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I personaggi dei Promessi Sposi
Raffaele Montuoro
Created on November 15, 2020
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Correct Concepts
Transcript
Renzo Tramaglino
Chi è Renzo Tramaglino?
Giovane filatore di seta, Renzo ha un carattere esuberante; ama la giovane Lucia e vuole sposarla. Pur essendo rispettoso dell' autorità di Don Abbondio, non accetta torti e soprusi e, una volta saputo il motivo dell'improvviso rifiuto del curato di celebrare il matrimonio, medita una vendetta che però non può realizzare sia per la sua fede nei valori cristiani, sia perché don Rodrigo è protetto dai bravi.Lascia il suo paese da giovane inesperto ma nel corso del romanzo affronta eventi drammatici che lo fanno crescere e lo renderanno più accorto e maturo. Con intraprendenza e ottimismo affronta la nuova vita nel bergamasco, dopo il mandato di cattura che la giustizia milanese spicca contro di lui. Si mantiene fedele al progetto di vita in comune con Lucia. Quando Agnese gli fa sapere che il matrimonio non è più possibile per un voto di castità formulato dalla giovane, Renzo con coraggio non si piega alla nuova svolta del destino e preferisce affrontare Milano in preda alla peste, pur di ritrovare Lucia ed arrivare ad una spiegazione diretta con lei.
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Lucia Mondella
Chi è Lucia Mondella?
È la protagonista femminile della vicenda, che subisce le molestie di don Rodrigo e le cui nozze vengono impedite dal signorotto. Appare per la prima volta quando Renzo la raggiunge e la informa del mancato matrimonio, dopo aver costretto don Abbondio a parlare circa le minacce ricevute dai bravi. È una ragazza di circa vent'anni, figlia unica di una vedova con la quale vive in una casa posta. Ha lunghi capelli bruni ed è dotata di una bellezza modesta, che non giustifica una passione morbosa da parte di don Rodrigo il quale infatti ha deciso di sedurla per una sciocca scommessa col cugino Attilio e che spiegherà la delusione dei nuovi compaesani quando i due sposi si trasferiranno nel Bergamasco, alla fine del romanzo. Viene descritta come una ragazza pia e devota, ma anche assai timida e pudica, tanto che si imbarazza e arrossisce in diverse occasioni, non viene trascinata nel tentativo di "matrimonio a sorpresa" di Renzo. In seguito, quando si trova prigioniera nel castello dell'innominato, pronuncia il voto di castità che costituirà un grave ostacolo al ricongiungimento dei due promessi e che verrà sciolto alla fine del romanzo da padre Cristoforo.
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Don Abbondio
Chi è Don Abbondio?
È il curato del paesino di Renzo e Lucia, colui che all'inizio della vicenda dovrebbe celebrare il matrimonio dei due; è il primo personaggio del romanzo a entrare in scena, e in seguito all'incontro coi bravi l'autore ci fornisce una dettagliata descrizione della sua psicologia e del suo carattere. E' presentato come un uomo di circa sessant'anni, dai capelli bianchi e con due folte sopracciglia, due folti baffi e un folto pizzo. Non è assolutamente un uomo molto coraggioso e dimostra anzi in numerose occasioni la sua viltà e la sua codardia, che sono all'origine anche della scelta di farsi prete: non dettata da una sincera vocazione, ma dal desiderio di sfuggire i pericoli della vita ed entrare in una classe agiata e dotata di un certo prestigio, che offre una discreta protezione in tempi in cui regna la violenza e la legge non dà alcuna garanzia agli uomini quieti. Il curato svolge dunque il suo lavoro tenendosi fuori da ogni contrasto, mantenendo la neutralità in qualunque litigio, non contrastando mai i potenti come don Rodrigo e mostrandosi in ogni occasione come un debole, cosa di cui approfittano un po' tutti.
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Don Rodrigo
Chi è don Rodrigo?
È il signorotto del paese di Renzo e Lucia, un aristocratico che vive di rendita e abita in un palazzotto situato poco fuori il paese stesso, personaggio malvagio del romanzo. Decide di sedurre Lucia in seguito a una scommessa fatta col cugino Attilio, per poi intestardirsi, al fine di non sfigurare di fronte agli amici nobili, e quindi, per ragioni cavalleresche. A questo scopo manda due bravi a minacciare il curato don Abbondio perché non celebri il matrimonio fra i due promessi, e in seguito tenta senza successo di far rapire la ragazza dalla sua casa; si rivolgerà poi all'innominato per ritentare l'impresa quando la giovane è protetta nel convento di Gertrude, a Monza, questa volta ci riesce, ma l'inattesa conversione dell'innominato manderà a monte i suoi progetti. Riesce a far allontanare padre Cristoforo da Pescarenico, e in seguito allo scandalo suscitato dalla conversione dell'Innominato lascia il paese per trasferirsi a Milano, dove si ammala di peste e viene ricoverato al Lazzaretto. Qui morirà, lasciandoci nel dubbio se si sia ravveduto o meno dei peccati commessi.
