IL LAVORO IN ETA' MEDIEVALE
prof.ssa Caterina Simonelli
La concezione del lavoro oggi e ieri
Nella società contemporanea il lavoro ha un'importanza fondamentale. Il lavoro garantisce: benessere, prestigio, realizzazione personale.
Età antica
Nel mondo antico il LAVORO MANUALE era disprezzato ed era prerogativa solo degli schiavi e dei servi.
Bibbia
IL LAVORO svilisce l'uomo ed è una condanna nella Bibbia. Adamo, dopo aver peccato è condannato a LAVORARE.
Società barbariche
Tra i barbari le uniche occupazioni degne erano la guerra e la conquista del bottino. Il lavoro manuale è attività esclusiva dei servi, uomini vigliacchi, che "ottengono col sudore ciò che possono avere col sangue" (Tacito, Germania).
ALTOMEDIOEVO
La Chiesa condanna il lavoro, che viene visto come punizione divina, ma necessario per vivere. Per i monaci benedettini il lavoro diventa uno strumento di penitenza, in aggiunta alla preghiera. Il loro motto infatti era Ora et labora.
Chiesa e monaci
Altomedioevo e agricoltura
Nell'Altomedioevo il lavoro manuale è soprattutto quello AGRICOLO, legato alla coltivazione. La vita dei contadini era molto dura, soprattutto per quelli non liberi che erano servi della gleba. Tra i 3 ordini in cui la società è divisa, i contadini sono la maggior parte.
IL LAVORO AGRICOLO Nella CURTIS i contadini liberi lavorano la terra del signore pagando un canone; i servi invece lavorano in cambio del sostentamento.
In questa fase i CONTADINI svolgono un lavoro generico, non specializzato: curano i campi, realizzano e sistemano attrezzi, cesti, vasellame, abiti.
BASSOMEDIOEVO
A partire dall'anno mille, con la rinascità delle città e dei commerci, i contadini possono anche affrancarsi dalla condizione servile e sviluppano una PROFESSIONALIZZAZIONE DEL LAVORO, cioè sviluppano una specializzazione nelle varie attività artigianali.
Molti si trasferiscono dalla campagna alla città: il CONTADINO, detto villano, continua ad essere disprezzato perchè rozzo e ignorante. Il LAVORO ARTIGIANALE acquisisce importanza e valore, così come il denaro e il commercio. Nasce quindi il mestiere di mercante.
Chi non lavora è povero o mendicante e viene profondamente disprezzato e di conseguenza emarginato dalla società. Il lavoro diventa quindi una prerogativa positiva e importante per gli uomini.
MESTIERI DISDICEVOLI
Nel Medioevo vi è tutta una serie di mestieri che, pur essendo indispensabili per la vita comunitaria, erano considerati disdicevoli o addirittura infamanti, soprattutto a causa dell'influenza della Chiesa.
-LAVORI CHE PORTAVANO ALL'ISOLAMENTO
Erano guardati con sospetto tutti coloro che svolgevano lavori che, per cause diverse, li portavano ad allontanarsi dalla società e dalle istituzioni:
- PASTORI
- BOSCAIOLI
- FABBRI
- ARMAIOLI
LAVORI ITINERANTI
- MARINAI
- PREDICATORI
- GIULLARI
- ATTORI
LAVORI IMPURI
A causa dell'influenza della Chiesa e della cultura cristiana, venivano condannati i lavori impuri, a contatto con la sporcizia o il sangue (nella Bibbia si diceva che il sangue rendeva l'uomo impuro). Le botteghe di chi praticava queste professioni erano situate in luoghi emarginati dal tessuto sociale.
- LAVANDAI
- TINTORI
- MACELLAI
- BECCAI
- BARBIERI E CERUSICI
LAVORI A CONTATTO COL DENARO
- USURAIO
- BANCHIERE
- AMMINISTRATORE
- MERCANTE
La cultura cristiana disprezzava anche i mestieri in cui si maneggiava il denaro, considerati illeciti e infamanti, anche se nel corso del Medioevo erano sempre più diffusi.
Il MERCANTE, ceto emergente della società dal XII secolo, all'inizio viene visto come una persona che trae profitto dal lavoro degli altri, sfruttando il sudore altrui. Poi invece diventa un mestiere rispettabile, se non macchiato da cupidigia o avarizia.
