Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Verga

neviodp

Created on November 12, 2020

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Akihabara Connectors Infographic

Essential Infographic

Practical Infographic

Akihabara Infographic

Interactive QR Code Generator

Advent Calendar

Tree of Wishes

Transcript

Giovanni Verga

Bio

1840 - 1922

“Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta.”

Stile

Opere

Poetica

Biografia

Stile

Poetica

Opere

Home

Biografia

Verga

Giovanni Verga nasce a Catania (1840-1922) da una famiglia benestante e di idee liberali. Da giovane è un patriota e scrive diverse opere in cui esterna il suo amore per la patria. Vive a Firenze e Milano e fa così esperienza di città più grandi. Le sue prime opere non sono riconducibili al Verismo: scrive, infatti, romanzi legati al mondo aristocratico-borghese cittadino. Legge i realisti francesi (Flaubert, Zola, Balzac) e si avvicina al Verismo. Nelle sue opere veriste parla della società in modo realistico, mettendo in evidenza gli elementi negativi del progresso (in questo il Verismo si differenzia dal Naturalismo → il Naturalismo, pur mettendo in evidenza il negativo della società, ha ancora fiducia nel progresso e pensa che si possano verificare dei miglioramenti sociali) Verga ha una visione pessimistica della realtà. “Ciclo dei vinti”: ritrae nelle sue opere persone sconfitte dalla vita, in qualche modo condannate alla miseria a causa del luogo e della famiglia in cui sono nate.

GIOVANE PATRIOTA

ROMANZI SUL MONDO ARISTOCRATICO-BORGHESE

ROMANZI VERISTI

VISIONE PESSIMISTICA DELLA REALTÀ

Stile

Biografia

Poetica

Home

Opere

Verga

Novelle

Il ciclo dei Vinti

Prime opere

Una peccatrice (1866)

I malavoglia (1881)

nedda

vita dei campi (1880)

Rosso Malpelo

Cavalleria rusticana

la lupa

L’amante di Gramigna

Storia di una capinera (1871)

mastro don gesualdo (1889)

La duchessa di Leyra (incompiuto)

eva (1873)

L'onorevole Scipioni

novelle rusticane (1883)

la roba

L'uomo di lusso

Stile

Opere

Poetica

Biografia

Home

Il ciclo dei Vinti

Verga

Il ciclo dei Vinti è un progetto letterario formato da cinque romanzi che avrebbero dovuto avere come tema comune la lotta per l’esistenza, mettendo così in risalto le tragiche conseguenze del progresso sulle classi sociali più deboli. Nella Prefazione ai Malavoglia lo scrittore spiega le caratteristiche di ogni singolo romanzo all’interno del ciclo a cui pensa di dare il nome Marea ma che in seguito chiamerà I Vinti:

rappresenta

I malavoglia (1881)

lotta per la sopravvivenza

rappresenta

mastro don gesualdo (1889)

ambizione sociale

rappresenta

La duchessa di Leyra (incompiuto)

ambizione aristocratica

rappresenta

L'onorevole Scipioni

ambizione politica

mai realizzati

rappresenta

L'uomo di lusso

Ambizione artistica

Stile

Opere

Poetica

Biografia

Home

I Malavoglia

Verga

Il romanzo parla di una famiglia di pescatori. L’idea di fondo è che non appena ci si avvicina al progresso, le cose si rovinano. Vi è una contrapposizione tra il mondo antico e il mondo moderno.

I malavoglia (1881)

Ambientazione: Acitrezza, Catania, Sicilia COORDINATE SPAZIALI: non viene fatta una descrizione precisa, i luoghi vengono citati come se il lettore fosse un abitante del luogo e li conoscesse già → immersione nel luogo COORDINATE TEMPORALI: contrapposizione tra un tempo mitico/atavico, quasi fuori dalla storia e quello presente/contemporaneo, rovinato e usurato dalle novità introdotte dal progresso.

AMBIENTAZIONE

Viene rappresentata la concretezza della gente popolare che conduce una vita semplice. PERSONAGGI: i personaggi riflettono la gerarchia sociale del paese, anche loro vengono citati come se il lettore li conoscesse. Vengono presentati secondo un ordine gerarchico e patriarcale, ad ognuno di loro viene assegnato un epiteto di origine sociale. È la società ad attribuire loro un soprannome.

