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Cap. 6 Istituzioni universali e poteri locali

Antonella

Created on November 17, 2020

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Transcript

Cap. 6: istituzioni universali e poteri locali

index

1. Il rafforzamento delle monarchie feudali

2. Chiesa, eresie, ordini mendicanti

3. L'Impero di Federico II

4. L'Italia alla fine del Duecento

Il rafforzamento delle monarchie feudali

Nell'XI secolo alle due istituzioni universali, Impero e Papato, si aggiunsero le istituzioni cittadine e le monarchie feudali. La monarchia venne considerata l'unico sistema politico capace di garantire pace di difendere la fede. Fu proprio in questo perdiodo che la monarchia francese iniziò a consolidare il suo potere, fondamentale fu, in tal senso, il ruolo di Luigi VI, che riuscì ad espandere il territorio del suo regno grazie alle imprese militari, ma anche alle politiche matrimoniali. Combinò il matrimonio tra il figlio Luigi VII ed Eleonora d'Aquitania, che portò in dote i territori della Loira, della Gascogna e del Poitou. Alcuni anni dopo il matrimonio entrò in crisi ed Eleonora riottenne le sue terre che furono nuovamente date in dote, quando Eleonora sposò il duca di Normandia Enrico, che, nel 1154, salì sul trono d'Inghilterra. Enrico II, grazie al suo matrimonio, era diventato vassallo del re di Francia, ma allo stesso tempo, i suoi possedimenti francesi superavano quelli dello stesso re di Francia.

Enrico II, cercò di accentrare tutto il potere nelle sue mani e limitò anche le prerogative della Chiesa controllando direttamente la nomina dei vescovi e imponendo un tribunale laico. L'ascesa della monarchia inglese si arrestò nel momento in cui divenne re Riccardo cuor di Leone, che si dedicò soprattutto alle imprese militari e, proprio per questo motivo, spesso fu lontano dal suo regno. Durante la sua assenza, il fratello Giovanni Senzaterra, aiutato dal re di Francia, cercò di accaparrarsi il trono. A questa vicenda fa riferimento la storia che ha come protagonista Robin Hood, che cercò di difendere i diritti di Riccardo, che tornato in Inghilterra riuscì a riconquistare le sue terre. Morì poco tempo dopo e a salire al trono fu proprio il fratello Giovanni, che si scontrò con il re Francese Filippo II Augusto: il 27 luglio 1214 gli eserciti, francese e inglese, si affrontarono Bouvines. L'esercito francese ottenne una vittoria decisiva, poichè indebolì notevolemente la monarchia inglese e favorì l'elezione imperiale di Federico II di Svevia.

La Magna Charta libertatum

Dopo la battaglia di Bouvines, venne contestata al re il frequente pagamento delle tasse, che era richiesto a tutti gli uomini liberi. La monarchia fu costretta a sottoscrivere, 15 giugno 1215, la Magna Charta libertatum, che limitava il potere del re inglese. Essa divenne un punto di riferimento fondamentale per l'evoluzione degli istituti parlamentari e costituzionali del Regno inglese.

Chiesa, Eresie e ordini mendicanti

Alla crociata contro gli Albigesi parteciparono i nobili francesi che speravano di poter conquistare la Provenza. Dopo vent'anni i Catari vennero annientati, così come venne eliminata la civiltà che aveva dato origine alla letteratura in lingua d'oc, mentre si affermò la parte settentrionale della Francia dove era parlata la lingua d'oïl.

Nel XII secolo,la Chiesa è costretta a fare i conti con vari movimenti eretici, che univano rivendicazioni religiose e sociali. La Chiesa veniva condannata per la sua condotta morale e da più parti e veniva critica per essersi contaminata con il potere economico e politico. Il Papa Innocenzo III sosteneva la superiorità del potere spirituale su quello temporale e, in virtù di ciò, sosteneva che al papa spettava sia l'uno che l'altro. Tra i vari movimenti eretici ricordiamo:

  • I patarini milanesi: denunciavano la corruzione del clero, consideravano privi di valore i sacramenti amministrati dai preti indegni e chiedevano una riforma della Chiesa. Questo movimento venne contrastato e si estinse molto velocemente.
  • I Catari, che in Provenza, nel 1208, furono perseguitati durante la cosiddetta "Crociata contro gli albigesi", infatti Catari erano chiamati anche così. I Catari predicavano la necessità di attuare un distacco dai beni materiali.

Innocenzo III per combattere le eresie:

  • introdusse l'obbligo della confessione che permetteva di controllare i fedeli.
  • istituì il tribunale dell'Inquisizione, che entrò in funzione durante il pontificato del papa Gregorio IX.

francescani e domenicani

Studiare pag. 110 del libro di testo

valdesi e fraticelli

Con il passare degli anni, all'interno dell'ordine francescano, si formarono due correnti:

  • gli spirituali che volevano seguire alla lettera il principio della povertà.
  • i conventuali che avevano assunto una posizione meno radicale nei confronti della povertà.

La corrente degli spirituali prevalse per un breve periodo, poichè venne eletto papa Celestino V, che era un monaco eremeta, Pietro da Morrone. Ma Celestino V ben presto rinunciò.

