuoto alla piscina Lanciani di Roma, che decise di far provare ai bambini e bambine che allenava il dorso alternato, ritmando i movimenti.

competizioni

Per le nuotatrici della categoria assoluta, ovvero maggiori di 18 anni, la competizione prevede un esercizio tecnico e un esercizio libero. Per entrambi gli esercizi i giudici assegnano un punteggio in base alla qualità tecnica, grazia, delicatezza, alla creazione artistica in sincronia con la musica, verificando la forza, l'altezza di ogni figura e il rispettivo atteggiamento (espressione artistica), avendo a disposizione un massimo di 10 punti. Le atlete possono essere penalizzate se toccano il fondo della piscina, toccano i bordi, o si esibiscono stancamente senza alcuna grazia o sorriso.

Il tipo di esercizio varia a seconda della categoria ed età delle nuotatrici.

ESERCIZIO TECNICO

Le nuotatrici devono realizzare una serie di elementi obbligatori, con relativo coefficiente di difficoltà assegnato, entro un determinato limite di tempo.

  • Nelle gare individuali si hanno a disposizione 2 minuti di tempo per eseguire 6 elementi obbligatori;
  • Nel duo, 2 minuti e 20 secondi per eseguire 8 elementi senza effettuare movimenti a specchio;
  • Nelle gare a squadre si hanno a disposizione 2 minuti e 50 secondi per eseguire 9 elementi e almeno una formazione circolare e una retta.

L'esercizio tecnico può rappresentare il 50% del punteggio finale nella gara, oppure può essere valutato e quindi premiato indipendentemente dall'esercizio libero assegnando così due differenti medaglie. I limiti di tempo hanno un margine inferiore e superiore pari a 15 secondi, per assicurare una certa flessibilità all'esercizio. I tempi variano a seconda della categoria e della fascia di età delle atlete, riducendosi al diminuire dell'età.

ESERCIZIO LIBERO

Le nuotatrici possono personalizzare la loro esibizione senza la necessità di realizzare alcun elemento obbligatorio. Spesso le atlete iniziano con coreografie fuori dalla piscina, avendo a disposizione 10 secondi per tuffarsi in acqua. I tempi di durata dell'esercizio libero sono:

  • di 3 minuti per il solo;
  • di 3 minuti e 30 secondi per il duo;
  • di 4 minuti per la squadra;
  • 5 minuti per il combinato.

L'esercizio libero vale il 50% del punteggio finale nella gara, fatto salvo per quanto già detto in precedenza.

tipi di balletti

Singolo o solo

Duo

Le nuotatrici creano degli esercizi o "routine" formati dalle combinazioni di posizioni di base e transizioni, chiamate "figure".

Il duo esige una perfetta coordinazione delle due nuotatrici, oltre a una buona sincronizzazione con il corpo della compagna. Nell'esercizio libero le atlete non sono obbligate a realizzare le figure simultaneamente, ma i loro movimenti devono essere artisticamente coordinati. Si può anche sollevare e sorreggere la compagna.

tipi di balletti

Squadra

Combinato

La squadra, composta da 4 a 8 nuotatori, deve agire perfettamente sincronizzata, anche se non tutte le atlete realizzano le stesse figure. Le esibizioni a squadre richiedono molto allenamento in comune.

l combinato è simile alla squadra ma include delle figure realizzate in modo individuale, oltre a essere costituito da un massimo di 10 atlete. In una medesima coreografia le nuotatrici nuotano prima tutte insieme, alternando in seguito esercizi di singolo, duo, trio e così via finché le atlete non si riuniscono a nuotare nuovamente tutte insieme.

Il combinato è solo un esercizio libero.

shark cage diving

Risorsa e attrAZZIONE

Immersioni subacque le quali possono avvenire a modeste profondità,all'interno di una gabbia progettata per impedire a gli squali di entrare a contatto con i subacquei, esse vengono utilizzate per l'osservazione scientifica ma non solo anche per la cinematografia subacquea e come attività turistica. Gli squali possono essere attrati nelle vicinanze della gabbia mediante l'utilizzo di esche, in una procedura nota come chumming,la quale ha suscitato numerose polemiche in quanto si sostiene possa alterare il comportamento naturale degli squali in prossimità dei nuotatori,rendendoli tal volta violenti.

la Gabbia

Una gabbia a prova di squalo è una gabbia metallica usata da un subacqueo per osservare da vicino in relativa sicurezza tipi pericolosi di squali . Questo può includere varie specie di squali, ma i più comunemente osservati all'interno dei confini di una gabbia sono il grande squalo bianco e lo squalo toro , entrambi noti per essere aggressivi a volte. Le gabbie a prova di squalo sono costruite per resistere a essere speronate e morse dagli squali e hanno lo scopo di proteggere l'utente da potenziali lesioni. Le gabbie possono fornire un deterrente visivo e tattile agli squali.L'immersione in gabbia consente alle persone di monitorare da vicino gli squali per scopi scientifici, commerciali o ricreativi e talvolta interagire con loro.

