FRANCESCO HAYEZ
Sofia Lozza 5^C
4 versioni del bacio di Hayez
Confronto tra la prima versione e la seconda del Bacio
Confronto del vestito della ragazza nella versione originale (sinistra) e nella versione del 1861 (destra)
L'artista ha realizzato dei colori differenti rispetto l'originale sia per il mantello indossato dal protagonista sia per il drappo che sta sui gradini.
“Confronto tra la versione originale (sinistra) e quella del 1867 (destra)
Particolari della prima versione
Al centro della composizione c'è una coppia di giovani, lui stringe il viso della ragazza con le manie quest'ultima avvicina a sè il compagno con il braccio sinistro
La prima versione del Bacio di Hayez è ambientata nella sala di un castello; alla destra ci sono tre gradini e in secondo piano un muro con grandi pietre
Particolare dell'ambiente
Particolare della Bifora
- Qualcuno che spia i protagonisti
- Un compagno dell'uomo che lo aspetta per partire
- Una domestica di passaggio
particolare del pugnale
Nel Bacio il ragazzo si piega verso la ragazza facendo inarcare anche quest'ultima e conferendo maggior passione al gesto
Particolare dell'ombra
Il punto di fuga dell'opera segue la stessa direzione dei gradini sulla destra; il punto si trova più spostato a sinistra: in questo modo ci si concentra maggiormente sui due protagonisti che sull'ambiente
Significato del Bacio
Probabilmente i ragazzi sono la personificazione dell'Italia unita; la scena rappresentata è fuori dal tempo. La posizione dei protagonisti ci fa pensare che lui stia per partire, mentre lei stia cercando di trattenerlo perchè sa che sta per andare a combattere. Il pugnale rappresenta il desidero di libertà e che è pronto a combattere per liberare l'Italia dall'aggressione austriaca
-La terza versione è stata realizzata nel 1859 da Hayez mentre è al lavoro sull'originale. -Non è una tela, ma un acquerello su carta; non è rettangolare, ma ovoidale. -Non è stata commissionata da nessuno, ma è lo stesso artista a realizzarla per la sorella della sua amante Carolina Zucchi -Conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano
Nella prima versione la donna è vestita d’azzurro e lui ha la calzamaglia rossa. Azzurro e rosso sono 2 colori presenti nella bandiera francese, lo Stato con cui l’Italia stava stringendo un’alleanza per liberarsi dal nemico. Nella versione del 1861 – anno in cui viene proclamato il Regno d’Italia – il vestito della ragazza è bianco.. Il bianco è un colore neutro ed è un omaggio all’unità d’Italia. Nella 4° versione è il ragazzo a mostrare dei colori differenti, infatti indossa la calzamaglia rossa ed un mantello verde, 2 colori della bandiera italiana.
Gerolamo Induno Giuseppe Reina
Triste presentimento di Gerolamo Induno
Descrizione
Una giovane donna osserva tristemente un oggetto che stringe tra le mani. La ragazza siede sul letto sfatto e indossa una veste da notte. Il suo aspetto infatti rivela che si è appena svegliata. Sulla sedia a sinistra sono posati i suoi abiti mentre a terra sono sparsi oggetti, un libro e gli stivaletti. All’interno della piccola nicchia a fianco del letto è esposto un busto di Giuseppe Garibaldi. In alto invece, si notano alcune riproduzioni di opere tra le quali il Bacio di Francesco Hayez. L’arredo della stanza e le sue condizioni rivelano che si tratta di un ambiente povero. Infine sotto al letto si intravede un bauletto di legno scuro.
Simbologia
Nel dipinto viene affrontato il dramma umano della protagonista di umili origini.
Colori
L’opera di Gerolamo Induno presenta colori terrosi e poco brillanti. Il tono del dipinto inoltre è caldo nella descrizione della stanza. Invece la figura della giovane è dipinta con colori freddi e chiari come anche il letto sul quale si trova. La luce chiara del mattino proviene dalla finestra di destra.
Olio su tela, 67x86 cm
In un ambiente stracolmo di oggetti al muro c’è una riproduzione dell’opera di Francesco Hayez il bacio.
