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L'iliade Agnese Mariani 1'D
agnese.mariani9
Created on December 1, 2020
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omero
L'iliade
Agnese Mariani
Iniziamo...
omero
& la questione omerica
Omero è il nome con cui è identificato storicamente il poeta greco autore dell'Iliade e dell'Odissea, i due massimi poemi epici della letteratura greca. Nell'antichità gli furono attribuite anche altre opere, tra cui il poemetto giocoso Batracomiomachia, i cosiddetti Inni omerici, il poemetto Margite e diversi poemi del Ciclo epico. L'effettiva paternità della sua opera fu già posta in dubbio nei tempi antichi (dal III sec. a.C., presso la scuola filologica di Alessandria d'Egitto). In epoca moderna, a partire dalla seconda metà del Seicento, si iniziò a mettere in discussione l'esistenza stessa del poeta, inaugurando la cosiddetta questione omerica. La quetione Omerica Secondo la tradizione, l'autore dell'Iliade e dell'Odissea sarebbe il poeta greco Omero, vissuto nell'VIII secolo a.C.; un cantore cieco, nato a Chio o a Samo, sempre in viaggio da una città all'altra della Grecia e dell'Asia Minore cantando antiche gesta di eroi; ma l'esistenza di Omero non è mai stata storicamente accertata. Da sempre interesse e mistero circondano la figura di questo poeta. La questione omerica, che riguarda non solo il problema dell'esistenza di Omero, ma anche quello della paternità dell'Iliade e dell'Odissea, fu posta fin dai tempi antichi e la discussione sull'argomento dura tuttora. Alcuni studiosi, osservate le rassomiglianze ma anche le sostanziali differenze tra i due poemi, sostennero che Omero (o, comunque, il poeta a cui la tradizione dà questo nome) fosse l'autore delle due opere. L'Iliade, in cui predomina uno spirito più giovanile e battagliero, sarebbe stata composta nella giovinezza, mentre l'Odissea, per la maggior conoscenza del mondo e degli uomini che rivela, sarebbe stata scritta nelle maturità. Altri critici attribuirono le due opere ad autore diversi, vissuti in epoche diverse; altri ancora videro in Omero il raccoglitore di canti composti da diversi aedi (poeti cantori) in epoche precedenti.
mappa
Antefatto
L’antefatto della guerra di Troia si pone sull’Olimpo, il monte sacro della mitologia greca, dimora degli Dèi. Eris, la dea della discordia, durante un banchetto offre una mela d’oro alla dea più bella. Scoppia una lite tra Afrodite, la dea della bellezza e dell’amore, Era, moglie di Zeus e Atena, dea della saggezza: tutte e tre vogliono la mela e così si stabilisce che la scelta venga effettuata da Paride, uno dei figli di Priamo, re di Troia. Ciascuna dea gli offre in cambio qualcosa: vince Afrodite, che dona a Paride l’amore della donna più bella del mondo, Elena, moglie di Menelao, re di Sparta. Giunto in questa città, Paride rapisce Elena e la porta con sé a Troia; nel frattempo Menelao, con l’aiuto del fratello Agamennone, re di Micene, organizza una guerra contro Troia per vendicare l’offesa subita e riportare a casa la moglie. Alla guerra partecipano moltissimi principi greci. Vediamo i più importanti: - Achille: figlio della ninfa Teti e del mortale Peleo, re di Tessaglia. Alla sua nascita la madre, per renderlo invulnerabile, lo immerse nelle acque del fiume Stige, tenendolo per un tallone. Teti sa che il figlio morirà a Troia, perciò lo nasconde presso il re di Sciro. Quando Ulisse giunse alla corte del re per cercare Achille, costui, che indossava abiti femminili per non farsi riconoscere, non potè resistere al richiamo delle armi e decise così di rientrare in patria, a Ftia; - Ulisse, re di Itaca, si era finto pazzo arando la spiaggia e seminando sale, ma fu smascherato quando il figlioletto Telemaco venne deposto davanti all’aratro; Ulisse si fermò, rivelando così di non essere pazzo; - Agamennone: poco prima della partenza della flotta greca, i venti non permisero alle navi di salpare. L’indovino Calcante predisse che ciò era dovuto all’uccisione da parte di Agamennone di una cerva sacra ad Artemide, dea della caccia. Per placare l’ira della dea, Agamennone avrebbe dovuto sacrificare la figlia Ifigenia; durante il sacrificio, però, Artemide sostituì la fanciulla con una cerva. La flotta potè salpare e così ebbe inizio la guerra di Troia.
