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SCUOLASENZAZAINO

Assunta Staffello

Created on April 14, 2020

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Transcript

MODELLO SCUOLA SENZA ZAINO -IPU-

WWW.SCUOLASENZAZAINO.IT

Da: "A scuola Senza Zaino" di Marco Orsi "La regola nella scuola spesso risulta un concetto astratto, lontano, per lo più imposto, poco significativo per gli allievi..." "...in molti casi, una regola è data nella forma del "non fare", cioè proibisce comportamenti, introduce divieti...Tuttavia, è noto come l'insistere sui divieti non faccia intravvedere le strade per i comportamenti positivi..." "In SZ non sono abolite le regole. Il punto è che per renderle significative bisogna renderle efficaci attraverso i comportamenti concreti, in situazioni specifiche." "Le procedure in particolare sono algoritmi che mettono in successione comportamenti da tenere per raggiungere un determinato risultato".

IPU: ISTRUZIONI PER L'USO Bisogna creare insieme ai bambini delle procedure standardizzate, ovvero una sequenza di microazioni che servono a indicare come si svolge un lavoro e qual è l'obiettivo che si persegue RITI

N.B. LE PROCEDURE VANNO CODIFICATE PER ISCRITTO E SISTEMATE IN UN APPOSITO RACCOGLITORE

PRIMO STEP SITEMAZIONE DEI BANCHI IN ISOLE E CREAZIONE DI OROLOGIO PER TURNAZIONE

CREAZIONE DI UN PLANNING SETTIMANALE, CON L'ORARIO E LE MATERIE. LA TURNAZIONE DEI TAVOLI PUò ESSERE AGEVOLMENTE COLLEGATA AI GIORNI DELLA SETTIMANA. LUNEDI': TAVOLO 1 (OPP. TAV.ROSSO) MARTEDì: TAV.2 MERCOLEDI': TAV. 3 GIOVEDì: TAVOLO 4 VENERDI'. TAV.5

Il tavolo "del giorno" sarà quello che si preparerà per primo per le varie attività della giornata (merenda, uscita ecc.).

CARTELLONE DEGLI INCARICHI : ESEMPI

CARTELLONE DEGLI INCARICHI : ESEMPI

RITI INIZIALI: 1. APPELLO CON CARTELLONE PRESENZE 2. CALENDARIO 3. CHE TEMPO FA? 4.CARTELLONE DELLE EMOZIONI (COLLEGAMENTO AD AGORA') 5. TIMETABLE: COSA FACCIAMO OGGI?

RITI INIZIALI: 2. APPELLO CON CARTELLONE PRESENZE

SI PUO' FARE ANCHE SEMPLICEMENTE UN ELENCO DEI NOMI DEI BAMBINI DELLA CLASSE E OGNI BAMBINO, QUANDO ARRIVA, METTE VICINO AL PROPRIO NOME UNA UNA MOLLETTA

RITI INIZIALI: 3. CALENDARIO

RITI INIZIALI: 3. CALENDARIO

RITI INIZIALI: 3 BIS. CALENDARIO "METEREOLOGICO"

RITI INIZIALI: 4.CARTELLONE DELLE EMOZIONI (COLLEGAMENTO AD AGORA')

RITI INIZIALI: 5. TIMETABLE: COSA FACCIAMO OGGI?

SEMAFORO DEL BAGNO

PARTE CENTRALE DELLE GIORNATA: ATTIVITA'

BISOGNA CREARE UNO SCHEMA DELL'ATTIVITA' CHE SI INTENDE PROPORRE, CHIARENDO, MAGARI ALLA LAVAGNA, QUALE SARA'L'INIZIO, QUALE LO SVOLGIMENTO E QUALE LA FINE. SAREBBE OPPORTUNO ANCHE INDICARNE ORARIO DI INIZIO E ORARIO DI FINE.

ESEMPI DI PROCEDURE CON IPU

ESEMPI DI PROCEDURE CON IPU

ESEMPI DI PROCEDURE CON IPU

UN ESEMPIO PRATICO

NOTE A MARGINE:

DA PEARSON.IT

DA PEARSON.IT

DA PEARSON.IT

DIDATTICA A STAZIONI

Quando si parla di "differenziazione dell'insegnamento" (DI) ci si riferisce alla PERSONALIZZAZIONE DELL'INTERVENTO EDUCATIVO RISPETTO AI PROCESSI DI APPRENDIMENTO DI OGNI STUDENTE.

