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ADOLESCENZA DI RELIGIONE
elisa esposito
Created on November 27, 2020
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Transcript
adolescenzae religione
L’adolescenza è un periodo dello sviluppo che rappresenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, che va quindi da circa i 12 fino ai 19/20 anni. Il termine adolescenza, infatti, significa CRESCERE. Gli anni dell’adolescenza si configurano come gli anni della sperimentazione di sé, di un’incertezza di fondo, durante i quali non è sempre chiaro chi si è, che cosa si vuole, che cosa piace, in che cosa si crede e soprattutto quale sia la propria meta. In questa fase si compiono una serie di cambiamenti fisici sotto l’influsso di processi di maturazione biologica, tant’è che fisiologicamente l’adolescente ora è un adulto. L’adolescenza si snoda tra due polarità: la DIPENDENZA e l’AUTONOMIA, tant’è che fa spesso richieste ambivalenti perché vuole essere allo stesso momento, protetto e indipendente.
L'educazione al senso religioso è un elemento costitutivo della vita dell'uomo e non un elemento aggiunto o superfluo. Educare al senso religioso significa dare un significato, una direzione, dare un nome alle proprie esperienze ed esigenze, azioni e relazioni, entro un ordine più vasto che orienta il progetto del vivere e aiuta la valutazione dell'agire. Significa dare una provenienza e un'appartenenza.Rifiutarsi di educare al senso religioso significa impedire all’adolescente di vivere intensamente la sua umanità, l’intera ricchezza della sua vita.
Educare al senso religioso è un lavoro complesso e delicato che non può essere improvvisato, ma richiede pazienza, gradualità e impegno nel tempo. È come una sorta di missione e come tale deve avere la sua molla propulsiva in una spinta interiore, in una passione totalizzante. Occorre educare al senso religioso sin dall’infanzia poiché questa età lascia un’impronta indelebile, inobliabile, che caratterizzerà tutta la vita. I comportamenti personali assunti dal genitore nella normalità del vivere quotidiano hanno un'immensa importanza, perché sono capaci di proporre modelli valoriali e orientare le scelte di coloro che vivono nel nucleo familiare: i figli. Un errore che il genitore può commettere è voler inculcare l'educazione religiosa con la forza del dovere e del castigo. Questa è pura insipienza educativa. In questo caso non si fa altro che stimolare l'adolescente alla ribellione mettendo le tristi basi per il fallimento religioso. Ogni valore proposto dai genitori al figlio deve assumere nella coscienza di questo, ora più che mai, la forma di un valore personale. Ciò che apre le porte ad un rapporto di educazione è la credibilità del genitore. Quest'ultimo è credibile se dà esempi concreti e si propone come garanzia prossima di verità. I genitori devono essere consapevoli che i figli, in qualsiasi aspetto, e non solo in quello religioso, li guardano, li osservano.
I figli rivolgono la loro maggiore attenzione ai loro atteggiamenti. È a quest'ultimi che si ispirano e li seguono. Più che le parole sono i gesti e gli atteggiamenti che educano e che lasciano un segno. Ora se non esiste coerenza tra il dire dei genitori e il loro fare, le parole che essi pronunciano assumono, agli occhi degli adolescenti, i connotati della menzogna. Dire e fare: questo è il giusto binomio. La migliore testimonianza è, dunque, la coerenza tra la parola e il gesto. «La testimonianza è la forma più immediata dell'educazione ed è lo stile di chi decide l'uso che vuol fare della vita di cui dispone e le tracce che vuole imprimere o lasciare in colui con il quale si relaziona». La famiglia può comunicare tali valori autentici di vita, semplicemente con e nella sua storia di amore. L'amore è il compimento della relazione, è sorgente e anima dell'educazione dei figli. Amandosi tra di loro, i coniugi non fanno altro che educare i figli all'amore autentico, al mutuo aiuto. Essi educano con la testimonianza del loro sereno amore, con l'esempio di una vita autentica, con la costante disponibilità al dialogo, con gesti di carità e di perdono, di sensibilità e di solidarietà e con proposte di riflessione e di preghiera. Una volta che il figlio avrà respirato in famiglia una tale ricchezza umana di amore e valori autentici, non potrà più farne a meno, e non potrà che trasmetterne a sua volta il senso e la bellezza. Così come diceva Orazio: «Una volta che un'anfora nuova sia impregnata di un odore, lo conserverà a lungo»
grazie!
pRESENTAZIONE DEL GRUPPO DI:DI FLORIO NICCOLò,DELLA MONICA CHRISTIAN,DI STANO MARYLOURDES,ESPOSITO ELISA E GATTA SIRIA