Spazio
La giovane si trova all’interno di una povera stanza rappresentata frontalmente. La finestra a destra è disegnata in prospettiva e suggerisce così la profondità della scena.
Composizione
Il dipinto è di forma rettangolare. L’inquadratura orizzontale permette inoltre di rappresentare una gran parte dell’ambiente. Il piano pittorico è ordinato in modo regolare dalle masse degli arredi. In alto poi le travi del soffitto creano una griglia ordinata che si ritrova nel debole disegno del pavimento. La figura della giovane seduta sul letto si trova a destra e viene equilibrata dalla massa del grande camino dipinta a sinistra.
Una triste novella di Giuseppe Reina
Negli anni tormentati del risorgimento italiano, non solo i dipinti divennero icone popolari di stampo patriottico, ma anche le opere letterarie e musicali celebravano il mito della nazione italiana
Anno: 1862
La protagonista rivolge il suo sguardo direttamente ad una stampa che ritrae l’opera di Hayez.
Analisi dei Vespri Siciliani
Prima versione dei Vespri Siciliani di Hayez
L’istante in cui il soldato francese Drouet è stato trafitto dopo aver tentato di molestare la giovane sposa e si accascia a terra prima di morire.;alle sue spalle a sinsitra si trova la chiesa dello Spirito Santo di Palermo
Data di realizzazione: 1822 Dimensioni: 150 x 200 cm Dove si trova: Collezione privata
Confronto della chiesa dello Spirito Santo dipinta (sinistra) e quella reale (destra)
interpretazione
ci sono 2 varianti: - Da una parte si dice che sia stato il giovane marito ad uccidere il soldato francese dopo avergli sottratto la spada. - l’uomo che ha assassinato Drouet in realtà è il fratello della vittima.
tutt’intorno il popolo si agita e scoppia il caos. Ci sono persone che scappano terrorizzate, altre che si accalcano all’entrata della chiesa ed addirittura chi tira fuori le proprie armi pronto a combattere contro i francesi.
sguardo del marito che sorregge sua moglie: i suoi occhi sono sgranati e scioccati in modo eccessivo.
Vespri Siciliani (seconda versione)
Quest’opera è un mistero.
Tutto quello che sappiamo di questo lavoro è che è stato commissionato ad Hayez dal conte Francesco Teodoro Arese Lucinii dopo essere uscito di prigione.
Data di realizzazione: 1826-1827 Dimensioni: 91 x 114 cm Dove si trova: Collezione privata
Vespri Siciliani (terza versione)
Storia
Il cliente che l’ha richiesta è il principe di Sant’Antimo Francesco Ruffo nel 1840. Hayez ha soggiornato nella dimora napoletana della famiglia Ruffo e per quest’ultimo ha realizzato anche altre importanti opere, come il ritratto di sua moglie.
In tempi recenti l’opera è arrivata a Roma ed è entrata a far parte della collezione della Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea.
Drouet sta per morire dopo essere stato trafitto dal marito (o dal fratello) della giovane sposa.
Il soldato francese rivolge il suo ultimo sguardo all’assassino e stramazza platealmente al suolo, cercando comunque di sorreggersi alle persone vicine.
Data di realizzazione: 1846 Dimensioni: 225 x 300 cm Dove si trova: Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma
Hayez lavora con grande cura al panneggio e alle pieghe dei vestiti dei protagonisti.
Ci sono tante persone in questa scena, ma sembra quasi che quelle in lontananza siano “sfocate” o poco importanti.
I protagonisti principali dell’opera sono messi in evidenza con dei movimenti spettacolari,lasciando tutto il resto del popolo a svolgere il ruolo di “comparsa”.
Alessandro Manzoni e Francesco Hayez
Hayez dipinge il ritratto di Alessandro Manzoni
"Già vivo al guardo la tua man pingea un che in nebbia m’apparve all’intelletto: altra or fugace e senza forme idea timida accede all’alto tuo concetto: lieto l’accogli, e un immortal ne crea di meraviglia e di pietade oggetto; mentre aver sol potea dal verso mio pochi giorni di spregio, e poi l’obblio”
A. Manzoni al signor Francesco Hayez
Hayez e Manzoni, pennello e penna, iniettarono nello spirito degli italiani un nuovo modo di sentire attraverso raffigurazioni d’eroismo disincantato. Uomini centrali della cultura, specialmente politica, vengono da loro descritti e mostrati in un’aura di splendente esemplarità.