Il 4 settembre 1979, fu rilasciato il brevetto per una gabbia semovente a prova di squalo;essendo progettato per consentire ai subacquei abalone di raccogliere abalone senza diventare vulnerabili agli attacchi. Grazie al sistema di propulsione, i subacquei abalone si sforzerebbero di meno e, quindi, sarebbero in grado di raccogliere le prede per periodi di tempo più lunghi. L' abstract del brevetto descrive in dettaglio una gabbia semovente con almeno un'apertura di accesso e un telaio di montaggio che trasporta sia un motore pneumatico che un'elica . Il materiale galleggiante è attaccato al telaio in modo che la gabbia possa essere resa in modo neutro . Questo brevetto è scaduto il 4 settembre 1996.

utilizzo

Immersioni

Gabbie simili sono usate anche puramente come misura protettiva per i subacquei che lavorano in acque potenzialmente pericolose con specie di squali aggressive.In questa applicazione la gabbia a prova di squalo può essere utilizzata come rifugio o come tappa di discesa e risalita durante le immersioni, in particolare durante la decompressione a tappe, dove i subacquei sono particolarmente vulnerabili, in alcuni casi specifici il subacqueo può portare con se una gabbia mobile.

Turismo

Quando l'utilizzo delle gabbie è per lo più turistico,la gabbia a prova di squalo viene utilizzata anche nel controverso esercizio di esca degli squali , in cui i turisti vengono calati in una gabbia mentre le guide turistiche eschevano l'acqua per attirare gli squali o stimolare determinati comportamenti mendiante l'utilizzo del chumming(tecnica nel quale si attrae lo squale mediante un'esca),uno spettacolo mozzafiato nel quale si possono osservare gli squali a un palmo dal naso separati da questi grazie alla presenza della gabbia.

sci nautico

storia

Lo sci nautico è uno sport che fonde in un'unica attività sportiva lo sci da neve ed il surf: lo sciatore è trainato da un motoscafo tramite una corda in nylon, il quale trattenendo saldamente l'altra estremità della corda, terminante in un triangolo intrecciato con impugnatura di ferro ricoperta di gomma, definito bilancino, scivola sopra l'acqua per mezzo di vari tipi di sci, diversi a seconda della specialità che si sta eseguendo.A differenza delle discipline inerenti al surf, lo sci nautico predilige l'assenza di vento e di onde, elementi che fungerebbero solo da intralcio allo svolgimento della sciata; altro elemento fondamentale è la dipendenza da fattori differenti, lo sciatore nautico sfrutta la velocità della barca per incrementare la propria, nasce negli anni venti del 1900. Nel corso della storia vi furono numerosi esperimenti volti a portare l'uomo a compiere movimento in acqua con il minor coinvolgimento di fattori esterni.

Nel 1928 in Austria viene inventato il "Water-Walking", una paio di sci con la fisionomia di due piccoli Kayak dove il "camminatore" infilava i piedi e con due bastoni simili in forma a quelli da sci nordico si dava la spinta. Nei primi anni del Novecento alcuni ragazzini della West Coast americana si facevano trainare dai primi pescherecci con delle corde di qualche metro, in piedi alle scatole di legno del pesce. Ben presto diventò una moda, destinata a scomparire con la morte dei capitani di quelle navi pochi anni dopo. La vera rivoluzione venne da Ralph Samuelson, riconosciuto universalmente come l'inventore di questo sport. Figlio di un meccanico di barche. Nel '22 formulò quest'ipotesi: "Se scio sulla neve, dovrei poter sciare sull'acqua". Fu così che provò a farsi trainare da una barca con un paio di assi di legno dritte, con risultati scandalosi; problemi gli crearono anche gli sci da neve, troppo sottili e stretti per l'acqua. Così andò dal falegname locale e si fece intagliare un paio di assi di legno con la punta ricurva verso l'alto, gli antenati degli sci attuali.

attrezzatura

Gli sci sono costituiti con materiali come Honeycomb, fibra di Carbonio, Graphite, Carbon-Kevlar e presentano un core (anima interna) in poliuretano espanso oppure in legno. Lo sci da slalom presenta una parte metallica (quasi sempre in alluminio) di una profondità che varia dai 5 cm agli 8 cm chiamata "deriva".Gli sci da salto presentano una piccola deriva fissa ciascuno, della profondità massima che si aggira intorno ai 3 cm. Lo sci da figure invece non presenta deriva, in quanto in questa disciplina vengono eseguiti un grande numero di rotazioni in asse e su sé stessi. Gli sci presentano attacchi morbidi in gomma, diversi rispetto a quelli del tradizionale sci da neve; tuttavia dagli anni novanta sono entrati in circolazione degli attacchi rigidi, dallo scafo simile a quello di un rollerblade, volti ad una ricerca di maggiore risposta dello sci a determinati gesti tecnici. Ciononostante esistono svariati modelli di attacchi, più o meno rigidi, poiché non tutti gli sciatori hanno sensazioni uguali con attacchi uguali.