STAZIONI= GRUPPI DI LAVORO L'idea di stazione mette in evidenza che il percorso di apprendimento dell'alunno è paragonabile ad un lungo viaggio caratterizzato da "fermate" in luoghi diversi, variegati e interessanti, che alla fine conduce ad una meta, al raggiungimento di un traguardo.

In un classe SZ è possibile prevedere il LAVORO DIFFERENZIATO IN CONTEMPORANEA, è POSSIBILE, CIOE', ASSEGNARE AGLI ALUNNI COMPITI DIFFERENTI CONTEMPORANEAMENTE

Testi di riferimento: - Marco Orsi, A scuola senza zaino - Giuditta e Ginevra Gottardi, Didattica a stazioni

Aspetti e caratteristiche della didattica a stazioni:

  • Il docente deve preparare prima tutti i materiali occorrenti e predisporre con molta accuratezza i timetable delle attività (IPU)
  • Le attività devono essere pensate in maniera che i bambini siano in grado di svolgerle in larga parte in autonomia, in modo che il docente possa intervenire e sostenere i gruppi più "deboli".
  • Utilissima, in tal senso, è la predisposizione di "materiali autocorrettivi", che consentono agli alunni di non aver sempre bisogno delladulto per controllare il proprio lavoro.
  • La didattica a stazioni rende operante in maniera naturale e automatica il cooperative learning

Esempi di Didattica Differenziata: 1. Le stazioni per livello

  • Le postazioni sono organizzate come STAZIONI, con un livello di difficoltà crescente.
  • Tutoring tra alunni
  • Postazioni in cui si consolida/ Postazioni in cui si illustra argomento nuovo (rotazione)
  • Tutti fanno tutto, ma in giorni diversi

2. Le stazioni "con scelta"

  • Le postazioni sono organizzate come STAZIONI, con attività diverse
  • Tutoring tra alunni
  • Tutti fanno tutto, ma in giorni diversi
  • La scelta di quale attività svolgere per prima innesca un processo di responsabilizzazione

Esempio: Una storia da raccontare. Dopo la lettura della storia:

  • Disegno di sequenze che illustrano la storia
  • Ripetizione orale della trama (da fare in coppia, per ex.)
  • Breve riassunto scritto/Domande per la comprensione
  • Realizzazione di una situazione della storia o di un pupazzo raffigurante il protagonista (attività manuale)

3. Le stazioni con divisione dei compiti per un progetto

Questa pratica didattica prevede che si diano dei compiti diversi per costruire un progetto unitario, il cui contenuto di base è scelto dal docente o dagli alunni stessi.

  • Il docente deve preparare prima tutti i materiali occorrenti e predisporre con molta accuratezza i timetable delle attività con le IPU
  • Le attività devono essere pensate in maniera che i bambini siano in grado di svolgerle in larga parte in autonomia, in modo che il docente possa intervenire e sostenere i gruppi più "deboli".
  • Ciascun gruppo deve preparare un report del proprio lavoro
  • Al termine dei lavori ogni gruppo relaziona alla classe sia per illustrare in che modo ha gestito il lavoro, sia le risultanze del proprio operato.

ESEMPIO di progetto con didattica a stazioni:

TITOLO: Donne famose ARGOMENTO: Giornata Internazionale della Donna SVOLGIMENTO: Ad ogni gruppo di lavoro viene affidato il compito di illustrare la vita e il pensiero di una donna famosa. PRODOTTO FINALE: realizzazione di un cartellone CONCLUSIONE: il gruppo relaziona alla classe

In alternativa si può lavorare alla realizzazione di un unico cartellone e ogni gruppo può occuparsi di uno degli aspetti della biografia della donna scelta.

PERIODO STORICO
VITA
QUALITA' E LASCITO

MATERIALI

LA PROGETTAZIONE SENZA ZAINO

La progettazione Senza zaino si avvale di due strumenti: il TIMETABLE e la MAPPA GENERATRICE

Più attività costituiscono un percorso di apprendimento, che può essere assimilato alle UDA. Per ideare questo percorso il modello SZ propone la MAPPA GENERATRICE

Il TIMETABLE copre un'attività che può avere una durata massima di 2 ore.