L'ira di achille
Nell'accampamento graco presso Troia imperversa una terribile pestilenza, scatenata da Apollo, e l'indovino Calcante ne rivela la causa:gli dèi sono sdegnati con Agamennone, capo della spedizi one greca, perchè egli non soltanto ha rifiutato di restituire al Sacerdote Crise la figlia ma ha scacciato il supplice;l'unico modo per far cessare il flagello è quello di restituire Criseide al padre.Il re,irato, accetta di cedere la fanciulla,ma esige in cambio il dono di Achille,l'unico re-guerriero che ha osato invitarlo alla moderazione e rimproverarlo per l'avidità.Privato della schiava Briseide, Achille decide di non combattere più,perchè tutti capiscano quanto è indispensabile la sua presenza in battaglia.L'eroe cofida alla Madre Teti la propria amarezza ed ella chiede a Zeus di dare la vittoria ai Troiani finché il figlio si asterrà dai combattimenti.
Tersite
Per esaudire la preghiera di Teti, Zeus invia ad Agamennone un sogno ingannatore che lo induca ad attaccare i Troiani, così, nel colmo della guerra, i Greci avvertiranno la mancanza di Achille e rimpiangeranno di a verlo offeso. Convocata l'assemblea dei capi, l'Atride narra il sogno ed espone i suoi proposti, rivelando inoltre l'intenzione di annunciare all'esercito, prima del combattimento, di volersi ritirare, per saggiarne lo spirito. A questa notizia tutti gli achei esultano e sarebbero già pronti a tornare alle proprie case, se non intervenisse Era che spinge Atena a trattenerli. La dea si rivolge a Ulisse, che, riluttante a rinunciare la guerra, accoglie il suo invito cercando di persuadere i Greci,a non interrompere l'assedio. Viene dunque nuovamente convocata l'assemblea, nella quale solo Tersite, storpio e di animo spregevole, contesta la decisione di continuare la guerra; l'intervento deciso di Odisseo, che lo percuote con lo scettro, lo costringe a tacere e ad adeguarsi. In seguito Ulisse e Nestore esortano gli Achei a prepararsi alla battaglia, ricordando i felici presagi che avevano accompagnato l'inizio della spedizione.Nestore, dopo i sacrifici rituali, invita Agamennone a schierare l'esercito. Iride (o Iris), messaggera divina,si reca, sotto le spoglie di Polite, all'assemblea dei Troiani per informare Ettore dei preparativi nemici ed esortarlo al contrattacco. Il libro si chiude con un sintetico elenco delle forze troiane e alleate.
agamennone & achille
achille:soprannominato piè veloce o piè rapido, è un eroe della mitologia greca, eroe leggendario della guerra di Troia e protagonista dell'Iliade. Il mito di Achille è tra i più ricchi e antichi della mitologia greca: oltre all'Iliade, altre leggende hanno fatto proprio tale personaggio e si sono sforzate di completare il racconto della sua vita, inventando episodi che supplissero alle lacune dei poemi omerici.Achille viene anche chiamato col patronimico Pelìde, essendo egli figlio di Peleo.
Agamennone:è una delle figure più importanti della mitologia greca. Re dell'Argolide e capo supremo degli Achei nella guerra di Troia. Era figlio del re Atreo di Micene (o Argo)[2] e della regina Erope, era il fratello di Menelao e cugino di Egisto. Divenne a sua volta re di Micene e sposò Clitennestra, sorella di Elena. Dalla loro unione nacquero quattro figli: Elettra, Ifigenia, Crisotemi e Oreste.
il duello tra Paride e Menelao
Prima dello scontro il giovane Paride sfida a duello i campioni tra i Greci.Menelao raccoglie la provocazione del troiano e accetta di combattere,chi vincerà avrà Elena e la guerra sarà conclusa.Ben presto Paride è in difficoltà ela Dea Afrodite viene in suo aiuto, Elena raggiunge Paride per comando di Afrodite.Agamennone dichiara vincitore il fratello,ma gli dei stabiliscono che la guerra riprenda Atene ordina a Pandaro di scagliare una freccia contro Menelao,il gesto equivale a una nuova dichiarazione di ostilità e i due eserciti riprendono le armi.
Paride e Menelao
Paride:Secondo il mito, Paride era figlio di Priamo, re di Troia, e della regina Ecuba. Prima della sua nascita la madre ebbe un sogno premonitore che lo indicava come la causa della distruzione di Troia, e per questo fu allontanato dalla città ed affidato ad un pastore perchè lo allevasse sul monte Ida. Chiamato a giudicare quale fra Giunone, Minerva e Venere fosse la più bella, scelse Venere che gli aveva promesso in cambio la "donna più bella del mondo", Elena, moglie dello spartano Menelao. Recatosi, così, come ambasciatore a Sparta, Paride rapì Elena e la condusse a Troia, causando il conflitto che avrebbe distrutto la città. Fu Paride ad uccidere Achille colpendolo al tallone, l'unico punto vulnerabile, e fu ucciso a sua volta da Filottete con una freccia avvelenata.