Discipline classiche

Slalom

Lo slalom è la disciplina più praticata nell'ambito delle classiche. Il percorso di gara è formato da un corridoio rettilineo di 10 coppie di boe in cui passa il motoscafo, e rispettivamente 6 boe di colore rosso alternate da destra distanti 11,5 m da ogni coppia di boe. Lo sciatore deve entrare attraversando le onde del motoscafo nella seconda coppia di boe da sinistra verso destra, (di colore rosso e definita Ingresso oppure Gate) ed aggirare le sei boe del campo (boe di numero dispari a destra, boe di numero pari a sinistra); infine passare in mezzo alla nona coppia di boe (di colore rosso e definita Uscita oppure Exit). La prima e la decima coppia di boe, definite pre-gate, sono di colore verde e servono allo sciatore solo all'inizio del passaggio come riferimento per l'Ingresso. La difficoltà dello slalom aumenta con l'aumentare della velocità del motoscafo di 3 km/h per passaggio (minima: 22 km/h). Una volta raggiunto il limite di velocità, 58 km/h per le categorie maschili dai 15 anni d'età, e 55 km/h per le categorie femminili, i ragazzi/e sotto i 14 anni, e gli sciatori oltre i 36 anni, si passa all'accorciamento della corda di traino. La lunghezza di partenza della corda di traino è 18,25 m, e viene accorciata in base alle lunghezze standard, ben visibili nella tabella a fianco riportata. Il risultato finale sarà decretato dal numero di boe aggirate nel campo, qualora non si riesca a concludere le 6 boe.

campo di gara

Il campo da slalom è un percorso di 259 m lineari in cui lo sciatore esegue il gesto tecnico; considerando la lunghezza totale, ovvero da Pre-Gate a Pre-Gate, si arriva a 369m. Per familiarizzare con il campo di slalom, forse il meno immediato da comprendere dei campi di gara, è necessario avere chiare alcune sue componenti:

  • Boa: componente base del campo di slalom (in totale 26). Termine quasi esclusivamente utilizzato per indicare una delle 6 boe che lo slalomista deve aggirare, di colore rosso. La boa dista dal centro del corridoio 11,5 m.
  • Corridoio: percorso rettilineo formato da coppie di boe in cui passa la barca. il corridoio è largo 2,3 m, tralasciando il Gate, parte anch'esso del corridoio come il Pre-Gate e l'Exit, largo 2,5 m. Le boe del corridoio sono gialle per la fila della prima, della seconda, della quinta e della sesta boa. Alla terza boa, la boa sinistra del corridoio è verde, gialla quella di destra, viceversa per la quarta boa. Questo cambiamento di colore, importantissimo prima dell'avvento del Perfect Pass, aiutava il cronometrista ad essere più preciso nel controllo dei tempi del motoscafo.
  • Gate (o Ingresso): parte del corridoio che lo sciatore deve attraversare per accedere al campo. Formato da una coppia di boe rosse e largo 2,5 m, è una parte fondamentale dello slalom, anche per quanto riguarda l'approccio tecnico dello sciatore. Se lo slalomista non inizia il suo slalom passando in mezzo a queste boe, il campo non sarà accreditato, risultando zero boe ad una determinata velocità e lunghezza di corda.
  • Pre-Gate: riferimento divenuto indispensabile nello slalom moderno: non viene considerato propriamente una parte dello slalom, poiché non percorso dallo slalomista. Distante 55 m dal Gate, aiuta la regolarità e la precisione della preparazione al passaggio nel Gate. A seconda della tecnica usata, il Pre-Gate viene utilizzato in riferimento al passaggio della barca in questo, oppure in riferimento all'avvicinarsi di questo allo slalomista.

campo di gara

Il campo è formato da una linea di 6 boe a lato dello sciatore, non nel suo percorso di gara. La prima boa di colore verde indica il limite dopo il quale non si può più variare la velocità del motoscafo. Successivamente vi sono due boe, la prima di colore bianco e la seconda di colore rosso: all'interno di queste boe lo sciatore inizierà la sua sequenza. In caso questo non succeda, il tempo comunque scatterà dopo il suo superamento della boa rossa. Le altre 3 boe sono simmetriche a quelle del primo passaggio. In caso di caduta nel primo passaggio, la barca recupera lo sciatore e si prepara per affrontare il secondo passaggio. In caso di caduta nel secondo passaggio lo sciatore conclude la sua prova.

Discipline classiche

Figure

La disciplina delle figure viene considerata la danza dello sci nautico. Questa consiste nell'eseguire determinate acrobazie come rotazioni in asse, rotazioni passando sopra la corda con una gamba (libera dallo sci) o con tutto lo sci, salti in rotazione completa o salti mortali, così come altre eseguite con la corda trainante attaccata ad un piede e l'altra gamba allo sci lasciando le mani libere. Le figure (questo il nome delle acrobazie) sono prestabilite e ad ogni figura corrisponde un determinato punteggio fisso. La competizione prevede due passaggi da 20 secondi ciascuno in cui lo sciatore, con una corda propria e con velocità preferita, deve compiere una sequenza di figure. Generalmente un passaggio è eseguito con le mani attaccate al bilancino (mano mano), l'altra con le mani libere e la corda al piede libero dallo sci (corda al piede). L'obbiettivo è fare più punti possibili. A differenza di altre discipline acrobatiche, qui non vengono assegnati punti inerenti a giudizi personali o ad altezza dei salti: la giuria si limita a determinare se la figura è accreditabile oppure no, se ovvero è stata eseguita nel modo corretto. Ciò vuol dire ad esempio che se in quella che doveva essere una figura aerea lo sci non si è staccato dall'acqua, questa non è accreditabile; così come se una rotazione non è stata completata oppure si è sovraruotata la figura, questa non viene accreditata.

