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La Magna Charta Libertatum

noelle.lampugnani

Created on December 22, 2020

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La MAGNA CHARTA LIBERTATUM

Enrico II ebbe due figli, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra, che succedette alla morte del fratello ma si dimostrò un re meno abile di Riccardo e del padre sia politicamente, che militarmente. Con la battaglia di Bouvines (1214), perse numerosi territori inglesi in Francia a favore di Filippo Augusto, il re francese, che impose vincoli di vassallaggio a Fiandre, Bretagna e Champagne.

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La Magna Charta libertatum, testo fondamentale dei diritti di libertà inglese, emanato da re Giovanni Senza Terra il 15 giugno 1215 a Runnymede (o Runnimede) sul Tamigi presso Londra . La si considera una conseguenza della sconfitta subita da Giovanni Senza Terra a Bouvines (1214). Il documento è anche una delle conseguenze dell'indebolimento del potere dei sovrani Plantageneti, derivante dalle successive traversie della dinastia.

Giovanni Senza Terra perde gran parte dei domini inglesi in Francia per cui i suoi baroni lo costringono a firmare nel 1215 la Magna Charta Libertatum (tradotto la Grande Carta delle Libertà) che obbliga il re: 1. a rispettare i diritti di vescovi, conti, baroni, uomini d’arme e la libertà dei mercanti di Londra e di altre città 2. a non incarcerare o esiliare nessun uomo libero del regno senza una condanna emessa da un tribunale di suoi pari

3. a consentire la costituzione di un’assemblea rappresentativa dei ceti nobiliari (consiglio comune) a quest’assemblea di nobili, dal 1265 ne verrà contrapposta una dei ceti cittadini: nasce così il parlamento bicamerale 4 il re non poteva imporre nuove tasse senza aver prima ricevuto l'approvazione del Parlamento (camera dei lord e dei comuni insieme)

Sottoscritta la Magna Charta, il papa Innocenzo III, benché avesse dato il suo consenso alla redazione, fece pervenire una lettera di scomunica del documento. Il papa minacciava di scomunica anche il re, i baroni e chiunque avesse osato osservare i suoi dettami. In questa occasione, Innocenzo III ricordava di essere il signore feudale dell’Inghilterra e dell’Irlanda,

La Magna Charta fu comunque promulgata e confermata l’anno successivo (1216) da Enrico III, che ridusse gli articoli da 63 a 47, e ulteriormente promulgata nel 1225 nella forma che è rimasta in vigore, pur con modificazioni, fino al nostro tempo.

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