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Frate Cristoforo
Chi è Frate Cristoforo?
È uno dei frati cappuccini del convento di Pescarenico, padre confessore di Lucia e impegnato ad aiutare i due promessi contro i soprusi di don Rodrigo, non sempre con successo; è descritto come un uomo di circa sessant'anni, con una lunga barba bianca e un aspetto che reca i segni dell'astinenza e delle privazioni monastiche. Quando Lucia spiega di avergli raccontato in confessione delle molestie di don Rodrigo.Fra Cristoforo attraverso un lungo flashback racconta la vita precedente e le circostanze che lo indussero a farsi frate. Si chiamava Lodovico ed era figlio di un ricco mercante ritiratosi dagli affari, che viveva come un nobile e aveva allevato il figlio con modi signorili. Il giovane Lodovico, non accettato dagli aristocratici della sua città, era in cattivi rapporti con loro e a poco a poco era divenuto un difensore di deboli e oppressi, circondandosi di sgherri e bravacci coi quali compiva talvolta azioni inclini alla violenza. In seguito a un duello nato per futili motivi cavallereschi con un nobile, Lodovico aveva ucciso il suo avversario ed era rimasto ferito egli stesso portato dalla folla in un convento di cappuccini per salvarlo dalla giustizia e dalla vendetta dei parenti del morto, Lodovico aveva maturato la decisione di farsi frate e aveva poi chiesto perdono al fratello dell'ucciso, scegliendo come nome quello di Cristoforo per espiare la morte del servitore da lui indirettamente provocata.
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L'innominato
Chi è l'innominato?
È il potente bandito cui si rivolge don Rodrigo perché faccia rapire Lucia dal convento di Monza in cui è rifugiata, cosa che l'uomo ottiene grazie all'aiuto di Egidio, suo complice e amante della monaca Gertrude. In seguito a una crisi di coscienza e all'incontro decisivo col cardinale Borromeo giunge a un clamoroso pentimento, decidendo così di liberare la ragazza prigioniera nel suo castello e di mandare a monte i piani del signorotto, che dovrà successivamente lasciare il paese e andare a Milano. L'autore non fa mai il suo nome e infatti lo indica sempre col termine innominato, dichiarando di non aver trovato documenti dell'epoca che lo citino in maniera esplicita. Nonostate ciò la sua figura è chiaramente ispirata al personaggio storico di Francesco Bernardino Visconti, noto bandito vissuto nello stesso secolo in cui è ambientata la vicenda, salvo poi grazie alla conversione ad opera del cardinal Federigo. Manzoni conferma tale identificazione in una lettera a Cesare Cantù. La sua storia passata è fatta di omicidi e altri atti violenti. Quando il signorotto gli affida l'incarico di far rapire Lucia, lui accetta, ma inizia a mostrare i primi rimorsi fino ad arrivare a pentirsi.
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Il dottor Azzecca-garbugli
Chi è il dottor azzecca-garbugli?
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È un avvocato che vive a Lecco ed è intimo amico di don Rodrigo, nonché suo complice delle sue prepotenze a cui trova spesso delle scappatoie legali. E' un personaggio secondario ed è descritto come un uomo alto, magro, con la testa pelata, il naso rosso e una voglia sulla guancia. Viene introdotto quando Agnese consiglia a Renzo di recarsi da lui per chiedere un parere legale circa il sopruso subìto da parte di don Rodrigo, che ha minacciato don Abbondio perché non celebrasse il matrimonio. il nome di Azzecca-garbugli non viene mai detto. Renzo si reca nel suo studio, descritto come un luogo decadente che ispira un'impressione di trascuratezza, ed espone il suo caso, ma l'avvocato cade in un equivoco e scambia Renzo per un bravo, spiegandogli poi come farà a tirarlo fuori dai guai; Quando Renzo fa il nome di don Rodrigo, l'avvocato si arrabbia e caccia via malamente il giovane, restituendogli i capponi che aveva portato in dono e non volendo sentire ragioni. Renzo poi lo definirà signor dottor delle cause perse, espressione divenuta molto in uso con lo scopo di indicare un avvocato di scarso valore.
Monaca di Monza
Chi è la Monaca di Monza?
La monaca di monza si chiama Geltrude, È la monaca del convento in cui si rifugiano Agnese e Lucia in seguito alla fuga dal paese e al fallito tentativo di rapire la giovane da parte di don Rodrigo. Geltrude è presentata come la figlia di un ricco ed influente principe di Milano, la quale grazie alle sue nobili origini gode di grande prestigio e di una certa libertà all'interno del convento. Il personaggio è ispirato alla figura storica di Marianna de Leyva, figlia di Martino conte di Monza e costretta a farsi monaca dal padre contro la sua volontà. Entrata in convento col nome di suor Virginia Maria, esercitò in seguito l'autorità feudale come contessa di Monza, mentre negli anni seguenti intrecciò una relazione con Paolo Osio (l'Egidio del romanzo), un giovane scapestrato colpevole di assassinio dal quale ebbe due figli. Per tenere segreta la relazione l'Osio si macchiò di tre delitti, nonostante ciò venne arrestato. L'Osio venne poi ucciso in casa di un presunto amico che lo tradì, mentre la donna subì un processo e venne rinchiusa nella casa delle penitenti in Santa Valeria a Milano, dove visse gli ultimi anni espiando le sue colpe e auto-infliggendosi crudeli penitenze, fino a morire in odore di santità.