Soggetti da seguire e soggetti da evitare, comunque sia, in grado di stimolare gesta extra-ordinarie tramite movimenti di attrazione o repulsione.
_ Hayez nel Il Bacio coglie magistralmente l’istante in cui un ragazzo in procinto di fuggire, probabilmente braccato o richiamato alle armi, stringe fra le braccia la sua amata, piacevolmente abbandonata nel calore del suo abbraccio.
1841, olio su tela, cm 120 × 92,5. Milano, Pinacoteca di Brera
Francesco Hayez si impegnò molto nella realizzazione del ritratto e vi dedicò ben quindici sedute di posa. Il suo intento fu quello di esprimere in una sola immagine le qualità morali, religiose, professionali e personali di Manzoni con una posa naturale e vicina al suo pubblico.
_ L’autore de I Promessi Sposi, al termine della tragedia, consegna l’immagine d’amore di un figlio morente che saluta il padre poco prima di abbandonarlo. Combattente fedele, uomo di grandi desideri. Se ne va, lasciando in testamento un futuro senza tinte.
“O padre,
Tanto non chiede il mio dolor; l’obblio
sol bramo; e il mondo volentier l’accorda
agli’infelici” Ermengarda al padre Desiderio, Adelchi
Soffri e sii grande: il tuo destino è questo,
finor: soffri, ma spera: il tuo gran corso
comincia appena; e chi sa dir, quai tempi,
quali opre il cielo ti prepara”
Lo scudiero Anfrido ad Adelchi, Adelchi
F. Hayez, Maria Stuarda che sale al patibolo, 1827. Banca Cesare Ponti, Milano.
F. Hayez, Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero sulla scala detta del piombo, 1867
Francesco Hayez (Il Bacio e Vespri Siciliani), Reina e Induno
sofia.lozza
Created on November 3, 2020
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FRANCESCO HAYEZ
Sofia Lozza 5^C
4 versioni del bacio di Hayez
Confronto tra la prima versione e la seconda del Bacio
Confronto del vestito della ragazza nella versione originale (sinistra) e nella versione del 1861 (destra)
L'artista ha realizzato dei colori differenti rispetto l'originale sia per il mantello indossato dal protagonista sia per il drappo che sta sui gradini.
“Confronto tra la versione originale (sinistra) e quella del 1867 (destra)
Particolari della prima versione
Al centro della composizione c'è una coppia di giovani, lui stringe il viso della ragazza con le manie quest'ultima avvicina a sè il compagno con il braccio sinistro
La prima versione del Bacio di Hayez è ambientata nella sala di un castello; alla destra ci sono tre gradini e in secondo piano un muro con grandi pietre
Particolare dell'ambiente
Particolare della Bifora
particolare del pugnale
Nel Bacio il ragazzo si piega verso la ragazza facendo inarcare anche quest'ultima e conferendo maggior passione al gesto
Particolare dell'ombra
Il punto di fuga dell'opera segue la stessa direzione dei gradini sulla destra; il punto si trova più spostato a sinistra: in questo modo ci si concentra maggiormente sui due protagonisti che sull'ambiente
Significato del Bacio
Probabilmente i ragazzi sono la personificazione dell'Italia unita; la scena rappresentata è fuori dal tempo. La posizione dei protagonisti ci fa pensare che lui stia per partire, mentre lei stia cercando di trattenerlo perchè sa che sta per andare a combattere. Il pugnale rappresenta il desidero di libertà e che è pronto a combattere per liberare l'Italia dall'aggressione austriaca
-La terza versione è stata realizzata nel 1859 da Hayez mentre è al lavoro sull'originale. -Non è una tela, ma un acquerello su carta; non è rettangolare, ma ovoidale. -Non è stata commissionata da nessuno, ma è lo stesso artista a realizzarla per la sorella della sua amante Carolina Zucchi -Conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano
Nella prima versione la donna è vestita d’azzurro e lui ha la calzamaglia rossa. Azzurro e rosso sono 2 colori presenti nella bandiera francese, lo Stato con cui l’Italia stava stringendo un’alleanza per liberarsi dal nemico. Nella versione del 1861 – anno in cui viene proclamato il Regno d’Italia – il vestito della ragazza è bianco.. Il bianco è un colore neutro ed è un omaggio all’unità d’Italia. Nella 4° versione è il ragazzo a mostrare dei colori differenti, infatti indossa la calzamaglia rossa ed un mantello verde, 2 colori della bandiera italiana.