Si sceglie un tema/esperienza generatrice. Da questa si irraggiano varie possibilità che coinvolgono tutte le discipline/campi di esperienza.

ORGANIZZATORI GRAFICI (BSMART).

Il modello SZ invita i docenti a USCIRE DAL GENERICO per definire bene il da farsi

Nella progettazione didattica spesso si è indugiato troppo sugli aspetti che stanno all'inizio, a monte, e quelli che stanno in fondo, a valle.

Si insiste, cioè sull' inizio (OBIETTIVI) e sulla fine del processo (VALUTAZIONE), ma non su tutto ciò che c'è nel mezzo, dando per scontato che comunque le idee possano tradursi di per sè in fatti e che la teoria sia in grado di incontrarsi con il mondo.

Il modello SZ propone una rivalutazione di quanto sta in mezzo, la fase di realizzazione del percorso

LA DIMENSIONE OPERATIVA

LA DIMENSIONE OPERATIVA

SISTEMA DI ATTIVITA'che devono essere messe in un determinato intenzionalmente, il che richiede TEMPO e PREPARAZIONE.

La PROCEDURA, in altre parole, è la base giusta da cui partire.

Il metodo progettuale non è altro che una serie di operazioni necessarie, disposte in un ordine logico dettato dall'esperienza. Il suo scopo è quello di giungere al massimo risutato con il minimo sforzo.

La questione dunque è cercare di PIANIFICARE AL MEGLIO L'AZIONE per rendere possibile il conseguimento degli scopi che intendiamo raggiungere.

Il modello SZ schematizza questo processo nel SISTEMA DELLE 4 R

MAPPA GENERATRICE UNA SERIE DI ATTIVITA'

PREPARARE LE ATTIVITA' E SCRIVERE IL TIMETABLE DI OGNI ATTIVITA'

CON IL TIMETABLE RENDIAMO OPERATIVA LA PROGETTAZIONE CON UNA SERIE DI AZIONI CHE SPEZZANO IL PERCORSO DI APPRENDIMENTO IN FASI SEMPLICI, SCOMPONENDO I CONTENUTI IN BREVI UNITA'

SCHEMA E ESEMPIO DI TIMETABLE

La stesura del timetable prevede di tenere presenti la descrizione degli step (divisi in AVVIO, SVILUPPO e CONCLUSIONE), la definizione dei tempi, l'indicazione dell'obiettivo (chiaro e comunicabile)

ESEMPIO DI MAPPA GENERATRICE

La mappa generatrice parte da un'esperienza generatrice, che deve avere a che fare con la vita reale e con il mondo, in modo da poter suscitare l'interesse e la partecipazione dello studente per la ricerca e l'approfondimento.

L'esperienza è generatrice in quanto capace di suscitare, provocare, stimolare una riflessione e una ricerca su parti di mondo.

ESEMPIO DI MAPPA GENERATRICE

Appesa in aula, diviene uno strumento di organizzazione e di apprendimento per tutta la classe, favorendo la consapevolezza di ciascuno sul percorso da fare.

La mappa diventa anche uno strumento di progettazione condiviso nel team docenti, perchè si presta ad essere facilmente utilizzata nel gruppo, sia nella preparazione del percorso che in quello della revisione

CONCLUSIONE

IL PERCORSO DI APPRENDIMENTO PUò ESSERE SCHEMATIZZATO IN QUESTO MODO:

OGNUNA CON IL SUO TIMETABLE

LA MAPPA GENERATRICE DEL LABORATORIO CREATIVO

Esperienza generatrice: una visita al Museo...virtuale!!!

ITALIANO: esperimenti di scrittura creativa STORIA: la linea del tempo, il I sec. d.C SCIENZE: la primavera, la fauna MATEMATICA: reticolo e disegno in scala, proporzioni INGLESE: le parti del corpo

CONCLUSIONE

Esperienza generatrice: una visita al Museo...virtuale!!!

ITALIANO: esperimenti di scrittura creativa STORIA: la linea del tempo, il I sec. d.C SCIENZE: la primavera, la fauna MATEMATICA: disegno in scala, proporzioni INGLESE: le parti del corpo