Punteggio = somma dei punti delle trick effettuate x 10 Tricks Valore Attraversamento onda HS/TS 1 punto Slide 180° in scia 2 punti Attraversamento onda in switch HS/TS 3 punti Salto 1 onda HS/TS 4 punti Grab 1 W (1 onda) 5 punti Salto 180° 1 W 6 punti Salto 2 W HS 7 punti Salto 2 W TS 8 punti Ogni ulteriore figura 10

Discipline classiche

Salto

Il salto è la disciplina più spettacolare delle classiche. Essa ha come obiettivo la distanza senza giudizi tecnici che possano compromettere la posizione in classifica del saltatore, a differenza del salto con gli sci sulla neve. Per effettuare la distanza l'atleta dovrà eseguire un taglio e, cercando di arrivarvi con la massima velocità possibile, affrontare una rampa (o trampolino) di altezza variabile posta alla sinistra della barca (e quindi dello sciatore). Il taglio può essere eseguito in 3 modi, differenti per posizione dello sciatore rispetto alla barca. Il primo metodo chiamato "Mezzo Taglio" si effettua partendo a fianco dell'onda sinistra del motoscafo: in questa tipologia di approccio non vi è attraversamento delle onde. Il secondo metodo chiamato "Taglio 3/4" consiste nell'accostarsi alla destra della barca, per poi eseguire un taglio attraversando le onde da destra a sinistra ed affrontare la rampa. Questo approccio rispetto al mezzo taglio permette di affrontare la rampa con maggiore velocità. L'evoluzione di questa tipologia è la terza del "Doppio Taglio" dove lo sciatore prima si accosta a sinistra del motoscafo, per poi tagliare le onde e portarsi alla destra del motoscafo, ed infine tagliare verso la rampa. A differenza del taglio 3/4 questo permette di arrivare alla destra della barca con molta più velocità, che consente allo sciatore di non regredire rispetto al motoscafo e quindi di avere più spazio da percorrere per arrivare alla rampa, spazio che si traduce in velocità.

campo di gara

Il campo gara del salto è formato dal corridoio dove la barca passa: questo è più largo di quello utilizzato per lo slalom, e lo sciatore può richiedere prima della gara che il motoscafo stia vicino alle boe di sinistra del corridoio (Narrow Split), al centro di esso (Split) oppure a destra di esso (Wide Split). La scelta è a discrezione dell'atleta e viene effettuata a seconda delle esigenze tecniche del medesimo. Poi troviamo la rampa, posta a sinistra del motoscafo e distante 15 m dalla fila sinistra di boe del corridoio della barca; ed infine tre boe allineate alla rampa e distanti da essa rispettivamente 150 m (Gialla), 180 m (Rossa) e 210 m (Verde). Queste tre boe vengono utilizzate nel taglio 3/4 e nel doppio taglio come boe di riferimento. Nel taglio 3/4 le boe servono come riferimento per l'uscita dalla scia della barca verso destra del saltatore. Nel doppio taglio, dopo essere usciti verso sinistra, si prepara il controtaglio verso destra girando sulla linea delle tre boe.

Discipline classiche

Wakeboard

Il Wakeboard è una disciplina nata negli anni novanta, paragonabile allo snowboard applicato allo sci nautico. Praticata inizialmente negli Stati Uniti, ha visto una larga diffusione, nel giro di pochi anni, in tutto il mondo, con densa presenza televisiva e parte integrante dei famosi X Games, organizzati dall'emittente televisiva americana ESPN. Questa disciplina, che trova nei "rider" i suoi praticanti, sta riscuotendo un grande successo anche per numero di praticanti, prendendosi il grande merito di trascinare con sé anche la popolarità di altre discipline come le classiche o i piedi nudi. il Wakeboard come sci è una tavola più lunga di una normale tavola da figure, dotata di due derive ai due capi della tavola per garantire una maggior stabilità e tenuta di direzione sia in regular position (con il piede sinistro avanti) che in goofy position (ossia con il destro avanti). Una run nel Wakeboard consiste in due passaggi da cinque figure ciascuno da eseguire nello spazio di venti metri, delimitati da due boe, ad una velocità compresa del motoscafo compresa tra i 30 km/h e i 34 km/h, e in un Double-up al termine del secondo passaggio. Un Double-up è una figura eseguita su un'onda molto più alta del normale grazie ad un'apposita manovra del pilota, eseguibile a destra o a sinistra, a discrezione del "rider". Le barche inoltre sono caricate con una zavorra stabilita prima della gara dal giudice e non soggetta a variazioni di peso durante la gara. Il criterio di assegnazione dei punti nel Wakeboard è completamente diverso da quello nelle Figure, in quanto tiene conto non solo del quoziente di difficoltà della figura, ma anche dell'eleganza nell'esecuzione e dell'altezza. Il punteggio totale è compreso tra 0 e 100 punti.

Piedi nudi

Come il nome lascia intuire, questa disciplina si svolge senza l'utilizzo di sci, ma utilizzando solamente i piedi come superficie di scivolamento sull'acqua. Essendo i piedi decisamente più piccoli di qualsiasi sci, la velocità del motoscafo è superiore a qualsiasi altra disciplina (sui 60 km/h), fattore che contribuisce alla spettacolarità delle gesta di questi atleti. Come nello sci nautico classico, i piedi nudi si suddividono nelle discipline dello slalom, delle figure e del salto.

