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tanto gentile e tanto onesta pare

Lattes Editori

Created on November 25, 2020

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Transcript

Tanto gentile e tanto onesta pare

DANTE ALIGHIERI

versi endecasillabi

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Metro

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ’ntender no la può chi no la prova: e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.

SONETTO

quartina

quartina

terzina

terzina

Schema

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ’ntender no la può chi no la prova: e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.

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A B B A

A B B A

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C D E

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E D C

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Parafrasi

Tanto nobile d’animo e tanto piena di dignità si mostrala mia donna quando rivolge ad altri il saluto che ogni lingua diventa incapace di parlare e gli occhi non osano guardarla. Ella cammina, sentendosi lodare vestita di benevolenza e d’umiltà; e si manifesta come una creatura discesa dal cielo sulla terra per mostrare il miracolo. Si mostra così bella a chi la guarda, da infondere, attraverso gli occhi, una dolcezza al cuore che chi non la prova non può capire: e appare chiaramente che dal suo viso si muove uno spirito soave ricolmo d’amore, che va dicendo all’anima: Sospira.

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ’ntender no la può chi no la prova: e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.

Figure retoriche

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ’ntender no la può chi no la prova: e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.

Commento

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi sì piacente a chi la mira, che dà per li occhi una dolcezza al core, che ’ntender no la può chi no la prova: e par che de la sua labbia si mova un spirito soave pien d’amore, che va dicendo a l’anima: Sospira.

Il verbo pare, ripetuto tre volte, è il verbo della visione: la donna è come una cosa mandata sulla terra per volere divino. Nelle terzine si riprende il tema dello sguardo. La visione della donna-angelo, tramite gli occhi, infonde dolcezza nel cuore di chi la guarda con meraviglia.