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Agnese
Chi è Agnese?
È la madre di Lucia, un'anziana vedova che vive con l'unica figlia in una casa posta in fondo al paese: di lei non c'è una descrizione fisica, ma è presentata come una donna avanti negli anni, molto attaccata a Lucia per quale, così come è sinceramente affezionata a Renzo che considera quasi come un secondo figlio. Viene introdotta quando Renzo informa Lucia del fatto che le nozze sono andate a monte, e in seguito viene descritta come una donna alquanto energica, incline al pettegolezzo. Rispetto a Lucia dimostra più spirito d'iniziativa, poiché è lei a consigliare a Renzo di rivolgersi all'Azzecca-garbugli, poi propone lo stratagemma del "matrimonio a sorpresa" e in seguito invita don Abbondio e Perpetua a rifugiarsi nel castello dell'innominato per sfuggire agli appestati. È piuttosto economa e alquanto attaccata al denaro, come si vede nella cura che dimostra nel custodire il denaro avuto in dono dall'innominato. A differenza dei due promessi sposi non si ammala di peste e, dopo il matrimonio, si trasferisce con Renzo e Lucia nel Bergamasco, dove vive con loro ancora vari anni. Del defunto marito non se ne parla mai, però il fatto che Agnese sia vedova viene menzionato quando la donna torna al paese e trova la casa quasi intatta dopo il periodo della peste.
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Perpetua
Chi è Perpetua?
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È la domestica di don Abbondio, ovvero una donna di mezza età che, avendo più di quarant'anni ed essendo rimasta nubile, accudisce il curato alloggiando nella sua abitazione. Compare quando il curato torna a casa in seguito all'incontro coi bravi, ed è descritta come una donna decisa ed energica, alquanto incline al pettegolezzo. Ha un carattere simile a quello di Agnese. Ha un carattere spigoloso e sfoga di frequente il suo malumore con il padrone e con cui ha comunque un rapporto basato su una sorta di ruvido affetto ricambiato. È un personaggio di secondaria importanza, protagonista soprattutto di duetti comici con il curato, anche se ha un ruolo decisivo nella vicenda in quanto è lei a far capire a Renzo la verità sul matrimonio rimandato. La sua indole ciarliera verrà poi sfruttata da Agnese, che la distrarrà la notte del matrimonio a sorpresa. La sua morte a causa della peste è rivelata dal curato a Renzo.
Cardinale Federigo Borromeo
Chi è Federigo Borromeo?
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È il cardinale arcivescovo di Milano che raccoglie la confessione dell'innominato e ne favorisce la conversione, consentendo in tal modo la liberazione di Lucia prigioniera nel castello del bandito e una positiva svolta nella vicenda dei due promessi sposi. La sua figura è ispirata al personaggio storico di Federigo Borromeo, patriarca milanese. Divenuto sacerdote nel 1580, Borromeo divenne cardinale a Roma nel 1587 e usò i fondi della sua casata per opere di elemosina, fino a diventare arcivescovo di Milano. Durante la peste del 1630 si segnalò per il suo impegno in favore dei malati, anche se credette agli untori e promosse alcuni processi per stregoneria, fatti che contribuiscono a macchiare almeno in parte la sua biografia.
Griso
Chi è Griso?
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È il capo dei bravi di don Rodrigo, al quale il signorotto affida incarichi delicati e commissiona imprese rischiose, come quella di rapire Lucia nella prima parte del romanzo entra in scena quando si intrufola in casa di Lucia e Agnese travestito da mendicante per guardare in giro e curiosare, senza che venga svelata la sua identità. Di lui non c'è una precisa descrizione fisica e del suo passato ci viene spiegato che, dopo aver assassinato un uomo in pieno giorno, si era messo sotto la protezione di don Rodrigo e aveva guadagnato l'impunità grazie alle aderenze di don Rodrigo, per cui è diventato l'esecutore di tutte le malefatte che gli vengono commissionate.
Fonti
Fonti foto
https://www.sutori.com/ https://passipermilano.com/ https://www.chiamamicitta.it/ http://www.ilmanoscrittodelcavaliere.it/ https://it.geosnews.com/
https://promessisposi.weebly.com/ https://www.eccolecco.it/ https://www.sutori.com/ Il libro di testo: "Antologia dei Promessi Sposi" di Marilù Oliva e Elissa Piccinini - Ed. Zanichelli