Gerolamo Induno Giuseppe Reina
Triste presentimento di Gerolamo Induno
Descrizione
Una giovane donna osserva tristemente un oggetto che stringe tra le mani. La ragazza siede sul letto sfatto e indossa una veste da notte. Il suo aspetto infatti rivela che si è appena svegliata. Sulla sedia a sinistra sono posati i suoi abiti mentre a terra sono sparsi oggetti, un libro e gli stivaletti. All’interno della piccola nicchia a fianco del letto è esposto un busto di Giuseppe Garibaldi. In alto invece, si notano alcune riproduzioni di opere tra le quali il Bacio di Francesco Hayez. L’arredo della stanza e le sue condizioni rivelano che si tratta di un ambiente povero. Infine sotto al letto si intravede un bauletto di legno scuro.
Simbologia
Nel dipinto viene affrontato il dramma umano della protagonista di umili origini.
Colori
L’opera di Gerolamo Induno presenta colori terrosi e poco brillanti. Il tono del dipinto inoltre è caldo nella descrizione della stanza. Invece la figura della giovane è dipinta con colori freddi e chiari come anche il letto sul quale si trova. La luce chiara del mattino proviene dalla finestra di destra.
Olio su tela, 67x86 cm
In un ambiente stracolmo di oggetti al muro c’è una riproduzione dell’opera di Francesco Hayez il bacio.
Spazio
La giovane si trova all’interno di una povera stanza rappresentata frontalmente. La finestra a destra è disegnata in prospettiva e suggerisce così la profondità della scena.
Composizione
Il dipinto è di forma rettangolare. L’inquadratura orizzontale permette inoltre di rappresentare una gran parte dell’ambiente. Il piano pittorico è ordinato in modo regolare dalle masse degli arredi. In alto poi le travi del soffitto creano una griglia ordinata che si ritrova nel debole disegno del pavimento. La figura della giovane seduta sul letto si trova a destra e viene equilibrata dalla massa del grande camino dipinta a sinistra.
Una triste novella di Giuseppe Reina
Negli anni tormentati del risorgimento italiano, non solo i dipinti divennero icone popolari di stampo patriottico, ma anche le opere letterarie e musicali celebravano il mito della nazione italiana
Anno: 1862
La protagonista rivolge il suo sguardo direttamente ad una stampa che ritrae l’opera di Hayez.
Analisi dei Vespri Siciliani
Prima versione dei Vespri Siciliani di Hayez
L’istante in cui il soldato francese Drouet è stato trafitto dopo aver tentato di molestare la giovane sposa e si accascia a terra prima di morire.;alle sue spalle a sinsitra si trova la chiesa dello Spirito Santo di Palermo
Data di realizzazione: 1822 Dimensioni: 150 x 200 cm Dove si trova: Collezione privata
Confronto della chiesa dello Spirito Santo dipinta (sinistra) e quella reale (destra)
interpretazione
ci sono 2 varianti: - Da una parte si dice che sia stato il giovane marito ad uccidere il soldato francese dopo avergli sottratto la spada. - l’uomo che ha assassinato Drouet in realtà è il fratello della vittima.
tutt’intorno il popolo si agita e scoppia il caos. Ci sono persone che scappano terrorizzate, altre che si accalcano all’entrata della chiesa ed addirittura chi tira fuori le proprie armi pronto a combattere contro i francesi.
sguardo del marito che sorregge sua moglie: i suoi occhi sono sgranati e scioccati in modo eccessivo.
