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Inno di Mameli

Lorenzo

Created on December 21, 2020

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Transcript

INNO DI MAMELI

INDICE

ANALISI DELL'INNO

CHI ERA MAMELI?

CHI ERA MICHELE NOVARO?

IDEAZIONE DELL’INNO

MICHELE NOVARO E L'INNO NAZIONALE

SPIEGAZIONE DELL’INNO PT.1

SPIEGAZIONE DELL’INNO PT.2

L'INNO DI MAMELI È UFFICIALE?

10

CONCLUSIONI

SPIEGAZIONE DELL’INNO PT.3

CHI ERA MAMELI?

Goffredo Mameli nacque a Genova 15 settembre 1827 e morì a Roma 6 luglio 1949. Studente e poeta precocissimo, di sentimenti liberali e repubblicani, aderisce al mazzinianesimo nel 1847, l'anno in cui partecipa attivamente alle grandi manifestazioni genovesi per le riforme e compone Il Canto degli Italiani. La vita del poeta e valoroso patriota sarà dedicata interamente alla causa italiana. Partecipò ai moti rivoluzionari del 1848-49 diventando al contempo un seguace di Giuseppe Mazzini. Nel marzo del 1848, a capo di 300 volontari, raggiunge Milano insorta, per poi combattere gli Austriaci sul Mincio col grado di capitano dei bersaglieri. Collabora poi con Garibaldi al cui fianco entra in Roma nel 1849 dove viene proclamata la Repubblica. Combattè a fianco dell' "eroe dei due mondi" al Gianicolo, gettandosi in battaglia con sprezzo del pericolo e per il suo valore conquistò la stima e la fiducia di Garibaldi, divenne suo aiutante ed ottenne incarichi di fiducia che lo portarono ad operare sia a Genova che a Firenze. Il 3 giugno 1849 rimase ferito alla gamba sinistra, che dovrà essere amputata per la sopraggiunta cancrena, ma si sarebbe salvato se i soccorsi a lui portati fossero stati rapidi ed efficienti. Purtroppo, a causa dell'infezione il giovane combattente lasciò questa vita il 6 luglio 1949 a soli 22 anni. Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo in Roma.

IDEAZIONE DELL'INNO

Il Canto degli Italiani, conosciuto anche come Fratelli d'Italia, Inno di Mameli, Canto nazionaleo Inno d'Italia, è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, inno nazionale della Repubblica Italiana. Il canto fu molto popolare durante il Risorgimento e nei decenni seguenti, sebbene dopo l'unità d'Italia (1861) come inno del Regno d'Italia fosse stata scelta la Marcia Reale, che era il brano ufficiale di Casa Savoia. Il Canto degli Italiani era infatti considerato troppo poco conservatore rispetto alla situazione politica dell'epoca: Fratelli d'Italia, di chiara connotazione repubblicana e giacobina, mal si conciliava con l'esito del Risorgimento, che fu di stampo monarchico. Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia diventò una repubblica e il Canto degli Italiani fu scelto, il 12 ottobre 1946, come inno nazionale provvisorio, ruolo che ha conservato anche in seguito rimanendo inno de facto della Repubblica Italiana. Nei decenni si sono susseguite varie iniziative parlamentari per renderlo inno nazionale ufficiale, fino a giungere alla legge nº 181 del 4 dicembre 2017, che ha dato al Canto degli Italiani lo status di inno nazionale de iure.

SPIEGAZIONE DELL'INNO PT.1

Veniamo ora al significato del testo dell'Inno di Mameli. Per la spiegazione ci siamo fatti aiutare dal sito del Quirinale, sede del presidente della Repubblica che attualmente è Sergio Mattarella. --> “L'elmo di Scipio” Di cultura classica, Mameli ricorda Scipione l'Africano, il generale romano che nel 202 avanti Cristo sconfisse a Zama (l'attuale Algeria) il cartaginese Annibale. --> “Le porga la chioma” La Vittoria sarà di Roma, cioè dell'Italia. Nell'antica Roma, alle schiave venivano tagliati i capelli, e così la Vittoria ("schiava") dovrà porgere la sua chioma perché sia tagliata. --> “Coorte” Si tratta di un richiamo alle armi, all'essere pronti a morire per un ideale (come Mameli, del resto): la coorte, infatti, era la decima parte della legione romana.

SPIEGAZIONE DELL'INNO PT.2

--> “Raccolgaci” Nella lingua di Mameli, ottocentesca, significa “ci tenga uniti”. --> “Bandiera, una speme” Un'unica bandiera, una speranza per l'Italia, all'epoca ancora divisa in sette Stati. --> “Fonderci insieme” Anche questo è un richiamo all'unità nazionale --> “Per Dio” Un francesismo, non un'imprecazione, che significa "attraverso Dio".

SPIEGAZIONE DELL'INNO PT.3

--> “Legnano” Ogni città italiana è come Legnano, dove nel 1176 i comuni lombardi sconfissero l'imperatore Federico Barbarossa. --> “Ferruccio” Ancora un riferimento al dominio straniero: l'uomo citato è Francesco Ferrucci, che nel 1530 difese Firenze dall'imperatore Carlo V. --> “Balilla” Figura che rappresenta il simbolo della rivolta popolare di Genova contro la coalizione austro-piemontese. --> “Ogni squilla” Ogni campana, che chiamò i siciliani alla rivolta (vedi sotto). --> “I Vespri” Nel 1282 i siciliani si ribellano ai francesi invasori: una rivolta ribattezzata Vespri siciliani --> “L'Aquila d'Austria” L'Austria era in declino (le “spade vendute” sono le truppe di mercenari, deboli come “giunchi”) e Mameli lo sottolinea dicendo che l'aquila, simbolo austriaco, perde “le penne”. --> “Il sangue polacco” Altro riferimento all'Austria che, alleata con la Russia (il “cosacco”), ha diviso e smembrato la Polonia, ma il sangue bevuto avvelenerà il loro cuore

