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La melica corale
luciaelle77
Created on October 23, 2020
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Transcript
Il genere ed i suoi autori
La Melica Corale
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INDICE
Le forme
Il pubblico e la lingua
Origini
Alcmane
Ibico
Stesicoro
Pindaro
Simonide
Bacchilide
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La lirica corale è poesia di occasione, intonata da cori
I primi documenti di canti corali sono attestati nell'epos omerico (scudo di Achille, Il. XVIII, 493) in cui si descrive un imeneo.
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Le forme sono legate all'occasione
Esistono cori intonati per gli dei, in occasione di feste religiose e cori intonati in onore di uomini
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3 La lingua della lirica corale
Tale genere è caratterizzato da elementi linguistici del dialetto dorico poiché nacque nell'antica Sparta, nel VII sec. a. C., una città che viveva intensamente la vita sociale. Si riscontrano, comunque, differenze tra il dorico puro di Alcmane e la lingua di Pindaro o Bacchilide
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Alcmane
Visse a sparta nella metà del VII sec. a.c, ma il luogo di nascita è controverso (Messoa? lidia?)
La sua produzione poetica è la prova dell'elevatissimo livello culturale raggiunto dalla città di Sparta
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I grammatici alessandrini divisero in 6 libri il corpus di Alcmane, a noi restano 150 frammenti
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5. Stesicoro
Stesicoro era un nome d'arte (vero nome: Tisia)
Ignoto il luogo di nascita (Matauro? Imera? Locri?)
Fu poeta di corte, come Anacreonte
Apprezzato dagli antichi Quintiliano, Inst, X, I, 62)
visse tra il 630 ed il 555
Capace di sostenere con la lira il canto epico
La tradizione narra che visse sotto il feroce tiranno Falaride, di Agrigento
Stesicoro vuol dire: "ordinatore di cori"
Quindi nacque in Sicilia o in Magna Grecia
Fonte: Lessico della Suda
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I Frammenti
Il Partenio I (detto anche Grande Partenio o Partenio del Louvre) è un componimento di lirica corale di Alcmane[1]. Esso proviene da un papiro ritrovato da Auguste Mariette nel 1855[2], di cui la parte meglio leggibile è costituita dai vv. 36-101:
In questo frammento si descrive, con una tipica Ringkomposition arcaica, il fatto che cime dei monti, gli abissi, i promontori e i burroni sembrano dormire nella quiete della notte. E tutti gli animali che trovano la terra come fonte di sostentamento, insieme a tutte le api esistenti e gli animali feroci delle montagne, dormono, così come tutti i tipi di uccelli che hanno le ali lunghe, ed i mostri, che vivono nelle profondità marine, tra le acque scurite dalle tenebre sopraggiunte.
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La produzione
Dallo studio dei frammenti, sembra che abbia trasferito in metro lirico temi epici
Analogie tra l'Orestea di Stesicoro e le Coefore di Eschilo (il sogno funesto di Clitennestra; il riconoscimento tra i fratelli)
Scrisse una o due "Elena" ed una Palinodia; un'Orestea; Presa di Troia; Il cavallo di Legno; I ritorni; I giochi funebri in onore di Pelia; Gerioneide; Cicno; Cerbero; Erifile; Europa; Tebaide.
Quindi fu un importante fonte per i poeti tragici
Stesicoro fu l'inventore della triade strofica (strofe- antistrofe- epodo), che prevede una rigorosa corrispondenza metrica tra strofe ed antistrofe.
Confrontando le Fenicie di Euripide con la Tebaide di Stesicoro, si colgono importanti analogie (Giocasta non si è ancora suicidata)
La Palinodia di Stesicoro, in cui l'autore giustifica il tradimento di Elena, viene ripresa dall'Elena di Euripide
Gli antichi apprezzarono lo stile e la lingua di Stesicoro, rilevandone la solennità (Orazio, Carm, IV 9, 8)
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Approfondimenti
Una volta Tindaro, facendo sacrifici a tutti gli dèi, solo di Cipride dai dolci doni si dimenticò. Irata allora con le figlie di Tindaro, bigame e trigame le rese la dea, e abbandonamariti.
No, questa storia non è vera: sulle navi dai bei banchi tu non andasti mai, e non giungesti alla rocca di Troia.
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Fr. 15 οὐκ ἔστ' ἔτυμος λόγος οὗτος, οὐδ' ἔβας ἐν νηυσὶν ἐυσσέλμοις οὐδ' ἵκεο πέργαμα Τροίας,
Fr. 46 οὕνεκα Τυνδάρεος ῥέζων ποκὰ πᾶσι θεοῖς μόνας λάθετ' ἠπιοδώρου Κύπριδος· κείνα δὲ Τυνδαρέου κόραις χολωσαμένα διγάμους τε καὶ τριγάμους τίθησι καὶ λιπεσάνορας.