Vespri Siciliani (seconda versione)
Quest’opera è un mistero.
Tutto quello che sappiamo di questo lavoro è che è stato commissionato ad Hayez dal conte Francesco Teodoro Arese Lucinii dopo essere uscito di prigione.
Data di realizzazione: 1826-1827 Dimensioni: 91 x 114 cm Dove si trova: Collezione privata
Vespri Siciliani (terza versione)
Storia
Il cliente che l’ha richiesta è il principe di Sant’Antimo Francesco Ruffo nel 1840. Hayez ha soggiornato nella dimora napoletana della famiglia Ruffo e per quest’ultimo ha realizzato anche altre importanti opere, come il ritratto di sua moglie. In tempi recenti l’opera è arrivata a Roma ed è entrata a far parte della collezione della Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea.
Drouet sta per morire dopo essere stato trafitto dal marito (o dal fratello) della giovane sposa.
Il soldato francese rivolge il suo ultimo sguardo all’assassino e stramazza platealmente al suolo, cercando comunque di sorreggersi alle persone vicine.
Data di realizzazione: 1846 Dimensioni: 225 x 300 cm Dove si trova: Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma
Hayez lavora con grande cura al panneggio e alle pieghe dei vestiti dei protagonisti.
Ci sono tante persone in questa scena, ma sembra quasi che quelle in lontananza siano “sfocate” o poco importanti.
I protagonisti principali dell’opera sono messi in evidenza con dei movimenti spettacolari,lasciando tutto il resto del popolo a svolgere il ruolo di “comparsa”.
Alessandro Manzoni e Francesco Hayez
Hayez dipinge il ritratto di Alessandro Manzoni
"Già vivo al guardo la tua man pingea un che in nebbia m’apparve all’intelletto: altra or fugace e senza forme idea timida accede all’alto tuo concetto: lieto l’accogli, e un immortal ne crea di meraviglia e di pietade oggetto; mentre aver sol potea dal verso mio pochi giorni di spregio, e poi l’obblio” A. Manzoni al signor Francesco Hayez
Hayez e Manzoni, pennello e penna, iniettarono nello spirito degli italiani un nuovo modo di sentire attraverso raffigurazioni d’eroismo disincantato. Uomini centrali della cultura, specialmente politica, vengono da loro descritti e mostrati in un’aura di splendente esemplarità. Soggetti da seguire e soggetti da evitare, comunque sia, in grado di stimolare gesta extra-ordinarie tramite movimenti di attrazione o repulsione.
_ Hayez nel Il Bacio coglie magistralmente l’istante in cui un ragazzo in procinto di fuggire, probabilmente braccato o richiamato alle armi, stringe fra le braccia la sua amata, piacevolmente abbandonata nel calore del suo abbraccio.
1841, olio su tela, cm 120 × 92,5. Milano, Pinacoteca di Brera
Francesco Hayez si impegnò molto nella realizzazione del ritratto e vi dedicò ben quindici sedute di posa. Il suo intento fu quello di esprimere in una sola immagine le qualità morali, religiose, professionali e personali di Manzoni con una posa naturale e vicina al suo pubblico.
_ L’autore de I Promessi Sposi, al termine della tragedia, consegna l’immagine d’amore di un figlio morente che saluta il padre poco prima di abbandonarlo. Combattente fedele, uomo di grandi desideri. Se ne va, lasciando in testamento un futuro senza tinte.
“O padre, Tanto non chiede il mio dolor; l’obblio sol bramo; e il mondo volentier l’accorda agli’infelici” Ermengarda al padre Desiderio, Adelchi
Soffri e sii grande: il tuo destino è questo, finor: soffri, ma spera: il tuo gran corso comincia appena; e chi sa dir, quai tempi, quali opre il cielo ti prepara” Lo scudiero Anfrido ad Adelchi, Adelchi
F. Hayez, Maria Stuarda che sale al patibolo, 1827. Banca Cesare Ponti, Milano.
F. Hayez, Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero sulla scala detta del piombo, 1867