PERSONAGGI

IMPERSONALITÀ: uso dell’indiretto libero (si tratta di un discorso in cui le parole o i pensieri dei personaggi vengono introdotti e portati nel testo in forma indiretta tramite il narratore, senza l’uso dei verbi dichiarativi, della punteggiatura e della congiunzione che); REGRESSIONE: l’autore scompare, il suo pensiero si fonde con quello dei personaggi. I personaggi vedranno le cose con i loro occhi e parleranno con le loro parole (non con quelle dell’autore). Il lettore si immedesima così nelle vicende dei personaggi. Il punto di vista dei personaggi è spesso corale (ad esempio nel caso del pregiudizio nei confronti di Rosso Malpelo). Il parlato è popolare, la sintassi piana, sono presenti proverbi, espressioni colloquiali, saggezza popolare.

NOVITÀ NARRATIVE: IMPERSONALITÀ E REGRESSIONE

Stile

Opere

Poetica

Biografia

Home

Mastro don Gesualdo

Verga

1889

Il romanzo fa parte del Ciclo dei Vinti. È ambientato a Vizzini (dove è nato Verga) e al centro c’è la figura di un contadino che cerca di arricchirsi. Descrizione di una società contadina corrotta dalle leggi dell’economia e che tende ad accumulare ricchezza. In questa società, gli affetti sono subordinati al denaro. Il protagonista si affanna e si impegna per guadagnarsi una posizione, arrivando a farsi attribuire il titolo di “Don”. → CONTRASTO TRA “MASTRO” E “DON” CHE INDICA IL CONTRASTO TRA DUE DIVERSE POSIZIONI SOCIALI

MASTRO DON GESUALDO (1889)

Mastro Don Gesualdo riesce a sposare una donna aristocratica, Bianca Trao, per migliorare la sua posizione sociale. L’amore è quindi schiacciato dall’interesse per il denaro. Anche Bianca decide di sposarlo per interesse: deve infatti coprire una relazione amorosa osteggiata dalla sua famiglia. La figlia, Isabella, nata da questo matrimonio si vergognerà delle umili origini del padre e dei suoi modi grossolani. Isabella sposerà un aristocratico squattrinato che dilapiderà tutti i suoi averi. Mastro Don Gesualdo che non si sente più accettato dalla sua gente, per la quale è oramai un “Don”, ma neanche dal mondo borghese per il quale è un “Mastro”, morirà solo e senza affetti.

IL PROTAGONISTA MODIFICA LA SUA CONDIZIONE SOCIALE

PESSIMISMO SOCIALE DI VERGA

SOCIETA’ DEGRADATA A OGNI LIVELLO

NARRATORE ANONIMO E IMPERSONALE

STILE E LINGUAGGIO

OGNI TENTATIVO DI CAMBIARE LA PROPRIA CONDIZIONE SI TRADUCE IN UN FALLIMENTO

NON VI SONO AFFETTI E I RAPPORTI NON SONO MAI SINCERI E DISINTERESSATI

L’AUTORE ESPRIME LE SUE IDEE SOLO TRAMITE LE DESCRIZIONI GROTTESCHE E CARICATURALI DEI PERSONAGGI

cambiano in base ai soggetti coinvolti, quindi si elevano se si tratta di borghesi

MA PERDE I SUOI AFFETTI

Mastro Don Gesualdo riesce a sposare una donna aristocratica, Bianca Trao, per migliorare la sua posizione sociale. L’amore è quindi schiacciato dall’interesse per il denaro. Anche Bianca decide di sposarlo per interesse: deve infatti coprire una relazione amorosa osteggiata dalla sua famiglia. La figlia, Isabella, nata da questo matrimonio si vergognerà delle umili origini del padre e dei suoi modi grossolani. Isabella sposerà un aristocratico squattrinato che dilapiderà tutti i suoi averi. Mastro Don Gesualdo che non si sente più accettato dalla sua gente, per la quale è oramai un “Don”, ma neanche dal mondo borghese per il quale è un “Mastro”, morirà solo e senza affetti. ELEMENTI IMPORTANTI: - IL PROTAGONISTA MODIFICA LA SUA CONDIZIONE/POSIZIONE SOCIALE MA PERDE I SUOI AFFETTI - PESSIMISMO SOCIALE DI VERGA: OGNI TENTATIVO DI CAMBIARE LA PROPRIA CONDIZIONE SI TRADUCE IN UN FALLIMENTO - SOCIETA’ DEGRADATA A OGNI LIVELLO: NON VI SONO AFFETTI E I RAPPORTI NON SONO MAI SINCERI E DISINTERESSATI - NARRATORE ANONIMO E IMPERSONALE: L’AUTORE ESPRIME LE SUE IDEE SOLO TRAMITE LE DESCRIZIONI GROTTESCHE E CARICATURALI DEI PERSONAGGI - USO DEL DISCORSO INDIRETTO LIBERO NEI MONOLOGHI