Intervista impossibile a Stesicoro
6. Ibico
Alla caduta di Policrate, Ibico tornò a Reggio
Fu a Samo, alla corte di Policrate, conobbe Anacreonte
nacque a Reggio nella prima metà del VI sec. a.C
La leggenda sulla morte di Ibico, per cui nome d'arte?
Apprezzato da Cicerone
I grammatici alessandrini raccolsero le sue poesie in 7 libri, ma a noi sono giunti 170 frammenti
Formatosi alla scuola di Stesicoro, come lui adattò i temi epici alla lirica corale, ma essendo poeta di corte, trattò anche temi simposiali
sappiamo che viaggiò molto in Sicilia (in un frammento descrive il molo di Ortigia, in un altro di un viaggio tra Catania ed Imera)
in quell'occasione compose un encomio (Policrate? suo figlio?)
Famiglia aristocratica
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Lingua, stile, testi
Lo stile di Ibico è caratterizzato da un grande uso degli aggettivi e dalla particolarità di inserire il significato del componimento nei versi centrali, anziché nelle battute finali, in un uso che si discosta ampiamente dalla consuetudine lirica saffica. Esso è visibile, ad esempio, nel già citato Fr. 286 West, che richiama un passo analogo di Saffo, variandone stile e impostazione.
Pur subendo l'influsso di Stesicoro, si allontanò progressivamente dal modello di carmi lirici di contenuto eroico (encomi), che pure produsse, per diventare il poeta dell'amore e della passione, soprattutto in lode della bellezza degli efebi, dando così alla lirica corale un aspetto nuovo e originale. «È diceria popolare che i lirici avessero la predilezione per le poesie di argomento Paidico. Queste cose si riferiscono anche agli amori, che riguardano Alceo e Ibico e Anacreonte» (Scolio a Pindaro, Istmica II, 1)
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7. Simonide
si recò ad Atene (quando era retta dai figli di Pisistrato).
dopo la morte di Scopas, Simonide si trasferì nella città tessala di Larissa
nel 514 si trasferì in Tessaglia, a Crannone, presso Scopas
fu istruttore di cori a Cartea e in altre città
nacque a Iuli (Ceo) nel 556 sec. a.C
Simonide rappresenta una grande figura intellettuale infatti ebbe ottimi rapporti con la democazia ateniese
compose epigrammi funerari per i caduti ale Termopili ed encomi (il più importante è quello in onore di Scopas)
inoltre segna la trasformazione del ruolo del poeta
pubblicò per la prima volta le elegie (1993)
in seguito si recò a Siracusa
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Lingua, stile, testi
La poetica di Simonide è caratterizzata da un tono sempre sostenuto con la presenza di alcuni elementi di poetica arcaica come le proposizioni nominali.
Lo stile invece è severo e segna il passaggio dalla scultura arcaica a quella del V secolo in cui si affrontano i problemi de naturalismo e del movimento.
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8. Bacchilide
Vita e opere
Nacque a Iuli, nell'isola di Ceo, come Simonide di cui forse fu nipote, nel 518 a. C. Anche lui poeta di corte ed itinerante, fu in Tessaglia, a Delfi, nel Peloponneso ed in Sicilia presso vari tiranni. Fu spesso rivale del poeta Pindaro, che però ebbe più successo di lui presso i contemporanei ed i posteri tanto che il Medioevo bizantino non ne tramandò le opere.
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Pindaro
518 a.C.
Nasce a Cinoscefale, in Beozia, dalla famiglia degli Egidi. Il primo componimento attestato è la Pitica X, scritta nel 498 a.C. per un giovane della casata degli Alevadi di Tessaglia.
476 a.C.
Si trasferisce in Sicilia: a Siracusa fu ospite del tiranno Ierone, ad Agrigento del tiranno Terone.
440 a.C
Morì, probabilmente ottantenne, a Tebe, in Beozia.
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Valori e poetica
La vittoria atletica costituisce per Pindaro un'occasione per manifestare la gnome dei suoi canti poetici
Considerato il più grande lirico dell'antichità.
La lingua di Pindaro è il dialetto dorico, intessuto di omerismi e di forme eoliche.
Cantore dei valori aristocratici, ma non di quelli dell'eteria!
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Cosa ricordare (oltre ai poeti)
Struttura triadica della composizione poetica corale (triade stesicorea); musica e coreografie.
Dialetto prevalente (perché il dorico?); i diversi generi di componimenti corali (per gli dei e per gli uomini).
Le innovazioni contenutistiche introdotte da Stesicoro (utilizzo del metro lirico per temi epici).
A chi attribuire i celebri "topoi" letterari de "il notturno" (Alcmane); l'epitaffio per i caduti (Simonide); contrasto tra locus amoenus e turbamento interiore (Ibico); raccordo tra il ditirambo e la tragedia (Bacchilide); gnome (Pindaro);
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Grazie per aver viaggiato con me!
prof.ssa Licciardello Ευχαριστώ