Slalom Nello slalom l'obettivo principale è attraversare le onde del motoscafo quante più volte possibile, e per far questo si hanno a disposizione due passaggi da 15 secondi ciascuno. L'attraversamento si deve eseguire con le seguenti caratteristiche -spalle aperte (rivolte verso la barca) -il peso sulla gamba che hai avanti -girare le boe con il bacino o entrare con l'anca -NON cadere di spalla in attraversamento -le mani vanno tenute più vicino possibile al bacino. Figure Nelle figure l'obiettivo dello sciatore è quello di eseguire il maggior numero di punti possibili eseguendo rotazioni, passaggi sopra la corda ed altre figure. Come nello slalom, lo sciatore ha due passaggi da 15 secondo ciascuno dove poter eseguire le sue gesta. Analogamente alla disciplina parallela dello sci nautico tradizionale, ogni figura ha un determinato valore dato dalla difficoltà di questa, e la giuria valuta se accreditare la figura, e quindi validarne il punteggio, oppure decretarla non accreditabile. Elemento aggiuntivo è inoltre la tecnica di partenza, anch'essa valutata come figura a seconda della difficoltà d'esecuzione. Salto Nel salto l'unico obiettivo è la distanza. Questa si ottiene con tre tentativi dove l'atleta passa sopra una rampa in superficie di vetroresina: molto simile alla rampa del salto tradizionale per quanto riguarda la forma, essa è di dimensioni decisamente ridotte, e la parte terminale (in gergo il "dente" della rampa) è alta 45 cm sopra il livello dell'acqua. La distanza viene accreditata solo se lo sciatore atterra il salto, ovvero ritorna in posizione di sciatore dopo il contatto con l'acqua. Nonostante la difficoltà della disciplina, le distanze sono notevoli: i più forti saltatori al mondo superano i 25 m.

Il nuoto

che cos'é?

Il nuoto è l'attività motoria che permette il galleggiamento e il moto del proprio corpo nell'acqua. Il nuoto coinvolge quasi tutti i muscoli del corpo. Il nuoto può essere praticato, a livello agonistico, comportando molti sacrifici per chi lo pratica a questo livello. Esso spesso comporta benefici estetici e fisici: solitamente si ottiene un aumento della massa magra e una riduzione di quella grassa, lo sviluppo dell'impalcatura ossea e l'espansione della gabbia toracica, il miglioramento della coordinazione motoria e respiratoria e la riduzione della spasticità.

la piscina

Il nuoto viene genralmente praticato in piscina, che può essere di varie forme e dimensioni, di varie profondità, interrata, od esterna, con struttura in cemento armato, in acciaio, alluminio, legno e rivestita con ceramica o solo tinteggiata con particolari vernici plastificanti. È necessaria una costante manutenzione per la pulizia ed il trattamento delle acque. La lunghezza regolamentare di una piscina utilizzata per competizioni agonistiche di nuoto è di 50 m (piscina olimpionica) e da 25 m (vasca corta). La forma di queste due vasche è rettangolare.

i fondamentali

La partenza

La partenza da bordo vasca viene effettuata contemporaneamente da tutti gli atleti, indicata da un ausilio sonoro controllato dal giudice di partenza. Per gli stili delfino, rana e stile libero, la partenza viene effettuata da appositi blocchi situati poco sopra il livello dell'acqua dai quali l'atleta si tuffa, esegue una subacquea di lunghezza non superiore ai 15 metri e poi emerge incominciando a nuotare. Per lo stile dorso, invece, la partenza si esegue dall'interno della vasca, aggrappandosi ad apposite maniglie posizionate sui blocchi e spingendosi con i piedi dal bordo della vasca.

Tipi di partenze dal blocco

Track start

Grab start

Il nuotatore è posizionato generalmente con entrambi i piedi aggrappati al bordo anteriore del blocco, il bacino è alto e le mani poggiate al centro del bordo tra le gambe, oppure si può partire anche come nel Track start.

Il nuotatore è posizionato con un piede sul bordo anteriore del blocco e l'altro nella parte posteriore del blocco e le mani si trovano sul bordo anteriore del blocco generalmente posizionate vicino agli angoli.

La virata

Il cambio di direzione che l'atleta deve eseguire una volta terminata la vasca si chiama virata. Essa prevede in ogni caso, con differenti modalità a seconda dello stile nuotato, che l'atleta tocchi il muro, si spinga con i piedi da esso, e successivamente compia una subacquea non superiore ai 15 metri. Più un atleta è abile in questo fondamentale, maggiore sarà il riscontro cronometrico che ne uscirà alla fine, infatti, nella maggior parte dei casi i tempi che i nuotatori impiegano per ricoprire la stessa distanza non è mai uuale nelle due vasce, questo perchè nella vasca corta ci sono il doppio delle virate più una rispetto a quella lunga a parità di distanza.