Stile

Opere

Poetica

Biografia

Home

La roba

Verga

Novella contenuta all'interno delle Novelle rusticane (1883). Racconta la storia del protagonista Mazzarò, un contadino avaro che grazie alla sua intelligenza riesce ad appropriarsi delle terre del padrone (un ricco barone). Considera le sue ricchezze il bene principale della sua vita. Divenuto vecchio, il suo più grande rimpianto sarà quello di non poterle portare con sé.

la roba (1883)

La vicenda si svolge in campagna, più precisamente nel sud della Sicilia. I possedimenti di Mazzarò sono costituiti dalle zone circostanti il Biviere di Lentini, dalle stoppie riarse della Piana di Catania e dagli aranci sempre verdi di Francofone, dai pascoli della Canziria, dai sugheri grigi di Resecane e dai pascoli deserti di Passaneto e di Passanitello.

AMBIENTAZIONE

ROBA: La vera protagonista della storia è la roba che possiede Mazzarò: non ci sono personaggi secondari. MAZZARO’: è un contadino che da povero diventa ricco grazie alla sua intelligenza e ad un lavoro massacrante. Da giovane Mazzarò era vissuto in povertà, senza vestiti e aveva lavorato per il barone al quale poi avrebbe tolto tutto. Arricchitosi non era diventato superbo: si accontentava di due pezzi di pane e un pezzo di formaggio ingozzato in fretta e furia, in piedi, in un cantuccio del magazzino per controllare il lavoro dei contadini. Mazzarò non ama il denaro, perché dice che non è roba: per questa ragione, appena mette insieme una certa somma, compra subito un pezzo di terra. Non beve vino, non fuma, non usa tabacco, non ha il vizio del gioco né quello delle donne. Per tutta la vita è divorato da un’unica passione: l’attaccamento alla sua roba, alla sua proprietà. Di fronte alla morte, però, la sua ricchezza non serve a niente, non si trasmette a nessuno. Questo è il suo rimpianto più grande.

PERSONAGGI

Il personaggio di Mazzarò rappresenta molte caratteristiche e altrettante tematiche: la furbizia, l’avarizia, il senso del sacrificio, la soddisfazione di aver prodotto tanto, la fatica del produrre, la speranza di aumentare i suoi possedimenti, la responsabilità, il dispiacere di lasciare la sua ricchezza sulla terra e la rabbia di morire perdenti. Rappresenta il mondo contadino siciliano, costretto a faticare e a lottare contro un destino avverso a cui però mai si piega.

SIGNIFICATO

Periodi: lunghi, con ampia presenza di subordinate e tanta punteggiatura. Dialoghi: conservano l’immediatezza del parlato; lingua e dialetto si fondono in un linguaggio che aderisce completamente ai luoghi ed alle persone. Registro: informale. Tecniche utilizzate: analessi, dialogo, iterazioni, modi di dire, iperbole. Tecniche narrative: usa la tecnica dello straniamento, che serve per narrare un avvenimento o descrivere un personaggio utilizzando un punto di vista estraneo all'oggetto.

LINGUA E STILE

Stile

Biografia

Opere

Home

Poetica

Verga

Verga ha una visione pessimistica della realtà. La poetica e lo stile di Verga sono caratterizzati da una costante sfiducia nei riguardi del mondo cittadino, che lo spingono preferire il mondo contadino siciliano. Nelle sue opere veriste parla della società in modo realistico, mettendo in evidenza gli elementi negativi del progresso (in questo il Verismo si differenzia dal Naturalismo → il Naturalismo, pur mettendo in evidenza il negativo della società, ha ancora fiducia nel progresso e pensa che si possano verificare dei miglioramenti sociali) “Ciclo dei vinti”: ritrae nelle sue opere persone sconfitte dalla vita, in qualche modo condannate alla miseria a causa del luogo e della famiglia in cui sono nate. Nella poetica di Verga il progresso è paragonato a un fiume (la famosa “fiumana”) che travolge i vinti, coloro che non riescono ad adattarsi e a rimanere al passo con esso. Proprio dei vinti Verga sceglie di parlare nei suoi romanzi e nelle novelle, così da ripagare in qualche modo la loro sconfitta rispetto al progresso, esponendo il loro punto di vista agli occhi del mondo. Nel corso della sua carriera Verga scrive romanzi con temi anche molto diversi tra loro, da quelli patriottici a quelli mondani. Il ritorno alle radici di Verga nasce da una crescente sfiducia nei confronti delle grandi città in cui vive e della vita mondana che conduce. Verga è insoddisfatto della frivolezza degli ambienti romani e diffidente nei confronti del sentimentalismo romanzesco. Attratto dal Naturalismo francese, preferisce così occuparsi della questione meridionale e dei vinti, alimentando così la nostalgia per la sua amata terra. La prima novella che testimonia questo ritorno alle origini è Nedda.