Alla fine del Medioevo il lavoro non fu più oggetto di disprezzo, ma la fatica divenne meritevole di un guadagno che incrementò la fascia intermedia della popolazione. La ricchezza diventa un valore positivo se compensato dalla carità verso i più bisognosi.
Il lavoro in età medievale
CATERINA SIMONELLI
Created on November 26, 2020
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IL LAVORO IN ETA' MEDIEVALE
prof.ssa Caterina Simonelli
La concezione del lavoro oggi e ieri
Nella società contemporanea il lavoro ha un'importanza fondamentale. Il lavoro garantisce: benessere, prestigio, realizzazione personale.
Età antica
Nel mondo antico il LAVORO MANUALE era disprezzato ed era prerogativa solo degli schiavi e dei servi.
Bibbia
IL LAVORO svilisce l'uomo ed è una condanna nella Bibbia. Adamo, dopo aver peccato è condannato a LAVORARE.
Società barbariche
Tra i barbari le uniche occupazioni degne erano la guerra e la conquista del bottino. Il lavoro manuale è attività esclusiva dei servi, uomini vigliacchi, che "ottengono col sudore ciò che possono avere col sangue" (Tacito, Germania).
ALTOMEDIOEVO
La Chiesa condanna il lavoro, che viene visto come punizione divina, ma necessario per vivere. Per i monaci benedettini il lavoro diventa uno strumento di penitenza, in aggiunta alla preghiera. Il loro motto infatti era Ora et labora.
Chiesa e monaci
Altomedioevo e agricoltura
Nell'Altomedioevo il lavoro manuale è soprattutto quello AGRICOLO, legato alla coltivazione. La vita dei contadini era molto dura, soprattutto per quelli non liberi che erano servi della gleba. Tra i 3 ordini in cui la società è divisa, i contadini sono la maggior parte.
IL LAVORO AGRICOLO Nella CURTIS i contadini liberi lavorano la terra del signore pagando un canone; i servi invece lavorano in cambio del sostentamento.
In questa fase i CONTADINI svolgono un lavoro generico, non specializzato: curano i campi, realizzano e sistemano attrezzi, cesti, vasellame, abiti.
BASSOMEDIOEVO
A partire dall'anno mille, con la rinascità delle città e dei commerci, i contadini possono anche affrancarsi dalla condizione servile e sviluppano una PROFESSIONALIZZAZIONE DEL LAVORO, cioè sviluppano una specializzazione nelle varie attività artigianali.
Molti si trasferiscono dalla campagna alla città: il CONTADINO, detto villano, continua ad essere disprezzato perchè rozzo e ignorante. Il LAVORO ARTIGIANALE acquisisce importanza e valore, così come il denaro e il commercio. Nasce quindi il mestiere di mercante.
Chi non lavora è povero o mendicante e viene profondamente disprezzato e di conseguenza emarginato dalla società. Il lavoro diventa quindi una prerogativa positiva e importante per gli uomini.
MESTIERI DISDICEVOLI
Nel Medioevo vi è tutta una serie di mestieri che, pur essendo indispensabili per la vita comunitaria, erano considerati disdicevoli o addirittura infamanti, soprattutto a causa dell'influenza della Chiesa.
-LAVORI CHE PORTAVANO ALL'ISOLAMENTO
Erano guardati con sospetto tutti coloro che svolgevano lavori che, per cause diverse, li portavano ad allontanarsi dalla società e dalle istituzioni:
LAVORI ITINERANTI
LAVORI IMPURI
A causa dell'influenza della Chiesa e della cultura cristiana, venivano condannati i lavori impuri, a contatto con la sporcizia o il sangue (nella Bibbia si diceva che il sangue rendeva l'uomo impuro). Le botteghe di chi praticava queste professioni erano situate in luoghi emarginati dal tessuto sociale.
LAVORI A CONTATTO COL DENARO
La cultura cristiana disprezzava anche i mestieri in cui si maneggiava il denaro, considerati illeciti e infamanti, anche se nel corso del Medioevo erano sempre più diffusi.
Il MERCANTE, ceto emergente della società dal XII secolo, all'inizio viene visto come una persona che trae profitto dal lavoro degli altri, sfruttando il sudore altrui. Poi invece diventa un mestiere rispettabile, se non macchiato da cupidigia o avarizia.
Alla fine del Medioevo il lavoro non fu più oggetto di disprezzo, ma la fatica divenne meritevole di un guadagno che incrementò la fascia intermedia della popolazione. La ricchezza diventa un valore positivo se compensato dalla carità verso i più bisognosi.