Menelao:Fratello di Agamennone, Menelao, re di Sparta, era il marito della bella Elena. Il rapimento della regina di Sparta da parte del principe troiano Paride, fu la causa della guerra di Troia. Fratello minore di Agamennone, egli è abbastanza incline alla modestia, ma è un soldato coraggioso che, come tutti gli achei, si trova bene sui campi di battaglia. Sconfigge Paride in duello;Omero presenta sempre Menelao come un veterano temprato dai combattimenti, come un uomo di fiducia che merita rispetto.Nonostante l'età e le avventure,Omero accenna ai suoi capelli rossi.
Elena
Elena:Figlia di Zeus e di Leda, Elena era sorella di Clitennestra.La sua bellezza straordinaria le valse l'appellativo di "donna più bella del mondo" e moltissimi pretendenti.Tindaro,il padre putativo,fece giurare a tutti i principi di difendere colui sul quale sarebbe caduta la scelta di Elena.Il prescelto fu Menelao,re di Sparta.Dopo qualche tempo Paride,figlio di Priamo,re di Troia,fu inviato a Sparta come ambasciatore.Lì vide Elena e,innamoratosi della sua bellezza,la rapì con il consenso di Venere,che nel noto episodio del "giudizio di Paride" era stata da lui giudicata più bella di Minerva e Giunone.Da questo "incidente" nacque il lungo e sanguinoso conflitto narrato da Omero nell'Iliade e da Virgilio nell'Eneide,cui parteciparono,come da giuramento,tutti i principi greci.Morto Paride in battaglia,Elena ne sposò il fratello Deifobo,ed alla morte di questi,si ritirò a Rodi.Secondo la tradizione fu uccisa da una donna greca per vendicare la morte del marito sotto le mura di Troia.
Ettore & Andromaca
L'ultimo incontro fra Ettore e Andromaca è dei racconti più emozionanti dell'Iliade.In questo racconto si dice che Ettore,prima di affrontare Achille,il più forte eroe acheo,vuole salutare la moglie Andromaca e il figlio Astianatte.Il doloroso addio tra i due sposi avviene presso le porte Scee,dove Andromaca,con grande malinconia,ricorda ad Ettore la morte della sua famiglia per colpa del valoroso Achille.Dopo i terribili lutti,Andromaca era rimasta sola,ovvero con il marito che rappresentava tutto per lei: "Ettore,dunque,per me tu sei padre,tu sei la mia nobile madre,sei fratello,sei il mio sposo fiorente”. Proprio per questo lo implora di lasciare il combattimento per evitare il triste destino che attende lei e loro figlio se egli morisse.Di fronte alle suppliche della moglie,Ettore Ettore è molto dispiaciuto,soffre tantissimo al pensiero che, una volta fatta prigioniera, diventerà schiava del nemico, ma non può sottrarsi al suo dovere di difendere la patria, consapevole della sua morte,sceglie di continuare a combattere.La scena si chiude con un’immagine molto tenera: Ettore tende le braccia verso il figlio che si spaventa per il suo elmo,allora l’eroe,con un gesto di grande umanità,getta a terra l’elmo e prende in braccio il figlio per l’ultima volta.Poi ridà il piccolo alla madre dicendole di andare a casa.A onor del vero,per un momento Andromaca dimentica i suoi doveri di donna e si intromette negli affari degli uomini,cioè la guerra.Questa è la forza di questa donna,l’essersi lasciata trasportare dai sentimenti pur comprendendo l’inutilità del suo gesto.Andromaca è l’esempio di moglie e madre di eroi,che dà voce a tutte le donne incapaci di esprimere i propri sentimenti.Non importa se non sarà ascoltata,almeno ha avuto il coraggio e la forza di parlare ,costringendo il marito ad ascoltare le sue ragioni.L’ultima scena la vede piangente e addolorata,stretta per l’ultima volta nell’abbraccio coniugale.