Nello stesso periodo si affermò il movimento dei "poveri di Lione" che ebbe comefondatore Pietro Valdo, infatti proprio per questo motivo i membri di dii questa correntereligioda vennero chiamati "valdesi". Anche questo movimento fu considerato eretico e, pertanto, venne perseguitato. I valdesi furono costretti ad abbandonare la Francia e a rifugiarsi nelle valli alpine sul confine tra Francia e Italia.

l'impero di federico ii

Federico II era figlio di Enrico IV e Costanza d'Altavilla, nipote di di Federico Barbarossa, pertanto aveva ereditato la corona di Sicilia e quella di Germania. Nel 1220 fu eletto imperatore. Il suo obiettivo era quella di ristabilire l'autorità imperiale in Italia e, per raggiungere tale fine, lasciò la Germania e si stabilì in Sicilia. Palermò divenne la sua roccaforte. Fece emanare le Costituzioni di Melfi: un codice di leggi. I rapporti tra Federico II e la Chiesa furono molto complessi e lo divennero ancora di più, poichè Federico si era impegnato di condurre la sesta crociata, che continuava a rimandare, proprio per questo motivo fu scomunicato nel 1227. Nel 1228 si decise a partire e raggiunse un accordo, senza ricorrere all'uso delle armi, con al-Malik al-Kamil, nipote del Saladino. Ciò infastidì il papa Gregorio IX. Federico II era considerato un nemico anche dai Comuni dell'Italia settentrionale, che temendo di perdere il loro potere, ridiedero vita alla Lega lombarda. A quel punto all'interno di tutte le città italiane si formarono due fazioni:

  • guelfi (sostenitori del papa)
  • ghibellini (sostenitori dell'Imperatore).

L'imperatore e la Lega si scontrarono nella battaglia di Cortenuova (1237), in quell'occasione Federico II riuscì ad ottenere la vittoria, ma nonostante tutto, non riuscì a conquistare Milano. Negli anni successivi, Federico II venne scomunicato ancora da papa Gregorio IX e dal suo successore Innocenzo IV che arrivò a dichiararlo deposto. I feudatari tedeschi approfittarono della situazione per cercare un nuovo candidato. Nel frattempo l'esercito di Federico II venne sconfitto a Parma (1248), l'anno successico il figlio Enzo subì una sconfitta a Fossalta, presso Bologna. Federico II morì improvvisamente all'età di 56 anni. Nel 1258 la corona passò al figlio Manfredi, che divenne un punto di riferimento per i ghibellini. I ghibellini ottennero un'importante vittoria a Montaperti, ma nel frattempo il papa aveva richiesto l'intervento del re francese Luigi IX e per consolidare la loro alleanza concesse al fratello del re , Carlo d'Angiò, la corona di Sicilia. Le truppe di Manfredi e quelle di Carlo d'Angiò si scontrarono nel 1266 a Benevento, dove Manfredi venne sconfitto e ucciso. Due anni dopo i ghibellini cercarono favorire l'ascesa di Corradino, nipote sedicenne di Federico II, che battuto a Tagliacozzo (1268), venne catturato e fatto decapitare. Nell'Italia meridionale ebbe inizio la dominazione angioina. In Germania i contrasti tra i principi tedeschi fecero sì che il trono imperiale rimanesse vacante per 20 anni, quando venne eletto Rodolfo d'Asburgo.

l'italia alla finde del duecento

Gli angioini trasferirono la capitale del Regno di Sicilia da Palermo a Napoli. In Sicilia il malcontento aumentava e, nel 1282, sfociò in una rivolta che ebbe luogo il lunedì di Pasqua durante la funzione religiosa del Vespro: la rappresaglia, proprio per questo motivo, è definita rivolta dei Vespri siciliani. I siciliani, per combattere contro Carlo d'Angiò, chiesero l'intervento di Pietro III d'Aragona, considerato il legittimo erede, poichè aveva sposato la figlia di Manfredi. In realtà, gli aragonesi ottennero la Sicilia, che, con il trattato di Avignone (1372) venne separata dal Regno di Napoli.

Nell'Italia centro-settentrionale, i comuni ottennero sempre maggiore autonomia e ciò ostacolò il processo di unificazione territoriale, che, ad esempio in Francia, Inghiltera, Spagna e Portogallo, era avvenuto senza alcun problema. Una situazione molto simili a quella italiana si venne a creare anche in Germania. Le città italiane principali di questo periodo furono:

  • Milano, dove dal punto di vista sociale si contrappongono i popolani (i membri dei ceti produttivi) e i magnati (esponenti delle famiglie più potenti).
  • Venezia, importante centro commerciale marittimo, protetta dall'Impero d'Oriente da cui era riuscita a mantenersi autonoma. Era una repubblica oligarchica guidata da un Doge, la cui carica divenne con il tempo elettiva e limitata dal controllo del Maggior consiglio.

Tra Genova e Venezia esisteva una forte rivalità. Le due città si erano affrontate nella battaglia di Curzola (1298). I marinai genovesi erano abili navigatori, capaci di raggiungere anche l'Atlantico. Fu il genovese Lanzarotto Malocello a scoprire le isole Canarie, ma ciò che caratterizzava la città era anche una forte instabilità politica causata dalle lotte tra guelfi e ghibellini, ma anche tra popolani e aristocratici. Altra città molto importante fu Firenze, dove le lotte politiche vedevano contrapposti ghibellini e guelfi. I guelfi suddivisi, a loro volta, in bianchi (più vicini all'Imperatore) e neri (più vicini al papa).