I tipi di virata

La virata stile-stile prevede un contatto con il muro con qualsiasi parte del corpo; solitamente, essa è effettuata sfruttando l'ultima bracciata per la spinta verso il basso per eseguire una sorta di capriola che termina quando i piedi sono rivolti verso il muro; la rotazione del busto per ritornare in posizione "prona" può avvenire sia durante l'esecuzione della capriola, sia durante la fase di spinta. La virata dorso-dorso prevede anch'essa semplicemente un contatto con il muro con qualsiasi parte del corpo. È consentito, prima della virata, posizionarsi sul petto ed eseguire una singola trazione di un braccio o entrambe le braccia contemporaneamente. Una volta che ci si gira sul petto interrompere l'azione continua di virata eseguendo alcuni colpi di gambe per avvicinarsi alla parete comporta la squalifica. Le virate rana-rana e farfalla-farfalla sono meno complesse. In esse vale il "tocco e riparto" ovvero si tocca obbligatoriamente il bordo in modo simultaneo con entrambe le mani e si riparte nello stile prefissato.

stili del nuoto

lo stile libero

Lo stile libero o crawl è uno dei quattro stili ufficiali del nuoto e fa parte dello stile misto. Le norme FINA impongono pochissime restrizioni sull'azione natatoria dei nuotatori: sostanzialmente il nuotatore può nuotare in qualsiasi stile, usando teoricamente anche uno stile personale. Le uniche limitazioni sono l'impossibilità, durante i misti, di nuotare la frazione dello stile libero mediante uno degli stili già usati in precedenza e la necessità durante tutta la durata della gara di "rompere la superficie dell'acqua" ovvero una parte del corpo del nuotatore deve sempre emergere. A parziale deroga di quest'ultima regola, è possibile per il nuotatore stare in immersione, ma per non più di 15 metri, dopo il tuffo alla partenza e dopo ogni virata. Si impone inoltre che, qualora un atleta interrompa la nuotata, lo stesso non cammini sul fondo della vasca e non si tiri ai galleggianti delimitatori di corsia.

il dorso

Il dorso, è uno dei quattro stili ufficiali del nuoto e l'unico dove il volto dell'atleta non è rivolto verso il fondo della piscina ma verso il soffitto. Lo stile fa la sua prima apparizione in modo non ufficiale nel 1896, ai Giochi olimpici di Atene, quando Alfred Guttmann nuota i 1200 metri stile libero sul dorso, vincendo l'oro olimpico. Nel 1900, ai Giochi olimpici di Parigi, vengono inseriti nel programma olimpico i 200 metri dorso. Successivamente, con il passare degli anni, lo stile iniziale di Guttmann, che ricordava la nuotata a rana eseguita al rovescio, subì delle modifiche e dei perfezionamenti da vari atleti.

la rana

La rana è uno dei quattro stili ufficiali del nuoto e fa parte dello stile misto. Tra i quattro stili del nuoto, è il più lento. Lo stile, di origine orientale, fa la sua comparsa in Europa nel 1844 a Londra quando due nuotatori indiani, Fliyng Gull e Tobacco, nuotano una gara utilizzando uno stile antenato della rana. Gli inglesi, pur avendo avuto la possibilità di conoscere il nuovo stile, lo ritennero poco adatto agli standard europei. Lo stile viene ripreso dagli Stati Uniti d'America, dove tra il 1870 e il 1880 si disputano le prime gare a rana. Nei primi anni del Novecento vengono organizzate gare anche in Inghilterra e nel 1908 viene inserita la prima gara a rana, i 200 metri, ai Giochi olimpici di Londra.

la farfalla

Lo stile a farfalla è uno dei quattro stili ufficiali del nuoto e fa parte dello stile misto. Considerato da molti lo stile più spettacolare, ma allo stesso tempo difficile, richiede un notevole sforzo fisico e una perfetta coordinazione sia di gambe sia di braccia. Lo stile viene spesso denominato delfino in quanto il tipico movimento ondulatorio delle gambe ricorda i movimenti della nuotata dei delfini. La farfalla fa la sua prima comparsa nel 1927, quando il nuotatore e pallanuotista tedesco Erich Rademacher nuota una gara a rana portando le braccia fuori dall'acqua. Sette anni più tardi, nel 1933, Henry Myers riprese lo stile utilizzato da Rademacher nuotando una gara a rana con le braccia fuori dall'acqua e l'anno successivo David Ambruster perfezionò la bracciata del nuovo stile che stava nascendo, dandogli il nome butterfly. Jack Sieg nel 1935 elabora il colpo a gambe unite, detto a coda di pesce, che però viene approvato dalla FINA solamente nel 1950.

I misti

Le staffette

I tipi di stafetta esiste ti sono: 4x200 stile, sia maschile che femminile; 4x100 stile, sia maschile che femminile che mista; 4x100 mista, sia maschile che feminile che mista; 4x50 stile, sia maschile che femminile; 4x50 mista, sia maschile che femminile.

I misti sono una specialità del nuoto, combinazione dei quattro stili ufficiali. In una gara vengono eseguiti dai nuotatori tutti gli stili, partendo con la farfalla, e successivamente in ordine dorso, rana e stile libero. Nelle staffette, l'ordine prefissato è dorso, rana, delfino e stile libero. Le distanze dei misti vanno dai 100 ai 400 metri.