Ettore e Andromaca
Ettore:è il più nobile tra i protagonisti dell’Iliade ma anche il più grande eroe troiano, l’unico che incuta timore anche ad Achille. Adorato dal suo popolo e per questo si batte al loro fianco pur biasimando le ragioni della guerra. La sua nobiltà d’animo traspare anche nei rapporti privati: nessun altro eroe omerico, infatti, ama quanto lui la moglie, Andromaca, alla quale è legato da un tenerissimo affetto.
est. 2019
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Andromaca:figlia di Eezione,re di Tebe,e moglie di Ettore,Andromaca figura in pochi ma sublimi squarci dell'Iliade che ne fissano il carattere,facendone l'antitesi di Elena.Secondo la tradizione Andromaca fu mandata dal padre a Troia per dare un erede ad Ettore in un matrimonio combinato come era abitudine ai tempi,ma subito se ne innamorò.
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La morte di Patroclo e il dolore di Achille
Finchè era giorno le forze si egualiavano,ma quando venne la sera,i Greci primeggiavano.Patroclo andò all'attacco tre volte come anche Ares e uccise nove uomini.Ma la quarta volta quandò attacccò per il povero patroclo arrivò la morte,clopito la prima volta da Apollo alle spalle poi venne colpito da Euforbo e infine venne colpito trafitto dalla lancia di Ettore,che disse: "Patroclo,pensavi forse di poter abbattere la mia città?Stolto,i veloci cavalli di Ettore si sono lanciati lottare ed io mi batto con essi per primo fra i Troiani.Qui tu morirai mangiato dagli avvoltoi.Non ti recherà aiuto Achille che forse ti dava tanti consigli." E a lui Patroclo rispose: "Ora vantati Ettore.Infatti ti concessero vittoria gli dei,che mi hanno ucciso facilmente.Ma se venti guerrieri della tua forza mi fossero venuti contro,tutti io li avrei uccisi,stroncandoli con la lancia.Il destino, Euforbo ed Apollo mi uccisero,e tu sei solo il terzo.Ma nemmeno tu andrai tanto lontano:sarai stroncato nelle mani di Achille." Ma mentre parlava lo colse la morte,ed Ettore a quel punto gli rispose: "Perchè mi profetizzi morte?Chi lo sa se Achille mi ucciderà." Detto questo strappò la lancia di bronzo dalla ferita di Patroclo e corse verso Automedonte che guidava il carro di Achille,ma i rapidi cavalli immortali scapparono.Arrivata la notizia della morte dell'amico,Achille pianse e gridava terribilmente singhiozzando ogni tanto.
Patroclo
Patroclo: figlio di Menezio,anche lui combatte nella guerra di Troia dalla parte degli Achei,infatti è uno dei migliori amici di Achille.Ucciso da tre colpi,dapprima da quello di Apollo nella schiena, successivamente dal copo di Euforbo e infine da un colpo della lancia di bronzo di Ettore.
Il duello finale e la morte di Ettore
Mentre gli altri Troiani si sono rifugiati all’interno delle mura,Ettore ne è rimasto fuori,incurante delle invocazioni del padre Priamo e della madre Ecuba.Ettore ha infatti deciso,dopo un drammatico soliloquio,di affrontare Achille,ma alla vista del terribile guerriero acheo è preso dalla paura e fugge,inseguito da Achille.Per tre volte i due compiono il perimetro delle mura di Troia.Alla quarta, Zeus, che con gli altri dèi sta osservando la scena dall’alto dell’Olimpo,pesa su una bilancia il destino dei due eroi:quello di Ettore pende verso il basso,verso il regno dei morti.Apollo che ha aiutato Ettore nella fuga infondendogli agilità nelle membra,a questo punto lo abbandona.Atena,invece,si avvicina ad Achille e lo invita a fermarsi e a riprendere fiato:lei stessa convincerà Ettore ad accettare il duello. Assume quindi l’aspetto e la voce di Deifobo,il fratello più caro a Ettore,e lo invita ad affrontare Achille senza risparmiare colpi.Ettore riacquista allora fiducia,certo dell’aiuto di quello che crede suo fratello.Ettore segue quindi il falso Deifobo avanzando con lui verso Achille.Achille scaglia la lancia contro Ettore,che riesce a evitare il colpo,mentre Atena la restituisce di nascosto ad Achille.Ettore scaglia a sua volta la lancia,ma lo scudo divino,forgiato dal dio Efesto,non può essere trafitto da una lancia umana,anzi la fa rimbalzare lontano.L’eroe chiede allora un’altra lancia a Deifobo,che è invece scomparso.Ettore capisce che la sua sorte è segnata.I due eroi si gettano l’uno contro l’altro.La lancia di Achille colpisce Ettore alla gola,l’unico punto lasciato scoperto dall’armatura.Ettore,ora in fin di vita,prega Achille affinché il suo corpo sia restituito ai genitori dietro pagamento di un riscatto,come avviene per un qualsiasi prigioniero.Achille rifiuta, anzi lascerà che i cani e gli uccelli divorino il corpo di Ettore.Achille,infine,spoglia il cadavere delle armi,lo lega per i piedi al suo carro e lo trascina nella polvere. Ecuba e Priamo,dall’alto delle mura della città di Troia,lanciano urla strazianti.Quelle grida raggiungono Andromaca,la sposa di Ettore,nella sua casa;corre alla torre sulle porte Scee,vede lo scempio del corpo di Ettore e sviene.