ANALISI DEL TESTO

Il canto è composto da sei strofe di otto senari piani e sdruccioli, aventi un ritmo molto incalzante. Vi sono un ritornello di due settenari ritmati e un senario tronco che rima con l’ultimo verso di ciascuna strofa. Il ritmo è magniloquente e ci riconduce all’intenso fervore patriottico del giovane italiano, animato da spirito di libertà dall’oppressione straniera. Inoltre il testo è caratterizzato da un linguaggio arcaico con richiami al nostro passato, ci sono infatti tanti richiami metaforici alle gesta eroiche dei romani, ad esempio al combattimento tipico delle legioni. Il tema principale è quello della ribellione dall’oppressore straniero e unificarsi sotto un’unica bandiera con la creazione di un unico stato. Ci sono poi ancora tanti riferimenti alle battaglie per la libertà (battaglia di Legnano e la rivolta popolare di Genova).

CHI ERA MICHELE NOVARO?

Nato nel Regno di Sardegna, è il compositore della musica dell'inno nazionale italiano, Il Canto degli italiani, su testo di Goffredo Mameli. Forse per la sua indole modesta, non trasse mai grandi vantaggio da questa composizione. La vita di Novaro fu quantomai semplice. Nel 1847 era a Torino, con un contratto di secondo tenore e maestro dei cori dei Teatri Regio e Carignano. Convinto liberale pose il suo talento compositivo al servizio della causa d'indipendenza, musicando molti canti patriottici ed organizzando varie raccolte di fondi per finanziare e sostenere le imprese di Giuseppe Garibaldi. Tornato a Genova, fra il 1864 ed il 1865, fondò una Scuola Corale Popolare, ad accesso gratuito, alla quale dedicò tutto il suo impegno. Morì povero, il 21 ottobre 1885, tra difficoltà finanziarie e problemi di salute. Per iniziativa dei suoi ex allievi, gli venne eretto un monumento funebre nella sua città natale nel Cimitero monumentale di Staglieno, accanto alla tomba di Giuseppe Mazzini. I critici musicali moderni non sono molto clementi nel giudizio del suo talento. Le sue composizioni patriottiche, tra cui abbastanza note quelle sui versi del Dall'Ongaro, sono rutilanti di spade e fremiti guerrieri. Ritmi spavaldi iniziano promettendo animosi furori, ma la linea sonora ricade, poi, senza svilupparsi, e non si snoda, mentre l'armonia si muove con brevi e scolastiche modulazioni. Tuttavia, a noi italiani non importa il giudizio degli esperti, perchè attraverso il tema musicale, spesso prorompente, riviviamo quei lontani giorni d'entusiasmo e di passione che incentivarono tutta la lotta per l'unità d'Italia ed ormai abbiamo pienamente assimilato la sequenza sonora che avvolge la composizione letteraria.

MICHELE NOVARO E L'INNO NAZIONALE

Compositore della musica dell'inno nazionale italiano, Il Canto degli italiani, su testo di Goffredo Mameli. E' merito del Novaro di aver cambiato il primo verso dell'Inno che suonava: "Evviva l'Italia", in "Fratelli d'Italia", versione che trovò l'ampio consenso, non solo dell'autore, ma di tutti i patrioti.

L'INNO DI MAMELI È UFFICIALE?

Gli inni patriottici come l’Inno di Mameli ebbero un ruolo fondamentale nella propaganda degli ideali del Risorgimento, per incitare la popolazione all’insurrezione. L’Inno di Mameli fu ampiamente diffuso nei moti del 1848 e anche durante la spedizione dei Mille nel 1860, ma dopo l’unità d’Italia nel 1861 come inno nazionale fu scelta la Marcia Reale (1831): il Canto degli Italiani era caratterizzato da una decisa impronta repubblicana e giacobina e non si combinava con l’epilogo del Risorgimento, di matrice monarchica. L’Inno di Mameli divenne l’Inno d’Italia soltanto nel 1946 su proposta del ministro della Guerra Cipriano Facchinetti, che lo suggerì come inno provvisorio. Ebbene, sembra che l’inno sia rimasto provvisorio fino ai giorni nostri. Sono recentissimi infatti gli eventi che lo vedono di nuovo protagonista: il 29 giugno 2016 è stata presentata alla Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati una proposta di legge per rendere il Canto degli Italiani inno ufficiale della Repubblica Italiana. La proposta è stata approvata il 25 ottobre 2017, e il 27 ottobre, il disegno di legge è passato all’omologa commissione del Senato della Repubblica. Il 15 novembre 2017 il disegno di legge che riconosce il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli e di Michele Novaro quale inno nazionale della Repubblica Italiana è stato approvato in via definita dalla Commissione Affari costituzionali del Senato. L’iter si è concluso definitivamente il 15 dicembre 2017.

-Il rosso per il sangue versato in guerra. -L’italia infatti ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali come dice l’articolo 10 della costituzione italiana.

CURIOSITÀ!

In origine, nella prima versione dell’inno, era presente un’ulteriore strofa interamente dedicata alle donne italiane:Tessete o fanciulle, bandiere e coccarde, fan l’alme gagliarde, l’invito d’amor. Venne eliminata dallo stesso Mameli. Nella versione originaria dell’inno, il primo verso della prima strofa recitava «Evviva l’Italia», ma Michele Novaro lo modificò in «Fratelli d’Italia».

GRAZIE PER LA VISIONE!!!

LAVORO SVOLTO DA:Piacentini, Proietti, Raj, Rosiello, Sapra, Sing, Taglienti e Tonini.