VELA

storia

La navigazione a vela risale agli albori della civiltà umana, e già lo storico greco Pausania narra di una competizione velica, contornata da musica e gare di nuoto, organizzata nel II secolo a.C. in onore di Dioniso "Melanaigidos", presso il Tempio di Afrodite ad Ermioni.La storia della moderna vela sportiva, tuttavia, affonda le sue radici nella lotta contro la pirateria marina. Nel corso del Secolo XVII le rotte delle Indie Orientali, dell'Africa e delle Americhe erano infestate di pirati. Fra le principali prede delle scorrerie piratesche erano i navigli olandesi, che spostavano merci di valore fra l'Olanda e le proprie colonie.Per rispondere a tali minacce gli Olandesi svilupparono dei velieri veloci ed agili chiamati jachtschip (dall'olandese "jacht", che significa cercare, cacciare, perseguire) i quali avevano il compito di inseguire e catturare i vascelli pirata. Risultando estremamente divertenti da condurre, queste agili imbarcazioni furono largamente usate anche a fini sportivi. Solo a metà del Secolo XVII, il re Carlo II, nel corso del suo esilio in Olanda, scoprì gli jachtschip e, quando fu restaurato al trono, ne portò con sé un esemplare in Inghilterra, favorendo così la diffusione dello sport della vela in tutto l'Impero Britannico.Nel frattempo la parola di origine olandese "jacht" veniva anglicizzata nel termine "yacht" oggi largamente diffuso per indicare le imbarcazioni a vela

La 1°competizione

La prima competizione velica di flotta dell'era moderna fu la Cumberland Regatta, inaugurata nel 1715, che si tiene ancora oggi. La prima competizione internazionale fu, nel 1851, la famosa Coppa delle Cento Ghinee, più nota come Coppa America.

il 1° club velico

Il primo club velico, il Water Club of the Cork Harbour, fu fondato all'insegna dell'esclusività, in Irlanda, nel 1720. Almeno inizialmente tuttavia i suoi membri non si dedicavano ad attività competitive, ma effettuavano manovre navali obbedendo agli ordini di un ammiraglio, trasmesse con le segnalazioni di uno sbandieratore, come una flotta militare. Nel 1812 fu fondato il Royal Yacht Squadron, che contava circa cinquanta imbarcazioni di stanza a Cowes.

Lo sport velico acquisì nel frattempo status di sport olimpico, venendo introdotto ai Giochi di Parigi del 1900, cui parteciparono concorrenti raggruppati in tre classi veliche

Come erano costruite?

con prua di legnami massicci e poppe leggere ;

si tendeva a costruire yacht di generose dimensioni ,per renderli più veloci.

Erano costruiti con materiali pesanti,come i Cutter oceanici;

le imbarcazioni competevano in tempo reale ;

l'armo a Cutter (armo Marconi),era flessibile e adatto alle condizioni metereologiche

Imbarcazioni da regate leggere a causa delle chiglie e strutture portanti inutilmente resistenti;

rEGOLE

La procedura di partenza prevede un conto alla rovescia preceduto da alcuni segnali sonori (sirene o corni da nebbia) e visivi (bandiere o segnali luminosi nel caso di notturne) che indicano ai concorrenti (regatanti) quanto tempo manca alla partenza. I concorrenti dovranno quindi tagliare la linea di partenza predisposta dagli organizzatori dopo il via. Se un concorrente taglia la linea prima del via dovrà effettuare una nuova partenza ritornando nella zona che precede la linea, passando esternamente alle boe, pena la sua squalifica

Lo sport della vela si svolge soprattutto in regate, competizioni fra barche a vela in cui generalmente vince l'imbarcazione che riesce a percorrere il percorso di regata in minor tempo.

Nelle competizioni veliche è consentito sfruttare soltanto le capacità marinare dell'imbarcazione e la forza propulsiva del vento per navigare e la forza dell'acqua sullo scafo. Questo significa che qualsiasi altro sistema di propulsione è vietato, incluso l'effettuare certi movimenti del corpo che potrebbero aumentare la velocità dell'imbarcazione

REGATE COSTIERE

"regate costiere" tutte le regate, generalmente della durata di poche ore, che si svolgono lungo percorsi disposti nel "campo di regata" dal Comitato di Regata facendo uso di boe di segnalazione che le imbarcazioni concorrenti devono aggirare per completare il percorso le "regate costiere" si possono svolgere sia in mare che nei laghi o in ampi corsi d'acqua dolce.I percorsi delle "regate costiere" vengono spesso descritti alfanumericamente, adottando un sistema convenzionale abbastanza diffuso che assegna alla boa di partenza la lettera P, a quella di arrivo la lettera A, alla prima boa (tipicamente la boa di bolina) il numero uno e alle altre boe del percorso i numeri a seguire. Secondo tale convenzione il triangolo olimpico viene definito nel modo seguente: P-1-2-3-1-3-4-A -- in tutto, sei lati.

REGATE A SQUADRE

In questo formato si hanno varie squadre, solitamente formate da 3 barche ciascuna, che si sfidano una contro l'altra in un "Round Robin", cioè che ogni squadra sfida ogni altra squadra nella sua flotta o batteria. Dopo uno o due giorni di regate viene formata una classifica generale in base a quante regate ogni squadra ha vinto e vengono riformate le flotte, di solito 3, la gold league, la silver league e la bronze league.Le regate vengono svolte su un campo di regata a forma di S orizzontale lasciando la prima boa a dritta: bolina, traverso, poppa, traverso, bolina. Il campo di regata è solitamente molto corto e ogni regata durea all'incirca 8-12 minuti alla fine della quale si ritorna in partenza per una nuova regata. Il segnale preparatorio in partenza viene dato tre minuti prima della partenza diversamente dai 5 delle regate di flotta e ciò permette di avere una partenza ogni 3 minuti.