pessimismo

visione realistica

ciclo dei vinti

il progresso

la questione meridionale

Poetica

Biografia

Opere

Home

Stile

Verga

La poetica e lo stile di Verga sono caratterizzati da una costante sfiducia nei riguardi del mondo cittadino, che lo spingono preferire il mondo contadino siciliano.

il mondo contadino

Consiste nell'adottare, per narrare un fatto e descrivere una persona, un punto di vista completamente estraneo all'oggetto

tecnica dello straniamento

Il discorso indiretto libero è un misto fra discorso diretto e discorso indiretto.Ne I Malavoglia il discorso indiretto libero riferisce non solo i discorsi di singoli personaggi ma anche parole di un imprecisato parlante, che coincide con la collettività del paese, con gli occhi del quale sono visti i fatti.

il discorso indiretto libero

Per descriverlo Verga fa appello alla tecnica dell’impersonalità (cioè non esprime giudizi) e della regressione, effettuata tramite un abbassamento costante del punto di vista (sceglie di parlare dal punto di vista del popolo). Per descrivere il mondo siciliano, fisso nei propri valori, secondo l’autore è necessario uno stile di scrittura oggettivo, spogliato da opinioni e sentimenti dell’autore. Serve che l’autore si metta da parte, senza influenzare in alcun modo il racconto con le sue conoscenze o i suoi giudizi, per guardare al mondo contadino e dei pescatori da una certa distanza, allo scopo di restituire la verità, il fatto nudo e crudo in sé.

tecnica dell'impersonalitÀ

La regressione, effettuata tramite un abbassamento costante del punto di vista (sceglie di parlare dal punto di vista del popolo). Verga si cala nei panni del contadino o del pescatore, arrivando a parlare con la sua bocca e vedere con i suoi occhi, e suscita così nel lettore un effetto di straniamento: non è il narratore a prendere le distanze da quanto narrato, ma il lettore, che può giudicare il dato oggettivo che gli è stato presentato. Rispetto a Zola, che ritiene possibile per la letteratura intervenire sulla realtà, per Verga, a prescindere da tutto, la realtà non è modificabile.

tecnica della regressione

Poetica

Biografia

Opere

Home

Letteratura europea di fine '800

1800

In questo secolo lo sviluppo tecnologico e le scoperte nel campo tecnico-scientifico hanno trasformato notevolmente la società europea. La classe sociale che si consolida in questo secolo è la borghesia, mentre l'industrializzazione porta alla nascita di un nuovo ceto popolare, la classe operaia. Dal punto di vista letterario, dopo il Romanticismo della prima metà del 1800, nella seconda metà del secolo si affermano due tendenze tra loro contrapposte: una visione positivista, che esalta la ragione e il progresso tecnologico. Influenzerà la nascita di movimenti letterari come il naturalismo in Francia, il verismo in Italia, il romanzo russo. una visione che rifiuta la realtà oggettiva, ma esalta l'irrazionale. Influenzerà la nascita di movimenti letterari come il decadentismo e il simbolismo in Francia, la scapigliatura in Italia, l'estetismo in Inghilterra.

sviluppo tecnologico

classi sociali

RUSSIA

due visioni contrapposte

INGHILTERRA

positivismo

FRANCIA

ITALIA

decadentismo

Poetica

Biografia

Opere

Home

Letteratura europea di fine '800

1800

sviluppo scientifico

seconda rivoluzione industriale

operai

classi sociali

cambia la societÀ

borghesi

due visioni contrapposte

decadentismo

positivismo

naturalismo(Francia)

simbolismo (francia)

verismo (italia)

decadentismo e scapigliatura (italia)

romanzo realista (russia)

estetismo (inghilterra)