Title 1
L'incontro fra Priamo e Achille
E' calata la notte,ma Achille non riesce a dormire,pensando alla sorte di Patroclo:uscito dalla tenda,continua a infierire sul cadavere di Ettore legandolo al carro e trascinandolo tre volte attorno al tumulo di Patroclo.Gli dei,impietositi dallo spettacolo,vorrebbero intervenire ma Era,Poseidone ed Atena si oppongono;il dodicesimo giorno Apollo prende la parola e rimprovera gli alri dei per la mancanza di pietà:Zeus allora convoca Teti e le comunica la sua decisione che Achille restituisca il corpo di Ettore a Priamo.Teti riferisce queste parole al figlio,che non può opporsi al volere degli dei.Intanto Iride si presenta a Priamo e lo avverte di presentarsi al campo greco per chiedere il corpo del figlio.Priamo, nonostane la moglie tenti di distoglierlo da un'impresa così rischiosa,parte per la tenda di Achille,accompagnato solo dal vecchio servo Ideo e recando una gran quantità di doni per il riscatto.Giunti a metà strada vengono raggiunti da Hermes,travestito da soldato Greco,che li scorta fino al campo.Così,penetrato segretamente nella tenda di Achille,il Re di Ilio si inginocchia ai piedi dell'eroe e implora pietà:Achille è commosso e,dopo aver offerto una cena in onoro di Priamo,restituisce il corpo di Ettore al padre edaccorda una trega di 12 giorni per permettere le esequie dell'eroe troiano e offre al vecchio Re di riposare nella sua tenda.Durante la notte Hermes appare a Priamo e gli consiglia di fare ritorno ad Ilio per evitare che qualche altro capo greco lo prenda in ostaggio.Tornato finalmente in città,il cadavere di Ettore viene curato e arso su una pila di tronchi;le ossa poi raccolte in un vaso d'oro e sepolte in un grande tumulo.
Priamo
Priamo:Mitico ultimo re di Troia.Figlio di Laomedonte,dopo la prima distruzione di Troia da parte di Eracle, fu riscattato dalla sorella Esione;da giovane prese parte a una spedizione di Frigi contro le Amazzoni.Da una prima moglie,Arisbe,ebbe Esaco.Re giusto e mite tanto da apparire talvolta debole,non ha nell’Iliade molta importanza,sebbene sia protagonista di alcune delle scene più ispirate,nel quale si reca alle tende di Achille per recuperare il cadavere di Ettore.
struttura narrativa1-sostanziale coincidenza tra fabula e intreccio; 2-inizio in medias res; 3-ritmo narrativo vario;
voce narrrante narratore esterno,onniscente e oggettivo;in pochi casi esprime partecipazione emotiva;
tempo 50 giorni nel decimo anno di guerra;
ILIADE
- 24 libri;
- in esametri;
Title 2
spazio 1-Troia,città dell'asia Minore; 2-la pianura davanti alla città; 3-l'accampamento greco;
punto di vista narratore che esprime i valori tipici dell'aristocrazia guerriera della Grecia arcaica;
stile 1-ripetitività:singoli versi,gruppi di versi,situazioni tipiche; 2-formularità:epiteti formulari,patronimici; 3-similitudini:paragoni complessi,di lunghezza varia;
L'Iliade Alessandro Baricco(2004
La differenza tra l'Iliade di Omero e quella di Alessandro Baricco,il famoso scrittore sessantatreenne di Torino,è netta perchè Omero canta e descrive dei,uomini,eroi,guerra e vendetta guidato dall'idea di adattare il testo ad una lettura ed un ascolto pubblico mentre, Baricco cerca aiutandosi con la traduzione dei testi di Maria Grazia Ciani,di riportarci ai tempi di Omero per contemplare uno dei più maestosi paesaggi del nostro destino. Nell'Iliade del nostro scrittore i personaggi omerici sono chiamati in scena a descrivere le loro avventure e le loro passioni,mentre gli dei fanno da sfondo ai loro racconti.
The end...
1'D 29/11/20