REGATE D'ALTURA

Nella categoria delle "regate d'altura" rientrano tutte quelle regate il cui percorso viene solitamente definito facendo uso delle caratteristiche orogenetiche del Campo di regata. In questo caso il campo di regata può essere vastissimo fino a comprendere, come nel caso delle circumnavigazioni terrestri, l'intero globo terrestre. Per completare il percorso delle regate d'altura è quindi richiesto ai concorrenti di aggirare, in senso orario o antiorario, isole, promontori, scogli, o anche continenti.Ovviamente tali regate possono avere durate che vanno da alcune ore fino a mesi e, addirittura, anni

Regate d'altura solitarie,a coppia o in team

Regate d'altura con scalo o senza

a seconda se prevedono che a bordo dell'imbarcazione ci sia un solo concorrente, o che ci siano due soli concorrenti, o infine se non c'è limitazione al numero dei concorrenti

se prevedono delle tappe o se l'intero percorso deve essere completato dai concorrenti senza fare soste per rifornimenti

Tecnica

Tattica

La tattica consiste nella capacità dei concorrenti di interpretare contemporaneamente le condizioni ambientali;il proprio posizionamento sul campo di regata in relazione agli altri concorrenti, nonché l'applicabilità delle diverse regole alle condizioni specifiche in cui si trovano, e valutare l'interazione reciproca fra tutti questi fattori per decidere il comportamento più opportuno da tenere al fine di ottenere il miglior risultato nella competizione.La vela è uno sport in cui bisogna utilizzare l'intelligenza; è importantissimo percepire ogni cambiamento di vento. , il vento non è mai statico ma può cambiare direzione

La tecnica si riferisce al mezzo usato per competere, l'imbarcazione, unitamente ai suoi componenti essenziali, scafo (o scafi), albero (o alberi) e vele. Poiché gli aspetti tecnici rivestono un ruolo così essenziale nelle competizioni veliche, in genere si cerca di ridurre la loro influenza al fine di esaltare le doti velistiche dei concorrenti.I metodi per raggiungere tale obiettivo sono essenzialmente due: la definizione di classi veliche l'applicazione di compensi (o handicap)

vs

scuba diving

Le attività subacquee (immersione subacquea) sono quelle attività che permettono all'uomo la permanenza in un ambiente sommerso, prevalentemente acquatico, sia di acque dolci che salate, quindi in ambito prevalentemente fluviale e marino.

È possibile praticare tale attività con o senza attrezzature e a seconda del caso prende il nome specifico di immersione in apnea con sistemi di respirazione autonomi o vincolati ad aria.

le mute

Nello svolgimento dell'attività subacquea ci si avvale dell'uso di alcune attrezzature: nell'immersione con bombole, possiamo iniziare l'elenco con le "mute subacquee".

Le mute subacquee sono un abbigliamento in grado di mantenere caldo il corpo durante l'immersione, e si dividono principalmente in tre tipologie:

Mute umide

Mute semistagne

Mute stagne

permettono all'acqua di entrare, seppur in minima quantità, e quindi creano un velo d'acqua tra il corpo del sub e la muta. Quando questo sottile strato si riscalda, produce una sorta di effetto isolante, ottimo per ambienti con acqua calda ma insufficiente negli altri casi.

sono molto aderenti al corpo, e di spessore maggiore. Tendono a far inumidire solo braccia e gambe isolando il busto del subacqueo: nascono infatti per ambienti con acqua abbastanza fredda.

isolano completamente il sub dall'acqua, lasciando che si bagnino solamente mani e testa; sono quindi particolarmente adatte ad ambienti con acque molto fredde o a permanenze prolungate in acqua.

l'erogatore

Viene montato sulla bombola e fornisce aria a "chiamata", cioè quando con la bocca si inspira. Tale erogatore fornisce sempre una pressione uguale rispetto alla pressione ambientale esterna; ciò, per riprodurre la situazione che si ha a quota 0, cioè a livello del mare.

Per sicurezza, si scende in acqua sempre con 2 erogatori completamente separati, solo alcune didattiche preferiscono usare il sistema "Octopus" cioè collegare 2 secondi stadi al primo stadio.

gav

Il giubbotto ad assetto variabile (GAV), chiamato anche Jacket, che ha lo scopo di sostenere la bombola e modificare l'assetto. Questo si ottiene immettendo o togliendo aria dal GAV, grazie a un comando collegato al primo stadio. La bombola a cui accennavamo prima è preposta a contenere la riserva d'aria per il subacqueo; solitamente viene caricata fino a 200-230 bar, anche se in commercio possiamo trovare bombole fino a 300 bar.

Per calcolare le pause di decompressione sono necessari un profondimetro, un orologio e le apposite tabelle; ultimamente, però, tutto questo è stato sostituito da un computer subacqueo, che fornisce vari parametri (come la profondità massima raggiunta e la profondità attuale) e calcola automaticamente le tappe di decompressione necessarie.

altre attrezzature

Ultime attrezzature, ma non per questo meno importanti, sono la cintura della zavorra e le pinne: la prima serve per annullare la spinta positiva data dal nostro corpo e dalla muta immersi in acqua, e le seconde servono come mezzo di propulsione.

lavoro svolto da:

Cacciato Asia MariaDi Natale Federica Gennuso Solidea Gulino Heléna Margio Samuel Palamito Andrea Punzi Tancredi